di Collettivo Rotte Balcaniche In Bulgaria la protesta dei richiedenti asilo
detenuti al confine con la Turchia è stata repressa con pestaggi, torture e
arresti. Il centro di Pastrogor mostra …
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Dalla crisi di Ceuta nasce una nuova offensiva europea contro il diritto
d’asilo. Mentre Meloni e Piantedosi rilanciano il modello Albania e chiedono
centri di detenzione fuori dall’Unione, Bruxelles apre …
Da Ceuta alla Fortezza Europa, la crisi delle migrazioni non racconta il
fallimento delle politiche di controllo, ma il successo culturale delle destre.
Mentre il razzismo diventa senso comune e …
Oltre cinquantamila persone hanno tentato di raggiungere l’enclave spagnola in
Marocco. Dietro la narrazione dell’«invasione» ci sono disoccupazione, crisi
sociale, ricatti geopolitici e un sistema di esternalizzazione delle frontiere
che …
Sul Patto Europeo su Migrazione e Asilo si è già ampiamente discusso –
segnaliamo tra gli altri la puntata “Sul patto migrazione e asilo 2026” – e
approfondito le varie modifiche…
di Mauro Armanino I cartelli davanti alle ville, i cani alle frontiere e il
linguaggio che disumanizza migranti e palestinesi raccontano una stessa storia:
quella di una società che difende …
Il Parlamento europeo approva il nuovo Regolamento rimpatri con i voti di
popolari, conservatori e sovranisti. Via libera a deportazioni accelerate,
detenzione fino a due anni e trasferimenti in Paesi …
Dopo il salvataggio di 90 persone nel Mediterraneo centrale, miliziani libici
aprono il fuoco contro la nave umanitaria. È il risultato criminale degli
accordi tra Italia, Unione Europea e Libia …
Nel giugno 2026 entrerà in vigore il nuovo Patto Migrazione e Asilo vincolante
per tutti i 27 Stati membri dell’UE.
Cercando di osservare la realtà prodotta da questa serie di regolamenti, andando
oltre il piano meramente narrativo e propagandistico promosso dalle destre a
reti unificate, possiamo scorgere come la recente standardizzazione europea di
politiche migratorie escludenti e razziste – nonché, più ampiamente,
l’omologazione a tali politiche di tutto l’occidente bianco e suprematista – si
componga di strumenti giuridici sempre più affilati, di relazioni neocoloniali e
di un proprio arsenale tecno-militare.
Strumenti giuridici che devono rispondere a imperativi politici e identitari, ma
anche economici:
da un lato relegare le persone nei quadranti in cui l’occidente intrattiene
interessi industriali/estrattivi/finanziari, in modo da assicurarsi un buon
bacino di forza lavoro sfruttabile in loco; dall’altro prevedere un residuo di
mobilità verso l’Europa, monitorabile e ricattabile, per rispondere alla
necessità di manodopera semi-schiavizzabile nei settori dell’agricoltura, della
logistica, ma anche della micro-criminalità.
In questa puntata – realizzata in collaborazione tra Harraga, Yasha Maccanico e
Bello Come Una Prigione Che Brucia – iniziamo con il delineare alcuni elementi
che compongono il piano tecnico del patto: dal funzionamento del processo di
screening alle frontiere, alla normalizzazione della detenzione nei cosiddetti
Return Hubs (centri dententivi sempre più esternalizzati), per passare al
concetto di “finzione giuridica di non ingresso” e concludere con un’analisi
sulla questione dei Paesi terzi di origine sicura.
Nella seconda parte, ripartendo dal concetto di “Paesi sicuri”, attraverso un
excursus su precedenti tentativi di esternalizzazione della detenzione
(Inghilterra-Ruanda, Italia-Albania, Olanda-Uganda), ragioniamo su come si
conforma la neocolonialità europea.
Nella terza parte, ci concentriamo su database biometrici, interoperabilità,
automazione del controllo alle frontiere: architetture tecnologiche della War on
Migrants volte a marchiare, profilare, controllare ed escludere. Un modello di
governo della popolazione che – in questa fase – sta venendo normalizzato
all’interno del suo bacino maggiormente vulnerabilizzato.
Nel giugno 2026 entrerà in vigore il nuovo Patto Migrazione e Asilo vincolante
per tutti i 27 Stati membri dell’UE. Cercando di osservare la realtà prodotta da
questa serie di…