Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di
Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo
industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva
di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a
tempo determinato).
Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che
erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed
azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira
nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive?
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti
di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in
compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a
spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004.
Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di
“contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato
a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e
a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del
sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica
militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi
protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza
fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania.
Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da
un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di
classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche”
presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella
loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre
noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza
del popolo palestinese.
Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a
noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna
muoversi. “
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo
un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza
dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita
Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano.
Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione
ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di
lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di
fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere.
Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle
forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di
corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il
presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto.
Buon ascolto
Tag - presidio
APERICENA CONDIVISO
Presidio Leonard Peltier a San Didero - Località Baraccone sulla Statale.
(martedì, 4 agosto 19:30)
Dopo 3 weekend pieni di iniziative tra campeggi e Festival Alta Felicità.
torniamo a incontrarci per una serata conviviale al Presidio Leonard Peltier di
fronte all'autoporto di San Didero.
Il ritrovo è a partire dalle 19,30. Chi può porti qualcosa da mangiare e bere da
condividere e piatti e posate.
Passeremo una serata in compagnia alla moda nostra. Essere presenti davanti a
uno dei cantieri della devastazione è importantissimo anche durante l'estate.
Vi aspettiamo numerose/i
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Fabio del
SiCobas Torino sulla loro giornata di mobilitazione del 20 luglio, che ha
compreso ben tre manifestazioni nella stessa giornata. Il filo conduttore
purtroppo è quello del decesso, infatti si è trattato di 3 vittime di quella che
si può definire come guerra di classe:
“Lunedì 20 luglio a Torino abbiamo promosso tre manifestazioni in una sola
giornata: tre manifestazione per tre morti.
La prima davanti all’Ispettorato del Lavoro con gli autisti e i camionisti delle
azienda in appalto BRT, in seguito alla morte del loro compagno di lavoro
Antonino Gala sul piazzale del magazzino di Settimo Torinese, schiacciato dal
suo stesso camion. Dalle prime ricostruzioni pare non avesse inserito
correttamente il freno a mano.
Quello che raccontano però i i suoi compagni di lavoro, anche delle numerose
altre aziende appaltatrici che operano per il colosso dei corrieri, è una
condizione diffusa di stress, sovraccarico di lavoro, oppressione di capi
e responsabili, paura di incorrere in sanzioni e addebiti di danni per
qualsivoglia sinistro possa accadere nelle lunghe ore di lavoro. Condizione che
non è affatto terminata dopo la morte di Antonino Gala. Anzi, soprattutto nei
confronti dei lavoratori iscritti al Si Cobas, i comportamenti oppressivi
(“Bartolini non vi vuole”, “siete indesiderati” solo alcune delle frasi
pronunciate) e le discriminazioni, inclusi demansionamenti illegittimi e
spostamenti di giri e turni, sono sempre più frequenti.
La seconda manifestazione è stata davanti al tribunale di Torino, sempre con la
nutrita partecipazione degli autisti appalti BRT; dove nel pomeriggio è arrivata
la storica sentenza – la prima in Italia – che condanna l’azienda Af Logistics e
il suo preposto Pasquale Martucci per il suicidio nel 2023 di un camionista
della piattaforma GS Carrefour di Rivalta. Il camionista Renato Fesce si era
tolto la vita tartassato e prigioniero oltre ogni limite del lavoro,
dell’aggressività del capo, dei turni massacranti, e della parallela paura di
perdere il lavoro.
La sentenza è arrivata anche grazie alla costituzione come parte civile del SI
Cobas (rappresentato dall’avvocato D’Amico), che ha permesso di celebrare con
serietà e fino in fondo un processo che altrimenti rischiava di finire anzi
tempo. Il Si Cobas è presente da anni nell’azienda e da anni lotta con un gruppo
di autisti per aumenti di salario, condizioni di sicurezza dei viaggi e delle
consegne e serenità sul lavoro. Davanti alla piattaforma Carrefour di Rivalta si
erano svolti anche gli scioperi della logistica dell’ottobre 2021 e lo sciopero
contro il genocidio in Palestina del 23 febbraio 2024.
La terza manifestazione è stata il corteo nel quartiere proletario di Barriera
di Milano per rivendicare GIUSTIZIA PER FAKIR, il facchino ammazzato domenica a
Bologna dalla polizia di Stato, sotto gli occhi di tutti. Una violenza inaudita,
frutto anche del senso di impunità delle forze dell’“ordine” rafforzato dai
decreti sicurezza del governo Meloni e dal clima di propaganda anti-immigrati
spinto dall’economia di guerra. Una violenza che resterà impunita senza la
mobilitazione massiccia di tutti noi lavoratori e lavoratrici, italiane e
immigrate.”
