NESSUN* È STRANIERO* - ASSEMBLEA PUBBLICA
Cecchi point - Via antonio cecchi 17
(venerdì, 23 ottobre 18:00)
Da settimane ormai le scuole di tutta Italia sono in stato agitazione. Decine
sono gli istituti occupati e decine di migliaia le studentesse e gli studenti
scesi per strada a contestare non una singola riforma, ma l’intero sistema
scolastico, in quanto ingiusto e impoverito. Di fronte al mobilitarsi dei più
giovani questo governo mostra apertamente come intende affrontare il dissenso:
reprimendo muscolarmente e violentemente e promuovendo sempre più apertamente
politiche di criminalizzazione nei confronti di quelle soggettività indomite e
che oggi si rivoltano contro un sistema scolastico sempre più fatiscente e
iniquo .
Sono sotto gli occhi di tutti le scene di questi giorni: arresti violenti dentro
le scuole, digos e polizia che entrano negli edifici scolastici per rincorrere,
picchiare e fermare minorenni accompagnate da una sfilza di dichiarazioni da
parte degli organi istituzionali che proseguono nel progetto di
criminalizzazione del dissenso. Il sistema scolastico progressivamente sembra
essersi trasformato in un dispositivo che risponde a logiche sempre più punitive
che educative. Le rivendicazioni degli studenti che provano a riappropriarsi di
spazi e dei luoghi scolastici, per respingere il progetto classista, vengono
silenziate, ignorate e infine derubricate a questioni di “ordine pubblico” e
duramente represse a suon di manganello e cariche di polizia.
I decreti e le leggi promossi dal Governo Meloni in materia scolastica spingono
sempre più apertamente nella direzione di un allargamento del divario tre le
scuole dell’ “eccellenza” e le altre invece che devono fungere solamente da
incubatrici di futura manodopera a basso costo. In questo progetto di
segregazione ed esclusione va inquadrato anche il nuovo decreto sul tetto del
30% degli studenti definiti “stranieri”.
Non possiamo vivere passivamente tutto ciò, noi lavoratori e lavoratrici della
scuola dobbiamo prendere parola e dire chiaramente che siamo accanto a ragazze e
ragazzi che ci opponiamo fermamente a questi. Noi, che attraversiamo
quotidianamente le strutture fatiscenti e precarie degli edifici scolastici, che
subiamo da anni processi di precarizzazione ed impoverimento e che oggi
assistiamo al dirottamento dei fondi pubblici dall’istruzione alle spese
militari, non possiamo restare indifferenti alla richiesta di solidarietà
attiva e di confronto che ci è giunta a più riprese dall’universo studentesco in
fermento, non solo in Italia ma in tutta Europa.
Dobbiamo esserci, accanto ai giovani per supportarli in questa mobilitazione ed
invertire ora la deriva autoritaria, classista e razzista che i decreti di
questo governo stanno imponendo nel mondo scuola. Il mondo della scuola è la
nostra quotidianità e ci chiede a gran voce un supporto e una presa di
posizione, organizziamo una risposta comune!
Tag - scuola pubblica
GPS MA NON SOLO!
Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(martedì, 3 marzo 15:00)
Chi sta nella scuola, sguazzando nel magico mondo delle supplenze, o chi
vorrebbe farlo, forse saprà che da lunedì 23 febbraio fino al 16 marzo sono
state riaperte le GPS (graduatorie provinciali per le supplenze).
Per questo abbiamo organizzato un momento aperto per (iniziare a) compilare le
gps insieme, ma anche per scambiarci consigli, skills a riguardo e lamenti, con
birrette e succhini.
Martedì 3 marzo nell'aula studio del CSOA GABRIO (Via Millio 42) dalle 15.00
alle 19.00
Chi sta nella scuola, sguazzando nel magico mondo delle supplenze, o chi
vorrebbe farlo, forse saprà che da lunedì 23 febbraio fino al 16 marzo sono
state riaperte le GPS (graduatorie provinciali per le supplenze).
Per questo abbiamo organizzato un momento aperto per (iniziare a) compilare le
gps insieme, ma anche per scambiarci consigli, skills a riguardo e lamenti, con
birrette e succhini.
Martedì 3 marzo nell'aula studio del CSOA GABRIO (Via Millio 42) dalle 15.00
alle 19.00
A DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA E DEMOCRATICA
Ufficio Scolastico Regionale - Corso Vittorio Emanuele II 70
(mercoledì, 4 giugno 14:30)
H. 14.30 FLASH MOB - UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE / CORSO VITTORIO EMANUELE II
70
H. 16.30 - P.ZA CARLO FELICE - PIAZZA TEMATICA, PERFORMANCE, LEZIONI DI STRADA,
BIBLIOTECA VIVENTE.
Che tu sia docente, ATA, studentessa/studente o semplice cittadina/o solidale,
unisciti alla rete delle scuole che si stanno mobilitando e scendi in strada con
noi mercoledì 4 giugno 2025.
A difesa della scuola pubblica e democratica, le comunità educanti chiedono
rispetto! (Per firmare l’appello compila il MODULO FIRME)
Molte scuole della provincia di Torino sono in sofferenza.
Il caso più eclatante è quello del Liceo “N. Rosa” di Susa, che ha scioperato
compatto a febbraio contro l’ipotesi di dimensionamento e per ottenere la nomina
di un dirigente titolare in sostituzione dell'attuale reggente.
