Il primo argomento della puntata è stato quello dello sciopero internazionale
dei porti, indetto e coordinato dal CALP e dal sindacato di base USB, e che
sempre nelle acque del Mediterraneo avrà luogo in Grecia, nei Paesi Baschi, in
Marocco e in Turchia. Anche qui in Italia ci saranno manifestazioni che vedranno
protagonisti i portuali di ben 11 città, coinvolti attivamente contro la
logistica di guerra. Abbiamo intervistato Riccardo dei CALP per farci spiegare
le rivendicazioni e la portata di questa iniziativa, per poi addentrarci sulle
condizioni generali vissute da chi lavora nei porti e che da qualche anno a
questa parte si ritrova volente o nolente in prima linea contro la logica di
guerra permanente e riarmo. Di seguito il comunicato dello sciopero:
6 Febbraio 2026: “I Portuali non lavorano per la guerra”. Giornata
internazionale di azione congiunta dei porti
I sindacati Enedep di Grecia, Lab dei Paesi Baschi, Liman-Is di Turchia, ODT del
Marocco e USB in Italia hanno chiamato la Giornata internazionale di azione e
lotta il 6 febbraio 2026.
In quella giornata, i lavoratori portuali di circa 21 tra i più importanti porti
europei e del Mediterraneo, da Tangeri a Mersin, passando Bilbao, da gran parte
dei porti italiani e dal Pireo ed Elefsina, manifesteranno e sciopereranno
insieme, una forma concreta di protesta al quale non si assisteva da decenni,
convocata sulle seguenti motivazioni:
per garantire che i porti europei e mediterranei siano luoghi di pace e liberi
da qualsiasi coinvolgimento nella guerra;
per opporsi agli effetti dell’economia di guerra sui nostri salari, pensioni,
diritti e condizioni di salute e sicurezza
per bloccare tutte le spedizioni di armi dai nostri porti verso il genocidio in
Palestina e verso qualsiasi altra zona di guerra, e per chiedere un embargo
commerciale su Israele da parte dei governi e delle istituzioni locali;
per opporsi al piano di riarmo dell’UE e per fermare l’imminente piano dell’UE e
dei governi europei di militarizzare i porti e le infrastrutture strategiche;
per respingere il riarmo come alibi per introdurre ulteriore privatizzazioni e
automazione dei porti.
Ecco l’elenco delle iniziative in Italia indette per quel giorno:
Genova – ore 18.30 – Varco San Benigno
Livorno – ore 17.30 – piazza 4 Mori
Trieste – ore 17.30 – Cia K. Ludwig Von Bruck presso autorità portuale Trieste
Ravenna – ore 15.00 Via Antico Squero 31 (Autorità Portuale)
Ancona – ore 18.00 Piazza del Crocifisso
Civitavecchia – ore 18.00 – Piazza Pietro Gugliemotti
Salerno – ore 17.00 – varco principale al porto
Bari – ore 16:00 – Terminal Porto
Crotone – ore 17.30 – Piazza marinai d’Italia presso l’entrata del porto.
Palermo – ore 16.30 – Varco Santa Lucia
Cagliari – ore 17:00 – via Roma lato porto
Queste sono le principali iniziative convocate nei principali porti europei
dalle organizzazioni sindacali che hanno chiamato il 6 febbraio:
Pireo (Grecia) – Appuntamento alle 10.30 l.t. davanti all’ingresso principale
del porto
Elefsina (Grecia) – Appuntamento alle ore 10.30 l.t davanti all’ingersso
principale del porto.
Bilbao (Paesi Baschi) – Ore 10.00 preso il porto
Pasaia/ San Sebastian (Paesi Baschi) – ore 10.00 presso il porto
Mersin (Turchia) – ore 10.30 l.t. terminal porto
Tangeri (Marocco) – ore 10.00 presso l’ingresso del porto (al momento da
confermare visto il grave allarme meteo che potrebbe chiudere il porto).
Hanno espresso solidarietà e sostegno alla giornata del 6 febbraio l’IDC
(International Dockworkers Council), la WFTU (Federazione Sindacale Mondiale) e
la TUI Tppfc – Federazione dei trasporti Europei sempre della FSM.
