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[2026-07-12] Merenda Antirazzista @ Saluzzo
MERENDA ANTIRAZZISTA Saluzzo - Giardini Villa Aliberti (domenica, 12 luglio 16:00) Le lotte si fanno nelle piazze, nei campi, ma anche attorno a una tavola condivisa. Domenica 12 luglio ci troviamo al Parco Gullino per la Merenda Antirazzista: un pomeriggio di convivialità, musica e discussione insieme a chi ogni giorno si batte contro lo sfruttamento dei braccianti e contro un sistema che produce disuguaglianze e razzismo. Ci saranno giochi, open mic, dibattiti, Radio Black Out in diretta e, dalle 20, concerti e spettacoli (nel rispetto dell'orario in cui chi dorme al parco Gullino si ritirerà per riposare) Porta un po' di cibo da condividere. Porta domande, idee e curiosità. Perché l'antirazzismo si pratica, la solidarietà si costruisce e i diritti si difendono insieme. Ci vediamo domenica 12 luglio, dalle ore 16, al Parco Gullino di Saluzzo.
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Puntata del 30/06/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
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[2026-06-21] Presidio al carcere delle Vallette @ Carcere Vallette
PRESIDIO AL CARCERE DELLE VALLETTE Carcere Vallette - Torino (domenica, 21 giugno 16:00) PRESIDIO SOLIDALE AL CARCERE DELLE VALLETTE DOMENICA 21 GIUGNO ORE 16 Ritrovo al capolinea del tram 3 All'alba di martedì 16 giugno è scattata una grossa operazione repressiva, coordinata dalla Procura di Roma, che ha portato alla custodia cautelare in carcere per 7 compagnx, 2 arresti domiciliari con tutte le restrizioni, più diverse perquisizioni e lo sgombero dello spazio occupato Bencivenga. I reati contestati dalla controparte sono l'art.270 bis e 270 quinquies ter, rispettivamente "associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine" e "detenzione di materiale con finalità di terrorismo", in riferimento ad alcuni sabotaggi delle linee ferroviarie, avvenuti nel febbraio scorso a ridosso dell'inizio delle Olimpiadi invernali, svoltesi a Milano-Cortina. Sabotaggi che sono stati rivendicati, tramite un comunicato apparso online, come pratiche di solidarietà concrete contro la guerra e le sue infrastrutture, per attaccare RFI e il suo ruolo nell'ingranaggio bellico internazionale. Azioni di resistenza che si inseriscono nell'ampia mobilitazione dei mesi scorsi, dove migliaia di persone sono scese in strada per bloccare porti, stazioni, autostrade e hanno assaltato la polizia. Pratiche diverse ma mosse dagli stessi obiettivi: in solidarietà con la resistenza palestinese, contro il genocidio e l'economia guerrafondaia portata avanti dal governo Meloni, inserita nella più ampia prospettiva europea di riarmo, che sta già da tempo investendo nelle infrastrutture e nei trasporti a scopo militare. Vediamoci domenica per portare solidarietà a Bibi, compagno arrestato che si trova ora in isolamento, e a tutte le persone detenute costrette a subire la violenza della detenzione penale. TERRORISTA E' LO STATO, NON CHI LOTTA CONTRO ESSO LIBERTA' PER BIBI, STE, NICO, ARNAU, MIC,TONI E PIETRO
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Solidarietà contro il 41bis: ricorso contro il rinnovo del regime duro per Alfredo Cospito
