Da oggi, 24 giugno, raccogliamo in questa pagina i vari contributi e
aggiornamenti che ci stanno pervenendo in solidarietà alle compagne e ai
compagni arrestati il 16 giugno 2026.
[24.06.2026]
SULL’INDAGINE E RELATIVI ARRESTI DEL 16 GIUGNO.
Solidarietà dalla Romagna
…e sono tante, troppe, le mattine così, per tanti, troppi, individui che vengono
gettati nel tritacarne del macabro e viscido teatro che lor signori chiamano
Giustizia.
Un’ennesima mattina di sveglia con le guardie alla porta, con le loro pettorine
da fiction TV, con le pistole alla cintola, i guantini, il puzzo di dopobarba e
le facce di chi sta facendo bene il proprio sordido mestiere: applicare la
legge.
Non sempre finisce con gli arresti, stavolta sì, e con uno spazio storico
sgomberato, spazio che per tantx di noi era casa, per altrx punto di
riferimento, scoglio anomalo nel mare di cemento e aperitivi della capitale: il
Benci odia ancora!
I fatti, per ora, per quello che ci è dato sapere (visto che le indagini sono
tutt’ora in corso) sono più o meno già ampiamente circolati sia in ambienti di
movimento, sia nel web-mondo, perciò ci siamo chiestx cosa potevamo dire che ne
valesse davvero la pena, in un momento del genere, un momento in cui nove
sorelle e fratelli sono tra le grinfie dello stato, al caldo di queste sbarre
infami?! (e se ci siamo attardatx tanto per esprimerci pubblicamente, sappiamo
che capirete: sono state ore febbrili, di mille cose da pensare e da fare!)
Se le parole hanno un senso in momenti come questo – secondo noi – è di cercare
di accostarsi alla pancia e al cuore, cercare di tradurre il magma di sensazioni
che proviamo e che tutte non possono esprimersi a gesti: rabbia, rabbia, rabbia,
fatica, stanchezza, amaro, impotenza, incredulità, ancora rabbia.
Ma, dall’altro lato della barricata interiore dei nostri spiriti inquieti, anche
contentezza nel vedere la forza che riusciamo ad esprimere nella solidarietà e
la tenacia e la voglia di resistere un secondo in più degli oppressori che
mirano a rubarci/intristirici la vita e l’orgoglio di avere compagnx così fortx
e dolci allo stesso tempo, così splendidamente imperfettx e incamminatx, a testa
alta, verso il nostro sogno comune: la libertà.
Questa è la parte migliore di noi e quando riusciamo a farla emergere, già
tocchiamo con mano un po’ del mondo che vorremmo, e la repressione – ragion di
Stato assassina e vigliacca – ha se non altro questo merito, che ci spinge a
tirarla fuori.
Dopo la convalida degli arresti di Toni e Pietro, dopo che anche a Giulia e Luna
sono state applicate le misure cautelari (domiciliari con braccialetto
elettronico) mentre aspettiamo di sapere dove spediranno tuttx lx nostrx
compagnx, che dalle carceri attuali saranno trasferitx nelle sezioni di Alta
Sicurezza, come compagnx della Cassa Antirepressione Capitano ACAB vogliamo
mandare i nostri abbracci di cuore a tuttx lx arrestatx, perquisitx, inquisitx
per questa ennesima operazione del 16 giugno e ci impegniamo a seguire tuttx lx
compagnx prigionierx a partire dal nostro compagno, amico, fratello, Pietro,
arrestato (come Toni) in ossequio alla logica che vuole che dopo che ste carogne
promulgano una nuova legge, qualcunx debba cadervi preda (parliamo qui del
270quinques terzo) per far sorridere di soddisfazione gli aguzzini in giacca e
cravatta. Ci pare interessante e importante far cirocolare il nome degli
opuscoli che sono valsi la galera per Pietro, visto che hanno giustificato il
suo arresto, si chiamano “Taglio e Cucito”, “L’informatore anarchico” e “Stop
that train”.
In queste ore roventi (in tutti i sensi!!) ci stiamo dicendo di procedere per
passaggi: al momento, in attesa del Riesame che ci auguriamo dissolva o per lo
meno ridimensioni il fumoso/fuffoso impianto accusatorio, è seguire lx compagnx
nei trasferimenti; è stare vicino agli affetti dellx arrestatx e inquisitx;
raccimolare soldi per le molte spese che verranno; farci forza l’un l’altrx,
coltivando un sano odio sempre col sorriso, che non ci consumi dentro ma che
sappia esondare in faccia ai nostri nemici.
Come sempre diciamo e scriviamo, la miglior solidarietà è proseguir nelle lotte
dex compagnx colpitx dalla repressione, e questo vogliamo tenerlo a mente.
Non si tratta di mitizzazione, di martirio per l’ideale, di eroismo o cose del
genere, ma di una precisa scelta di campo che lx nostrx compagnx, e noi con
loro, abbiamo fatto, da tempo: scegliere il lato scomodo del mondo, per trovare
un punto d’appoggio dove far leva, e mandare questo putrido sistema sociale ed
economico gambe all’aria.
Scegliere il sogno, l’amore, il conflitto, la solidarietà, l’immischiarsi, il
fare la propria parte.
Scegliere, ogni giorno, di non voler essere complici dell’abominio
capitalista-statale-patriarcale, ma sabotatorx della normalità, con il fiato
sempre corto e il cuore che va a mille. Scegliere di essere vivx, per
l’anarchia.
Micol, Ste, Nico, Pietro, Toni, Luna, Giu, Arnau, Bibbi liberx!
Tuttx Liberx!
Con Sara e Sandro nel cuore.
Cassa Antirepressione Capitano ACAB. 22 giugno 2026
capitanoacab@insiberia.net
Attiviamo questo conto (poste pay evolution; si può ricaricare o fare bonifici,
specificare sempre la causale “antirepressione”) per racimolare due spicci per
le spese dei compa all’interno di questo procedimento, seguiranno aggiornamenti.
Poste Pay Evolution
Persano Alice
numero carta: 5333171221824549
iban: IT55Y3608105138234335834342
--------------------------------------------------------------------------------
[24.06.2026]
Messaggio e manifesto dalla Germania:
In seguito all’ennesima operazione repressiva in Italia, abbiamo fatto questo
manifesto in solidarietà a coloro che sono stat* colpit* dalla repressione. Il
testo riprende una famosa canzone (“Macht kaputt, was euch kaputt macht!”
“Distruggete ciò che vi distrugge!”) dei Ton Steine Scherben, gruppo rock
tedesco degli anni ’70, ’80, perché crediamo che questo slogan continui a
rappresentare un’indicazione preziosa.
Anarchic* dal Nord
Traduzione:
Il 16 giugno 2026 le autorità italiane hanno effettuato perquisizioni e arresti
contro anarchic* in diverse località. A Roma è stato inoltre sgomberato il
centro anarchico occupato Bencivenga. Sette rivoluzionar* sono in carcere,
mentre ad altr* sono state imposte misure restrittive. Il potere li accusa di
azioni di sabotaggio anticapitaliste e antimilitariste, tra cui quelle contro i
Giochi Olimpici Invernali all’inizio di quest’anno.
Al fianco dei combattenti che non aspettano nulla!
Libertà e solidarietà per Nico, Bibi, Micol, Arnau, Stefano, Giulia, Luna,
Pietro, Tony, Martina e Marifra.
Sandro, Sara e Kyriakos nei nostri cuori!
I treni sfrecciano, i dollari scorrono, le macchine funzionano
le persone creano, le fabbriche costruiscono,
costruiscono macchine, costruiscono motori, costruiscono cannoni.
Per chi?
Le bombe volano, i carri armati avanzano,
i poliziotti picchiano, i soldati cadono,
proteggono i capi, proteggono le azioni,
proteggono la legge, proteggono lo Stato.
Da noi!
Distruggete ciò che vi distrugge
Traduzione del fumetto:
In questo mondo alienato, sia per i ricchi che per i dannati le pareti dei loro
vagoni rappresentano l’unico orizzonte.
--------------------------------------------------------------------------------
[24.06.2026]
Qui contributi e iniziative già pubblicati:
https://ilrovescio.info/2026/06/16/in-tempi-di-guerra-sulla-retata-anti-anarchica-del-16-giugno/
https://ilrovescio.info/2026/06/20/da-genova-fuori-dai-binari-sul-carretto-solidale-in-citta-e-altre-iniziative-in-solidarieta-agli-arrestati-del-16-giugno/
Tag - Babele
Traduction en français de “L’isola di Epstein, ovvero il tecno-capitalismo
predatore”
(https://ilrovescio.info/2026/03/18/lisola-di-epstein-ovvero-il-tecno-capitalismo-predatore-i/
et
https://ilrovescio.info/2026/04/24/lisola-di-epstein-ovvero-il-tecno-capitalismo-predatore-ii).
PDF: l isola di epstein francese(1)
L’île d’Epstein, ou le techno-capitalisme prédateur
I.
Pourquoi les technocrates, les eugénistes, les affairistes et les services
secrets ont-ils recours à un prédateur sexuel comme Epstein ? Pourquoi les
nouvelles clôtures (autour des ressources naturelles et des capacités humaines)
trouvent-elles toujours leur équivalent dans la violence infligée au corps des
femmes et des enfants ?
Qu’ajoute, aux atrocités coloniales (et sexistes) accumulées au cours de
l’histoire, l’immense puissance technologique dont jouissent aujourd’hui les
dominateurs ?
La raison pour laquelle la plupart des « mouvements » se tiennent soigneusement
à l’écart du château des horreurs lié à l’« affaire Epstein » n’est pas
mystérieuse. Le sujet n’apparaît pas seulement monstrueux en soi, mais aussi
réceptacle d’explications monstrueuses. Ces « fichiers » semblent être la
confirmation objective des théories du complot les plus « délirantes »; plus
prosaïquement, ils représentent un concentré de toutes les perversions que les
classes populaires, du Moyen Âge à nos jours, ont toujours attribuées aux riches
(cannibalisme compris). Le fait est que cette matière putride n’est pas une île,
mais bien un trait distinctif de l’époque ; son interprétation fait donc partie
intégrante de la lutte des classes, c’est-à-dire d’une bataille sur les
directions opposées que peuvent prendre le dégoût et la colère.
C’est pourquoi il est trompeur de s’attarder trop sur les détails qui émergent
peu à peu de ces millions de documents. Ce qu’il faut, c’est un cadre
d’interprétation. Et c’est ce que nous nous proposons d’esquisser dans ces
notes. Une deuxième partie, qui paraîtra prochainement, contiendra en revanche
des références plus spécifiques et plus précises aux « fichiers ».
Faisons un parallèle avec Gaza (parallèle tout sauf arbitraire, comme nous le
verrons).
Pour comprendre le génocide du peuple palestinien, il ne sert pas à grand-chose
de se plonger dans les chroniques quotidiennes de l’horreur ; pas plus qu’il
n’est très utile de connaître le nom des présidents israéliens ou les dates
exactes du « conflit israélo-palestinien ». Il faut comprendre ce qu’est un
colonialisme de peuplement, dont la violence – comme l’a résumé avec justesse
l’historien Patrick Wolfe – n’est pas un événement, mais une structure.
Il en va de même pour ce que Marx a appelé « l’accumulation primitive du capital
». Comme l’ont expliqué Silvia Federici, Maria Mies, Veronika Bennholdt-Thomsen
et d’autres féministes, cette accumulation n’est pas un événement historique
lointain, mais une structure qui se renouvelle sans cesse et qui réactualise sa
brutalité originelle, surtout en période de profonde restructuration. Pour le
comprendre, il faut se débarrasser d’un fardeau : la conception linéaire et
progressive du temps historique. Le développement technologique ne surpasse en
rien la barbarie du passé, mais la déplace dans l’espace et la dote d’une
nouvelle puissance.
