Avvisi orali contro chi protesta: a Brescia il questore mette nel mirino tre
attivisti. Dopo il corteo per il Rojava del 24 gennaio, CSA Magazzino 47,
Diritti per tutti e …
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Il primo argomento della puntata è stato quello delle mobilitazioni di
lavoratrici e lavoratori dei grandi alberghi milanesi, ne abbiamo parlato in
collegamento telefonico con Mattia Scolari del sindacato Cub Milano. Infatti per
il 6 febbraio, nel giorno di inaugurazione dei giochi olimpici invernali, era
stato lanciato un presidio davanti alla sede di Federalberghi per denunciare il
costante peggioramento delle condizioni di chi opera in questo settore, presidio
che nonostante il divieto posto dalla questura per non turbare le celebrazioni
per il passaggio della fiamma olimpica, ha avuto luogo comunque, seppure in un’
altra sede. La mobilitazione è parte di un percorso di lotta portato avanti
dall’ unione di lavoratori ma anche di sigle sindacali, che rivelano l’enorme
disparità tra i guadagni di chi lavora negli alberghi e di chi li gestisce, ma
svelando anche un meccanismo di vero e proprio lavoro a cottimo! si parla
infatti di pagamenti erogati in base alle camere d’albergo pulite. Di questo e
delle tante contraddizioni portate dalla costante turistificazione delle città e
di conseguenza anche dei lavori a disposizione, abbiamo parlato con il nostro
intervistato.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di un
capotreno dell’Assemblea Nazionale PdM/PdB (personale di macchina/personale di
bordo) sul prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno dalle 21.00 del
27/02/2026 alle 20.59 del 28/02/2026.
I temi caldi sono salute, sicurezza e giusta retribuzione: gli incidenti sul
lavoro non danno tregua, le aggressioni al personale durante le ore di lavoro e
non da ultimo gli aumenti salariali inesistenti. Durante l’intervista è stato
sottolineato come la turnazione, la reperibilità e gli stessi orari lavorativi,
cambiati da gli ultimi rinnovi contrattuali, hanno fatto tornare indietro
l’orologio dei diritti di parecchi anni.
Nel ricordare che l’assemblea PDM PDB “Siamo il gruppo auto-organizzato di
Macchinisti e Capitreno delle FSI che rivendica un giusto rinnovo del CCNL e
difendiamo la retrocessione dei nostri diritti” si rilancia alla partecipazione
del prossimo sciopero che ha avuto il primo stop dalla commissione di garanzia:
lo sciopero era stato organizzato e proclamato per il 20 gennaio 2026.
Buon ascolto
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Il terzo argomento della serata è stato quello delle ultime vicende giudiziarie
che hanno visto coinvolto il colosso Glovo, Lo abbiamo trattato in compagnia di
un ex rider attivo nel collettivo Colpo di Torino.
Non è la prima volta che queste piattaforme del food delivery finiscono alla
sbarra in Italia, questa volta il PM Storari di Milano ha accusato l’azienda di
caporalato e di sfruttamento del lavoro, e di avere creato un sistema di
intimidazione e ricatto agita dall’algoritmo utilizzato dai riders, disponendo
conseguentemente il commissariamento di Glovo.
La vicenda ha sollevato un dibattito pubblico in cui c’è chi di base invoca la
regolarizzazione di questi lavoratori, con contratti subordinati e che
soprattutto dispongano di tutele per la salvaguardia e prevenzione della loro
salute. Contenuti questi, anticipati da vincoli di adattamento a standard
europei in materia di contratti di lavoro, proprio per i lavoratori delle
piattaforme.
Buon ascolto
APERICENA CONDIVISO
Presidio NO TAV San Didero - Piazzale SS25
(martedì, 27 gennaio 19:30)
Tornano gli apericena condivisi del Martedì a San Didero.
Il ritrovo è alle 19.30, chi può porti qualcosa da mangiare e bere da
condividere e i proprio piatti e bicchieri.
https://www.facebook.com/profile.php?id=100066173425424
PRESENTAZIONE NEL NIDO DEI SERPENTI
Presidio No TAV San Giuliano di Susa - San Giuliano di Susa
(domenica, 1 febbraio 12:00)
Domenica 1 Febbraio
NEL NIDO DEI SERPENTI (Zerocalcare)
ORE 12
Pranzo con polenta e lenticchie a cure dei Fornelli in lotta (porta piatti e
posate)
Luogo: Frazione PRESIDIO SAN GIULIANO 9, SUSA
ORE 16
Presentazione del libro Nel nido dei serpenti con:
* zerocalcare
* campagna FREE ALL ANTIFA
* Marta Massa (regista)
* Filo Sottile
* Silvia Ugolini
* Mattia Tombolini (momo)
Luogo: Teatro Don Bunino, Piazza Cavour Bussoleno
Partiamo e torniamo insieme. Non è solo uno slogan: è un viatico.
