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Venture Global,il marcio dietro il business del gas americano
Venture Global ha annunciato il 24/4/2026 che la sua filiale, Venture Global Calcasieu Pass, (“VGCP”) ha concluso un’emissione di obbligazioni per un importo nominale complessivo di 750.000.000 di dollari .Questa società fa parte del comparto del gas liquefatto (GLN)nordamericano che grazie anche alle conseguenze della guerra sta facendo enormi profitti. Ma la Venture Capital ha diverse criticità comuni alle società del settore del gas naturale liquefatto (GNL) statunitense e inoltre con ENI nel luglio del 2025 ha firmato un contratto ventennale per una fornitura di 2 milioni di tonnellate l’anno di GNL. Oltre ad essere un donatore milionario della campagna presidenziale di Trump e al centro di una serie di controversie legali, le attività di Venture global hanno avuto dei seri impatti socio-ambientali sulle coste della Louisiana: nell’agosto 2025 un grave incidente nel canale di accesso al terminal Calcasieu Pass ha contaminato pesci, ostriche e gamberi su un’ampia area, colpendo le comunità che vivono di pesca e acquacoltura. Eni ha stipulato un contratto ventennale con questa società estremamente controversa frutto di pressioni da parte dell’amministrazione Trump e della scelta europea di rinunciare al gas russo per rivolgersi a quello liquefatto nordamericano ,estratto con la pratica del fracking estremamente dannosa a causa degli effetti ambientali e l’utilizzo di tecniche invasive . Ne parliamo con Daniela Finamore di Recommon
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ENI rinuncia all’esplorazione di gas nelle acque palestinesi
Il 22 marzo 2026 il quotidiano economico israeliano Globes ha riportato che ENI non prenderà parte all’esplorazione né all’eventuale sfruttamento dei giacimenti di gas nelle acque palestinesi. Secondo le informazioni emerse, la società italiana sarebbe uscita dal consorzio che comprendeva anche Ratio Energies e Dana Petroleum. La notizia è stata poi confermata ufficialmente da ENI il 24 marzo. La vicenda affonda le sue radici nell’ottobre 2023, pochi giorni dopo l’inizio dei bombardamenti israeliani su Gaza, quando Israele ha avviato una gara per l’esplorazione e lo sfruttamento di giacimenti di gas nel tratto di mare antistante la Striscia, in un’area considerata appartenente ai palestinesi. Proprio per questo, nel febbraio 2024 diverse organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto alle aziende coinvolte di ritirarsi, sostenendo che il progetto viola il diritto internazionale, oltre a rappresentare un’ennesima forma di estrattivismo, colonialismo ed oppressione del popolo palestinese. Alla mobilitazione ha contribuito una campagna di pressione nazionale e internazionale promossa da ReCommon insieme a numerosi gruppi, collettivi e movimenti. Ne abbiamo parlato con Eva Pastorelli, campaigner di ReCommon.
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Armi e gas :l’Europa sempre piu’ dipendente dagli U.S.A.
Per comprendere la natura del conflitto ucraino dobbiamo farci la classica domanda “cui prodest” ed uno degli effetti strutturali più rilevanti della guerra in Ucraina è che a livello energetico gli Stati Uniti stanno diventando per l’Ue quello che fino al 2022 era stata la Russia per l’approvvigionamento di energia visto che gli USA già oggi pesano per oltre il 50% delle importazioni di gas liquefatto (e il 15% di quelle petrolifere). A ottobre, per la prima volta, un singolo Paese gli USA ha esportato oltre 10 milioni di tonnellate metriche (mmt) di gas liquefatto, il 70% delle quali verso l’Europa. e l’export di Gnl Usa, si stima, raddoppierà da qui al 2028 ,inoltre nell’accordo sui dazi con la Casa Bianca, la Commissione s’è impegnata a un ammontare folle di acquisti nel settore energetico Usa: 750 miliardi di dollari in tre anni. Gli Stati Uniti hanno raggiunto con la guerra in Ucraina lo scopo indicato da Brezinski ( La grande scacchiera,) il quale sosteneva che l’obiettivo strategico degli Stati Uniti fosse quello di separare la Russia dall’Europa per impedire la formazione di un blocco continentale che potesse sfidare la potenza americana. Non solo gas ma anche la nuova corsa agli armamenti , si parla del missile ipersonico Dark Eagle che schierato in Germania potrebbe colpire obiettivi nella Russia centrale nell’arco di sei-sette minuti. In risposta a queste minacce, la Russia ha sospeso la moratoria sul dispiegamento di missili a medio e corto raggio, dopo aver testato con successo il missile Burevestnik e il drone sottomarino Poseidon. L’ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti ha dichiarato che il suo Paese «sta conducendo negoziati positivi» con gli Stati Uniti incentrati sulla consegna a Kiev di missili Tomahawk e altre armi a lungo raggio. Sta cominciando una nuova corsa al riarmo tra Russia e Stati Uniti come quella che impose con conseguenze catastrofiche per l’Urss Reagan negli anni 80 ,mentre gli Stati Uniti progettano il sistema di difesa integrale “golden dom”. Ne parliamo con Francesco Dall’Aglio esperto dell’Europa orientale e di strategia.
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Dialogo sugli aumenti del gas in bolletta con il comitato Teleriscaldati Torino
In studio con noi il comitato Teleriscaldati Torino che da qualche anno si mobilita contro gli aumenti delle bollette sul teleriscaldamento per tratteggiare un focus tecnico rispetto agli aumenti del gas e alla speculazione energetica. Una delle iniziative portate avanti dal comitato va nella direzione di costruire un percorso dal basso per l’autoproduzione energetica in […]
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Venaria. In corteo contro i G7, la guerra, la distruzione del pianeta
Una pioggia battente ha accolto i potenti arrivati a Venaria per il G7 ambiente ed energia cominciato ieri nell’ex reggia sabauda, blindata e chiusa ai visitatori da giorni. Ai dipendenti e ai lavoratori delle ditte in appalto sono state imposte ferie obbligatorie. Le piogge di questa fredda primavera seguono un inverno tiepido e secco, un […]
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