Dans cette dynamique structurelle, nous voyons réapparaître, plus vivaces que
jamais, les traits marquants qui ont présidé à la naissance du capitalisme :
violence coloniale, enclos des terres, destruction des biens communs,
développement de la science, attaque contre les savoirs médicaux populaires,
asservissement des femmes et chasse aux sorcières. Les nouvelles enclosures ne
concernent pas seulement les terres (de l’accaparement des terres en Afrique aux
étendues de champs transgéniques en Ukraine), mais touchent désormais les cycles
vitaux mêmes de la nature (de la production de semences stériles à la biologie
de synthèse) et les facultés de l’espèce humaine (soumise à une gigantesque
désaccumulation de savoirs et de capacités produits au cours de millions
d’années) ; les biens communs menacés ne concernent pas seulement les relations
communautaires, mais la régénération de la matière-monde ; quant à la mise
hors-la-loi de tout savoir médical populaire, pensons aux « chasseurs de gènes »
qui accaparent pour la techno-industrie les connaissances indigènes sur les
propriétés pharmaceutiques des plantes ou à la criminalisation des soins non
officiels pendant la pandémie de Covid.
Le corps des femmes n’est pas seulement sexualisé et exploité, mais aussi
artificiellement manipulé et réduit à un « matériau/materiel de reproduction ».
Dans ce contexte, la chasse aux sorcières refait également surface. Non
seulement au sens métaphorique (comme diabolisation de la dissidente et de la
différence), mais aussi au sens littéral le plus cruel. Nous parlons donc de
centaines de milliers de femmes qui – comme l’a documenté, entre autres, Silvia
Federici – sont enfermées dans des « camps pour sorcières » ou tuées (surtout en
Afrique). Il s’agit très souvent de femmes âgées, seules et paysannes, dont la
mort permet la privatisation des terres qu’elles cultivent. L’imbrication entre
logique patriarcale, superstitions populaires et plans d’«ajustement structurel»
promus par le Fonds monétaire international et la Banque mondiale révèle de
manière exemplaire comment la domination sait mobiliser les différents éléments
de sa propre stratification historique.
De ce point de vue, ce n’est pas un hasard si des milliers de femmes ont été
emprisonnées, violées et tuées dans l’Indonésie de Suharto parce qu’elles
étaient considérées comme des « sorcières communistes », ni que l’ambassadeur
israélien à l’ONU ait qualifié Francesca Albanese de « sorcière », ou que le
transhumaniste et Afrikaner Peter Thiel soit allé jusqu’à traiter Greta Thunberg
d’« Antéchrist » (en même temps, tiens donc, que le « luddite »).
Tout comme il serait trompeur d’attribuer la chasse aux sorcières en Afrique à
des « vestiges du tribalisme », il en va de même pour la dénonciation du lien
entre la disparition de milliers de femmes chaque année au Mexique et la «
guerre des narcos », dénonciation qui omet souvent le rôle de l’État, des
sociétés minières et des accapareurs de terres techno-industriels. En abordant
ainsi notre sujet, nous pouvons établir un premier parallèle entre l’horreur de
Gaza, les camps d’extermination au Mexique et les cachots de l’île d’Epstein.
Celui qui s’apprête à coloniser Mars et à asservir des milliards de personnes
(pensons à un Elon Musk ou à un Peter Thiel) doit prouver, même dans la vie
quotidienne, qu’il n’a aucune limite éthique : le corps féminin à violer est à
la fois un trophée, un sceau d’appartenance et un ventre d’où faire naître la
nouvelle lignée de dominateurs.
Mais à cette brutalité typique des plantations esclavagistes (où la violence sur
le corps des esclaves était aussi un rite d’initiation du jeune grand
propriétaire terrien pour se montrer digne du « peuple des seigneurs »)
s’ajoutent aujourd’hui des projets de puissance qui sont techniquement
transhumains. Dans les propriétés d’Epstein, en effet, les adolescentes et les
fillettes n’étaient pas seulement violées et torturées, mais transformées en «
matériel génétique » destiné à créer la « progéniture parfaite ».
Il s’agit donc de centaines de millions de dollars investis dans des techniques
d’édition génétique destinées à être appliquées aux embryons. L’eugénisme,
d’abord libéral puis nazi, se cache aujourd’hui derrière des centres
universitaires et des fondations « philanthropiques » ; il se perfectionne sur
des végétaux et des animaux pour se préparer au saut interespèces. Epstein
offrait de l’argent et une extra-territorialité juridique et académique aux
généticiens d’assaut. Les portes tournantes entre ses propriétés et les milieux
de la Silicon Valley vont bien au-delà des limites d’une communauté de
prédateurs sexuels. Ils avaient bien plus en commun avec les différents Gates,
Musk et Thiel : une vision du monde. Celle selon laquelle les masses ne sont que
du « bétail », dont se distingue une nouvelle lignée de maîtres qui aspirent à
dépasser les limites de la Terre et même de la mort. Les « bêtes » ne sont pas
seulement les personnes de couleur et les femmes, mais les humains qui veulent
rester tels, c’est-à-dire des créatures terrestres et mortelles.
Ce que le complexe militaro-industriel-scientifique qui s’est développé autour
du projet Manhattan a déjà fait à la matière-monde (altérer par les radiations
nucléaires la magnétosphère, l’ionosphère et la biosphère) exprime aujourd’hui
son idéologie aboutie : le transhumanisme. Sur Mars, on ne peut ni cultiver, ni
même – en raison de l’effet de la gravité sur les utérus – accoucher. Produire
de la « viande » grâce à la biologie synthétique et aux imprimantes 3D, créer
des utérus artificiels capables de générer la vie, faire de nos propres corps
des usines à protéines ne sont pas des « délires », mais les conditions
préalables d’un techno-colonialisme en marche. Pour ceux qui considèrent la
Terre elle-même comme une arme à utiliser dans la guerre mondiale – peut-on
imaginer une forme plus démesurée d’hybris ? – les perversions d’un Epstein ne
sont bien rien…
La réactualisation de la violence coloniale ne se manifeste pas seulement à
travers des faits muets : elle est explicitement revendiquée. Le discours que
Marco Rubio a récemment prononcé à la Conférence sur la sécurité de Munich en
est l’expression la plus limpide. Pendant cinq cents ans, la civilisation
occidentale a conquis – avec des soldats, des marchands et des missionnaires –
tous les continents. Cette conquête a connu un coup d’arrêt à cause des
révolutions anticoloniales et de la « perverse idéologie communiste », mais elle
peut désormais reprendre son glorieux chemin.
Les historiens les plus prudents ont estimé que les morts causées au cours des
quatre premiers siècles de colonialisme s’élevaient à au moins deux cents
millions. Pendant quatre siècles, en somme, un extermination quantitativement
comparable à celle perpétrée dans les camps nazis s’est produite tous les dix
ans. Même si elle est refoulée dans les recoins de l’histoire, une telle
violence – constitutive de la modernité – ne peut que continuer à agir en
coulisses. Voilà, l’île d’Epstein ressemble à une Compagnie des Indes – avec ses
rejetons de la maison royale anglaise, ses commerçants, ses politiciens, ses
intellectuels – qui s’apprête à une nouvelle restructuration de ses domaines.
Quand on qualifie le programme de développement de l’intelligence artificielle
de « nouveau projet Manhattan », on ne peut certainement pas dire que son impact
et le secret qui l’entoure soient minimisés. D’ailleurs, combien savent que près
de 600 000 personnes ont travaillé au développement de la bombe atomique –
toutes ignorantes, à l’exception du petit groupe de Los Alamos, du produit
qu’elles fabriquaient –, réparties sur trente-deux sites industriels ? Quant à
l’ampleur du projet, on peut dire que l’infrastructure de l’IA est encore plus
vorace en main-d’œuvre et en matières premières que celle du nucléaire.
Quant au secret des décisions, il ne s’agit plus d’un facteur déterminant sur le
plan politico-militaire, mais d’un élément intégré dans la « boîte noire » des
algorithmes. Face à tant de puissance, comme paraissent inutiles, transpirants
et sacrifiables les corps de ceux qui n’appartiennent pas à l’hyper-classe
technocratique. Et comme cela doit être insupportable pour ces « néo-féodaux »
(une auto-définition made in Silicon Valley) de devoir mourir comme leurs
propres serviteurs…
Des documents Epstein émergent deux niveaux de corporéité : celui des femmes et
des enfants sacrifiables, considérés comme des corps à exploiter et à violer, et
celui des enfants sur mesure, créés grâce à l’édition génétique. Dans les deux
cas, il s’agit d’accumulation, mais la valeur attribuée aux deux niveaux, aux
deux corps, est très différente, et la valeur du produit commercialisable est
également différente.
Ce nouveau nazisme, en somme, ne prend pas seulement la forme de la Salò de
Pasolini, mais aussi celle – lucidement pressentie il y a des décennies par
Günther Anders – de la « communauté national-socialiste des appareils », une «
communauté » incomparablement plus puissante que la somme des appareils
individuels.
« Si l’on tend bien l’oreille vers la machine technologique, disait le
philosophe autrichien, on peut entendre la même devise que celle des SA
hitlériennes : … et demain, le monde entier ».
Or, les projets transhumains ne se développent pas dans un monde lisse, mais au
cœur de la jungle d’acier et de silicium que constituent la concurrence étatique
et capitaliste. Le vaste réseau de chantage organisé autour d’Epstein par le
système israélien devient alors une forme de sélection et de cooptation, dont
les querelles sur l’identité de celui qui a planifié les attaques contre l’Iran
– c’est-à-dire sur qui est intervenu pour soutenir qui, entre les États-Unis et
le régime sioniste – semblent constituer un appendice sanglant. Le triangle
formé par l’appartement d’Epstein à Manhattan, Ehud Barak et le consulat
israélien de New York contredit l’idée qu’il s’agissait d’« opérations déviées »
des services secrets. Nous parlons de l’ancien Premier ministre et des
dirigeants des services de renseignement israéliens. Le ciment de ce réseau,
cependant, n’est pas seulement politico-financier-sexuel, mais aussi idéologique
: on pourrait l’appeler le suprémacisme 4.0.
Un suprémacisme qui considère les colonisés à la fois comme des « animaux
humains » et comme des « déchets algorithmiques » (les premiers sont les mots
bien connus de l’ancien ministre de la Défense Gallant, les seconds ceux
utilisés par un commandant de l’Unité 8200, la division de l’armée israélienne
qui a planifié les attaques contre Gaza à l’aide de l’intelligence
artificielle). La puissance que le complexe israélo-américain-occidental a
déchaînée contre la Bande de Gaza a été et reste systématiquement écocidaire,
féminicide et infanticide, c’est-à-dire visant à anéantir la reproduction de la
vie. Plus généralement, la fureur coloniale et extractiviste du capital – de la
Palestine au Mexique, de l’Asie à l’Afrique – s’abat toujours, comme un
entonnoir, sur les corps des femmes et des enfants.
Certains fréquentaient Epstein et son épouse en tant que pourvoyeurs de « chair
à viol » ; d’autres les fréquentaient malgré cette activité. Dans un cas comme
dans l’autre, cette structure d’abjection constituait un cadre idéal pour nouer
des affaires et tisser des réseaux de pouvoir (aussi « mondialistes » que «
souverainistes », aussi « démocrates » que « républicains »). À tel point que
dans ces lieux – véritables arcana imperii – on planifiait également les mesures
à prendre en cas de… pandémie. Des mesures, comme par hasard, fondées sur le
traçage numérique (un avant-goût de la société des portiques) et le génie
génétique (avec une expérimentation de masse de produits à ARNm et à ADN
recombinant). Toutes promues, cela va sans dire, pour le bien de l’humanité.
Cette double morale, à y regarder de plus près, n’est pas une périphérie
perverse du capitalisme, mais son centre. Aucun homme d’État et aucun
capitaliste ne peut se passer de dissimuler, derrière de prétendues valeurs, la
violence qu’ils exercent sur les humains et sur la nature. Et cette
dissimulation est d’autant plus efficace que les outils culturels à leur
disposition sont nombreux.