Il 30 Aprile con un documento di circa 75 pagine redatto da ministero della giustizia, DNAA e altre forze di polizia, è stato rinnovato il regime di 41bis per il prigioniero anarchico Alfredo Cospito. A sostenere il rinnovo una serie di motivazioni che vanno dalle iniziative di solidarietà, anche internazionali, e per ultimo l’episodio dell’esplosione nel parco degli Acquedotti a Roma in cui hanno perso la vita Sara e Sandro: l’obiettivo è costruire strutture gerarchiche e ruoli apicali all’interno delle realtà anarchiche, mettendo al vertice la figura di Alfredo. Venerdì 12 Giugno è stata fissata, con tempistiche eccezionali, l’udienza per il ricorso della difesa contro questo nuovo atto di tortura che ambisce ad estendere i confini del carcere duro. Si tratta dell’ultima possibilità sul piano giuridico per contrastare il rinnovo del 41bis ad Alfredo. La decisione è rimessa al tribunale di sorveglianza di Roma, con udienza a porte chiuse. Numerose sono state le restrizioni, che andando ben oltre le esigenze imposte dal regime speciale hanno gravato sulla vita di Alfredo: censura, limitazioni agli acquisti e un bavaglio durato oltre un anno e mezzo. Il 18 Maggio, però, dal tribunale di Bologna è stato possibile attraverso una testimonianza risentire la voce di Alfredo che con una lunga dichiarazione ha avuto modo di ricostruire l’esperienza del 41bis, dello sciopero della fame e le condizioni a cui tante persone sottoposte al regime speciale vivono. Insieme ad un compagno della Cassa Anti Repressione delle Alpi occidentali rilanciamo l’iniziativa davanti alla sede del nuovo tribunale di sorveglianza di Torino e la necessità di continuare ad organizzarsi contro il 41bis e la tortura di Stato.
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Il problema é il sionismo, non solo Netanyahu: presidio a Torino
Oggi, lunedì 8 giugno h17 (Corso Inghilterra 7) Torino per Gaza ha organizzato una contestazione dell’evento organizzato da “Sinistra per Israele”. “Domani contesteremo l’ennesimo evento vergognoso, partecipato da ipocriti parolai che provano a riabilitare Israele, cancellando con un colpo di spugna i suoi crimini storici. […] La Palestina lotta per la fine dell’occupazione, il diritto al ritorno e la giustizia storica. Questo processo di liberazione non può che iniziare con il riconoscere che Israele non è uno stato democratico, bensì un regime coloniale.” dal comunicato di Torino per Gaza Parlare ancora oggi di “due popoli, due Stati” e sostenere che Netanyahu sia l’unico problema significa mistificare la realtà del progetto sionista coloniale, razzista ed estrattivista, finalizzato alla pulizia etnica del popolo palestinese e di tutti quei territori, come il Libano, che si oppongono al progetto coloniale della Grande Israele. Dopo oltre due anni di genocidio a Gaza, che continua ancora oggi attraverso i bombardamenti, l’affamamento deliberato della popolazione, l’ingresso discontinuo dei beni di prima necessità e i progetti di sfruttamento e speculazione nella Striscia, fino alla riproposizione delle stesse dinamiche di occupazione e devastazione in Libano, continuare a sostenere queste retoriche false e faziose significa essere complici di quanto accade in Medio Oriente e del mantenimento di uno stato di violenza, oppressione e privazione dei diritti che continua a colpire il popolo palestinese. Ne abbiamo parlato con Sara di Torino per Gaza