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata è stato quello del licenziamento per motivi
chiaramente pretestuosi della storica coordinatrice RSU dell’Ospedale San
Raffaele di Milano, Margherita Napoletano. L’avevamo giusto sentita qualche
settimana fa per il provvedimento disciplinare che le era stato inflitto dalla
direzione dell’ospedale come chiaro atto intimidatorio rispetto all’instancabile
azione sindacale da lei svolta; oggi, dopo una conferenza stampa avvenuta lunedì
e promossa dal sindacato di cui Margherita fa parte, la CUB, l’abbiamo
intervistata mentre è in corso il suo sciopero della fame da incatenata nella
struttura dell’ospedale.
Ci siamo fatti raccontare dalla sua voce come sono andati i fatti che hanno
portato al licenziamento e le risposte che sono state messe in campo, con la
solidarietà delle altre sigle sindacali, utenza dell’ospedale e colleghe e
colleghi. Una risposta forte e necessaria per un attacco vergognoso alla
rappresentanza sindacale e al diritto di sciopero, che l’ospedale San Raffaele
spera di infliggere senza conseguenze.
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia telefonica
di Clem dell’Assemblea Pdm/Pdb sullo sciopero del personale ferroviario al quale
hanno aderito con CUB e SGB che lo hanno lanciato.
Da lui ci siamo fatti ricordare le rivendicazioni di chi lavora in ferrovia e
che è costretto periodicamente a rinunciare a giorni di paga per cercare di
farsi ascoltare da azienda ed istituzioni con gli scioperi, per quanto la
Commissione di Garanzia dello Sciopero (paradossalmente) cerchi puntualmente di
mettergli i bastoni tra le ruote. L’adesione a questo ultimo sciopero sono state
infatti molto alte non a caso, tra morti sul lavoro che si susseguono,
organizzazione degli orari lavorativi e non solo insostenibili e la piaga delle
mansioni appaltate a ditte esterne, si vuole dare un chiaro messaggio a chi
continua a gettare fumo negli occhi rispetto ai problemi reali del pase, con
grandi opere e messaggi xenofobi.
Buon ascolto
MERENDA ANTIRAZZISTA
Saluzzo - Giardini Villa Aliberti
(domenica, 12 luglio 16:00)
Le lotte si fanno nelle piazze, nei campi, ma anche attorno a una tavola
condivisa.
Domenica 12 luglio ci troviamo al Parco Gullino per la Merenda Antirazzista: un
pomeriggio di convivialità, musica e discussione insieme a chi ogni giorno si
batte contro lo sfruttamento dei braccianti e contro un sistema che produce
disuguaglianze e razzismo.
Ci saranno giochi, open mic, dibattiti, Radio Black Out in diretta e, dalle 20,
concerti e spettacoli (nel rispetto dell'orario in cui chi dorme al parco
Gullino si ritirerà per riposare)
Porta un po' di cibo da condividere.
Porta domande, idee e curiosità.
Perché l'antirazzismo si pratica, la solidarietà si costruisce e i diritti si
difendono insieme.
Ci vediamo domenica 12 luglio, dalle ore 16, al Parco Gullino di Saluzzo.
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico
Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso
provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di
caldo estremo.
con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che
tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi
dimezzati rispetto allo scorso anno e:
* nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura
è prevista dal primo luglio
* sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo,
lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano
nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel
mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del
SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno
riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi
lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo
insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che
creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere
accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo),
hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di
IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha
funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del
marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli
scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui
in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti,
cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base,
sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in
altri ambiti è solo la lotta che paga.
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo
registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout:
Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante
Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori
addetti alle cucine.
Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due
lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso
l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e
compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le
clienti.
Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad
emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare
condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire
il riconoscimento del permesso di soggiorno.
Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione.
AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle
ore 18
PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18
Buon ascolto
PRESIDIO AL CARCERE DELLE VALLETTE
Carcere Vallette - Torino
(domenica, 21 giugno 16:00)
PRESIDIO SOLIDALE AL CARCERE DELLE VALLETTE
DOMENICA 21 GIUGNO ORE 16
Ritrovo al capolinea del tram 3
All'alba di martedì 16 giugno è scattata una grossa operazione repressiva,
coordinata dalla Procura di Roma, che ha portato alla custodia cautelare in
carcere per 7 compagnx, 2 arresti domiciliari con tutte le restrizioni, più
diverse perquisizioni e lo sgombero dello spazio occupato Bencivenga. I reati
contestati dalla controparte sono l'art.270 bis e 270 quinquies ter,
rispettivamente "associazione con finalità di terrorismo e di eversione
dell'ordine" e "detenzione di materiale con finalità di terrorismo", in
riferimento ad alcuni sabotaggi delle linee ferroviarie, avvenuti nel febbraio
scorso a ridosso dell'inizio delle Olimpiadi invernali, svoltesi a
Milano-Cortina.