Si tu veux dissiper les soupçons sur les méfaits que tu commets dans ta cave, tu
dois bien connaître les règles à respecter dans le salon. Mais lorsque les caves
ne peuvent plus être dissimulées, il y a toujours quelqu’un pour exhiber
fièrement les instruments de torture. Alors que les simulacres démocratiques
s’effondrent, la vérité brutale du transhumanisme s’impose : soumettre le bétail
humain n’est pas une triste et fâcheuse nécessité, mais la destinée manifeste
d’une nouvelle élite.
Les époques apocalyptiques sont celles qui récapitulent et dévoilent (jusqu’à la
rupture possible de toute la trame) l’immense violence accumulée et en même
temps refoulée dans le processus historique qui les a constituées. Les deux
apocalypses de notre temps sont la destruction de Gaza et le château des
horreurs d’Epstein.
Seule une violence tout aussi apocalyptique peut nous en libérer. Apocalyptique
ne signifie ici nullement démesurée, mais radicalement autre. Nourrie,
c’est-à-dire, par le dégoût éternel envers les moyens monstrueux et inhumains du
pouvoir contre lesquels elle a dû se soulever.
II.
C’est en 1973 que Donald Barr – ancien directeur de la Dalton School,
l’établissement privé de l’Upper East Side de New York où Jeffrey Epstein a
enseigné les mathématiques de 1974 à 1976 – publie Space Relations, un roman de
science-fiction dont l’action se déroule sur une planète gouvernée par des
oligarques qui pratiquent l’esclavage sexuel des mineurs. Dans l’imaginaire de
Barr, il existe un monde caractérisé par des rituels sociaux et un contrôle de
classe bien avant qu’Epstein et sa compagne Ghislaine Maxwell ne mettent en
place ce système de domination et d’exploitation des corps révélé par les
dossiers Epstein, dont une grande partie a été déclassifiée entre 2025 et 2026.
Il semblerait toutefois que l’imagination de Barr présente des limites que la
réalité ne connaît pas : la communauté de prédateurs sexuels établie sur l’île
d’Epstein se rend coupable d’une hybris qui caractérise le progrès technologique
auquel nous assistons. L’arrogance du cercle d’Epstein – parmi lequel on note
des PDG de la Silicon Valley, des politiciens de tous bords, des femmes et des
hommes du monde du cinéma, des enseignants des universités les plus
prestigieuses – et d’Epstein lui-même déborde dans la volonté de sélectionner la
progéniture parfaite, de vaincre la mort, de faire de la matière vivante un
champ d’expérimentation et de profit.
Ces scénarios sont rendus possibles par une technologie sans limites, une
technologie qui voit dans la mort un nouveau défi à relever.
Comme on peut le lire dans le livre Epstein Files publié par L’Indipendente, dès
le début des années 2000, l’ambition d’Epstein était de transformer son ranch au
Nouveau-Mexique en un laboratoire où des femmes seraient inséminées avec son
sperme et mettraient au monde « ses » enfants. Le projet prévoit de mettre
simultanément vingt femmes enceintes afin de construire une sorte d’« élevage
humain » inspiré d’un précédent réel : le Repository for Germinal Choice. Il
s’agit d’un plan né dans les années 1980 avec l’intention déclarée d’améliorer
le patrimoine génétique de l’humanité par le biais de la collecte de sperme
d’hommes jugés exceptionnels, parmi lesquels des lauréats du prix Nobel. De 1980
à 1999, année de sa fermeture, plus de 200 enfants sont nés grâce à cette banque
de sperme. Le seul lauréat du prix Nobel ayant déclaré être un donneur du
Repository est le physicien américain William Bradford Shockley.
À un certain stade de sa carrière, Shockley s’intéresse aux questions liées à la
race et à l’eugénisme. Outre le fait qu’il estimait qu’un taux de reproduction
plus élevé chez les personnes moins intelligentes entraînerait un effet
dysgénique qui, à terme, conduirait à un déclin de la civilisation, Shockley
déclare : « Mes recherches m’amènent inévitablement à penser que la cause
principale des déficits intellectuels et sociaux des Noirs américains est
héréditaire et d’origine génétique raciale, et qu’elle ne peut donc pas être
corrigée de manière significative par des améliorations pratiques de
l’environnement. » Pour Epstein également, comme on peut le lire dans un e-mail
adressé à Chomsky, « l’écart intellectuel avec les Afro-Américains est documenté
», un écart que le financier new-yorkais propose de combler par des
modifications génétiques.
Le génie génétique est l’outil qui permet aux technocrates de concrétiser leur
foi dans le progrès automatique de l’histoire. Aux côtés de Bryan Bishop,
développeur de Bitcoin et entrepreneur dans le secteur des biotechnologies,
Epstein collabore au projet « designer baby », un plan visant à créer « le
premier nouveau-né humain conçu sur mesure et, éventuellement, un clone humain »
(réf. EFTA01003966). Dans un e-mail du 2 août 2018 adressé à Epstein, Bishop
écrit : « Une fois la première naissance réalisée, tout changera et le monde ne
sera plus le même, pas plus que l’avenir de l’espèce humaine » (réf.
EFTA01003966). Le cadre de référence est la technologie CRISPR/Cas9 et
l’expérience du scientifique He Jiankui. En 2018, en effet, He Jiankui annonce
avoir donné naissance à des jumelles résistantes au virus du VIH après une
modification de l’ADN réalisée à l’aide de la technologie CRISPR. Dans le but
apparent de contenir le virus, le généticien chinois implante dans un corps
féminin des embryons génétiquement modifiés, donnant libre cours à une sorte de
délire de toute-puissance. De la même manière, Epstein imagine pouvoir créer un
héritier sur mesure et voit donc dans CRISPR la meilleure technique pour
renforcer les capacités cognitives et insérer dans l’ADN des traits considérés
comme désirables.
Même si Epstein et Bishop n’auront pas assez de temps pour mener à bien leur
projet, leur obsession pour le contrôle génétique, l’hérédité et la perpétuation
de soi est évidente. En ce sens, le mythe de Médée est exemplaire :
l’infanticide la plus célèbre de la littérature, elle tue ses propres enfants
pour punir Jason, coupable d’avoir rompu une promesse. Médée sait que ce qui
peut le plus blesser Jason, c’est la fin de la transmission de son sang : le
désespoir du héros grec n’est pas lié à la mort de ses enfants, mais à l’absence
d’héritiers et à la destruction de sa mémoire.
Les tests génétiques ne concernent pas seulement la volonté de créer un enfant
parfait, mais aussi celle de prolonger la vie. Günther Anders écrit dans
L’Obsolescence de homme : « La mentalité du progrès se caractérise donc par une
conception très particulière de l’” éternité “, à savoir l’idée d’une
amélioration ininterrompue du monde ; et aussi par un défaut très particulier, à
savoir l’incapacité à concevoir une fin ». Et encore : « Pour celui qui croit au
progrès, cette absence de fin constitue une loi fondamentale, elle a donc une
validité universelle, et s’applique donc également à sa vie personnelle ».
D’après ce qui ressort des documents déclassifiés en janvier de cette année,
Epstein s’intéresse aux recherches dans le domaine de la longévité et de la
cryogénisation :
Epstein, à l’instar de nombreux transhumanistes et de nombreux millionnaires, «
n’envisage même pas sa propre fin, ne peut l’envisager ; il repousse sa propre
mort » (Anders). Ne pouvant, pour l’instant, empêcher que l’on continue de
périr, Epstein occulte la honte de mourir en fournissant son matériel génétique
pour des analyses de laboratoire, dans le cadre d’un projet de séquençage – le
Personal Genome Project – visant à identifier les prédispositions génétiques à
diverses maladies. Ce qui est mis en place, plus qu’une pratique de médecine
préventive, semblerait s’inscrire dans l’idée d’amélioration biologique et de
prolongation artificielle de la vie. Joseph Thakuria, médecin et chercheur
affilié au Massachusetts General Hospital et collaborateur du Personal Genome
Project de la Harvard Medical School, conçoit à cette fin le Projet Venus, une
étude de recherche génomique basée sur la technologie CRISPR/Cas9. Thakuria
envisage de « proposer un service de biobanque à long terme d’ADN et de cellules
ainsi que la réanalyse des données tout au long de la vie » (réf. EFTA02698643).
En tant que partisans du progrès, Thakuria et Bishop – dont on se souvient qu’il
est impliqué dans le projet « baby designer » visant à concevoir le premier
nouveau-né humain – ne connaissent aucune dimension temporelle en dehors du
futur : bien qu’à l’époque de leurs expériences, l’édition génétique en fût
encore à ses balbutiements, ils voient dans la génétique le meilleur outil pour
repousser les limites biologiques de l’être humain et considèrent le
transhumanisme comme l’horizon vers lequel tendre. Une approche partagée, bien
sûr, par Epstein lui-même, qui, en 2018, par l’intermédiaire de sa fondation,
Gratitude America, a fait don de 100 000 dollars à Humanity+, une organisation
transhumaniste fondée en 1998 sous le nom de World Transhumanist Association.
Pour les adeptes du progrès, le concept de négatif, de fin, est donc devenu
irréel. Pensons à cette phrase de Peter Thiel : « La plus grande forme
d’inégalité humaine se situe probablement entre ceux qui sont vivants et ceux
qui ne le sont plus ». Dans leur combat contre la mort, Thiel et Epstein sont
accompagnés de certains des plus grands PDG de la Silicon Valley : en 2017,
Larry Ellison, fondateur d’Oracle, a fait don de plus de 370 millions de dollars
à des projets visant à prolonger la vie ; Jeff Bezos aurait investi dans Altos
Labs, une entreprise spécialisée dans la reprogrammation biologique, une méthode
visant à rajeunir les cellules en laboratoire qui, selon certains scientifiques,
pourrait servir à revitaliser des organismes animaux et, à terme, à prolonger la
durée de vie humaine. Parmi les scientifiques qui ont rejoint Altos Labs figure
Juan Carlos Izpisúa Belmonte, un biologiste espagnol du Salk Institute en
Californie qui, en collaboration avec des chercheurs chinois, a ajouté des
cellules humaines à des embryons de singe. Larry Page – d’abord PDG de Google,
puis d’Alphabet – a créé en 2013 « Calico Labs», qui a ouvert un laboratoire se
consacrant exclusivement à la reprogrammation cellulaire.
Dans la Silicon Valley, les rêves excentriques des milliardaires sucent
littéralement le sang des jeunes : une pratique qui se répand consiste à
recevoir des transfusions de plasma provenant d’adolescents, à tel point que, le
19 février 2019, la Food and Drug Administration a publié un communiqué de
presse mettant en garde contre les entreprises qui proposent cette pratique dans
le but de ralentir les symptômes du vieillissement. Cette image transpose au
sens littéral ce que le système capitaliste fait depuis des centaines d’années :
voler la source vitale – qu’il s’agisse du sang, du corps, de la terre ou des
ressources – aux peuples. On pourrait multiplier les exemples, mais le concept
est désormais clair en soi : ce que font les différents Epstein, c’est faire en
sorte que la technique devienne la véritable substance de l’homme. Avec les
expériences visant à créer « la progéniture parfaite » tout comme celles visant
à « vaincre la mort », la technique n’est plus placée face à l’homme, mais
s’intègre en lui et l’absorbe progressivement tout entier.
L’obsession du contrôle et celle de l’accumulation du capital se manifestent
également dans les plans de « préparation aux pandémies » dans lesquels Epstein
est impliqué. Entre 2015 et 2017 – c’est-à-dire au moins deux ans avant le
déclenchement de l’urgence Covid – on constate des échanges concernant
d’éventuelles simulations de souches pathogènes et la construction
d’infrastructures pour la gestion des urgences sanitaires.