Ma le cronache cittadine ci hanno raccontato di mobilitazioni anche in altri
istituti.
Sotto le finestre dell’Ufficio Scolastico Regionale si sono, ad esempio,
radunate centinaia di persone in solidarietà con il personale dell’Istituto “G.
Colombatto”, che denunciava l'ambiente difficile, demotivante e scarsamente
collegiale.
Il Curie-Vittorini di Grugliasco si è invece guadagnato le pagine dei giornali
per la protesta del corpo docenti riguardo alla situazione di disorganizzazione,
scarsa trasparenza e tensione interna all’istituto.
Un forte disagio lo hanno manifestato - e a più riprese - anche le studentesse e
gli studenti dell’ITTS Grassi di Torino, la cui denuncia dell’inadeguatezza
delle proprie strutture scolastiche ha reso pubblica anche una certa
insofferenza verso il dissenso della dirigenza.
C’è un denominatore comune: la denuncia della postura autoritaria di taluni
dirigenti in nome della necessità di una scuola democratica. Quelle citate non
sono situazioni isolate, ma la punta di un iceberg. Il malessere è diffuso. Per
questo molte scuole, nelle loro varie componenti, hanno deciso di unire le
proprie forze per mobilitarsi in modo più efficace e denunciare pubblicamente
quanto sta accadendo.
Il dirigismo autocratico, la mortificazione degli Organi collegiali e la
compressione degli spazi di democrazia creano tensioni enormi il cui prezzo
rischia di essere pagato in termini di salute sul posto di lavoro, demotivazione
professionale e qualità del servizio offerto.
Mortificazione e senso di impotenza emergono anche nelle scuole che subiscono
gli effetti dei tagli degli organici - con riduzione dei corsi serali o
accorpamento di sezioni (come pare sia il caso del Giulio, del Boselli e del già
citato Curie-Vittorini) - senza che la contrarietà degli organi collegiali sia
presa in considerazione.
La nuova scuola che pretendono di imporci - tutta prona alle logiche di mercato,
dove si impara sempre meno e ci si addestra al lavoro, in cui emergono i presidi
manager o burocrati e il loro middle management - si scontra con ciò che rimane
della scuola democratica repubblicana e con gli strumenti giuridici che ancora
ne garantiscono la praticabilità.
L’attuale immobilismo dell’Ufficio Scolastico Regionale, tuttavia, sembrerebbe
incoraggiare il “bullismo istituzionale” di taluni presidi: e ciò alimenta il
clima di sfiducia e sconforto che aleggia nelle scuole di Torino e provincia.
D’altra parte, come interpretare l’assenza di risposta, almeno per ora, alle
decine di segnalazioni inoltrate all’USR su quanto succede nelle scuole del
territorio? A febbraio, il Direttore Generale, il dott. Stefano Suraniti, si è
addirittura rifiutato di ricevere le organizzazioni sindacali che avevano
indetto lo sciopero del Liceo Norberto Rosa (con un’adesione al 90%).
È il rovesciamento di quanto si tenta di insegnare con l’educazione civica alle
giovani generazioni, dal momento che le istituzioni, rinchiuse nei loro palazzi,
paiono respingere il dialogo con la cittadinanza.
La scuola esige rispetto.
L’USR ha il dovere istituzionale di farsi carico del disagio profondo e delle
richieste provenienti dalle comunità educanti e, dunque, per prima cosa deve
ASCOLTARE.
Per questo NOI TUTTE/I, DOCENTI, ATA, STUDENTESSE E STUDENTI E GENITORI DI
NUMEROSE SCUOLE DI TORINO E PROVINCIA CHIEDIAMO:
1. CHE L’USR RICEVA AL PIÙ PRESTO UNA DELEGAZIONE DELLE COLLEGHE E COLLEGHI
DEL “ROSA” UNITAMENTE ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI.
2. CHE IL DOTT. SURANITI RICORDI CON UNA CIRCOLARE A TUTTI I DIRIGENTI
SCOLASTICI CHE SONO TENUTI AL MASSIMO RISPETTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI IN UNO
SPIRITO DI DEMOCRAZIA SOSTANZIALE E NON FORMALE.
3. CHE SIANO ADOTTATE LE MISURE NECESSARIE AFFINCHÉ TUTTO IL PERSONALE
SCOLASTICO – AI SENSI DELLA NORMATIVA SUL BENESSERE A SCUOLA - SIA
EFFETTIVAMENTE RISPETTATO.
CI RIVOLGIAMO a tutte le colleghe e i colleghi, alle Rappresentanze Sindacali
appena elette nelle singole scuole - e alle loro Organizzazioni - affinché,
sottoscrivendo questo appello, si possa costruire la più larga unità possibile a
difesa della scuola democratica.
Per una scuola democratica che istruisca ed emancipi
Per la difesa degli organi collegiali Per restituire dignità alla scuola
Contro l’autoritarismo di alcuni dirigenti
Contro i dimensionamenti, i tagli e l’accorpamento delle classi
Contro la mercificazione della scuola
Contro le Nuove Indicazioni nazionali
Contro la scelta dei docenti di sostegno da parte delle famiglie
PER LA SCUOLA BENE COMUNE
ASSEMBLEA SCUOLA TORINO - COMITATO “INSIEME PER IL ROSA”