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In Europa continua la criminalizzazione dell’antifascismo militante. Sentenze di appello per Maja e Gabriele, sì all’estradizione di Gino
Lo scorso 29 settembre sono arrivate sia la sentenza d’appello ungheresi per Maja e Gabriele che la decisione della corte francese riguardo all’estradizione di Gino. I processi riguardano le azioni antifasciste di Budapest del 2023, organizzate contro la Giornata dell’Onore. Dall’inizio questa vicenda giudiziaria è la vendetta di uno Stato che sostiene politicamente i neonazisti e perseguita chi si è opposto alla loro sfilata. Maja, consegnata all’Ungheria dalla Germania con un’estradizione lampo, è stata condannata in via definitiva a 7 anni. Gabriele, in contumacia, a 6. Nel caso di Gino, la Francia ha dato parere positivo alla sua estradizione alla Germania (dove è ricercato per i fatti di Budapest) accettando l’eventualità di una sua successiva estradizione in Ungheria. In Germania, dove da anni una campagna repressiva punta a disarticolare le componenti più determinate del movimento, i compagni e le compagne arrestati/e attendono ora i loro processi. Le sentenze dimostrano invece quanto sia estesa, in Europa, la decisione di restringere spazi di manovra e di legittimità all’antifascismo militante. Il mandato d’arresto europeo e la cooperazione tra le polizie del continente si confermano una macchina efficiente per inseguire chi si oppone ai fascisti oltre ogni confine, mentre la galassia neonazista continua a sfilare indisturbata. Ne abbiamo parlato con Lukas B., avvocato di unx compagnx attualmente a processo in Germania per i fatti di Budapest. L’intervista è bi-lingue (tedesco con traduzione a seguire).
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A Budapest Maja T. condannatx a 8 anni
Ieri il giudice ungherese ha pronunciato la sentenza del processo di Budapest. Otto anni per Maja T., sette per Gabriele Marchesi, due per Anna M. (per lei pena sospesa).  Con Marta Massa, autrice del documentario The Trials (un viaggio dentro al processo di Maya T), commentiamo a caldo la sentenza così come il clima che si respirava in questa udienza dove, ancora una volta, è stato dato ampio spazio a chi rappresenta l’estrema destra del paese. Un processo tutto politico che Orbán utilizza ancora di più in questi giorni di campagna elettorale. È fondamentale mantenere alta l’attenzione sulla situazione, maggiori informazioni anche sulla pagina free maja.
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LA CORTE DI PARIGI HA RIFIUTATO LA RICHIESTA DELL’UNGHERIA DI ESTRADARE GINO ABAZAJ
Mercoledì 9 Aprile è arrivata la sentenza della Corte d’Appello di Parigi che impedisce l’estradizione in Ungheria di Gino Abazaj, compagno milanese attivo nelle lotte sociali ed antifasciste della città. La richiesta dell’Ungheria arrivava a seguito dell’accusa di aver partecipato alle contestazioni alla giornata dell’onore a Budapest nel 2023, ricorrenza che vede militanti di estrema […]
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