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Puntata del 02/06/2026@0
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo realizzato intervistando Peppe D’Alesio, Coord. prov. SiCobas Napoli e Salerno, rispetto alla situazione critica dei porti campani. Infatti il 23 maggio si è assistito a ben 3 licenziamenti tra i porti di Napoli e Salerno di natura ritorsiva nei confronti di chi è iscritto al sindacato conflittuale. In particolar modo ci siamo concentrati sulla vicenda di Ciccio Collina, RSA del SiCobas, prima raggiunto da un provvedimento disciplinare calatogli dall’ alto all’ improvviso poi  tramutato il giorno stesso in licenziamento. Quasi accessorio specificare che  le cause ufficiali di questo licenziamento sono pretesti formali per evitare che si diffonda una cultura della salute sul posto di lavoro, che non piace e non fa risparmiare abbastanza le aziende coinvolte. Ovviamente la risposta con picchetti e scioperi è stata pronta e si rilancia essere sempre più determinata da parte di colleghi, sindacalisti e solidali. Questi ultimi di centrale importanza se pensiamo anche quanto peso hanno questi licenziamenti rispetto alle mobilitazioni nazionali dei portuali in protesta contro il genocidio e in ottica generale anti- militarista. Abbiamo perciò fatto anche una panoramica sulla situazione di questa lotta diffusa in tutto il paese e all’ estero, per poi farci dare dal nostro ospite o prossimi appuntamenti che vedranno coinvolto il SiCobas Napoli. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno del gruppo FSI, previsto per l’11 giugno, ne abbiamo parlato in compagnia di una capotreno dell’ Assemblea nazionale Pdm/pdb. Le motivazioni di questo sciopero sono molteplici e il 4 giugno si svolgerà un’ assemblea preparatoria in presenza a Messina, per cercare di mettere a confronto diretto la grande mole di lavoratrici e lavoratori che fanno parte di questo gruppo autogestito. Oltre alle rivendicazioni riguardanti le condizioni di salute e sicurezza di chi lavora e di chi viaggia sulle linee ferroviarie italiane, sullo sfondo resta un contratto collettivo nazionale di comparto che non viene aggiornato da 20 anni, con tutte le condizioni salariali che questa situazione comporta. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in collegamento telefonico con Mahmood del SiCobas Torino, riguardo alle lotte che stanno mettendo in atto gli addetti e le addette alle pulizie dei punti vendita Zara, per le quali è partita anche una campana di boicottaggio nei confronti della multinazionale del fashion: “ZARA SFRUTTA I LAVORATORI BOICOTTA ZARA SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI IN SCIOPERO PER DIFESA POSTO DI LAVORO E MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA La ricca multinazionale Zara ha deciso di cambiare l’orario dei lavoratori appalto pulizie Samsic nei punti vendita di Torino. Questa decisione aziendale alla ricerca del massimo profitto va contro l’interesse dei