Giovedì sono arrivate le condanne in primo grado del processo che vedeva
imputate 18 tra compagni e compagne per il corteo che aveva attraversato Torino
il 3 marzo 2023 in solidarietà ad Alfredo Cospito e contro il 41-bis e le
prigioni di guerra. Il corteo del 3 marzo, organizzato dopo oltre 50 giorni
dall’inizio dello sciopero della fame del prigioniero anarchico, aveva portato
in strada la rabbia di migliaia di persone in una città completamente
militarizzata.
Inizialmente l’imputazione per compagni e compagne era di concorso in
devastazione e saccheggio: l’ipotesi di reato più grave è caduta, ma sono state
comunque comminate pesanti condanne che vanno da 5 anni e 8 mesi a oltre 2 anni.
Ne abbiamo parlato con Mitzi, imputata “Operazione City”.
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La Questura di Torino ha effettuato una serie di perquisizioni domiciliari
culminate nell’applicazione di sei misure cautelari agli arresti domiciliari nei
confronti di giovani, in gran parte minorenni. I provvedimenti riguardano
studenti che hanno preso parte alle mobilitazioni dell’autunno scorso, raccolte
sotto lo slogan “Blocchiamo tutto”, una stagione di proteste che ha attraversato
il Paese con manifestazioni di massa, blocchi nei principali snodi della
logistica e dei trasporti e scioperi diffusi.
Tra i destinatari dei provvedimenti figurano soprattutto studenti del liceo
Einstein di Torino, giovanissimi costretti ai domiciliari .Una misura cautelare
che ha come scopo quello di intimidire e imporre un disciplinamento al fine
d’impedire qualsiasi esperienza di mobilitazione contro le logiche guerrafondaie
e l’impunità dei fascisti.
Ne parliamo con uno studente del collettivo dell’Einstein.
All’alba del 10 settembre 2024 la Digos di Torino ha notificato misure cautelari
(firme quotidiane e per alcunx due volte al giorno) emesse ai danni di 12
compagnx. Tuttx accusatx di resistenza a pubblico ufficiale con le aggravanti
di violenza e minaccia, tutto in concorso in più di dieci. Alcunx a vario
titolo anche di […]