Sabotaggi che sono stati rivendicati, tramite un comunicato apparso online, come
pratiche di solidarietà concrete contro la guerra e le sue infrastrutture, per
attaccare RFI e il suo ruolo nell'ingranaggio bellico internazionale. Azioni di
resistenza che si inseriscono nell'ampia mobilitazione dei mesi scorsi, dove
migliaia di persone sono scese in strada per bloccare porti, stazioni,
autostrade e hanno assaltato la polizia. Pratiche diverse ma mosse dagli stessi
obiettivi: in solidarietà con la resistenza palestinese, contro il genocidio e
l'economia guerrafondaia portata avanti dal governo Meloni, inserita nella più
ampia prospettiva europea di riarmo, che sta già da tempo investendo nelle
infrastrutture e nei trasporti a scopo militare.
Vediamoci domenica per portare solidarietà a Bibi, compagno arrestato che si
trova ora in isolamento, e a tutte le persone detenute costrette a subire la
violenza della detenzione penale.
TERRORISTA E' LO STATO, NON CHI LOTTA CONTRO ESSO
LIBERTA' PER BIBI, STE, NICO, ARNAU, MIC,TONI E PIETRO
Il 30 Aprile con un documento di circa 75 pagine redatto da ministero della
giustizia, DNAA e altre forze di polizia, è stato rinnovato il regime di 41bis
per il prigioniero anarchico Alfredo Cospito. A sostenere il rinnovo una serie
di motivazioni che vanno dalle iniziative di solidarietà, anche
internazionali, e per ultimo l’episodio dell’esplosione nel parco degli
Acquedotti a Roma in cui hanno perso la vita Sara e Sandro: l’obiettivo è
costruire strutture gerarchiche e ruoli apicali all’interno delle realtà
anarchiche, mettendo al vertice la figura di Alfredo.
Venerdì 12 Giugno è stata fissata, con tempistiche eccezionali, l’udienza per il
ricorso della difesa contro questo nuovo atto di tortura che ambisce ad
estendere i confini del carcere duro. Si tratta dell’ultima possibilità sul
piano giuridico per contrastare il rinnovo del 41bis ad Alfredo. La decisione è
rimessa al tribunale di sorveglianza di Roma, con udienza a porte chiuse.
Numerose sono state le restrizioni, che andando ben oltre le esigenze imposte
dal regime speciale hanno gravato sulla vita di Alfredo: censura, limitazioni
agli acquisti e un bavaglio durato oltre un anno e mezzo.
Il 18 Maggio, però, dal tribunale di Bologna è stato possibile attraverso una
testimonianza risentire la voce di Alfredo che con una lunga dichiarazione ha
avuto modo di ricostruire l’esperienza del 41bis, dello sciopero della fame e le
condizioni a cui tante persone sottoposte al regime speciale vivono.
Insieme ad un compagno della Cassa Anti Repressione delle Alpi occidentali
rilanciamo l’iniziativa davanti alla sede del nuovo tribunale di sorveglianza di
Torino e la necessità di continuare ad organizzarsi contro il 41bis e la tortura
di Stato.
Diffondiamo: ATTENZIONE: IL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA HA TRASLOCATO DA POCHI
GIORNI ALL’INTERNO DELL’EX-CARCERE DELLE NUOVE, QUINDI AGGIORNIAMO IL LUOGO DEL
RITROVO PER VENERDì! Per il prossimo 12 Giugno è stata…
Oggi, lunedì 8 giugno h17 (Corso Inghilterra 7) Torino per Gaza ha organizzato
una contestazione dell’evento organizzato da “Sinistra per Israele”.
“Domani contesteremo l’ennesimo evento vergognoso, partecipato da ipocriti
parolai che provano a riabilitare Israele, cancellando con un colpo di spugna i
suoi crimini storici. […] La Palestina lotta per la fine dell’occupazione, il
diritto al ritorno e la giustizia storica. Questo processo di liberazione non
può che iniziare con il riconoscere che Israele non è uno stato democratico,
bensì un regime coloniale.” dal comunicato di Torino per Gaza
Parlare ancora oggi di “due popoli, due Stati” e sostenere che Netanyahu sia
l’unico problema significa mistificare la realtà del progetto sionista
coloniale, razzista ed estrattivista, finalizzato alla pulizia etnica del popolo
palestinese e di tutti quei territori, come il Libano, che si oppongono al
progetto coloniale della Grande Israele.