Sono arrivate adesioni in supporto e solidarietà da altri porti europei tramite
gruppi indipendenti di lavoratori portuali e movimenti sociali e politici:
Amburgo – Manifestazione con più appuntamenti che parte alle ore 13.00 presso il
terminal Hapag-Lloyd per finire alle ore 17.00 davanti al consolato americano.
Brema – Manifestazione dalle ore 12.30 alle ore 14.15 presso l’Eurogate del
porto di Brema.
Marsiglia – Manifestazione dalle 12.00 alle 14.00 davanti all’ingresso del porto
commerciale di Fos-De-Mer alla presenza di sindacalisti e portuali per la
Palestina e indipendenti.
Per quanto riguarda oltre l’Europa, la giornata del 6 febbraio sta incontrando
molte adesioni e manifestazioni di solidarietà soprattutto da USA e Sud America
che sono in via di aggiornamento nelle prossime ore
Al momento, negli USA abbiamo ricevuto il sostegno da parte del movimento del
“Stop Us-Led War” attivo anche in Venezuela e Colombia e abbiamo anche ricevuto
la solidarietà del sindacato di Minneapolis SEIU Local 26, tra i protagonisti
degli scioperi generali al grido ICE OUT.
In Colombia segnaliamo l’iniziativa convocata in solidarietà con la giornata del
6 febbraio dal movimento “Green go home” davanti all’ambasciata USA di Bogotà
alle 4 del pomeriggio.
Manifestazione di solidarietà e vicinanza anche dal sindacato dei lavoratori
petroliferi del Brasile.
Dalle ore 17.30 del 6 febbraio presso tutti i canali social di USB sarà
disponibile la diretta della giornata con interventi e contributi dalle piazze
nazionali e internazionali.
Si profila una giornata di lotta e di solidarietà internazionale, la
dimostrazione che si può concretamente fare qualcosa contro la guerra, le
aggressioni, le rapine di risorse e contro gli effetti dell’economia di guerra
mettendo insieme più sindacati di più paesi.
Un primo punto di partenza ma che marca un livello di mobilitazione che può
mettere in difficoltà i disegni di sfruttamento dei portuali e di tutti i
lavoratori da parte di chi oggi pensa di guidare il mondo.
La solidarietà internazionale è una parte essenziale del nostro futuro!“
Buon ascolto
--------------------------------------------------------------------------------
--------------------------------------------------------------------------------
--------------------------------------------------------------------------------
Il secondo approfondimento della serata ha riguardato un appuntamento che si
terrà venerdì 6 febbraio presso il Laboratorio Malaerba a Torino, ovvero un
evento a metà tra reading teatrale e di riflessione sul tema delle mafie.
Abbiamo ospitato al telefono Antonio Vesco, antropologo e sociologo che si
occupa appunto di studio dei fenomeni mafiosi per farci raccontare qualcosa di
più su questo evento, oltre che per parlarci del suo ultimo libro “Criminalità
immaginate” edito da Tangerin edizioni, da cui sono estratti molti brani di
questa sorta di conferenza teatrale. Ci siamo fatti spiegare il perchè il mondo
considerato mafioso e quello del precariato lavorativo finiscono per incrociarsi
all’interno del testo di Antonio Vesco e da quali casi di studio è partito per
analizzare il fenomeno.
Vi invitiamo perciò a partecipare a questo evento che ricordiamo si terrà il 6
febbraio alle ore 19:30 presso il Laboratorio Malaerba in Via Verres 4 a Torino.
Buon ascolto
--------------------------------------------------------------------------------
--------------------------------------------------------------------------------
--------------------------------------------------------------------------------
Il terzo argomento della serata è stato quello di un provvedimento disciplinare,
subito da una lavoratrice che lavorava come dipendente da più di trent’anni
presso il supermercato Pam di via Sabotino a Grosseto a fronte di un
provvedimento disciplinare erogato dall’azienda che le è costato il
licenziamento diretto.
Il tutto è partito da un banalissimo episodio: La dipendente dopo il turno di
lavoro aveva fatto compere presso lo stesso esercizio per il quale lavorava, ma
dopo aver fatto cadere per incidente un flacone di detersivo, con il permesso
del responsabile del punto vendita, ne ha preso un altro dagli scaffali.
