Mercoledì 19 la Corte d’appello di Parigi si è pronunciata a favore
dell’estradizione in Germania entro 10 giorni di Gino, compagno antifascista
inquisito dall’Ungheria in merito ai fatti del Giorno dell’onore, il raduno
internazionale che ogni anno richiama nella capitale ungherese neonazistx
provenienti da diversi paesi europei.
Gino, dopo un primo arresto in Finlandia, era stato fermato Parigi per via del
mandato d’arresto europeo spiccato dall’Ungheria di Orbàn, e aveva trascorso
quattro mesi nel carcere di Fresnes. In Francia la sua condizione, grazie alla
mobilitazione dellx antifascistx e dei comitati, ha sollevato un dibattito
pubblico, e molte le persone, gruppi, collettivi che hanno manifestato
contrarietà alla sua estradizione in Ungheria, dove rischia fino a 24 anni di
carcere.
Successivamente, la Corte d’appello di Parigi aveva respinto la richiesta di
estradizione avanzata da Budapest per il rischio di trattamenti inumani o
degradanti, per le condizioni della detenzione e per la mancanza di garanzie
relative all’indipendenza e all’imparzialità della giustizia ungherese
Appena diciannove giorni dopo quella decisione, a Gino è stato notificato un
nuovo mandato d’arresto europeo, per gli stessi fatti. A cambiare era il paese
richiedente: non più l’Ungheria di Viktor Orbán, ma la Germania.
A questo punto, la Corte francese, chissà tra quali pressioni, ha ribaltato la
sua precedente decisioneha accettato la richiesta della repubblica tedesca,
nonostante non ci siano garanzie che, una volta estradato in Germania, Gino non
venga successivamente estradato in Ungheria, come è successo con Maja,
attualmente sottoposta a condizioni detentive degradanti e sottoposta
quotidianamente alla violenza delle guardie.
Ascolta il racconto e le riflessioni di Gino dopo la decisione della Corte
d’appello francese di accettare la sua estradizione:
Il ricorso in Cassazione della difesa sospende l’estradizione: è il momento di
moltiplicare la solidarietà. Gino non deve essere estradato, è più che mai
necessario mobilitarsi e dimostrare il proprio sostegno in ogni modo possibile
(comunicati di sostegno, striscioni, manifesti, presidi davanti alle ambasciate
francesi e tedesche, cortei) per evitare a Gino un’imminente estradizione.
Il 5 settembre 2026, alle ore 11:00 nell’ambito di Renoize – Festival Antifa al
LOA Acrobax, ci sarà l’assemblea nazionale FREE ALL ANTIFAS – ITALY: resistere
ai fascismi, organizzare la solidarietà, costruire nuovi immaginari.
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Tag - free maja
Ieri il giudice ungherese ha pronunciato la sentenza del processo di Budapest.
Otto anni per Maja T., sette per Gabriele Marchesi, due per Anna M. (per lei
pena sospesa).
Con Marta Massa, autrice del documentario The Trials (un viaggio dentro al
processo di Maya T), commentiamo a caldo la sentenza così come il clima che si
respirava in questa udienza dove, ancora una volta, è stato dato ampio spazio a
chi rappresenta l’estrema destra del paese. Un processo tutto politico che Orbán
utilizza ancora di più in questi giorni di campagna elettorale. È fondamentale
mantenere alta l’attenzione sulla situazione, maggiori informazioni anche sulla
pagina free maja.
Giornata di solidarietà internazionale: riportare Maja a casa!! Traduciamo
l’appello ad una mobilitazione condivisa chiamata dal comitato Free Maja,
lanciando anche a Milano nella giornata di sabato 13 settembre: -16.30 presidio
al consolato tedesco in via Solferino 60 -17.30 dibattito coi comitati
internazionali alla Dogana Occupata di via volta 22, a seguire live e
djset”Vogliamo […]