Le 20 mars 2015, Epstein reçoit un courriel dont Bill Gates est en copie, avec
pour objet « Préparation aux pandémies » (réf. EFTA00654215). Le message
contient un projet d’ordre du jour pour une réunion sur la préparation mondiale
aux pandémies et propose de discuter de la manière d’impliquer officiellement
l’Organisation mondiale de la santé et le Comité international de la
Croix-Rouge. Dans un e-mail adressé à Gates, avec Epstein en copie, daté du 3
mars 2017 (réf. EFTA02657725) et intitulé « bgc3 deliverables and scope » (bgc3
résultats attendus et champ d’action), une série de projets pour l’ancienne bgC3
– l’entreprise de type think tank fondée par Bill Gates en 2008 – parmi lesquels
un «document sur les neurotechnologies utilisées comme armes dans les domaines
du renseignement et de la défense» (!) et «des recommandations ultérieures et/ou
des spécifications techniques pour la simulation d’une pandémie de souche». Ce
ne sont pas les seules références à la préparation aux pandémies ; il existe
également un échange (réf. EFTA01617419) entre deux interlocuteurs liés à
Epstein, dont l’identité est restée secrète, qui, se référant à la simulation de
pandémie, écrivent : « cela pourrait être une formidable plateforme »,
c’est-à-dire un laboratoire politique qui impliquerait également Bill Gates,
qualifié de « fou des vaccins et des questions liées à l’autisme ».
De toute évidence, pour ces personnages, une crise sanitaire apparaît comme une
occasion de mettre en place de nouveaux produits pharmaceutiques, d’expérimenter
tant des mesures médicales que des systèmes de surveillance. Pour Epstein et les
autres néo-féodaux, la matière humaine est un laboratoire d’expérimentation : le
corps est quelque chose à potentialiser, à améliorer et à cristalliser – c’est
le cas de leurs propres corps – ou à exploiter, à violer et à accumuler – c’est
le cas des corps des autres. Dans leur vision, le monde est quelque chose que
l’on peut posséder à partir de ses éléments les plus essentiels : la nature et
l’homme. Ce qui s’est passé sur l’île d’Epstein, ce qui ressort des fichiers,
semble être le délire de quelques fous qui ne veulent pas mettre de limites à
leur soif de domination, un cas unique dont tout le monde veut prendre ses
distances. Mais, pour reprendre les mots d’Anders, « dans l’histoire, il n’y a
pas de place pour les expériences ludiques, car tout ce qui s’annonce, en
affirmant modestement ne se dérouler qu’à titre expérimental, se produit
immédiatement “une fois pour toutes”, se déroule donc comme un “cas concret”».
(ces deux textes sont apparus entre mars et avril 2026 sur le site
ilrovescio.info)
Riceviamo e diffondiamo questo comunicato, trovato su una newsletter solidale:
[en]
“In order to hear the birds, the drones must be silent”, Ellie said, as the
sentence was read out.
Today four brave activists were given record breaking sentences, for their
action in August 2024 that saw 40 drones destroyed at Elbit
Systems key site in Filton, Bristol. Sam was given 8 years 8 months, Ellie and
Charlotte were given 6 years, and Fatema Zainab was given 5
years 8 months.
(…)
This is far from over. The Filton defence team will be appealing this great
miscarriage of justice.
With the current sentence, the earliest release date would be Sep 2029 for Sam,
Dec 2027 for Ellie and Charlotte, and Oct 2027 for Fatema
Zainab. Each of them went into court with heads held high, with clarity that
their action was highly successful, seeing huge damage to the
Israeli war machine.
Action against Elbit has not stopped, and will not stop. Its up to all of us to
continue the fight and drive Elbit out of Britain for good.
(…)
Imprisonment has been part of the struggle for Palestinian liberation from its
inception, and right now our comrades in Palestine face
unimaginable horror on a daily basis. Our steadfastness, our commitment to
liberation, has never been more urgent.
Prisoners for Palestine
--------------------------------------------------------------------------------
Questa la traduzione in italiano:
«Per poter sentire gli uccelli, i droni devono tacere», ha detto Ellie, mentre
veniva letta la sentenza.
Oggi quattro coraggiosi attivisti hanno ricevuto condanne da record per la loro
azione dell’agosto 2024, che ha portato alla distruzione di 40 droni presso il
sito chiave della Elbit Systems a Filton, Bristol. Sam è stato condannato a 8
anni e 8 mesi, Ellie e Charlotte a 6 anni e Fatema Zainab a 5
anni e 8 mesi. (…)
La vicenda è tutt’altro che conclusa. Il team di difesa di Filton presenterà
ricorso contro questo grave errore giudiziario.
Con la sentenza attuale, la data di scarcerazione più vicina sarebbe settembre
2029 per Sam, dicembre 2027 per Ellie e Charlotte, e ottobre 2027 per Fatema
Zainab. Ognuna di loro è entrata in tribunale a testa alta, con la
consapevolezza che la loro azione ha avuto grande successo, infliggendo un danno
enorme alla macchina da guerra israeliana.
L’azione contro Elbit non si è fermata e non si fermerà. Sta a tutti noi
continuare la lotta e cacciare Elbit dalla Gran Bretagna una volta per tutte.
(…)
La detenzione fa parte della lotta per la liberazione palestinese sin dal suo
inizio, e in questo momento i nostri compagni in Palestina affrontano ogni
giorno orrori inimmaginabili. La nostra fermezza, il nostro impegno per la
liberazione, non sono mai stati così urgenti.
Prigionieri per la Palestina
Ci vengono segnalati questi due utili e pregevoli opuscoli (in italiano, inglese
e altre lingue), che rilanciamo:
“Chi ha scritto questo?”
https://revs.noblogs.org/?p=195
Also available in English, French, German and Greek at:
https://notrace.how/resources/it/#chi-scritto
—–
“Stabilire una Base di Sicurezza per Anarchicx e Radicali”
https://revs.noblogs.org/?p=199
Also available in English at:
https://notrace.how/resources/it/#stabilire-base
Riceviamo e diffondiamo la traduzione in inglese
di https://ilrovescio.info/2026/05/14/continuiamo-a-parlare-di-sara-e-sandro-discussione-a-foligno-domenica-5-luglio/
PDF: [EN] Incontro 5 luglio_Let s continue talking about Sara and Sandro
Let’s continue talking about Sara and Sandro
The deaths of Sara Ardizzone and Alessandro Mercogliano on the night of 19–20
March in Rome, following the explosion and collapse of an abandoned cottage in
the Parco degli Acquedotti area, have created an open wound that is not intended
to heal. For the most part, the spontaneous reaction of the anarchist movement
in Italy and around the world has been dignified and coherent with the life
paths of two revolutionaries who died fighting. However, a genuine moment of
reflection has been lacking so far. We do not regret this, but rather believe
that the extended timeframe is necessary given the nature of this event. These
are inevitably long, grief-filled days, but they are also days spent coming to a
concrete understanding of the facts.
We do not believe that we should take a stance of specific struggle towards this
tragedy, with all the urgency, contingencies and anxiety that such a struggle
imposes, in order to do something “practical”. Of course, this kind of event has
also been accompanied by moments of struggle: attempts to sabotage participation
in funerals using every petty stratagem; the preventive custody of 91 anarchists
who were trying to lay flowers near the accident site on the morning of 29
March, the media smear campaign against the Easter Monday gathering in Valnerina
to commemorate Sara. These all became moments of struggle precisely because of
the attitude of the state and its servants stationed at various battlefronts (in
police headquarters and newsrooms, in ministries and courts), an attitude aimed
at casting a blanket of silence and moral ostracism over our comrades. Above
all, consider the political justification by Prime Minister Giorgia Meloni for
the preventive custody of the 91 anarchists, the first ever application of this
measure introduced from the government in the latest “Pacchetto Sicurezza”
(Security Act).
Beyond these episodes of struggle, which were all the more necessary given the
paramount importance of rejecting the state’s monition aimed at socially and
morally isolating our two fallen comrades, we do not view the question of Sara
and Sandro’s memory as subordinate to the urgent demands of a specific claim.
Rather, we view it as a legacy and heritage to be preserved over the years and
decades by carrying it into every specific struggle.
We believe that, a few months after this event, an initial global discussion
about the facts could be organised. A discussion that would allow time for
reflection on at least three major topics.
First, the technical aspect. A deadline for submitting autopsy results should be
set within two months, and reports from cops and prosecutors on how they believe
the events unfolded should start being filed. Saying that we have no confidence
in the work of the repression professionals would be an understatement, as our
attitude towards them is one of open hostility. Nevertheless, given the current
circumstances, with the state holding a monopoly on science, research and
physical access to the bodies and the explosion site, the findings of these
unwelcome investigations assume the status of “objective” material. It will
therefore be important to deconstruct this material, seeking to understand if
there is something that doesn’t add up, something to denounce, something on
which to base counter-information and a counter-investigation.
Secondly, we would like to initiate an ethico-political discussion about this
case. A discussion that, truth be told, began immediately after the events,
thanks to the many statements proudly claiming brotherhood and solidarity with
Sara and Sandro, which were made in improvised assemblies just hours after news
of their deaths spread and continued at demonstrations, in interventions near
cemeteries and inside holding cells at Rome police headquarters. However,
whether due to being overshadowed by the virtual sphere, scattered across
various initiatives or, above all, the entirely natural lack of mental clarity
following a tragedy that had shaken our thoughts for weeks, there was a lack of
horizontal, global discussion convened with sufficient advance notice for
comrades to organise their attendance and bring matured arguments.
Lastly, we would like to discuss the practical and organisational matters that
need to be addressed to ensure that Sara and Sandro’s memory is kept alive in
our path forward. From public demonstrations to publishing initiatives, from
dedicating spaces in their names to our stance in legal proceedings where these
comrades were and are our co-defendants, and any other issues that might come up
during the discussion.
TO CONTINUE TALKING ABOUT SARA AND SANDRO. SO THAT NOTHING WILL HAVE BEEN IN
VAIN. BECAUSE THAT TORCH IS STILL BURNING.
LET’S MEET ON SUNDAY 5 JULY AT 10.30AM AT CIRCOLO ANARCHICO “LA FAGLIA”, LOCATED
AT 23 VIA MONTE BIANCO IN FOLIGNO. IN CASE OF EXTREME HEAT OR IF THERE IS NOT
ENOUGH SPACE, WE WILL MOVE TO THE NEARBY PUBLIC GARDENS.
Riceviamo e diffondiamo:
[en] Declaration of Aristotelis Chantzis: ENG-HU~1
[en] General call for Prosfygika: ENG-GE~1
GIORNO 54 dello sciopero della fame fino alla morte
Appello all’azione in solidarietà con Prosfygika il 5 aprile per la difesa
internazionalista della Comunità Occupata di Prosfygika
A giugno 2025 il Governo Regionale dell’Attica (regione in cui si trova Atene)
ha approvato un programma per la “riqualificazione” — in realtà lo sgombero —
della Comunità Occupata di Prosfygika, dove vivono più di 400 persone.
54 giorni fa, il 5 febbraio, il compagno Aristotelis Chantzis ha iniziato uno
sciopero della fame fino alla morte per la difesa della Comunità. Per la difesa
della vita. Nelle prossime settimane anche un secondo compagno inizierà uno
sciopero della fame.
Sono già trascorse diverse settimane di azioni sia ad Atene che a livello
internazionale. L’apertura della Comunità verso la società in senso lato, in
Grecia ma anche a livello internazionale, e la costruzione sociale della sua
autodifesa includono, tra le varie attività, lavori concreti come interventi
tecnici per la ristrutturazione delle abitazioni, la creazione di alloggi per
pazienti oncologici dell’ospedale Agios Savas nelle vicinanze, e un museo della
guerra civile (solo per fare alcuni esempi). Centinaia di internazionalisti,
persone solidali e abitanti locali hanno risposto all’appello recandosi nella
Comunità per sostenere questi lavori di difesa.
Il 14 marzo migliaia di persone sono scese in strada ad Atene per manifestare e
unire le proprie voci in solidarietà con Prosfygika, mentre in Polonia, Serbia,
Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo e Colombia si sono svolte
azioni di solidarietà.