Immagina un mondo in cui la postura antifascista è tacciata di terrorismo; un
mondo in cui la pulizia etnica è normalizzata, le persone straniere sfruttate,
recluse, respinte, uccise impunemente; un mondo patriarcale in cui le
soggettività donna e queer sono silenziate, minorizzate e rimosse; un mondo in
cui la sicurezza garantisce gli interessi dei magnati, la legge disciplina i
corpi di chi è ai margini, galera e pene esemplari sono punizione e spauracchio
per chi alza la testa e si ribella. Questo è il nostro mondo.
Zerocalcare ne dà uno spaccato onesto e inquietante in Nel nido dei serpenti. Il
suo lavoro dipana la storia di Maja T, militante antifascista agli arresti in
Ungheria per fatti analoghi a quelli che portarono a processo Ilaria Salis e
altre 16 persone.
Maja rischia 24 anni di reclusione in un processo tutto politico. La sua
reclusione tocca chiunque rifiuti ogni forma di fascismo. Partiamo e torniamo
insieme. È un viatico.
COLAZIONE RESISTENTE CONDIVISA
Frazione Traduerivi - -
(venerdì, 23 gennaio 09:00)
Venerdì 23 gennaio ore 09,00
Presidio di Traduerivi
Colazione resistente condivisa
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di
Murat Cinar, giornalista, sull’evento dal titolo:
“Il Rojava è sotto attacco”:
EVENTO INFORMATIVO a TORINO, giovedì 22
gennaio 2026 alle ore 18 al Campus Einaudi.
“COSA STA SUCCEDENDO IN SIRIA?
Dal 6 gennaio il governo ad interim siriano di al-Jolani (che ha guidato prima
al Nusra e poi affiliato ad al Qaeda, ora a capo delle HTS) sta attaccando
brutalmente la popolazione civile, prima nei quartieri curdi di Sheikh Maqsud e
Ashrafiya ad Aleppo, poi nelle città di Tabqa e Raqqa, e da poche ore anche la
città di Kobane. L’intento è eliminare la popolazione curda (dopo drusi e
alawiti) e l’esperienza rivoluzionaria dell’Amministrazione Autonoma Democratica
della Siria del Nord Est(DAANES), nei territori del Rojava (il Kurdistan
siriano).
La DAANES è una regione in cui diversi popoli – curdi, arabi, siriaci,
turcomanni e altri – convivono pacificamente in un sistema di auto-governo
basato sui pilastri del confederalismo democratico: democrazia radicale,
ecologia sociale e liberazione della donna. Le Forza Democratiche Siriane (SDF)
che ora difendono la DAANES sono le stesse forze che con YPG e YPJ combattevano
l’ISIS dieci anni fa.
Nonostante i diversi accordi per un cessate il fuoco tra HTS e SDF (Forze
Democratiche Siriane), non si interrompono gli attacchi ai civili, agli
ospedali, alle infrastrutture fondamentali della società della DAANES.
La resistenza del Rojava e la proposta della DAANES sono un esempio nella storia
dei popoli oppressi di una vita costruita su valori e principi di democrazia,
giustizia e uguaglianza: per questo è necessario difendere la rivoluzione in
Rojava!
Parleremo meglio della situazione attuale, degli attori in campo e della
vita nella DAANES questo giovedì.”
Buon ascolto
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Il secondo argomento della serata è stato quello delle lotte nel mondo della
logistica piemontese, in particolare andiamo a trattare le vicende avvenute
negli stabilimenti della Team Works di Biella, azienda in appalto al colosso
BRT.
Intervistando Max, coordinatore logistica USB del Piemonte, ci siamo addentrati
nei dettagli della vicenda, ma abbiamo anche tracciato un quadro delle
problematiche quotidiane dei drivers, costretti a stare alle regole date da
contrattazioni stipulate tra aziende e sindacati confederali; dai comunicati di
USB sul web:
“Assemblea negata nei locali aziendali si trasforma in picchetto di protesta,
che ha interrotto il transito delle spedizioni dalle 8 fino alle 11.30.
