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Libano,Israele non si ferma continuano bombardamenti e demolizioni
Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso ieri la giornalista libanese Amal Khalil del quotidiano Al Akhbar e ferito una fotografa che la accompagnava. È stata uccisa da un raid israeliano il 22 aprile, durante il cessate il fuoco, mentre era in servizio. Khalil e la fotografa Zeinab Faraj erano di ritorno da Bint Jbeil, quando la macchina davanti a loro è stata colpita da un drone israeliano. Le giornaliste sono scappate sotto il fuoco nemico e si sono nascoste in una casa per proteggersi dal raid. Da lì, Khalil ha chiesto aiuto, rimanendo in contatto con i colleghi e con l’esercito, raccontando tutto. Il corpo è stato recuperato sette ore dopo, sotto le macerie. L’ esercito israeliano ha sparato anche contro i soccorsi ,si è trattato di un omicidio mirato ancora contro chi cerca di raccontare quello che succede in Libano . Intanto I negoziati tra Israele e Libano si stanno rivelando come un tentativo di fratturare ulteriormente il paese , la violenza che Israele ha scatenato contro gli sciti del Libano rischia di far precipitare il paese in una guerra civile anche perchè Israele sta cercando di isolare gli sciiti libanesi dal resto della popolazione per conquistare il sud ,impedendo alla popolazione di ritornare demolendo le abitazioni ed infrastrutture. Parallelamente alle demolizioni terrestri, Israele ha esteso unilateralmente il proprio controllo operativo anche sulle acque antistanti a quella che ha autodichiarato come “Zona di Difesa Avanzata”. Quel tratto di mare include il giacimento di gas di Qana. in violazione degli accordi marittimi del 2022, mediati dagli Stati Uniti. Sebbene, secondo tali accordi, al Libano venissero riconosciuti i diritti su quella fonte di gas offshore stimato in circa 100 miliardi di metri cubi di gas naturale, con un valore economico che oscilla tra i 20 e i 40 miliardi di dollari, Israele non solo sta cercando di rendere invivibile la zona a sud del fiume Litani per impedire il ritorno della popolazione scita ,ma mira anche ad impossessarsi delle risorse idriche ed energetiche del Libano. Ne parliamo con Michele Giorgio
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Sul sud del Libano si allunga l’ombra dell’annessione.
In Libano continuano i bombardamenti a tappeto e così l’invasione di terra, l’esercito israeliano occupa il sud fino quasi al fiume Litani, impadronendosi di sempre più terreno, con il chiaro obiettivo di creare quella che definiscono una zona cuscinetto che da sempre vogliono sotto il loro controllo mentre Netananyahu ha dato ordine all’esercito di allargare la cosidetta zona di sicurezza. Oltre 1100 persone sono state uccise in Libano, un milione di sfollati e continuano attacchi su ospedali e giornalisti, in piena dottrina Gaza. Proprio sabato Israele ha colpito e ucciso tre giornalisti nel distretto di Jezzine, nel sud del Libano, mentre si trovavano a bordo di un veicolo chiaramente contrassegnato con la scritta “Press”. Le truppe di terra israeliane proseguono la demolizione di abitazioni nei villaggi di confine con l’obiettivo di stabilire una “zona cuscinetto” fino al fiume Litani. Un’area sotto occupazione permanente. Hezbollah risponde sul terreno, tentando di fermare l’avanzata ma Israele sta attaccando su un arco operativo che delinea un unico spazio strategico continuo, che travalica il confine internazionale e ridisegna di fatto la geografia militare dell’area siro-libanese . Ne parliamo con Michele Giorgio direttore di Pagine esteri
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