AGGIORNAMENTO PROCESSO MOUSSA BALDE E CENA BENEFIT
Csoa Gabrio - Via Francesco Millio, 42
(domenica, 22 febbraio 18:30)
L'11 Febbraio si conclude il processo di primo grado per la morte di Moussa
Balde all'interno del CPR di Torino.
La sentenza condanna per omicidio colposo la direttrice dell'ex ente gestore
Gepsa e assolve il responsabile sanitario della struttura e i poliziotti.
Escluse dal processo i rappresentanti di prefettura, questura, stato e tutta
l'infrastruttura che ha portato alla morte di Moussa.
Nelle stesse giornate è stato approvato il nuovo patto UE sulle migrazioni ed
asilo che normalizza le strutture di detenzione amministrativa e introduce altre
restrizioni per le persone richiedenti protezione internazionale, in uno dei
maggiori attacchi al diritto di asilo e alla libertà di movimento cui abbiamo
assistito negli ultimi tempi.
Intanto nei CPR si continua a morire, come ci ricorda la morte di un giovane nel
centro di Bari, mentre le persone che provano a opporre resistenza, come i
medici di Ravenna che si appellano alla tutela della salute per impedire i
trattenimenti, vengono criminalizzati dalle istituzioni.
Domenica 22 Febbraio alle 18:30 ci ritroviamo al CSOA Gabrio per collegarci con
la famiglia di Moussa e discutere della sentenza con uno dellx avvocatx che ha
seguito il caso, cercando di approfondire le novità introdotte dalla riforma UE
e dalle nuove leggi del governo Meloni. A seguire cena benefit per la cassa Mai
più CPR mai più lager.
Per prenotazioni scrivere a +393341640007
Per un mondo senza più frontiere e lager
Tag - NoCprTorino
PRESIDIO CPR TORINO
CPR Torino - C.so Brunelleschi /V. Monginevro
(domenica, 14 dicembre 15:00)
La mobilitazione e la lotta contro i CPR non si ferma!
Ci ritroviamo sotto le mura del CPR di C.so Brunelleschi domenica 14/12 per
portare la nostra solidarietà alle persone recluse in quel luogo infame.
Sbirri, Cooperative e Asl sono direttamente coinvolte nelle torture che le
persone vivono ogni singolo giorno, e sappiamo che in queste settimane si stanno
ultimando i preparativi per aprire una nuova area, aumentando la capienza del
CPR.
Nei CPR le persone vengono rinchiuse in condizioni disumane, soggette a violenze
sistematiche e alla privazione costante dei diritti fondamentali. Nei CPR lo
stato rinchiude persone la cui unica "colpa" è quella di non avere il giusto
documento, alimentando un vero e proprio regime di apartheid.
Persone come Mohamed Shahin, mostrano come i CPR siano uno strumento di
repressione per chi decide di alzare la testa, senza avere il privilegio della
cittadinanza italiana. Un monito a chi decide di opporsi al genocidio in
Palestina, allo sfruttamento sul lavoro, al razzismo sistemico, o anche solo a
chi cerca di perseguire una vita degna.
Per questo riteniamo fondamentale esserci fisicamente, sotto le mura del CPR,
per rompere l’isolamento e portare la nostra solidarietà a Mohamed e a tutte le
persone detenute.