L’azienda la accusa pertanto di furto. Ne abbiamo parlato con Paolo Martellucci,
avvocato della lavoratrice, che assieme al siundacato FILCAMS CGIL ha preso in
carico la vertenza.
Buon ascolto
Tag - Turchia
Il 28 ottobre le HPG, Forze di Difesa del Popolo del PKK, hanno annunciato il
ritiro dalla Turchia come gesto di buona volontà nel processo di pace con
Ankara. Una scelta che conferma la disponibilità curda al dialogo, nonostante
repressione, arresti politici e militarizzazione del Kurdistan.
Quasi in parallelo, l’ultranazionalista Bahçeli, alleato di Erdoğan, ha aperto
alla liberazione di Selahattin Demirtaş, dirigente del partito democratico HDP
condannato a 42 anni di carcere: una mossa che sembra più tattica che realmente
orientata a una soluzione politica.
Qual è oggi la forza del movimento rivoluzionario curdo? In che stato si trovano
PKK, strutture civili e opposizione democratica dopo anni di attacco dello Stato
turco? Il processo di pace può davvero aprire spazi a diritti e
autodeterminazione, o siamo di fronte a una strategia di logoramento, in cui
Ankara guadagna tempo senza concedere nulla?
Con Murat Cinar proviamo a capire se la Turchia ed il Kurdistan si stiano
avvicinando alla pace o se la guerra di Erdogan contro i curdi stia
semplicemente cambiando volto.
Abbiamo sentito Eduardo Meneses, dopo i primi giorni di paro nacional in Ecuador
che ci ha indicato priorità, lotte, situazioni diverse nel paese in lotta contro
le ricette neoliberiste di Daniel Noboa e prima che gli scontri producessero i
primi morti; il popolo è sceso in piazza nella Cuenca per i diritti dei
contadini, ma […]
A Milano, un’indagine mette in discussione il modello di sviluppo urbanistico
degli ultimi anni. Poi ci spostiamo nel Mediterraneo, dove un nuovo metodo di
traffico di cocaina prevede il lancio di carichi in mare da navi cargo e il
recupero da parte di pescherecci
L'articolo Newsroom – Milano è sotto inchiesta. Nel Mediterraneo, la nuova rotta
sommersa della cocaina proviene da IrpiMedia.
Tonnellate di cocaina lanciate nel Mar Mediterraneo: un affare gestito dalla
mafia turca, in alleanza con colombiani, albanesi e calabresi
L'articolo L’Escobar turco dietro alle navi del drop-off proviene da IrpiMedia.
La repressione colpisce sempre più duramente in Turchia. La presenza di riviste
satiriche a fumetti è una consolidata tradizione. LeMan è un periodico ad ampia
diffusione popolare, non certo un giornaletto di nicchia, ma è finito comunque
nel mirino della magistratura che ha disposto l’arresto di due redattori, del
direttore responsabile e del vignettista e […]
Lunedì 12 maggio a Torino si terrà il forum “Turchia: un hub verso il futuro”,
promosso dalla Camera di Commercio con l’obiettivo dichiarato di “rafforzare la
cooperazione economica” tra Italia e Turchia nei settori dell’aerospazio,
dell’automotive e della digitalizzazione. Ma dietro il lessico anodino della
diplomazia economica si cela una realtà ben più grave: il […]
Turchia aggiornamenti sulle proteste.
Una corrispondenza con un compagno internazionalista che in questo momento si
trova sulla diga di Tishreen, nella Siria del Nord-Est, un’importante
infrastruttura della regione difesa in prima persona dagli abitanti e dalle
abitanti del Rojava contro gli attacchi dell’aeronautica turca e delle truppe di
terra dell’Esercito Nazionale Siriano, una coalizione di milizie islamiste
finanziate e […]
Di giovedì la notizia che il leader del PKK Abdullah Öcalan, durante una
riunione con una delegazione del partito DEM, ha chiesto lo scioglimento del PKK
e l’abbandono delle armi da parte della guerriglia curda nel quadro di un
processo di pace con la Turchia di Erdogan. Facendo appello ad un processo di
apertura democratica […]