Nonostante una larga parte del movimento e della società si sia mobilitata, lo
Stato greco e il governo regionale dell’Attica non hanno ancora preso posizione
né annullato il loro piano in corso, che mette in pericolo la vita del nostro
compagno Aristotelis Chantzis, insieme a quella di molti membri della Comunità,
che si troverebbero ad affrontare condizioni estremamente pericolose senza il
supporto della Comunità e delle sue 22 strutture sociali autogestite.
Invitiamo tutte le persone che difendono la vita a promuovere o partecipare ad
azioni di solidarietà fin da ora, per diffondere e rafforzare la mobilitazione
in vista delle azioni panelleniche e internazionali del 5 aprile in solidarietà
con la Comunità Occupata di Prosfygika.
Invitiamo a:
1. Partecipare a scioperi della fame a rotazione di 1–3 giorni da ora in avanti.
2. Organizzare e partecipare a mobilitazioni in solidarietà per la grande
manifestazione del 5 aprile ad Atene e a livello internazionale.
3. Invitare stampa e media ad Atene, affinché siano presenti quel giorno insieme
ai nostri compagni.
4. Sostenere o costruire reti di solidarietà con chiunque voglia contribuire
alla campagna #SaveProsfygika.
5. Sostenere o condividere la campagna Firefund:
https://www.firefund.net/saveprosfygika
6. Firmare il testo con le richieste della Comunità e dello sciopero della fame:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd8T48_gwpjHAIFwz5tAaS3ctqZ0s9fqCgAredKNnCQYSZWig/viewform
Invitiamo tutte e tutti a sostenere come possono, attraverso le azioni proposte
o iniziative autonome. Siamo consapevoli che ogni contesto politico nazionale e
locale pone sfide diverse e confidiamo nella capacità di ognunə di agire di
conseguenza. Contattateci per costruire insieme la resistenza contro i piani
dello Stato greco e del governo regionale dell’Attica!
L’attacco alla Comunità Occupta di Prosfygika non è una lotta isolata. La
Comunità resiste come uno degli ultimi progetti di lotta sociale che propone
un’alternativa a regimi che, a livello globale, si stanno spostando verso
l’estrema destra, società militarizzate e mentalità coloniali. Chiediamo a tutti
i compagni e le compagne che esprimono solidarietà di collegare questa lotta
anche ai propri contesti sociali, geografici e politici.
Questo è il quinto grande attacco dello Stato contro la Comunità negli ultimi
decenni. Anche se questo appare il più grave di tutti, neanche questa volta
avranno successo.
Giù le mani da Prosfygika!
O vinceremo o vinceremo!
*French *
Jour 54 de la grève de la faim jusqu’à la mort:
Appel à l’action en solidarité avec Prosfygika le 5 Avril pour la défense
internationale de la Communauté de l’Occupation Prosfygika.
En Juin 2025 le Gouvernement Régional d’Attica (où Athènes se trouve) a accepté
le contrat pour des “rénovations” mais en vérité l’évacuation de la Communauté
de l’Occupation Prosfygika, avec ces plus de 400 habitants. Il y a maintenant 54
jours, le 5 Février, notre camarade Aristotelis Chantzis a commencé une grève de
la faim jusqu’à la mort pour défendre la Communauté, pour la défense de la vie.
Bientôt, dans les semaines qui viennent un deuxième camarade va suivre son
example et commencer sa propre grève de la faim. Plusieurs semaines d’actions à
Athènes et à l’internationale sont déjà passées. L’ouverture de la Communauté au
peuple général à Grèce mais aussi à l’internationale et la construction de
défenses, inclus, des travaux immobiliers pour rénover les maisons, mais aussi
des maisons qui héberge les patients avec le cancer de l’hôpital Agios Savas, et
le musée de la guerre civile, et pleins d’autres examples! Des centaines
d’internationalistes, solidaires et locaux ont répondu à l’appel pour se joindre
à la communauté et venir en aide pour travailler et défendre Prosfygika.
Le 14 Mars, des milliers de personnes sont sorties dans les rues d’Athenes pour
manifester et unir leurs voix en solidarité avec Prosfygika, alors qu’en
Pologne, la Serbie, la Belgique, la France, l’Allemagne, l’Italie, l’Espagne,
les Pays-Bas, Portugal, la Colombie, des actions solidaires ont tenu place.
Même si de grands nombres d’individus du mouvement et de la société se sont
engagés, l’état grecque et le gouvernement regional d’Attica ne se sont toujours
pas positioner sur ce sujet et n’ont pas annulé leur plan qui met en danger la
vie de notre camarade Aristotelis Chantzis, mais aussi la vie de tellements
d’invidus de la Communauté qui vont faire face au conditions extrême menaçant
leurs vies sans le support de la Communauté et les 22 structures sociaux
complètement auto-gérées.
Nous appelons a tout.e.s individu.e.s a défendre la vie, a initié des actions ou
participer a des actions solidaires pour promouvoir et répandre le message
d’actions panhellénique et internationales du 5 Avril en solidarité avec la
Communauté de l’Occupation Prosfygika.
On appel à:
1. Participer à la grève de la faim circulaire de 1-3 jours.
2. Des mobilisations en solidarité de la grande manif le 5 Avril à Athènes et à
l’internationale.
3. Les médias et journalistes de venir à Athènes, pour être la ce jour ci avec
nos camarades.
4. Venir en aide ou construire des réseaux de solidarités avec quiconque voulant
contribuer à la campagne de #Saveprosfygika.
5. Montrer votre solidarité ou partager la campagne Firefund:
https://www.firefund.net/saveprosfygika
6: Signer le texte avec les demandes de la Communauté et de la grève de la faim:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd8T48_gwpjHAIFwz5tAaS3ctqZ0s9fqCgAredKNnCQYSZWig/viewform
On appelle à tout.e.s camarades de venir en aide de n’importe quelle manière,
soit à travers les actions qu’on vous propose ou par vos propres initiatives.
Nous savons que chaque contexte national et local fait face à leur propres
difficultés, et nous avons confiance en votre capacité d’agir et de réagir comme
il vous semblent approprié. Contactez-nous pour qu’on puisse développer cette
résistance ensemble contre les plans de l’état grecque et du gouvernement
regional d’Attika.
L’attaque sur la Communauté de l’Occupation Prosfygika ne se combat pas en
isolation. La communauté résiste en tant qu’un des derniers projets de lutte
social qui propose une alternative aux regimes globales qui se voit tourner plus
facho, militaires et colonial. Nous faisons appel a tout.e.s camarades qui
expriment leurs solidarités de connecter cette lutte aussi a leur propre
contexte social, geographique et politique.
Ceci est la cinquième attaque majeure de l’état contre la Communauté au cours de
ces dernières décennies. Même si cette attaque à l’air d’être la plus sérieuse
de toutes, elle n’aura aucun succès.
Bas les pattes de Prosfygika!
Soit on gagnera ou on gagnera!
*Espanol*
DÍA 54 de la huelga de hambre hasta la muerte.
Llamado para realizar acciones en solidaridad con Prosfygika. El próximo 5 de
Abril por la defensa internacionalista de la comunidad okupa de Prosfygika.
En Junio del 2025 el gobierno regional de Attica (que incluye a la ciudad de
Atenas) aprobó un contrato programático para la según „renovación“ y el despojo
de la Comunidad Okupa de Prosfygika, donde más de 400 personas residen.
HEspaña días, en el 5 de febrero, nuestro compañero Aristotelis Chantzis comenzó
una huelga de hambre hasta la muerte en defensa de la comunidad, en defensa de
la vida. Pronto, en las próximas semanas un segundo compañero va a dar
continuidad y comenzar también en huelga de hambre. Múltiples semanas de
acciones en Atenas e internacionalmente han tenido lugar. La apertura de la
comunidad a la sociedad en general en Grecia pero también internacionalmente, y
la construcción de una autodefensa social, incluye, además de otras acciones,
trabajos de construcción, como trabajos técnicos al renovar los apartamentos, la
casa de alojamiento para pacientes con cáncer y familiares del hospital de Aggio
Savas que se encuentra adjunto a la comunidad, y el museo de la Guerra civil,
por nombrar algunos ejemplos. Cientos de internacionalistas, personas solidarias
y sociedad local han seguido el llamado para venir y apoyar a la comunidad en
los trabajos por su defensa.
El 14 de marzo, miles de personas salieron a las calles de Atenas a
manifestarse y unieron sus voces en solidaridad con Prosfygika, mientras en
Polonia, Serbia, Bélgica, Francia, Alemania, Italia, España,
y Colombia, acciones en solidaridad se llevaron a cabo de igual forma.
A pesar de la extensa parte del movimiento y sociedad en general ha estado
movilizándose, el estado de Grecia y el gobierno regional de Attica no se han
posicionado aún, y no han cancelado el plan que sigue en marcha y que pone la
vida de nuestro compañero Aristotelis Chantzis en peligro, junto a las vidas de
los tantos miembros de la comunidad quienes enfrentarían condiciones de vida o
muerte extremas si perdieran el apoyo que es auto organizado por la Comunidad y
sus 22 autónomas estructuras sociales.
Llamamos a todas las personas en defensa de la vida, a que inicien o participen
en acciones solidarias de aquí en delante para promover y propagar el llamado
por acciones panhelénicas e internacionales el próximo 5 de Abril en solidaridad
con la Comunidad de la Okupa Prosfygika.
Hacemos un llamado para:
1. Participación en huelga de hambre en cadena de 1-3 días de aquí en delante.
2. Movilización en solidaridad con la manifestación grande que se llevará a cabo
en el 5 de Abril en Atenas e internacionalmente.
3. Prensa y Medios a venir a Atenas, para estar aquí ese día con nuestres
compañeres.
4. Apoyo a existentes o creación de redes de solidaridad con cualquiera que
tenga iniciativa de contribuir con la campaña #SaveProsfygika
5. Apoyando o compartiendo la campaña de financiación en:
https://www.firefund.net/saveprosfygika
6. Firmar el texto con las demandas de la Comunidad y de la huelga de hambre:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd8T48_gwpjHAIFwz5tAaS3ctqZ0s9fqCgAredKNnCQYSZWig/viewform
Hacemos un llamado a Todes les compañeres a apoyar en sus posibilidades, ya sea
en las acciones propuestas o iniciativas propias. Estamos conscientes de que
cada contexto político local y nacional imponen distintos retos, y confiamos en
su habilidad de actuar y reaccionar de acuerdo a ello.
Contáctanos para construir juntes formas de resistencia contra el estado Griego
y el gobierno regional de Attica.
El ataque contra la Comunidad de la Okupa de Prosfygika no es una lucha aislada.
La Comunidad resiste como uno de los pocos proyectos de la lucha social que
quedan y que construye consigo una propuesta contra los regímenes que
globalmente se inclinan hacia la ultra derecha, sociedades militaristas y
mentalidades coloniales. Pedimos a Todes les compañeres que muestran solidariad
a conectar con la lucha también en Su propio contexto geográfico y político.
Este es el 5to. Ataque masivo que el estado griego impone contra la comunidad en
las últimas décadas. A pesar que el ataque parezca ser el más serio de los
pasados, esta vez tampoco van a avanzar con éxito.
Quiten sus manos de Prosfygika!!
Vamos a ganar, o vamos a ganar!