lavoratori: infatti tale cambiamento d’orario causerebbe una riduzione delle ore lavorate (fino al 50%) con grave perdita di salario. Perciò la nostra organizzazione sindacale ha aperto lo stato di agitazione rivendicando il mantenimento dell’attuale orario di lavoro più altre richieste di miglioramento delle condizioni di vita. Di fronte alla chiusura aziendale, i lavoratori del sindacato da ieri sono in sciopero e ora stanno portando avanti la protesta operaia con un presidio davanti al più prestigioso negozio di Zara in città sul passeggio di via Roma. AVANTI FINO ALLA VITTORIA” Buon ascolto
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[2026-06-02] 2 giugno dei Senzapatria @ Lapide di Piazza XVIII Dicembre
2 GIUGNO DEI SENZAPATRIA Lapide di Piazza XVIII Dicembre - piazza XVIII dicembre (martedì, 2 giugno 17:00) 2 GIUGNO DEI SENZAPATRIA GIORNATA DI LOTTA ANTIMILITARISTA ORE 17 PRESIDIO IN PIAZZA XVIII DICEMBRE INTERVENTI, MUSICA E IL CANZONIERE ANARCHICO E ANTIMILITARISTA DEL COR’OCCHIO UNA REPUBBLICA FONDATA SULLA GUERRA AD 80 ANNI DALLA SUA NASCITA LA REPUBBLICA ITALIANA MOSTRA IL PROPRIO VOLTO PIÙ AUTENTICO. LE SFILATE E LE CERIMONIE MILITARI CON CUI LA REPUBBLICA CELEBRA SE STESSA NE SONO LA RAPPRESENTAZIONE MATERIALE E SIMBOLICA. LA MARTELLANTE RETORICA PATRIOTTICA, LA LITANIA GOVERNATIVA SULLA "SICUREZZA" SONO IL CEMENTO DI UN DISCORSO PUBBLICO CHE NORMALIZZA IL PERMANENTE STATO DI GUERRA IN CUI SIAMO FORZATI A VIVERE. NON SOLO. NEGLI ULTIMI ANNI I GOVERNI HANNO FATTO UNA LUNGA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DEI CORPI E DELLE COSCIENZE. PER QUESTO SERVONO CORPI GIOVANI ED OBBEDIENTI PER RINFORZARE LE FORZE ARMATE, SI PREPARANO A COSTITUIRE UNA "RISERVA" MILITARE DI 10.000 UOMINI E A REINTRODURRE GRADUALMENTE LA LEVA OBBLIGATORIA. DISMESSA LA FINZIONE DELLE GUERRE UMANITARIE OGGI PARLANO IN MODO ESPLICITO DI "INTERESSE NAZIONALE". CI VORREBBERO TUTT ARRUOLAT. TUTT* PRONTI A SOSTENERE L'ORRORE DELLE GUERRE IN CUI L'ITALIA È IMPEGNATA SOSTENENDO CHE I MILITARI DIFENDONO LA VITA E LA LIBERTÀ DI CIASCUNO DI NOI. UNA MENZOGNA. NEL NOSTRO PAESE, NELLA REPUBBLICA "FONDATA SUL LAVORO" OGNI GIORNO SI ALLUNGA LA CONTABILITÀ DI CHI VIENE UCCISO DAL LAVORO. UN LAVORO SEMPRE PIÙ PRECARIO, PERICOLOSO, SENZA TUTELE. I PADRONI FANNO LA GUERRA DI CLASSE SENZA ESCLUSIONE DI COLPI. LAVORATRICI E LAVORATORI SONO PEDINE INTERCAMBIABILI IN UN GIOCO A CARTE TRUCCATE. FINCHÉ CI SARÀ UNA REPUBBLICA CHE TUTELA LA PROPRIETÀ PRIVATA, CHI PER VIVERE DEVE VENDERE BRACCIA E CERVELLO SI GIOCHERÀ LA VITA PER ARRICCHIRE I PADRONI. LE DIVISE DA PARATA, LE BANDIERE, LE MEDAGLIE, LA TRIADE “DIO, PATRIA, FAMIGLIA” NON SONO IL RETAGGIO DEL PASSATO, MA LA RAPPRESENTAZIONE SEMPRE ATTUALE DELL’ATTITUDINE IMPERIALISTA E NEOCONIALE DELLO STATO ITALIANO. L’ITALIA È IN GUERRA. LE FORZE ARMATE ITALIANE SONO IMPEGNATE DIRETTAMENTE IN 40 MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO IN AFRICA LE TRUPPE TRICOLORI FANNO LA GUERRA AI MIGRANTI E DIFENDONO GLI INTERESSI DI COLOSSI COME L’ENI. GLI INTERESSI DELL'ENI NON SONO GLI INTERESSI DI CHI FATICA AD ARRIVARE A FINE MESE. L’ITALIA È IN GUERRA. DALLE BASI MILITARI DELLA NATO E DEGLI STATI UNITI IN TERRITORIO ITALIANO