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L’uragano Harry@0
Parliamo dell’uragano Harry che si è formato nel Mediterraneo e si è abbattuto su Sicilia, Calabria e Sardegna, ma parliamo anche delle specificità e delle lotte di questi territori, al di là dell’emergenze, contro la militarizzazione, il consumo di suolo, la turistificazione. Iniziamo da Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove il centro storico sta crollando e 1500 persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni a causa di una frana. Il terreno franoso aveva giò, in passato, causato altre frane, ma a Niscemi l’unica manutenzione in proposito viene fatta per il Muos, infrastruttura militare statunitense che comprende tre grandi antenne paraboliche, e si trova a pochi chilometri dal centro abitato di Niscemi, cosa che solleva non poche preoccupazioni per i rischi sanitari e ambientali legati alle emissioni. Lx abitanti di Niscemi si oppongono da più di 10 anni al Muos, che sorge su un’area protetta che dovrebbe tutelare gli ultimi ettari di quella che un tempo era la più grande sughereta mista a lecceta della Sicilia centrale. Ci spostiamo poi sulla costa, a Catania, per parlare della furia con cui Harry si è riversato sul litorale. Così come nel caso di Niscemi, chi abita sotto l’Etna lamenta una mancanza di accesso a servizi quali la salute e la mobilità, la mancanza di prevenzione e cura del territorio, e lo sfruttamento del territorio a fini turistici o per grandi opere pericolose e costose, come il Ponte sullo stretto. Con l’intervento di Valentino, dalla Calabria, andiamo a vedere le richieste di chi conosce e cura la terra in cui abita. Serve un cambio di paradigma, non le misure emergenziali della protezione civile: fermare il consumo di suolo, lo sfruttamento dei territori a scopi turistici o militari, frenare la corsa veloce verso l’autodistruzione.
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I misteri di Arkenu, la società petrolifera che unisce i potenti che si contendono la Libia
In due anni ha esportato greggio – anche in Italia – per quasi mezzo miliardo di dollari in virtù di un oscuro accordo con la società petrolifera statale. Creata su spinta degli Emirati, viaggia sulla “flotta ombra” e non si sa chi siano i proprietari L'articolo I misteri di Arkenu, la società petrolifera che unisce i potenti che si contendono la Libia proviene da IrpiMedia.
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LA RIFORMA DI EUROPOL
Il 5 novembre, mercoledì, lə eurodeputatə della Commissione LIBE (Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni) voteranno una nuova proposta di regolamento su Europol, che mira ad ampliare la sorveglianza di massa in nome della lotta al “traffico di migranti”. Come avverte Leila Beladj Mohamed in un articolo scritto su questo tema, “dietro la formula […]
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F.lotta occupare il Mediterraneo: mobilitazione marina contro le frontiere
Nasce una mobilitazione, indetta per la metà di settembre 2025, verso l’occupazione del mediterraneo centrale. L’obbiettivo quello di denunciare il meccanismo della Fortezza Europa: il sistema di confini sporco del sangue di più di 30.000 migranti negli ultimi 10 anni. A braccetto con Frontex, il sistema di controllo e confini si fa complice delle politiche […]
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La scommessa di Agius: i progetti d’investimento del criminale maltese con i bookmaker italiani
Accusato con il fratello di traffico di droga e contatti con clan esteri, Adrian Agius è stato condannato per l'omicidio di un avvocato a Malta. L’indagine dice che ha contattato molti esperti del settore delle scommesse, anche controversi L'articolo La scommessa di Agius: i progetti d’investimento del criminale maltese con i bookmaker italiani proviene da IrpiMedia.
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Depurare l’aria, contaminare il mare: la minaccia silenziosa dell’industria navale nel Mediterraneo
L’inchiesta evidenzia il grave impatto ambientale degli "scrubbers", dispositivi usati sulle navi per ridurre le emissioni di zolfo. Sebbene promossi come soluzione ecologica ai carburanti tradizionali, rilasciano in mare acqua contaminata L'articolo Depurare l’aria, contaminare il mare: la minaccia silenziosa dell’industria navale nel Mediterraneo proviene da IrpiMedia.
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