TAG 54 des Hungerstreiks bis zum Tod
Aufruf zu Solidaritätsaktionen mit Prosfygika am 5. April zur
internationalistischen Verteidigung der Community of squatted Prosfygika
Im Juni 2025 genehmigte die Regionalregierung von Attika (zu der Athen gehört)
einen programmatischen Vertrag zur „Renovierung“ und damit faktisch zur Räumung
der Community of squatted Prosfygika, in der mehr als 400 Menschen leben. Vor 54
Tagen, am 5. Februar, trat unser Genosse Aristotelis Chantzis in einen
Hungerstreik bis zum Tod, um die Gemeinschaft und das Leben zu verteidigen. In
den nächsten Wochen wird eine zweite Person aus der Gemeinschaft folgen und
einen Hungerstreik beginnen. Mittlerweile sind mehrere Wochen voller Aktionen in
Athen und international vergangen. Anstatt sich durch die drohende Repression
zurückzuziehen, wählte die Gemeinschaft den Weg der sozialen Selbstverteidigung:
Die Öffnung der Gemeinschaft gegenüber der ganzen Gesellschaft in Griechenland
aber auch international umfasst neben anderen Aktionen zum Beispiel auch
technische Arbeiten zur Renovierung von Häusern und Gästehäuser für
Krebspatient:innen des nahegelegenen Agios-Savas-Krankenhauses und eines Museums
über den griechischen Bürgerkrieg. Hunderte von Internationalist:innen,
solidarische Menschen und Einwohner:innen folgten dem Aufruf, in die Community
zu kommen und die Arbeiten zu ihrer Verteidigung zu unterstützen.
Am 14. März gingen Tausende Menschen Athens auf die Straße, um zu demonstrieren
und ihre Stimmen in Solidarität mit Prosfygika zu vereinen, während in Polen,
Serbien, Belgien, Frankreich, Deutschland, Italien, Spanien, Portugal und
Kolumbien Solidaritätsaktionen für die Verteidigung von der Gemeinschaft
stattfanden.
Obwohl große Teile der Bewegung und der Gesellschaft mobilisiert wurden, haben
der griechische Staat und die Regionalregierung von Attika noch keine Stellung
bezogen und ihren laufenden Plan, der das Leben unseres Genossen Aristotelis
Chantzis sowie das Leben so vieler Mitglieder der Gemeinschaft gefährdet, noch
nicht aufgegeben – Menschen, die ohne die Unterstützung der Gemeinschaft und
ihrer 22 selbstorganisierten sozialen Strukturen mit extrem lebensbedrohlichen
Bedingungen konfrontiert sein werden.
Wir rufen alle Menschen, die sich für die Verteidigung des Lebens einsetzen dazu
auf, ab sofort Solidaritätsaktionen zu initiieren oder sich zu beteiligen, um
die griechenlandweiten und internationalen Aktionen am 5. April in Solidarität
mit der Community of squatted Prosfygika bekannt zu machen und dafür zu
mobilisieren.
Wir rufen auf zur:
1. Teilnahme an dem ab sofort stattfindenden 1–3-tägigen solidarischen
Hungerstreik.
2. Mobilisierung in Solidarität für die große Demonstration am 5. April in Athen
und international.
3. Mobilisierung von Presse und Medien nach Athen, um an diesem Tag bei unseren
Genoss:innen zu sein.
4. Unterstützung oder Aufbau von Solidaritätsnetzwerken mit allen, die bereit
sind, zur Kampagne #Saveprosfygika beizutragen.
5. Unterstützung oder Weiterleitung der Firefund-Kampagne:
https://www.firefund.net/saveprosfygika
6. Unterzeichnung des Textes mit den Forderungen der Community und des
Hungerstreikenden:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd8T48_gwpjHAIFwz5tAaS3ctqZ0s9fqCgAredKNnCQYSZWig/viewform
Wir rufen alle Genoss:innen dazu auf, uns nach Kräften zu unterstützen, sei es
durch die vorgeschlagenen Aktionen oder durch eigene Initiativen. Wir sind uns
bewusst, dass jeder nationale und lokale politische Kontext unterschiedliche
Herausforderungen mit sich bringt, und vertrauen auf eure Fähigkeit,
entsprechend zu handeln und zu reagieren. Kontaktiert uns, um gemeinsam
Widerstand gegen die Pläne des griechischen Staates und der Regionalregierung
von Attika aufzubauen.
Der Angriff auf die Community of squatted Prosfygika ist kein isolierter Kampf.
Die Gemeinschaft leistet Widerstand als eines der letzten verbliebenen Projekte
des sozialen Kampfes, das eine Alternative zu Staaten und Regimen bietet, die
weltweit faschistische Regierungswechsel durchführen aber auch zu
militarisierten Gesellschaften und kolonialistischen Denkweisen. Wir bitten alle
Genoss:innen, die ihre Solidarität bekunden, den Kampf auch mit ihrem jeweiligen
sozialen, geografischen und politischen Kontext zu verknüpfen.
Dies ist der fünfte große Angriff des Staates auf die Gemeinschaft in den
letzten Jahrzehnten. Auch wenn dieser Angriff der schwerwiegendste aller
bisherigen zu sein scheint, werden sie auch dieses Mal keinen Erfolg haben!
Hände weg von Prosfygika!
Entweder wir gewinnen oder wir gewinnen!
Day 54 of Hungerstrike until Death
Call for actions in solidarity with Prosfygika on the 5th of April for the
internationalist defense of the Community of Squatted Prosfygika
In June 2025 the Regional Government of Attica (which Athens belongs to)
approved a programmatic contract for the “renovation” and the evacuation of the
Community of Squatted Prosfygika, where more than 400 people live. 54 days ago,
on February 5th, our comrade Aristotelis Chantzis started a hunger strike until
death for the defense of the Community, for the defense of life. Soon in the
next weeks, a second comrade will follow and start a hunger strike. Several
weeks of actions in Athens and internationally have passed. The opening of the
Community to the broader society, in Greece and internationally, is to build
toward its social self-defense. This opening includes a full events program, a
weekly open assembly, guest houses for cancer patients of the nearby Agios Savas
hospital, and construction works to renovate houses, create more hospital guest
housing, and the construction of the civil war museum. Hundreds of
internationalists, solidarians and locals answered the call to come to the
community and support the work for its defense.
On March 14th, thousands of people took in Athens the street for the defense of
Prosfygika. Solidarity actions also took place in Poland, Serbia, Belgium,
France, Germany, Italy, Spain, Portugal and Colombia.
Although large parts of the movement and the society have been mobilized, the
Greek state and the regional government of Attica remain silent and haven’t
canceled their ongoing plan. This puts the life of our comrade Aristotelis
Chantzis in danger, together with the lives of so many members of the Community
who will face extreme life-threatening conditions without the support of the
Community and its 22 self-organized social structures.
We call all people who are for the defense of life to initiate or participate in
solidarity actions to promote the panhellenic and international actions on the
5th of April in solidarity with the Community of Squatted Prosfygika.
We call for :
1. Participation in the circular 1-3 days of hungerstrike from now on.
2. Mobilizations in solidarity for the big demonstration on the 5th of April in
Athens and internationally.
3. Press and media to come to Athens, to be there on this day with our comrades.
4. Supporting or building solidarity networks with anyone who is willing to
contribute to the campaign #Saveprosfygika
5. Supporting or sharing the firefund fundraiser campaign:
https://www.firefund.net/saveprosfygika
6. Sign the text with the demands of the Community and of the hunger strike:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd8T48_gwpjHAIFwz5tAaS3ctqZ0s9fqCgAredKNnCQYSZWig/viewform
We call all comrades to support however they can, whether through the proposed
actions or your own initiatives. We’re aware that each national and local
political context imposes different challenges, and trust your ability to act
and react accordingly. Contact us to build resistance together against the plans
of the Greek state and of the regional government of Attica.
The attack on the Community of Squatted Prosfygika is not an isolated fight. The
community resists as one of the last remaining projects of social struggle that
builds a proposal against regimes globally shifting to the far right,
militarized societies and colonial mindsets. We ask for all comrades who are
expressing their solidarity to connect the struggle also to their social,
geographical and political context.
This is the 5th major attack of the state against the Community during the last
decades. Although this attack appears to be the most serious of all, they will
still fail.
Hands off Prosfygika!
Either we will win or we will win!
*SERBIA *
54. DAN ŠTRAJKA GLAĐU DO SMRTI
POZIV NA AKCIJE SOLIDARNOSTI SA PROSFIGIKOM 5. APRILA
ODBRANIMO ZAJEDNICU SKVOTIRANE PROSFIGIKE!
U junu 2025. godine Regionalna vlada Atike (pod koju pripada Atina) odobrila je
programski
ugovor za „renoviranje“, odnosno iseljenje zajednice skvotirane Prosfigike, u
kojoj živi više
od 400 ljudi.
Pre 54 dana, 5. februara, naš saborac Aristotelis Hancis započeo je štrajk glađu
do smrti u
odbrani ove zajednice, u odbrani života. Uskoro, još jedan saborac će započeti
štrajk glađu.
Protekle nedelje su obeležile akcije širom Atine i sveta. Otvaranje zajednice
prema širem
društvu u Grčkoj, ali i međunarodno, kao i izgradnja njene društvene
samoodbrane, pored
drugih aktivnosti uključuje i građevinske radove na obnovi kuća, renoviranje
gostinskih kuća
za pacijente obolele od raka iz obližnje bolnice Agios Savas, kao i Muzej
građanskog rata (da
navedemo samo neke primere). Stotine internacionalista, solidarnih ljudi i
lokalnih stanovnika
odazvali su se pozivu da dođu u zajednicu i podrže njenu samoodbranu.
Dana 14. marta, hiljade ljudi izašlo je na ulice Atine da protestuje i izrazi
solidarnost sa
Prosfigikom, dok su u Poljskoj, Srbiji, Belgiji, Francuskoj, Nemačkoj, Italiji,
Nemačka, Španiji i
Kolumbiji održane akcije solidarnosti.
Iako su veliki delovi pokreta i društva mobilisani, država i Regionalna vlada
Atike i dalje se
nisu oglasile, niti su obustavile plan iseljenja koji dovodi u opasnost život
našeg saborca
Aristotelisa Hancisa, zajedno sa životima mnogih članova zajednice. Bez podrške
zajednice i
njenih 22 samoorganizovanih društvenih struktura članovi zajednice bi se suočili
sa ekstremno
opasnim uslovima.
Pozivamo sve ljude koji se zalažu za odbranu života da uzmu učešće u akcijama
solidarnosti
od sada pa nadalje, kako bi proširili poziv za panhelenske i međunarodne akcije
5. aprila u znak
solidarnosti sa zajednicom skvotirane Prosfigike.
Pozivamo na:
1. Učešće u kružnim štrajkovima glađu u trajanju od 1–3 dana od sada pa nadalje.
2. Mobilizacije solidarnih stanga za veliki protest 5. aprila u Atini i
međunarodno.
3. Medije i novinare da dođu u Atinu i budu tog dana sa našim saborcima.
4. Podršku i izgradnju mreža solidarnosti sa svima koji žele da doprinesu
kampanji
#Saveprosfygika
5. Podršku i deljenje kampanje prikupljanja sredstava:
https://www.firefund.net/saveprosfygika
6. Potpisivanje teksta sa zahtevima Zajednice i štrajka glađu:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd8T48_gwpjHAIFwz5tAaS3ctqZ0s9fq
CgAredKNnCQYSZWig/viewform
Pozivamo sve saborce da pruže podršku na način na koji mogu, bilo kroz
predložene akcije ili
sopstvene inicijative. Svesni smo da svaki lokalni politički kontekst nameće
različite izazove i
verujemo u vašu sposobnost da delujete u skladu sa tim. Kontaktirajte nas kako
bismo zajedno
izgradili otpor protiv planova grčke države i Regionalne vlade Atike.
