In questo episodio di Harraga, due compagne del collettivo Rotte Balcaniche ci
hanno restituito aggiornamenti dal centro di screening/detenzione di Pastrogor,
dove le proteste scoppiate quest’estate sono continuate con scioperi della fame,
tentativi di suicidio e sempre più forte repressione della solidarietà da parte
delle forze dell’ordine bulgare.
I tentativi di isolare le persone detenute dallx solidali si è concretizzato in
un divieto arbitrario di colloqui, reclusi messi in isolamento e solidali
arrestatx e processatx.
Se la repressione non fa altro che ribadire l’importanza dello stringere legami
di solidarietà tra il dentro e il fuori, questi aggiornamenti ci hanno dato
l’opportunità di riflettere sugli sviluppi dell’applicazione del nuovo Patto
Europeo alle frontiere e nei centri aperti e chiusi. Dall’altra parte della
frontiera, in Grecia, anche i campi di Synthiki e Fylakio hanno visto rivolte ed
evasioni. Se vengono annunciati progetti di aprire nuovi centri di screening e
di detenzione, in Bulgaria come in Italia, i respingimenti alle frontiere e in
mare restano il principale strumento di controllo sulle persone in movimento,
causando traversate e viaggi sempre più lunghi e pericolosi. I rimpatri
volontari vengono imposti con la forza, per deportare più facilmente chi riesce
ad entrare, con l’ausilio di organizzazioni internazionali e umanitarie quali
l’OIM. I centri di screening e di accoglienza prendono le sembianze di centri di
detenzione e determinano, de facto, la reclusione continua dall’ingresso in
Europa alla deportazione.
In questo quadro di criminalizzazione preventiva, intorno ai giovani uomini
viene costruita la figura del nemico, esterno e interno: a farne le spese sono
soprattutto i minorenni che vengono sempre meno tutelati e sempre più detenuti
insieme agli adulti, qui come a Ceuta.
Freedom – حرية – свобода!
Tag - rotte balcaniche
La Bulgaria, paese recentemente entrato nell’area Schengen intende dimostrare a
Bruxelles di saper controllare le proprie frontiere, specialmente quelle con i
paesi dai quali transitano i migranti. Le politiche migratorie europee
continuano a mietere vittime anche in questa zona dell’Unione, dove a fine anno
sono morti tre ragazzini minorenni provenienti dall’Egitto. Ad attivisti ed
attiviste […]