OGNI GIORNO SI ALZANO IN VOLO I DRONI CHE GESTISCONO L’INTELLIGENCE PER LE GUERRE IN UCRAINA, NEL MEDITERRANEO ORIENTALE. GLI INTERESSI DEI TANTI STATI CHE SI CONTENDONO IL CONTROLLO DELLE RISORSE, DEI TERRITORI E DELLE VIE DI COMUNICAZIONE NON SONO GLI INTERESSI DEI POVERI DI QUESTO PAESE. L’ITALIA È IN GUERRA. LUNGO I CONFINI DEL BEL PAESE, IN MARE ED IN MONTAGNA, LE POLIZIE E LE FORZE ARMATE FANNO LA GUERRA AI MIGRANTI. NEL 2025 CI SONO STATI 27MILA SEQUESTRI DI PERSONA NEL MEDITERRANEO. LE IMBARCAZIONI CHE TRASPORTAVANO 27.000 UOMINI, DONNE E BAMBINI SONO STATE ASSALITE DAI MILITARI DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA, CHE IN PIÙ OCCASIONI NON HANNO ESITATO A SPARARE. L'ITALIA FORNISCE ALLA LIBIA E ALLA TUNISIA I PATTUGLIATORI E ADDESTRA I MILITARI CHE SEQUESTRANO ED UCCIDONO I NAUFRAGHI. L’ITALIA È IN GUERRA. A POCHI PASSI DALLE NOSTRE CASE SI PRODUCONO E SI TESTANO LE ARMI IMPIEGATE NELLE GUERRE DI OGNI DOVE. LE USANO LE TRUPPE ITALIANE NELLE MISSIONI DI “PACE” ALL’ESTERO, LE VENDONO LE INDUSTRIE ITALIANE AI PAESI IN GUERRA. QUESTE ARMI HANNO UCCISO MILIONI DI PERSONE, DISTRUTTO CITTÀ E VILLAGGI, AVVELENATO IRRIMEDIABILMENTE INTERI TERRITORI. L’ITALIA È IN GUERRA. I MILITARI SONO SEMPRE PIÙ PRESENTI PER LE STRADE DELLE NOSTRE CITTÀ, NELLE PERIFERIE DOVE SI ALLUNGANO LE FILE DEI SENZA CASA, SENZA REDDITO, PRECARI. PROVANO A PREVENIRE E REPRIMERE OGNI INSORGENZA SOCIALE, A METTERE A TACERE CHIUNQUE SI RIBELLI AD UN ORDINE SOCIALE SEMPRE PIÙ FEROCE, AD ATTUARE UN CONTROLLO ETNICAMENTE MIRATO DEL TERRITORIO. GLI EREDI DI TOGLIATTI, CHE DIEDE L'AMNISTIA AI FASCISTI CI RACCONTANO LA FAVOLA DELLA REPUBBLICA NATA DALLA RESISTENZA AL FASCISMO DA DIFENDERE. UNA CRUDELE MENZOGNA. UN INSULTO A CHI COMBATTEVA PER UN MONDO DI LIBERE ED EGUALI. OGGI GLI EREDI DIRETTI DEL FASCISMO SONO AL GOVERNO E STANNO RESTAURANDO IL FASCISMO. NON SERVE LA DITTATURA FORMALE PER CANCELLARE GLI ESILI MARGINI DI LIBERTÀ CONCESSI A PREZZO DI LOTTE DURATE UN SECOLO. LE QUESTIONI SOCIALI SONO DIVENTATE UN AFFARE DI ORDINE PUBBLICO PER SCHIACCIARE CON LA VIOLENZA POLIZIESCA LE LOTTE POLITICHE E SOCIALI. L’INSIEME DI LEGGI REPRESSIVE, CHE, QUESTO GOVERNO, IN PERFETTA CONTINUITÀ CON I PRECEDENTI, HA EMANATO, POSSONO SEPPELLIRE IN GALERA COMPAGNI E COMPAGNE PER BANALI EPISODI DI LOTTA. ORMAI UNA SEMPLICE SCRITTA SUL MURO, UN BLOCCO STRADALE, UN PICCHETTO, UN’OCCUPAZIONE, MAGARI CONIUGATI AD UNO DEI TANTI REATI ASSOCIATIVI, SONO TRATTATI CON ESTREMA DUREZZA. IL GOVERNO CONDANNA A MORTE I MIGRANTI CON IL BLOCCO NAVALE E METTE AL CONFINO (DASPO, FOGLI DI VIA, SORVEGLIANZA SPECIALE, SEQUESTRO PREVENTIVO) GLI ANTIFASCISTI. UNA REPUBBLICA FONDATA SULLA GUERRA NON CI RAPPRESENTAVA 80 ANNI FA E NON CI RAPPRESENTA ORA. SENZAPATRIA ED ANTIMILITARIST* DISERTIAMO LA GUERRA E CHI LA ARMA SIAMO A FIANCO DI CHI, IN OGNI GEOGRAFIA DI QUESTO MONDO, DISERTA LA GUERRA, SI BATTE CONTRO LE FRONTIERE, LOTTA A FIANCO DI CHI VUOLE UN MONDO SENZA SFRUTTATI E SENZA SFRUTTATORI. BRUCIAMO TUTTE LE BANDIERE NAZIONALI, DISERTIAMO TUTTI GLI ESERCITI! 2 GIUGNO GIORNATA DI LOTTA ANTIMILITARISTA ORE 17 PRESIDIO IN PIAZZA XVIII DICEMBRE INTERVENTI, MUSICA E IL CANZONIERE ANARCHICO E ANTIMILITARISTA DEL COR’OCCHIO FEDERAZIONE ANARCHICA TORINESE ASSEMBLEA ANTIMILITARISTA CORSO PALERMO 46 WWW.ANARRESINFO.ORG