*Polska*
Dzień 54 Strajku Głodowego aż do Śmierci
Wezwanie do działania w solidarności z Prosfygiką w dzień 5 kwietnia w ramach
międzynarodowej obrony Społeczności Okupowanej Prosfygiki
W czerwcu 2025 lokalny rząd regionu Attyka (do którego należą Ateny) zatwierdził
umowę programową na “renowację”, a tak naprawdę ewikcję Społeczności Okupowanej
Prosfygiki w Atenach, gdzie mieszka ponad 400 osób. 54 dni temu, 5 lutego, nasz
kamrat Aristotelis Chantzis rozpoczął strajk głodowy aż do śmierci, w celu
obrony życia mieszkańców. W ostatnich tygodniach miały miejsca akcje wsparcia
nie tylko w Atenach, ale i międzynarodowo. Otwarcie się Społeczności szerzej nie
tylko na społeczeństwo Grecji, ale też międzynarodowo, aby zbudować jego
zdolność do obrony również na poziomie społecznym, oznacza również zaproszenie
do wsparcia prac technicznych – w tym renowacji budynków mieszkalnych, mieszkań
gościnnych dla pacjentów szpitala onkologicznego Agios Savas oraz muzeum wojny
domowej (i nie tylko). Setki internacjonalistów i osób wspierających, również z
Polski, odpowiedziało na wezwanie do odwiedzenia Prosfygiki i wsparcia prac
renowacyjnych oraz obrony osiedla.
14 marca tysiące osób wyszło na ulice Aten, aby okazać i wykrzyczeć wsparcie dla
Prosfygiki. Równolegle w Polsce, Serbii, Belgii, Francji, Niemczech, Włoszech,
Hiszpanii, Portugalii i Kolumbii miały miejsce akcje solidarnościowe.
Pomimo tego, że duża część ruchu politycznego oraz społeczeństwa zmobilizowała
się, rząd Grecji oraz lokalny rząd regionu Attyka, nie zajęły do tej pory
stanowiska ani nie odwołały swojego planu, który stanowi zagrożenie życia dla
naszego kamrata Aristotelisa Chantzisa oraz wielu członków społeczności, którzy
znajdą się w bardzo trudnej sytuacji życiowej bez wsparcia Społeczności i jej 22
struktur samoorganizacji.
Wzywamy wszystkich, do których dotrze ta wiadomość – do obrony życia, do
organizacji lub wspierania akcji solidarnościowych, do promocji i nagłaśniania
sytuacji Prosfygiki na poziomie międzynarodowym, w szczególności 5 kwietnia, gdy
w Atenach odbędzie się kolejna demonstracja.
Wzywamy do:
1. Uczestnictwa w symbolicznym 1-3 dniowym strajku głodowym.
2. Mobilizacji dla międzynarodowego wsparcia dużej demonstracji 5 kwietnia w
Atenach.
3. Dziennikarzy oraz przedstawicieli mediów, do przybycia do Aten, aby być tego
dnia z naszymi kamratami.
4. Wsparcia i budowania relacji z każdym, kto chciałaby uczestniczyć w kampanii
#SaveProsfygika
5. Udostępniania i wspierania kampanii Firefund:
https://www.firefund.net/saveprosfygika
6. Podpisywania apelu wsparcia dla rządań Społeczności oraz Strajkującego
Głodowo:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd8T48_gwpjHAIFwz5tAaS3ctqZ0s9fqCgAredKNnCQYSZWig/viewform
Wzywamy wszystkich do wspierania w jakikolwiek sposób mogą i chcą – czy to za
pomocą wyżej zaproponowanych akcji, czy własnych inicjatyw. Rozumiemy, że każdy
kontekst narodowy i polityczny oznacza inne wyzwania i możliwości, więc forma
działania też musi być do nich dostosowana – ufamy waszej wiedzy i intuicji.
Skontaktujcie się z nami aby wspólnie budować opór przeciwko planowi rządu
Grecji oraz lokalnemu rządowi regionu Attyka.
Atak na Społeczność Okupowanej Prosfygiki nie jest odizolowaną, indywidualną
walką. Społeczność jest jednym z ostatnich nieugiętych projektów oporu
społecznego, które wspierają budowanie na poziomie globalnym rozwiązań na
pogłębiający się skręt w prawo polityki międzynarodowej, militaryzację
społeczeństw oraz myślenie kolonialne. Wzywamy wszystkich działaczy politycznych
do wyrażania swojego wsparcia i budowania relacji między walką Prosfygiki, a ich
lokalnym społecznym, geograficznym i politycznym kontekstem.
To już 5 duży atak państwa i rządu przeciwko Społeczności w ostatnich dekadach.
Pomimo, że jest on najpoważniejszy ze wszystkich i stanowi największe zagrożenie
w jej historii, również tym razem może zakończyć się tylko w jeden sposób –
ZWYCIĘŻYMY, ALBO ZWYCIĘŻYMY.
Łapy precz od Prosfygiki!
*Dutch *
Oproep tot solidariteitsacties op 5 april voor de internationale verdediging van
de kraakgemeenschap Prosfygika
In juni 2025 heeft de regionale overheid van Attica (waar Athene toe behoort)
een programmatisch contract goedgekeurd voor de “renovatie” en feitelijk de
ontruiming van de kraakgemeenschap Prosfygika, waar meer dan 400 mensen wonen.
54 dagen geleden, op 5 februari, begon onze kameraad Aristotelis Chantzis een
hongerstaking tot de dood ter verdediging van de gemeenschap, ter verdediging
van het leven. Binnenkort, in de komende weken, zal een tweede kameraad volgen
en een hongerstaking beginnen. Er zijn al enkele weken acties in Athene en
internationaal gaande. De openstelling van de gemeenschap voor de bredere
samenleving in Griekenland, maar ook internationaal, en de opbouw van haar
sociale zelfverdediging, omvat, naast andere acties, verbouwingen. Bijvoorbeeld
de renovatie van huizen, een gastenverblijf voor kankerpatiënten van het
nabijgelegen Agios Savas-ziekenhuis en het burgeroorlogsmuseum (om er maar een
paar te noemen). Honderden internationalisten, solidariteitsactivisten en lokale
bewoners gaven gehoor aan de oproep om naar de gemeenschap te komen en de
activiteiten ter verdediging ervan te steunen.
Op 14 maart gingen duizenden mensen de straten van Athene op om hun stem te
laten horen in solidariteit met Prosfygika, terwijl er in Polen, Servië, België,
Frankrijk, Duitsland, Italië, Spanje, Portugal en Colombia solidariteitsacties
plaatsvonden.
Hoewel grote delen van de beweging en de samenleving gemobiliseerd zijn, hebben
de Griekse staat en de regionale overheid van Attica zich nog niet uitgesproken
en hun lopende plan, dat het leven van onze kameraad Aristotelis Chantzis in
gevaar brengt, evenals de levens van de bewoners, die zonder de steun van de
Gemeenschap en haar 22 zelfgeorganiseerde sociale structuren in
levensbedreigende omstandigheden terecht zullen komen, nog niet ingetrokken.
Wij roepen alle mensen op om, ter verdediging van het leven, op 5 april
solidariteitsacties overal in Griekenland alsook internationaal te initiëren of
eraan deel te nemen om de solidariteit met de Gemeenschap van Gekraakte
Prosfygika te promoten en de boodschap hierover te verspreiden.
Wij roepen op tot:
1. Deelname aan de circulaire hongerstaking van 1-3 dagen vanaf nu.
2. Mobilisaties uit solidariteit voor de grote demonstratie op 5 april in Athene
en internationaal.
3. Pers en media worden gevraagd om naar Athene te komen en op deze dag bij onze
kameraden aanwezig te zijn.
4. Directe steun of de opbouw van solidariteitsnetwerken met iedereen die bereid
is bij te dragen aan de campagne #Saveprosfygika
5. Het steunen en delen van de Firefund-campagne:
https://www.firefund.net/saveprosfygika
6. Het ondertekenen van de tekst met de eisen van de Gemeenschap en de
hongerstaking:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd8T48_gwpjHAIFwz5tAaS3ctqZ0s9fqCgAredKNnCQYSZWig/viewform
We roepen alle kameraden op om te steunen waar mogelijk, hetzij via de
voorgestelde acties, hetzij via eigen initiatieven. We zijn ons ervan bewust dat
elke nationale en lokale politieke context andere uitdagingen met zich
meebrengt, en we vertrouwen erop dat jullie in overeenstemming daarmee handelen
en reageren. Neem contact met ons op om samen verzet te bieden tegen de plannen
van de Griekse staat en de regionale overheid van Attica.
De verdediging van de Gemeenschap van de Gekraakte Prosfygika is geen
geïsoleerde strijd. De Gemeenschap verzet zich als een van de laatste
overgebleven projecten van sociale strijd die een voorstel vormt tegen regimes
die wereldwijd naar extreemrechts opschuiven, gemilitariseerde samenlevingen en
koloniale denkwijzen. We vragen alle kameraden die hun solidariteit betuigen om
de strijd ook te verbinden met hun eigen sociale, geografische en politieke
context.
Dit is de vijfde grote aanval van de staat op de gemeenschap in de afgelopen
decennia.
Hoewel deze aanval de ernstigste van alle voorgaande lijkt, zullen ze ook deze
keer niet succesvol zijn.
Blijf van Prosfygika af!
Ofwel winnen we, ofwel winnen we!
Riceviamo e diffondiamo:
Qui è scaricabile il pdf in
italiano: https://www.autistici.org/tridnivalka/wp-content/uploads/LOTTA_1_IT_novembre2025_FINAL.pdf,
nelle note all’articolo la trovate anche in altre lingue
COS’È LOTTA?
La rivista Lotta è un progetto editoriale lanciato nel novembre 2025 da
anarchici attivi in diverse città dell’Ungheria, dell’Austria, della Repubblica
Ceca e della Slovacchia. La rivista pubblicherà principalmente articoli dedicati
alla lotta contro le guerre e la pace capitalistiche.
Non sono parole al vento affermare che la guerra sta diventando ogni giorno una
realtà sanguinosa in varie parti del mondo. È inoltre evidente che la pace
capitalista non è altro che una fase preparatoria per ulteriori guerre
terribili. La classe operaia di tutto il mondo si trova di fronte a forze e
poteri distruttivi che potrebbero portare le guerre attuali e future a una terza
guerra mondiale. Ciò potrebbe avere conseguenze assolutamente devastanti per
l’umanità. Per evitare che ciò accada, vediamo una sola soluzione reale:
trasformare le guerre e la pace capitaliste in una rivoluzione sociale.
La rivista Lotta pubblicherà testi che guardano alla realtà da una prospettiva
antimilitarista, internazionalista e rivoluzionariamente-disfattista. Vogliamo
analizzare e condividere le esperienze accumulate nel corso di molte generazioni
nella lotta contro il mondo capitalista e le guerre che esso ha provocato.
La rivista di Lotta è attualmente pubblicata in inglese [3], ceco [4], ungherese
[5], francese [6], spagnolo [7] e italiano [8]. In futuro vorremmo pubblicarla
anche in tedesco, russo e ucraino. Vuoi darci una mano nella sua realizzazione o
nella sua diffusione? Contattaci via e-mail [9].
Riceviamo e diffondiamo:
Presentazione del progetto “Haiku Senza Haiku” e del nuovo appello
internazionale “Radici e Radicalità”, nato dal dialogo cartaceo tra Miguel
Peralta, anarchico prigioniero nelle carceri del cosiddetto Messico e Juan
Sorroche, compagno detenuto in quella che ancora chiamiamo Italia.
Riprendiamo da
https://sabotiamolaguerra.noblogs.org/post/2026/03/03/il-rifiuto-della-guerra-in-ucraina-tra-diserzioni-attacchi-ai-reclutatori-e-solidarieta-diffusa/
Qui alcuni interventi precedenti di “Assembly” già usciti sul giornale “disfare”
utili a contestualizzare la situazione:
https://sabotiamolaguerra.noblogs.org/files/2026/03/assembly_disfare-2.pdf
IL RIFIUTO DELLA GUERRA IN UCRAINA, TRA DISERZIONI, ATTACCHI AI RECLUTATORI E
SOLIDARIETÀ DIFFUSA
Buongiorno a tutti, cari compagni!
