Estratti dalla puntata del 22 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
SINCRONIE REPRESSIVE
All’alba del 16 giugno 2026, la Digos ha eseguito diverse misure cautelari e
perquisizioni in giro per l’Italia, nonché lo sgombero dello spazio occupato
Bencivenga a Roma: un’operazione repressiva coltivata da tempo e fatta scattare
in concomitanza con il ricorso contro il rinnovo del 41bis per il prigioniero
anarchico Alfredo Cospito.
Un apparato accusatorio che vorrebbe dimostrare il coinvolgimento di una
“cellula anarchica” nella realizzazione dei sabotaggi alle linee alta-velocità
in concomitanza con le Olimpiadi di Milano-Cortina, ricorrendo alla classica
architettura del reato associativo (270 bis) con l’aggiunta
dell’auto-addestramento con finalità di terrorismo (270 quinquies aka “reato di
terrorismo della parola”).
Riprendiamo da Radio Onda Rossa un estratto dall’intervista all’avvocato Falvio
Rossi Albertini e integriamo con un contributo sulle iniziative in solidarietà
con Alfredo e con compagne/i attualmente sotto processo per le mobilitazioni
contro ergastolo ostativo e 41bis del 2022/2023:
RETE O.S.A.RE: SALUTE E CARCERE SONO INTRINSECAMENTE INCOMPATIBILI
Raccogliamo alcuni contributi della rete O.S.A.RE (Operazioni Sanitarie Anti
Repressione) per esplorare in modo approfondito (e non banale) la violenza che
il carcere infligge sul corpo e sulla mente di chi rinchiude:
GRU LETALI SU GAZA, NIANTIC (POKEMON GO) E VANTOR
Partiamo con la notizia – fatta emergere dal giornalista gazawi Tamer Nahed –
inerente il piazzamento di 23 gru, dotate di telecamere, controlli da remoto e
armi automatizzate, per bersagliare dall’alto la popolazione di Gaza.
I territori palestinesi sono un laboratorio imprescindibile per gli interessi
del l’industria bellica e sorvegliante israeliana, ma anche interazioni
apparentemente ludiche con il territorio alimentano i processi di automazione
della letalità: Niantic ha recentemente stretto una partnership con l’industria
di software militare Vantor, fornendole i modelli per l’orientamento di robots e
droni che ha addestrato grazie al “lavoro” degli utenti di PokemonGo:
AI, POTERE GLOBALE, RESISTENZE
Partiamo dall’istantanea del G7 di Evian: rappresentanti di sistemi politici
obsolescenti siedono a fianco dei signori dei tecno-imperi.
Sullo sfondo si sviluppano importanti attriti geotecnologici: la Casa Bianca
vieta l’utilizzo dei modelli di frontiera di Anthropic (Mythos 5 e Fable 5)
fuori dai confini statunitensi, i servizi segreti francesi rescindono il
contratto con Palantir, sondaggi dimostrano la sfiducia delle giovani
generazioni nell’AI.
Di fronte a scenari incerti, gli imperi dell’AI cercano di consolidare il
proprio potere costruendo la minaccia e offrendo la protezione:
Tag - alfredo cospito
Sette arresti, perquisizioni in tutta Italia e lo sgombero del Bencivenga
Occupato a Roma. Le accuse ruotano attorno ai sabotaggi contro le Olimpiadi
Milano-Cortina e alle mobilitazioni per Alfredo Cospito. …
di Frank Cimini* Mobilitazioni anarchiche dall’altra parte del mondo, vestiti
neri, colloqui con la sorella e libri bloccati: nelle motivazioni del ministro
Nordio il carcere duro diventa accanimento politico contro …
di Dario Morgante* Testimone in un processo contro sei militanti anarchici,
Alfredo Cospito, detenuto in regime di carcere duro dal 2022, ha raccontato
delle sue condizioni di “isolamento totale” al …
di Vincenzo Scalia Grazia ai potenti, 41 bis ai dissidenti: non gira a caso, la
rotta segue le disuguaglianze tra clemenza selettiva e repressione politica Le
recenti cronache giudiziarie, in …
Il 41 bis è tortura. Il suo rinnovo contro Alfredo Cospito è una scelta politica
punitiva che conferma il carcere come strumento di annientamento. Il ministro
della Giustizia Carlo Nordio …
Dalla liberazione del torturatore libico ricercato della Corte penale
internazionale, al carcere duro contro Alfredo Cospito, dallo spyware contro
giornalisti e attivisti agli scudi per le forze dell’ordine: il volto …
di Frank Cimini* Il Pg ricorre in Cassazione per bloccare acquisti autorizzati
dal Tribunale di Sorveglianza: contestati testi ritenuti portatori di messaggi
di disobbedienza e critica sociale. Sullo sfondo la …
Estratti dalla puntata del 20 aprile 2024 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
SENTENZA DI PRIMO GRADO “OPERAZIONE CITY” E LABORATORIO TORINO
Grazie al contributo di una compagna imputata cerchiamo di approfondire alcuni
aspetti processuali e politici dell’Operazione City.
Nella sentenza di primo grado del processo per i fatti del 4 marzo 2023 – quando
un corteo arrabbiato nero attraversò una parte del centro di Torino – si
registra la caduta dell’accusa di Devastazione e Saccheggio, mentre le condanne
ruotano attorno al concetto di “concorso con ignoti” nei danneggiamenti
avvenuti.
Uno striscione rinforzato – così come fumogeni e tamburelli – diventa “l’arma
del delitto”, nel tentativo di appiattire gli eventi a una “dimensione
paramilitare”.
Cerchiamo di inserire l’analisi di questa inchiesta all’interno del “Laboratorio
Torino”, un contesto repressivo dove sperimentare ed esportare altrove strategie
repressive volte a disarticolare il conflitto sociale.
In conclusione una riflessione sul corteo come strumento di lotta nella
contemporaneità, tra urgenza, rischi ed efficacia.
Giovedì sono arrivate le condanne in primo grado del processo che vedeva
imputate 18 tra compagni e compagne per il corteo che aveva attraversato Torino
il 3 marzo 2023 in solidarietà ad Alfredo Cospito e contro il 41-bis e le
prigioni di guerra. Il corteo del 3 marzo, organizzato dopo oltre 50 giorni
dall’inizio dello sciopero della fame del prigioniero anarchico, aveva portato
in strada la rabbia di migliaia di persone in una città completamente
militarizzata.
Inizialmente l’imputazione per compagni e compagne era di concorso in
devastazione e saccheggio: l’ipotesi di reato più grave è caduta, ma sono state
comunque comminate pesanti condanne che vanno da 5 anni e 8 mesi a oltre 2 anni.
Ne abbiamo parlato con Mitzi, imputata “Operazione City”.