2 giugno
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Puntata del 19/05/2026@1
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Roberta, una lavoratrice del call center Generali, che assieme alle sue 19 colleghe sta lottando contro la prospettiva del licenziamento previsto per il 15 giugno. Infatti la cooperativa Pro&Out, subappalto di Generali, a marzo aveva annunciato questa mossa, perchè la committenza diceva di non poter più sostenere l’alto costo del lavoro delle operatrici di call center. Vale la pena ricordare che la paga oraria a loro tutt’ora spettante ammonta a 7,28 euro lordi l’ora grazie all’inquadramento con il famigerato contratto collettivo nazionale Multiservizi, infatti il committente Gap s.r.l. avrebbe voluto applicare un contratto pirata con condizioni di lavoro e paga peggiori. E così dopo il primo presidio sotto la sede della Regione Piemonte, all’apertura di una serie di tavoli di trattativa, le lavoratrici assieme al SiCobas Torino, hanno lanciato un appuntamento sempre lì,il 20 maggio in Piazza Piemonte 1 alle 10, con l’intento di avere delle risposte concrete da chi le sta facendo pendere una spada di Damocle sul capo da marzo. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata è stato quello del nuovo piano industriale di Electrolux che prevede circa 1700 esuberi negli stabilimenti italiani, lo abbiamo affrontato in compagnia di Cinzia RSU FIOM Forli per Electrolux. In breve da un comunicato degli RSU Fiom: “La multinazionale Electrolux ha annunciato un piano industriale fortemente contestato, che prevede ben 1.700 esuberi in Italia, una cifra che rischia di salire a 1.900 se si considerano i lavoratori con contratti a termine. La contrazione mette in serio pericolo l’intero comparto produttivo del “bianco” nazionale. A Susegana, storico polo dell’azienda, gli operai sono immediatamente e nuovamente scesi in sciopero per due ore per manifestare il proprio dissenso: il timore diffuso tra i lavoratori è quello di vedere svuotate le fabbriche e di subire il dramma del licenziamento, evocando i fantasmi della dura crisi già affrontata nel 2014. La reazione della politica e delle istituzioni locali. Il fronte istituzionale si è compattato in modo netto contro i vertici aziendali: Regioni e Governo: il presidente del Veneto, Alberto Stefani, e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno definito “inaccettabili” i tagli lineari proposti. Il Governo chiederà formalmente il ritiro del piano nell’incontro fissato per il 25 maggio a Roma, esigendo un nuovo progetto che tuteli l’occupazione ed escluda i licenziamenti collettivi. I Sindaci del Territorio: ben 18 sindaci della Marca Trevigiana, guidati dal primo cittadino di Susegana Gianni Montesel e da quello di Conegliano Fabio Chies, si sono uniti ai sindacati e ai delegati Rsu per chiedere di essere ammessi al tavolo delle trattative nella Capitale. L’obiettivo è difendere il tessuto economico locale e scongiurare un devastante impatto sull’indotto industriale della cosiddetta white Valley” Buon ascolto
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