Perquisizioni e accuse contro chi certifica l’inidoneità ai CPR. Ma dagli atti e
dalle testimonianze emerge un’altra realtà: il problema non sono i medici, sono
i CPR. Ventitré medici perquisiti …
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di Giansandro Merli* Ogni anno la metà delle persone rinchiuse in un Cpr non
viene rimpatriata per una ragione semplice: non è possibile rimandarle indietro.
È chi le sottopone ugualmente …
La cura sotto inchiesta: perquisiti 23 medici per i certificati contro i CPR. Da
Ravenna l’inchiesta si allarga a nove città italiane. Ventitré sanitari
perquisiti, quasi tutti non indagati, telefoni …
di Tommaso Giachetti Come un sindacato costruito dal basso sta aiutando operai e
operaie nella lotta per un lavoro dignitoso. Un racconto in prima persona dalla
vertenza Acca. Da un …
Anche in questa puntata parliamo di neofascismo e dell'(iper)attivismo militante
di estrema destra sul tema migratorio, da Ceuta al Regno Unito. Poi, Autistici
chiude (dopo 25 anni) e un partito come l’AfD prende il 44% dei voti in
Sassonia-Anhalt.
Manifestanti alla stazione ferroviaria di Dover Priory dopo aver bloccato le
strade da e per il porto di Dover durante una protesta di Patriot Platform
sabato ( PA ).
Con Angelo Boccato, autore del libro L’ombra lunga dell’impero. Voci
afrodiscendenti tra razzismo sistemico, colonialismo e resistenza globale,
parliamo delle parate di mlitanti di Patriot Platform a Dover e Portmouth al
grido “Stop the boats“.
Mentre in Inghilterra centinaia di suprematisti bianchi boccavano i porti, a
Belgrado migliaia di persone hanno partecipato al funerale del criminale di
guerra Ratko Mladic, morto a 84 anni a L’Aja, cui hanno partecipato vari membri
del governo e il figlio di Vucic, mentre Vucic se l’è cavata con un impegno
istituzionale.
Domenica, nel 180° Eternal Derby, le due tifoserie rivali di Belgrado hanno
osservato insieme un minuto di silenzio e scandito il nome di Ratko Mladić,
mentre la curva della Stella Rossa esponeva un’enorme coreografia con il suo
ritratto, accompagnata dalla scritta «Pravac Potočari», cioè «Direzione
Potočari». La frase richiama le parole pronunciate da Mladić l’11 luglio 1995,
quando le forze serbo-bosniache entrarono a Srebrenica.
Playlist
T.NO – WALAPA & KWI KWI e Archive: Music, Music, Music (albums)
TeeZandos x Fizzler – Phone call
Central Cee – Loadin
Lava La Rue – TLSL (Stitches)
Lady Leshurr – D.I.V.
Enny – Peng black girls (feat. Jorja Smith)
Little Simz – Dead Body, Pts. 2 & 3 (feat. Stormzy & Kano)
Lethal Bizzle – Fester Skank Remix (feat. Stormzy, Chip, Fuse ODG & Wretch 32)
Citati nella puntata:
L’avanzata atlantica del neofascismo – Radio Blackout
Ceuta: militarizzazione, violenza razzista e repressione della solidarietà –
Melting Pot Europe
The Black Megaphone – newsletter di Angelo Boccato
Board of Peace, 30 anni dopo Dayton – Radio Blackout
SERBIA: I FUNERALI (QUASI) DI STATO DI MLADIC MOSTRANO IL NAZIONALISMO SERBO
ALL’ENNESIMA POTENZA – Radio Onda D’urto
GERMANIA: AFFLUENZA RECORD E NEONAZISTI DI AFD AL 44% NELLE ELEZIONI IN SASSONIA
– ANHALT – Radio Onda D’urto
A/I chiude – Restare Umani – Keep it free!
di Livio Pepino* La campagna elettorale per le elezioni del 2027 è ormai
iniziata e il suo terreno principale sarà, ancora una volta, quello della
sicurezza. E già risuonano le …
di Collettivo Rotte Balcaniche Cinque attivisti del Collettivo Rotte Balcaniche
sono stati arrestati dopo un saluto ai migranti rinchiusi nel centro di
Pastrogor e poi assolti dall’accusa di “hooliganism”. Il …
di Mauro Armanino Dai poveri e migranti al lavoro precario, dai sogni al
futuro: nella società del mercato tutto può essere svalutato. Persino le parole,
quando smettono di raccontare …
Nella trasmissione di oggi, oltre ai consueti viaggi musicali, abbiamo fatto una
chiaccherata con un attivista che si trova a Ceuta e ci ha dato una
testimonianza diretta sulla drammatica situazione attuale dei migranti arrivati
lo scorso 30 di luglio.
Qui trovate l’audio della trasmissione completa:
Qui trovate l’audio della diretta da Ceuta:
A un mese dagli arrivi di massa e dai respingimenti di fine luglio, l’emergenza
migranti a Ceuta è tutt’altro che risolta. Lo denunciano le ong No Name Kitchen
e Border Resistance, che continuano a monitorare la situazione sul campo. Il
CETI, il centro di prima accoglienza della città, era già al collasso prima dei
nuovi sbarchi. Per svuotare la spiaggia del Trampolín — dove oltre mille persone
vivevano accampate in condizioni precarie — le autorità hanno aperto due campi
temporanei, a Loma Margarita e all’Embolsamiento. Nel frattempo, le autorità
locali chiedono rimpatri di massa verso il Marocco e una maggiore
militarizzazione della zona. Sul territorio si registra anche un’escalation di
tensione: alcuni residenti hanno più volte bloccato i convogli della Croce Rossa
diretti alla spiaggia, impedendo la distribuzione di cibo e acqua; in un
episodio a Benítez, una ronda ha dato fuoco agli effetti personali delle persone
migranti.
Anche l’accesso al diritto d’asilo resta di fatto bloccato: secondo No Name
Kitchen mancano canali funzionanti per fissare un appuntamento con l’ufficio
competente, rendendo quasi impossibile presentare domanda di protezione
internazionale. A complicare il quadro è entrato in vigore, lo scorso giugno, il
nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che inasprisce le procedure di
frontiera e velocizza i rimpatri per chi arriva da Paesi considerati “sicuri”
come il Marocco. Le ONG segnalano inoltre condizioni di particolare
vulnerabilità per i minori e le persone migranti LGBTQ+.
Ne abbiamo parlato con un’avvocata di un gruppo di supporto legale solidale
sceso a Ceuta.
Per seguire gli aggiornamenti sui social si possono seguire le pagine di No Name
Kitchen e Border Resistance. Chi invece volesse scendere sul posto,
coordinandosi con compagn* autorganizzat*, può scrivere a:
apoyomutuoceuta@riseup.net