Con il nuovo regolamento sui rimpatri l’Unione europea apre ai centri nei Paesi
terzi, prolunga la detenzione e rafforza l’esternalizzazione delle frontiere.
Misure un tempo proprie della destra radicale entrano …
Tag - detenzione amministrativa
L’estate della fortezza Europa si sta chiudendo lasciando dietro di sé la solita
ed infame scia di sangue e repressione. Il nuovo patto europeo sulle migrazioni
non è altro che la promessa istituzionalizzata di nuove violenze, un accordo per
blindare i confini e criminalizzare chi cerca di attraversarli.
Lo abbiamo visto chiaramente in questi mesi: dalle continue brutalità e
respingimenti a Ceuta, alla morte per mano dello stato di Fakir, fino
all’assassinio di Lassoued Dhoui nel CPR di Potenza. Non sono tragiche fatalità,
ma omicidi di stato, il risultato di un sistema razzista che divide gli esseri
umani tra chi ha diritto di muoversi e chi deve essere rinchiuso o lasciato
morire.
Ma dove c’è oppressione, c’è chi non abbassa la testa. La rabbia esplosa con la
rivolta nel centro di detenzione di Pastrogor in Bulgaria ce lo ricorda in modo
inequivocabile: la risposta ai lager di stato è l’ammutinamento e la ribellione.
Il CPR di corso Brunelleschi è un ingranaggio di questa stessa macchina di
morte. Le mura di Torino non sono diverse da quelle di Potenza o dai fili
spinati dell’est europa.
Oggi come sempre c’è bisogno di solidarietà attiva. Essere solidali significa
portare i nostri corpi e le nostre voci sotto quelle mura per rompere il
silenzio e l’isolamento. Significa far sentire a chi è reclusə che non è solə, e
continuare a sabotare e disturbare la normalità di chi tra istituzioni, forze
dell’ordine, enti gestori e asl lucra sulla detenzione amministrativa.
Ci vediamo domenica 4 ottobre 2026 alle ore 15:00, in presidio sotto il CPR di
Torino.
Nessuna pace per chi rinchiude.
Mai più CPR mai più lager, libertà per tuttə!
Perquisizioni e accuse contro chi certifica l’inidoneità ai CPR. Ma dagli atti e
dalle testimonianze emerge un’altra realtà: il problema non sono i medici, sono
i CPR. Ventitré medici perquisiti …
di Giansandro Merli* Ogni anno la metà delle persone rinchiuse in un Cpr non
viene rimpatriata per una ragione semplice: non è possibile rimandarle indietro.
È chi le sottopone ugualmente …
La cura sotto inchiesta: perquisiti 23 medici per i certificati contro i CPR. Da
Ravenna l’inchiesta si allarga a nove città italiane. Ventitré sanitari
perquisiti, quasi tutti non indagati, telefoni …
di Livio Pepino* La campagna elettorale per le elezioni del 2027 è ormai
iniziata e il suo terreno principale sarà, ancora una volta, quello della
sicurezza. E già risuonano le …
di Collettivo Rotte Balcaniche Cinque attivisti del Collettivo Rotte Balcaniche
sono stati arrestati dopo un saluto ai migranti rinchiusi nel centro di
Pastrogor e poi assolti dall’accusa di “hooliganism”. Il …
Nella puntata di oggi di Harraga (in onda ogni venerdì dalle 15 alle 16 su Radio
Blackout) parliamo della detenzione amministrativa negli Stati Uniti, un tema
centrale per capire come la macchina del razzismo istituzionalizzato
dell’amministrazione Trump – dalle retate ICE nelle strade alla detenzione – si
muova nel cuore del capitalismo. Dopo aver raccontato retate e mobilitazioni di
piazza, oggi facciamo un passo avanti nella catena: la detenzione amministrativa
delle persone migranti, gli Administrative Detention Centers, il corrispettivo
statunitense dei nostri CPR, viene gestita in gran parte da colossi privati che
lucrano miliardi sulla pelle delle persone recluse, con investimenti pubblici
esplosi dalla seconda amministrazione Trump.
Ripercorriamo due momenti di lotta che hanno scosso quei centri dalle fondamenta
negli ultimi anni: lo sciopero della fame collettivo dell’aprile 2020 all’Otay
Mesa Detention Center di San Diego, e di come una forma di protesta di solito
individuale sia diventata lotta collettiva, “contagiandosi” tra vari centri di
reclusione negli USA – un parallelo che ci risuona con le rivolte nelle carceri
italiane della stessa primavera 2020 e con la repressione durissima che le ha
seguite. Poi le proteste e lo sciopero della fame e del lavoro del maggio 2026 a
Delaney Hall, New Jersey, dove la lotta interna si è saldata con la solidarietà
e i blocchi fuori dal centro, incontrando anch’essa una risposta repressiva
molto violenta.
Ne abbiamo parlato con Ettore, che si è occupato e ha fatto ricerca sul campo
proprio sulla detenzione amministrativa negli USA.
Il pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan è detenuto senza accuse né
processo dal dicembre 2024. Il suo avvocato denuncia torture quotidiane,
pestaggi, isolamento e l’assenza di cure. Medici per …
di Gianni Sartori Mentre nel campo di concentramento di Gaza i bambini muoiono
di fame e per mancanza di cure, nelle carceri israeliane si allunga la lista dei
palestinesi morti …