“Le banche italiane consegnano agli archivi un’annata stellare, con profitti che
hanno superato con slancio i 30 miliardi di euro. Brindano gli azionisti che si
preparano a incassare 26,5 miliardi, grazie ai risultati centrati nell’intero
2025 dai soli istituti di credito quotati in Piazza Affari. I manager si
aspettavano di poter gratificare i soci, tanto da staccare a novembre cospicui
anticipi sulla cedola complessiva. Con i risultati pubblicati nella prima metà
di febbraio, quelle sensazioni positive sono diventate certezze: gli assegni da
spedire agli azionisti sono pronti, con la percentuale sugli utili distribuita
ai soci che vola oltre l’84%.
Le regine per risultati e cedole sono Unicredit e Intesa Sanpaolo.”
Così con garrula gioia i giornali salutano l’annata dei profitti straordinari
delle banche italiane ma queste performance sono state garantite dalla ritirata
politica del welfare a favore della privatizzazione dei servizi (permettendogli
di vendere polizze previdenziali e sanitarie), riduzione del deprezzamento dei
titoli dello Stato che hanno in bilancio e selezione del credito a tutto
vantaggio dei “clienti redditizi”.
Non è un caso che l’unico comparto in grado di avvicinarsi a tali record sia
quello del riarmo con una percentuale del 14%,i fattori che hanno garantito
dividendi e cedole fuori misura risiedono in primo luogo nella crisi del welfare
a favore della privatizzazione dei servizi,infatti le banche si sono arricchite
con le commissioni sulla vendita dei loro prodotti finanziari e assicurativi: in
parole semplici, vendendo polizze previdenziali e sanitarie, rese sempre più
indispensabili dalla mancata copertura previdenziale del sistema pensionistico
pubblico.
Inoltre le banche italiane hanno comprato i titoli del debito del nostro Paese
con le risorse trasferite gratuitamente dalla Bce; ora, per effetto della
politica di austerità contenuta nella Legge di bilancio e nelle altre misure del
governo, il rating del debito è migliorato e quindi le banche hanno migliorato i
loro bilanci potendo distribuire profitti ai super ricchi.
Il terzo fattore è stato costituito da una maggiore selezione del credito a
tutto vantaggio dei creditori solidi, i soliti noti clienti redditizi .Negli
ultimi anni, anche per effetto di normative fatte per creare un credito per soli
privilegiati, il flusso dei crediti bancari, spesso coperto da garanzie
pubbliche, si è rivolto solo verso clienti estremamente solidi, in modo da
ridurre le costose sofferenze.
Ne parliamo con Alessandro Volpi economista che scrive su Altreconomia
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C’è da chiedersi se e quanto la tassa sulle banche stia colpendo la rendita
bancaria oppure stia solo spostando risorse dentro lo stesso equilibrio di
potere .La legge di bilancio 2026 prevede l’ aumento temporaneo IRAP per banche
e assicurazioni, limitazioni a taluni crediti d’imposta e meccanismi per
sbloccare le riserve create come alternativa al prelievo del 2023, queste
riserve verrano trasformate in dividendi per gli azionisti con un cospicuo
sconto fiscale. Le stime convergono su un contributo per il comparto dell’ordine
di 4,4-4,5 miliardi, pur con elementi di “volontarietà” che lasciano margini di
incertezza sul gettito effettivo.In realtà il tema è che le politiche monetarie
hanno favorito gli asset finanziari, mentre l’inflazione ha eroso il potere
d’acquisto, con effetti regressivi sui redditi fissi.
Ma questa grancassa sulle rendite finanziarie nasconde la manovra di potere che
ha coinvolto il MPS e Mediobanca con l’intervento a gamba tesa del governo e la
partecipazione di soggetti privati quali la famiglia Del Vecchio e Caltagirone .
MPS non solo è stata per anni sull’orlo del fallimento, ma ora è riuscita ad
acquisire una banca molto più grande, che è sempre stata in salute ,i maggiori
artefici dell’acquisizione, cioè Del Vecchio e Caltagirone l’hanno voluta
seguendo loro logiche di potere e il governo ha rivestito un ruolo rilevante
perseguendo il tentativo di costituire un terzo polo bancario di area lombarda
sotto il suo controllo puntando con incroci di partecipazioni al controllo di
Generali.
Ne parliamo con Renato Strumia del Sallca cub ,sindacato autorganizzato dei
lavoratori del credito.
di Roberto Romano e Andrea Fumagalli* Con l’approvazione della Legge di Bilancio
2026-2028, il governo italiano ha scelto di non scegliere, adeguandosi ai
dettami e ai vincoli imposti dal nuovo …
è stata approvata la bozza di manovra economica da parte del governo Meloni. Con
Roberto Ciccarelli de ilmanifestoProviamo ad analizzare le principali misure
sbandierate a livello mediatico dall’esecutivo – come il contributo di banche e
assicurazione che sembrebbe volontario e la de-fiscalizzazione dei salari che si
risolverebbe in residuale aumento degli stipendi. Inoltre abbiamo approfondito
[…]
Unicredit -BPM la saga continua.
I più importanti giornali del monto finanziario internazionale e di conseguenza
il mainstream sono stati scossi ieri dalla notizia dell’opa lanciata da
Unicredit per acquisire Banco BPM, banca molto importante nel settore del
credito per le imprese di Lombardia e Veneto ma che tocca anche Piemonte ed
Emilia Romagna. I consiglieri di BPM si sono […]
Tra gennaio 2020 e agosto 2023 banche, fondi pensione e assicurazioni hanno
intrattenuto rapporti con oltre 50 imprese coinvolte negli insediamenti illegali
in Cisgiordania.
Aumento dei tassi e recessione.
la banca centrale aumenta i tassi d’interesse, agendo in sostanza come una
«scala mobile» dei capitalisti in posizione di credito.