Dopo oltre due anni di genocidio a Gaza, che continua ancora oggi attraverso i
bombardamenti, l’affamamento deliberato della popolazione, l’ingresso
discontinuo dei beni di prima necessità e i progetti di sfruttamento e
speculazione nella Striscia, fino alla riproposizione delle stesse dinamiche di
occupazione e devastazione in Libano, continuare a sostenere queste retoriche
false e faziose significa essere complici di quanto accade in Medio Oriente e
del mantenimento di uno stato di violenza, oppressione e privazione dei diritti
che continua a colpire il popolo palestinese.
Ne abbiamo parlato con Sara di Torino per Gaza
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo realizzato intervistando Peppe
D’Alesio, Coord. prov. SiCobas Napoli e Salerno, rispetto alla situazione
critica dei porti campani.
Infatti il 23 maggio si è assistito a ben 3 licenziamenti tra i porti di Napoli
e Salerno di natura ritorsiva nei confronti di chi è iscritto al sindacato
conflittuale. In particolar modo ci siamo concentrati sulla vicenda di Ciccio
Collina, RSA del SiCobas, prima raggiunto da un provvedimento disciplinare
calatogli dall’ alto all’ improvviso poi tramutato il giorno stesso in
licenziamento.
Quasi accessorio specificare che le cause ufficiali di questo licenziamento
sono pretesti formali per evitare che si diffonda una cultura della salute sul
posto di lavoro, che non piace e non fa risparmiare abbastanza le aziende
coinvolte.
Ovviamente la risposta con picchetti e scioperi è stata pronta e si rilancia
essere sempre più determinata da parte di colleghi, sindacalisti e solidali.
Questi ultimi di centrale importanza se pensiamo anche quanto peso hanno questi
licenziamenti rispetto alle mobilitazioni nazionali dei portuali in protesta
contro il genocidio e in ottica generale anti- militarista.
Abbiamo perciò fatto anche una panoramica sulla situazione di questa lotta
diffusa in tutto il paese e all’ estero, per poi farci dare dal nostro ospite o
prossimi appuntamenti che vedranno coinvolto il SiCobas Napoli.
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata è stato quello del prossimo sciopero dei
macchinisti e capotreno del gruppo FSI, previsto per l’11 giugno, ne abbiamo
parlato in compagnia di una capotreno dell’ Assemblea nazionale Pdm/pdb. Le
motivazioni di questo sciopero sono molteplici e il 4 giugno si svolgerà un’
assemblea preparatoria in presenza a Messina, per cercare di mettere a confronto
diretto la grande mole di lavoratrici e lavoratori che fanno parte di questo
gruppo autogestito. Oltre alle rivendicazioni riguardanti le condizioni di
salute e sicurezza di chi lavora e di chi viaggia sulle linee ferroviarie
italiane, sullo sfondo resta un contratto collettivo nazionale di comparto che
non viene aggiornato da 20 anni, con tutte le condizioni salariali che questa
situazione comporta.
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in collegamento telefonico con Mahmood
del SiCobas Torino, riguardo alle lotte che stanno mettendo in atto gli addetti
e le addette alle pulizie dei punti vendita Zara, per le quali è partita anche
una campana di boicottaggio nei confronti della multinazionale del fashion:
“ZARA SFRUTTA I LAVORATORI
BOICOTTA ZARA
SOLIDARIETÀ CON GLI OPERAI IN SCIOPERO PER DIFESA POSTO DI LAVORO E MIGLIORI
CONDIZIONI DI VITA
La ricca multinazionale Zara ha deciso di cambiare l’orario dei lavoratori
appalto pulizie Samsic nei punti vendita di Torino.
Questa decisione aziendale alla ricerca del massimo profitto va contro
l’interesse dei lavoratori: infatti tale cambiamento d’orario causerebbe una
riduzione delle ore lavorate (fino al 50%) con grave perdita di salario.
Perciò la nostra organizzazione sindacale ha aperto lo stato di agitazione
rivendicando il mantenimento dell’attuale orario di lavoro più altre richieste
di miglioramento delle condizioni di vita.
Di fronte alla chiusura aziendale, i lavoratori del sindacato da ieri sono in
sciopero e ora stanno portando avanti la protesta operaia con un presidio
davanti al più prestigioso negozio di Zara in città sul passeggio di via Roma.
AVANTI FINO ALLA VITTORIA”
Buon ascolto