USB chiedeva all’azienda Team Work srl, in appalto Bartolini, oltre il diritto
di assemblea, la disponibilità a discutere l’orario di lavoro di 39 ore
settimanali in luogo delle 42 stabilite dagli accordi e dal CCNL capestro a
firma CGIL CISL UIL, ritmi di lavoro meno usuranti e nel rispetto della
sicurezza, la cessazione delle ritorsioni agli iscritti USB operate attraverso
sfilza di provvedimenti disciplinari.
La lotta di USB contro lo sfruttamento negli appalti della logistica prosegue!”
Buon ascolto
DALLA SIRIA ALL’IRAN PER UNA LIBERTÀ SENZA CONFINI
Balon - via Vittorio Andreis, 10152 Torino TO, Italia
(sabato, 24 gennaio 10:30)
Dalla Siria all’Iran per una libertà senza confini
Con le donne e gli uomini insorti contro il patriarcato, il fascismo islamico,
per un mondo senza padroni, frontiere, nazioni.
Sabato 24 gennaio
ore 10,30
punto info al Balon
Nè shah né mullah. A fianco di chi lotta contro i dittatori di ieri, oggi e
domani in Iran e in Siria
ore 15
piazza Vittorio Veneto
partecipiamo al corteo per il Rojava
Le proteste partite il 27 dicembre 2025 dal Bazar di Teheran si sono rapidamente
trasformate in un movimento di protesta politico contro il regime teocratico che
governa il paese dalla fine degli anni Settanta. Il crollo della valuta locale e
il conseguente aumento dei prezzi ha aggravato le condizioni i vita di milioni
di persone strette tra salari bassi e precarietà dilagante.
Le lotte sono state in buona parte spontanee ed hanno assunto caratteri sempre
più radicali con assalti ai commissariati e manifestanti che disarmavano i
miliziani governativi. Non più una rivolta ma un’insurrezione.
Le lotte dei lavoratori e disoccupati si sono saldate con quelle delle donne che
ormai da anni affrontano prigione, morte e torture ma non mollano.
Negli slogan di piazza emerge in modo chiaro la volontà di farla finita con il
governo teocratico ma nessuna simpatia per l’erede della dinastia Palhavi, il
cui programma è di carattere dittatoriale. La propaganda dei media sponsorizzati
dagli Stati Uniti spinge i monarchici che però sono assenti da piazze iraniane.
Giovedì 8 gennaio Teheran ha chiuso internet, dando il via ai massacri. I
miliziani di Khamenei hanno sparato con pallini da caccia e armi automatiche
contro la folla disarmata.
Le vittime potrebbero essere arrivate a 12.000, mentre gli arresti
ammonterebbero a 10.700.
I prigionieri vengono torturati e potrebbero essere tutti impiccati.
Dagli ospedali filtrano immagini di feriti giustiziati con colpi alla testa, di
800 persone colpite agli occhi ed accecate.
Il regime, scosso a rivolte sin dal 2018 ha perso ogni legittimità agli occhi di
buona parte della popolazione e si regge solo sull'uso della forza militare.
Alle nostre latitudini il silenzio dei movimenti, che negli ultimi due anni si
sono schierati con la dittatura del clero sciita perché nemico storico dei
macellai i Tel Aviv e sostenitore dei fascisti islamici al potere a Gaza è il
segno della perdita di ogni prospettiva internazionalista.
Noi anarchici e senzapatria ci schieriamo con chi in Iran si batte contro shah e
mullah, rifiutando di diventare pedine al servizio del macellaio di Washington.
La distruzione del regime clericale e la sconfitta dei piani per sostituire un
oppressore con un altro oppressore sono un'unica lotta.
Una lotta che è negli interessi di tutt* le sfruttate e gli sfruttati del mondo.
Un mondo che vogliono diviso in blocchi, sfere di influenze, multipolare o a
guida unica ma comunque sempre un mondo fatto di oppressi e di oppressori, di
confini, galere, devastazione ambientale,
guerre, crescita economica sulle spalle dei lavoratori, oppressione delle donne
e delle soggettività non conformi.
Le componenti anarchiche presenti nell'insurrezione iraniana vogliono un mondo
di libere ed eguali, senza padroni perché non vogliono essere servi.
Ne dio, ne stato ne padroni. Né Ayatollah né Shah.