* Abbiamo iniziato quest’anno in un momento interessante. L’esercito ucraino si
sta
sciogliendo sotto i nostri occhi. Come ha dichiarato questa settimana Alina
Mikhailova del
Consiglio comunale di Kiev, dei 30.000 mobilitati ogni mese, 20.000 finiscono
in SZČ
(abbandono non autorizzato del servizio) e solo 10.000, «storti e malandati»,
non riescono a
«scappare oltre la recinzione» e restano nell’esercito. Inoltre, alcuni
giorni fa, il capo della
Polizia nazionale Ivan Vygovskij ha riconosciuto «la riluttanza della
maggioranza ad
arruolarsi nell’esercito» e l’aumento dei casi di resistenza ai reclutatori.
Ha anche affermato
che «quasi ogni giorno si registrano episodi di aggressione contro i militari
dei centri di
reclutamento».
* Cosa dire, se persino il giornale del Partito Democratico degli Stati Uniti
scrive che «i
sondaggi mostrano una crescente disponibilità a concessioni territoriali tra
una popolazione
stanca della guerra, a condizione che all’Ucraina vengano fornite garanzie di
sicurezza
affidabili» e che «ciò rappresenta un notevole cambiamento nella coscienza
della
popolazione ucraina stanca della guerra»
* https://www.nytimes.com/2026/02/04/world/europe/ukraine-russia-war-donbas-region.html
* Questo significa che siamo sull’orlo di una rivoluzione sociale? No, non lo
significa. Per
ora la classe lavoratrice dell’Ucraina e della Russia è ancora molto più
disposta ad andare al
macello che anche solo a unirsi minimamente nella lotta per i propri
interessi immediati.
Non esiste alcuna situazione rivoluzionaria nemmeno all’orizzonte, e persino
il crollo del
fronte ucraino — che potrebbe rappresentare il modo più semplice per
restituire a tutti la
libertà di movimento e la possibilità di scegliere il luogo dove stare —
continua a essere
rinviato a un futuro indefinito. Al posto di coloro che sono fuggiti o sono
finiti in prigione,
lo Stato ne cattura di nuovi, e non se ne vede la fine.
* Alla generazione precedente, finita nelle trincee della guerra di posizione,
sono bastati
appena tre anni dall’inizio per realizzare la Rivoluzione di Febbraio
attraverso lo sciopero
generale e la conquista della capitale da parte dei soldati rivoltosi, nonché
per minare la
posizione di Kerenskij, che insisteva sulla prosecuzione della guerra. A ciò
non impedirono
né l’assenza di Internet, né l’analfabetismo della maggior parte della
popolazione, né il
sostegno alla continuazione della guerra da parte degli alleati della
triplice intesa.
* In queste condizioni vediamo il momento ideale per sviluppare forme di mutuo
aiuto
orizzontale nella questione oggi più urgente: come uscire dal più grande
campo di
concentramento del mondo. Una delle principali scoperte dello scorso anno è
stata
l’iniziativa «La solidarietà è la via», lanciata un paio di mesi fa e
ispirata dai nostri
reportage e dalle interviste con ucraini che sono riusciti a fuggire
all’estero attraversando
montagne e fiumi. Per saperne di più, potete visitare il sito:
https://solidarityactivities.noblogs.org
* Come noi, questa rete non si identifica formalmente con l’anarchismo, che in
Ucraina ha
ormai praticamente smesso di significare qualcosa, così come le parole
«socialismo»,
«comunismo», «fascismo», «antifascismo» e così via. Vale a dire,che il nostro
rifiuto di
questa etichetta (senza modificare la nostra linea editoriale) è legato alla
totale assenza di
qualsiasi attività antimilitarista da parte di coloro che in Russia si
definiscono anarchici
internazionalisti. Come si suol dire, a questo gioco si gioca in due. Se per
loro il
mantenimento di tale auto-identificazione sembra essere un modo per risolvere
problemi
psicologici personali, noi non abbiamo tali esigenze. Preferiamo quindi
unirci attorno a
cause e pratiche comuni, piuttosto che a parole.
* Un altro motivo per cui è così importante creare reti di questo tipo è che
oggi, su entrambi i
lati della linea di demarcazione che divide la nostra regione slobožana (Il
territorio, che era
al confine sudoccidentale del Regno russo, corrisponde all’intero oblast’ di
Kharkiv e
parzialmente agli oblast’ ucraini di Sumy, Donec’k e Luhansk, e agli oblast’
russi di Kursk e
Voronež), l’attivismo di strada della sinistra internazionalista è
praticamente impossibile.
L’esempio più vicino a Kharkiv di cui siamo a conoscenza è l’Organizzazione
dei marxisti
di Voronež
* (https://t.me/communistvrn/369),a quasi 700 km dalla nostra città. Questo è
il risultato della
fuga massiccia di molte persone attive e dell’inasprimento dei controlli su
quelle rimaste.
Tuttavia, ciò non significa che la situazione non possa cambiare
improvvisamente.
Costruendo ora queste reti, saremo pronti alle opportunità che si apriranno e
potremo
mobilitarci rapidamente per agire in nuove condizioni.
* In sostanza, è più o meno così come stanno le cose. Grazie per l’invito,
seguite i nostri
aggiornamenti su https://libcom.org/tags/assemblyorgua e scriveteci se avete
bisogno di
qualcosa!
* --------------------------------------------------------------------------------
* Всем доброго времени суток, уважаемые товарищи!
Начало этого года мы встретили в интересный момент. Украинская армия тает на
глазах. Как
сказала на этой неделе Алина Михайлова из Киевсовета, из 30 тыс. ежемесячно
мобилизованных 20 тысяч уходят в СЗЧ и только 10 тысяч «кривых и косых» не
могут
«убежать за забор» и остаются в армии. Также несколько дней назад глава
Нацполиции Иван
Выговский признал «нежелание большинства идти в армию» и рост числа случаев
сопротивления людоловам. И что «почти ежедневно есть факты нападения на
военнослужащих центров комплектования». Что говорить, если даже газета
Демпартии США
пишет, что «опросы показывают растущую готовность к территориальным уступкам
среди
уставшего от войны населения при условии предоставления Украине надежных
гарантий
безопасности» и что «это представляет собой заметный сдвиг в сознании
уставшего от войны
украинского населения»
(https://www.nytimes.com/2026/02/04/world/europe/ukraine-russia-war
donbas-region.html) Значит ли это, что мы на пороге социальной революции?
Нет, не значит.
Пока что трудящиеся Украины и России всё еще готовы шагать на убой гораздо
больше, чем
даже минимально объединяться в борьбе за самые насущные интересы.
Революционной
ситуации нет даже на горизонте, и даже обрушение украинского фронта (которое
могло бы
стать самым простым способом для всех вернуть себе свободу передвижения и
выбора места
проживания) всё сдвигается куда-то вдаль. На смену сбежавшим и посаженным в
тюрьмы
государство отлавливает новых, и конца-края этому не видно. Предыдущему
поколению,
попавшему в окопы позиционной мясорубки, трех лет с момента её начала
оказалось
достаточно, чтобы совершить Февральскую революцию посредством всеобщей
забастовки и
захвата столицы восставшими солдатами, а также расшатать кресло под
требовавшим
воевать дальше Керенским. Не помешали ни отсутствие интернета, ни
неграмотность
большей части населения, ни поддержка продолжения войны союзниками по
Антанте. В этих
условиях мы видим идеальное время
для развития горизонтальной взаимопомощи в наиболее остром на данный момент
вопросе –
как покинуть крупнейший в мире коцлагерь. Одним из главных открытий прошлого
года
стала появившаяся пару месяцев назад инициатива «Солидарность это путь»,
вдохновленная
нашими репортами и интервью с вышедшими за границу через горы и реки
украинцами.
Больше о ней вы можете узнать на сайте:
https://solidarityactivities.noblogs.org/ Как и мы, эта
сеть формально не причисляет себя к анархизму, который в Украине практически
перестал
уже что-то означать, как и слова «социализм», «коммунизм», «фашизм»,
«антифашизм» и пр.
Не в последнюю очередь наш отказ от этого ярлыка (без изменения редакционной
политики)
связан с полным отсутствием какой-то либо антивоенной деятельности со стороны
тех, кто
причисляет себя к анархистам-интернационалистам в России. Как говорится, в
эту игру
нужно играть вдвоем. Если для них поддержание такой самоидентификации,
похоже,
является способом решения каких-то личных психологических проблем, то мы
таких
потребностей не имеем. Поэтому предпочитаем объединяться вокруг общих дел, а
не общих
слов. Еще одна причина, почему так важно создание таких сетей – если сейчас с
обеих
сторон нашего разделенного линией фронта Слобожанского региона практически
невозможен уличный активизм для интернационалистских левых (ближайший к
Харькову
примеру, о котором мы знаем – это Организация воронежских марксистов:
https://t.me/communistvrn/369, почти 700 км от нашего города) из-за массового
выезда одних
активных людей и ужесточения контроля за оставшимися, это не значит, что
ситуация не
способна внезапно измениться. Таким образом мы будем готовы к открывшимся
возможностям и сможем оперативно мобилизоваться для действий в новых
условиях. В
общем, как-то так. Спасибо вам за приглашение, следите за нашими обновлениями
на
Riprendiamo
da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/02/11/attacco-incendiario-contro-i-macchinari-del-cantiere-del-campus-di-intelligenza-artificiale-presso-il-data-center-equinix-meudon-francia-23-novembre-2025/
Qui
l’originale: https://nantes.indymedia.org/posts/158585/incendie-dengins-de-chantier-du-datacenter-de-meudon-2/
ATTACCO INCENDIARIO CONTRO I MACCHINARI DEL CANTIERE DEL CAMPUS DI INTELLIGENZA
ARTIFICIALE, PRESSO IL DATA CENTER EQUINIX (MEUDON, FRANCIA, 23 NOVEMBRE 2025)
Nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 novembre, alcuni ordigni incendiari sono
stati collocati nei macchinari del cantiere del campus di intelligenza
artificiale, adiacente al data center Equinix già presente. Il cantiere si trova
nella zona industriale di Vélizy-Meudon, di fronte al cantiere del nuovo
complesso Thales. Tra i clienti di Equinix figurano Thales, Dassault, Bouygues,
Amazon e molte altre aziende presenti in questo quartiere.
Queste aziende fanno tutte parte del complesso militare-industriale che fornisce
armi a Israele e che è responsabile del genocidio dei palestinesi. Tutte
traggono profitto dal genocidio coloniale, dalla sorveglianza di massa e dal
controllo delle frontiere. Le tecnologie da loro sviluppate vengono testate
sulla popolazione palestinese e poi vendute a paesi di tutto il mondo in
occasione di fiere commerciali come la Milipol, che si è tenuta in Francia dal
18 al 21 novembre. L’intelligenza artificiale è un elemento chiave di queste
tecnologie che Israele utilizza per sorvegliare e compiere il genocidio delle
popolazioni di Gaza e della Cisgiordania. Oltre a partecipare a massacri
coloniali a livello internazionale, la Francia sta militarizzando i propri
confini e rafforzando la sorveglianza e la repressione nei territori colonizzati
e nei quartieri. Per cercare di porre fine a tutto questo, abbiamo scelto la via
del fuoco e del sabotaggio.
Attacchiamo in solidarietà con i prigionieri palestinesi, il cui destino lo
Stato di Israele cerca di aggravare legalizzando le esecuzioni, che sono già la
norma nelle sue prigioni.
Attacchiamo in solidarietà con i “Prisoners for Palestine”, attualmente in
sciopero della fame nelle prigioni britanniche per aver attaccato gli
stabilimenti dell’azienda israeliana produttrice di armi Elbit.
Attacchiamo in omaggio all’anarchico Kyriakos Xymitiris e in solidarietà con le
anarchiche imprigionate Marianna e Dimitra, nonché con gli altri prigionieri del
caso Ampelokipoi. La fiamma della lotta non si spegnerà mai.
Attacchiamo in solidarietà con chi attraversa le frontiere e in omaggio a chi vi
ha perso la vita.
Attacchiamo in omaggio a tutte le persone che sono morte in prigione e per la
libertà di tutti i prigionieri.