Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della
giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta
di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione:
“I due Coordinamenti territoriali della Campania della Confederazione Sindacale
Altragricoltura, quelli di Campania Nord (Caserta, Napoli e Benevento) e quelli
di Campania Sud (Salerno e Avellino) si mobilitano con due prime manifestazioni
contro la crisi da giovedì 22 ottobre con due obiettivi: reiterare la richiesta
fin qui inascoltata al Governo Nazionale e al Parlamento di dichiarare lo Stato
di Crisi delle piccole e medie imprese dell’agroalimentare e del diritto al cibo
per adottare un pacchetto di emergenza che scongiuri la chiusura delle aziende e
quello di avviare un confronto con la Regione per istruire la declaratoria sullo
stato di crisi dell’agroalimentare della Campania da inviare al Governo e
attivare misure urgenti e un tavolo di confronto partecipato sulla crisi”.
Il governo intanto mostra il pugno duro, tramite identificazioni di massa ai
blocchi in autostrada e procedimenti di indagine per verificare le supposizioni
portate da Lollobrigida e Urso in merito a infiltrazioni mafiose nella protesta
per screditarla. Nonostante questo i blocchi e i presidi vanno avanti e si
allargano i settori coinvolti, come i panificatori e i pescatori. Oggi al vaglio
del governo anche un decreto apposito.
Gli scaffali dei supermercati sono vuoti e inizia a scarseggiare il diesel alla
pompa, l’appello che giunge dagli agricoltori campani è quello di unire le lotte
da Sud a Nord e continuare a mobilitarsi.
Ne abbiamo parlato con Gabriele, agricoltore campano membro di Agricoltori
Italiani
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Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a
partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a
Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti
nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento,
continueranno a farlo.
Non sono ritenute risposte sufficienti le promesse di Salvini di ieri a Milano,
al tavolo di negoziazione con gli auto trasportatori. Si aspetta il prossimo
incontro e intanto la mobilitazione continua. Anche perché sul piano agricolo,
le risposte arrivate finora sono ancora meno.
Proseguono i blocchi degli auto trasportatori in Puglia, Calabria e Campania, e
da ieri si estendono al centro Italia, in particolare Lazio e Molise. Le
conseguenze materiali si sentono già: supermercati senza prodotti freschi in
diverse di queste regioni e più in generale perdite economiche non indifferenti
per il sistema. Insomma emerge forte chiaro la voce ma anche il potere di alcune
delle categorie che il sistema della GDO prova ad invisibilizzare.
In continuità con le interviste fatte in questi giorni agli agricoltori in
mobilitazione in tutta Italia, ci siamo collegate con Gabriele Ponzano,
presidente del nodo di Agricoltori Autonomi Italiani di Alessandria, e membro di
COAPI (Coordinamento Agricoltori Pescatori Italiani). Ponzano ci aggiorna
sull’ultima, partecipata assemblea dell’associazione, la scorsa settimana.
Da questo incontro è emersa chiaramente l’intenzione di muoversi insieme agli
agricoltori del sud Italia, ma anche ad altri cittadini e cittadine per opporsi
all’aumento dei costi di produzione, al caro energia e al carovita. Proprio in
questa prospettiva, sono diversi gli agricoltori e le agricoltrici che sabato 17
ottobre parteciperanno alla piazza chiamata a Torino ore 15 in piazza Castello.
Da diversi giorni gli agricoltori sono tornati a mobilitarsi. Come ribadiscono
con forza dal 2024, il settore primario è in crisi: costi di produzione che
eccedono il guadagno, indebitamento, squilibri di potere lungo le filiere della
GDO, difficoltà climatiche, politiche agricole inadeguate ai più, assenza di
ricambio intergenerazionale.
Oggi, il lievitare del costo del carburante si inserisce in un contesto di
aumento dei costi di produzione (es. fertilizzanti e concime), mettendo
particolarmente in crisi il settore cerealicolo, determinato dai conflitti in
corso.
Le risposte di questi giorni consistono in blocchi stradali e di autocisterne
di carburante (in particolare in Calabria e Sicilia, dove sono coinvolti anche i
pescatori), latte versato sulla Via Aurelia (Lazio), cortei di trattori, presidi
(in Puglia, dove si denuncia l’olivicoltura in crisi) e sit-in a Roma, in
piazza Santi Apostoli. Non mancano i tavoli di confronto con le autorità (come
in Calabria), ma le misure promesse vengono generalmente giudicate
insufficienti.
Come sottolineano spesso le organizzazioni nate dalle proteste dei trattori del
2024, che cercano di interfacciarsi direttamente con l’opinione pubblica, mentre
il margine degli agricoltori è ridotto all’osso, i prezzi dei prodotti sugli
scaffali continuano a salire. Più in generale, nelle mobilitazioni si parla
tanto di carovita, e questo sta portando altre categorie di lavoratori e
lavoratrici ad unirsi.
Ne parliamo con Gabriele Forte, agricoltore in Campania e membro di Agricoltori
Italiani, e Ivo Pittorini, allevatore in Piemonte. Ivo fa parte della realtà
Agricoltori Autonomi Italiani Piemonte.
In questi giorni si parla nuovamente della situazione delle imprese agricole in
Europa. Gli agricoltori francesi e belga sono tornati a farsi sentire. Il 5
dicembre hanno bloccato l’autostrada che collega Lille a Bruxelles per esprimere
la loro opposizione ai nuovi accordi di libero scambio tra UE e Mercosur
(Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia). […]
Nelle estate del 2020 il governo Modi aveva fatto passare delle riforme che
avrebbero cambiato strutturalmente il sistema dell’agricoltura in India senza
consultare i sindacati. Queste riforme erano atte a liberalizzare il sistema e
far entrare nel sistema della distribuzione della verdura e della frutta grandi
player internazionali, rispetto ai quali i contadini non hanno […]
Continua la protesta dei “trattori” e anche gli approfondimenti da parte della
nostra radio su i nodi e contraddizioni di un conflitto, che tocca temi centrali
del dibattito pubblico – la produzione agricola, i sistemi di produzione e
distribuzione, il tema ambientale e le politiche green portate avanti in sede
europea. Oggi grazie ad una […]
Da lunedì 5 febbraio alle porte di Torino Sud è iniziato uno dei tanti presidi
della protesta dei trattori, che in queste ultime settimane ha preso piede in
tutto il paese. Sul campo confinante con la tangenziale, più di 400 trattori,
agricoltori auto organizzati di ogni settore, in arrivo dalla provincia di
Torino e di […]
In tutto l’esagono si moltiplicano le iniziative di lotta degli agricoltori che
protestano contro le misure ultraliberiste dell’Unione Europea. Si tratta di un
movimento molto composito, in cui si mescolano le istanze radicali della
Confederation Paysanne, che si batte contro l’agroindustria e la grande
distribuzione, e quelle dell’estrema destra negazionista del cambiamento
climatico e contraria […]
La protesta organizzata degli agricoltori in Francia nasce da un contesto
complesso che connette il rapporto tra sindacati e lavoratori della terra,
l’esposizione delle materie prime al mercato finanziario, il cambiamento
climatico, la crescente polarizzazione tra grandi proprietari e piccoli
proprietari. Ne abbiamo parlato, in modo esplorativo, con Cesare Piccolo,
giornalista che risiede in Francia. […]