Solidarietà al Rojava sotto attacco
Nelle stesse settimane dell'insurrezione iraniana la Turchia il governo
islamista di Damasco hanno sferrato un durissimo attacco al Rojava. L'esercito
siriano sta attaccando con violenza le aree della Siria del nord che erano sotto
il controllo delle forze del Confederalismo Democratico, le stesse forze che
avevano liberato il nord est della Siria dai massacratori dell'ISIS.
La Siria è stata preda per dieci anni di una guerra civile scatenata dalla
feroce repressione della rivolta popolare del 2012 da parte del governo di Assad
e dalle mire egemoniche di Turchia e Qatar che hanno scatenato e finanziato
bande di fascisti islamici in tutto il paese. Tra i massacri fatti dalle forze
governative e dai loro alleati di Hezbollah e dei corpi di spedizione inviati da
Teheran e da Mosca in appoggio ad Assad e i massacri compiuti dall'ISIS e dagli
altri gruppi sunniti si contano centinaia di migliaia di morti.
L'ISIS ha compiuto un vero e proprio genocidio contro la popolazione Yazida del
Sinjar, i profughi sono stati nell'ordine dei milioni. La sconfitta dell'ISIS ha
fatto si che altre componenti salafite come la branca di Al Qaeda in Siria,
guidata da Al Jolani, si presentassero per quello che non sono, un islam
moderato e democratico, e hanno ricevuto la legittimazione di tutte le potenze
globali dopo la caduta di Assad alla fine del 2024.
Da un anno Assad non governa più: è fuggito a Mosca con la cassa. Al suo posto
si è insediato un governo composto da elementi ex qaedisti, che, appena giunto
al potere ha scatenato le proprie milizie contro la minoranza Alauita e contro
la popolazione Drusa per costringerle ad
accettare i nuovi padroni di Damasco. Appena la congiuntura internazionale l'ha
permesso, ovvero appena ottenuto il placet statunitense, il governo siriano ha
attaccato i quartieri curdi di
Aleppo, che da anni si autogovernavano e poi direttamente il Rojava.
La spartizione tra potenze globali e regionali dell'influenza sulla Siria è
costruita sulla pelle di quanti negli ultimi quindici anni hanno saputo
costruire, tra mille difficoltà ed aporie, un'alternativa laica, pluralista,
fondata sulla parità di genere e la concreta messa in crisi degli oppressivi
sistemi patriarcali.
Il governo siriano con i suoi finanziatori di Ankara e di Riad puntano alla
cancellazione di un'esperienza che, pur con alcuni limiti, ha rappresentato
un'alternativa a un'ordine sociale strutturato sull'oppressione delle donne, la
reazione religiosa, le divisioni settarie e il bieco sfruttamento.
Denunciare questi attacchi e loro mandanti è necessario per difendere
l'esperienza del Rojava e contrastare i disegni neo-ottomani di Erdogan.
Assemblea Antimilitarista
Federazione Anarchica – Torino
corso Palermo 46
riunioni ogni martedì alle 20,30
www.anarresinfo.org
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MONITORAGGIO E TAV - WATCHING - SERATA DI AUTOFORMAZIONE
Nuovo presidio San Giuliano - San Giuliano di Susa
(mercoledì, 21 gennaio 21:00)
MERCOLEDÌ 21 GENNAIO ORE 21 - PRESIDIO NO TAV DI SAN GIULIANO
Monitoraggio e Tav - watching - serata di autoformazione a cura del tavolo
tecnico.
APERICENA CONDIVISO A SAN DIDERO
Presidio NO TAV San Didero - Piazzale SS25
(martedì, 13 gennaio 19:30)
Tornano gli apericena condivisi del Martedì a San Didero.
Il ritrovo è alle 19.30, chi può porti qualcosa da mangiare e bere da
condividere e i proprio piatti e bicchieri.
https://www.facebook.com/profile.php?id=100066173425424
È ARRIVATA LA BEFANA NO TAV!
Presidio No TAV San Giuliano di Susa - San Giuliano di Susa
(martedì, 6 gennaio 15:00)
È arrivata la befana No Tav!
Ci vediamo il 6 gennaio al presidio di San Giuliano alle 15,00 per un giro ai
mercatini di autoproduzioni e una merenda tutti insieme.
Dalle 18.30 invece la giornata continua con un'apericena a offerta libera e vin
brulè!
Vi aspettiamo numerosə!
https://www.facebook.com/notav.info