Punto nevralgico della rotta balcanica, la Bulgaria, grazie ai costanti
finanziamenti e alle collaborazioni con istituzioni ed enti UE è diventato negli
anni un vero e proprio laboratorio di sperimentazione per la detenzione
amministrativa.
Tra detenzioni che generano un vero e proprio sistema di porte scorrevoli da un
centro di detenzione all’altro, pushback sul confine turco e tentativi di
imposizione dei rimpatri “volontari” – promossi e sostenuti soprattutto
dall’agenzia Frontex – la realtà bulgara rappresenta per le persone migranti una
vera e propria trappola.
Insieme a due attiviste di No Name Kitchen, raccontiamo ai microfoni di Radio
Blackout come sta evolvendo il sistema di gestione dei flussi migratori e cosa
sta provando a mettere in campo il collettivo.
Cogliamo l’occasione per rilanciare la campagna di raccolta fondi di No Name
Kitchen fondamentale per la sopravvivenza dei progetti di advovacy, supporto
logistico e materiale delle persone intrappolate nella rotta balcanica.
Per approfondire ulteriormente la questione consigliamo il report The Bulgarian
Trap.
Tag - fortezza euopa
Nasce una mobilitazione, indetta per la metà di settembre 2025, verso
l’occupazione del mediterraneo centrale. L’obbiettivo quello di denunciare il
meccanismo della Fortezza Europa: il sistema di confini sporco del sangue di più
di 30.000 migranti negli ultimi 10 anni. A braccetto con Frontex, il sistema di
controllo e confini si fa complice delle politiche […]