Israele mette a ferro e fuoco il Libano e nel mirino ora c’è direttamente anche
la capitale Beirut. Per ora, i morti accertati in 3 mesi di attacchi sono
arrivati a sfiorare quota 3.500 in Libano, con 10mila feriti e oltre un milione
di sfollati in un Paese, il Libano, oltre il collasso. ‘Non esiteremo ad agire
in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l’aggressione
illegale e l’ingerenza del regime sionista’, ricorda il ministero degli Esteri
iraniano, che comunica lo stop ai negoziati indiretti con gli Usa e paventa il
blocco totale al già asfittico stretto di Hormuz, chiuso da ormai 3 mesi.
Al telefono con una compagna che vive a Beirut, ci facciamo spiegare la
situazione in Libano e anche la storia millenaria, e del tutto peculiare, del
Paese dei Cedri e della sua capitale.
Il Libano è stato più volte definito la “Svizzera del Medio Oriente”, e la sua
capitale, Beirut, la “Parigi del Medio Oriente” o “la perla del Mediterraneo”,
eppure pesanti sono – e sono sempre state – le ingerenze straniere sul suo
territorio.
Dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano, passando per l’occupazione coloniale
francese, l’indipendenza, arriviamo al 1948, anno di fondazione di Israele, e da
questa data seguiamo la ricostruzione della storia di Hezbollah proposta da
Marco Di Donato nel libro “Hezbollah, storia del Partito di Dio”.
Tracklist
1. Harik حريق – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM
2. Habibon حبيبٌ – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM
3. I Remember I Forget بنسى وبتذكر – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine
Hamdan
4. Vows سبع صنايع – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan
5. Abyss حويك وزويك – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan
6. Daya3 ضياع – I remember I forget بنسى وبتذكر
by Yasmine Hamdan
7. St. Baghdadi’s Celebrations مولد سيدي البغدادي – La Bombe
by The Great Departed
8. Seven Coins سبع لحاليح – La Bombe by The Great Departed
9. Cheftak – The Best Of by Soapkills
10. Marco Slow – The Best Of by Soapkills
11. Aranis & Koullou Ndif – The Best Of by Soapkills
12. Galbi – The Best Of by Soapkills
13. Holako (Hulagu) – Aynama-Rtama by Alif
14. Al-Juththa (The Corpse) – Aynama-Rtama by Alif
15. DOUNANA (without us) – by SIBA & MONKYMAN
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Nella notte arriva la notizia di un accordo di cessate il fuoco trovato tra le
parti chiamate in causa dal Dipartimento di Stato Americano, quindi Israele e il
governo libanese, ad esclusione di altri soggetti presenti sul territorio, come
l’organizzazione della resistenza Hezbollah.
L’accordo non prevede il ritiro dell’occupazione israeliana e, mentre veniva
annunciato, aerei israeliani sorvolavano i cieli libanesi e i combattimenti
continuano nel Sud. Le condizioni dell’accordo riguardano il disarmo e lo
smantellamento di tutti gli attori non statali che stanno combattendo sul
territorio.
Il presidente libanese Joseph Aoun è stato informato del rifiuto dell’accordo da
parte di Hezbollah, insistendo sul fatto che “qualsiasi accordo accettabile
debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio
libanese”.
Con Agnese Stracquadanio, fotoreporter e giornalista freelance in Libano,
abbiamo ripercorso alcuni punti centrali di questi sviluppi: le condizioni
dell’accordo, la posizione del governo libanese, gli obiettivi di Israele e la
situazione sul campo.
Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto
contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La
tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni
contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta
estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi
politici e militari alla base del conflitto.
Da un lato Israele mantiene la propria strategia di occupazione militare nel sud
del Libano e si riserva il diritto di intervenire militarmente contro qualsiasi
situazione definita unilateralmente come “minaccia” alla propria sicurezza;
dall’altro Hezbollah conserva una capacità di fuoco notevole ed ha ancora una
volta dimostrato di saper mettere in difficoltà il governo sionista. A pesare è
anche la posizione del governo libanese, sempre più orientato a contenere il
ruolo di Hezbollah, senza però avere la forza di imporre militarmente il disarmo
o la marginalizzazione politica di un partito che rappresenta un terzo degli
abitanti del paese.
Ne parliamo con Marco Magnano, giornalista freelance attualmente a Damasco:
In Libano continuano i bombardamenti a tappeto e così l’invasione di terra,
l’esercito israeliano occupa il sud fino quasi al fiume Litani, impadronendosi
di sempre più terreno, con il chiaro obiettivo di creare quella che definiscono
una zona cuscinetto che da sempre vogliono sotto il loro controllo mentre
Netananyahu ha dato ordine all’esercito di allargare la cosidetta zona di
sicurezza. Oltre 1100 persone sono state uccise in Libano, un milione di
sfollati e continuano attacchi su ospedali e giornalisti, in piena dottrina
Gaza. Proprio sabato Israele ha colpito e ucciso tre giornalisti nel distretto
di Jezzine, nel sud del Libano, mentre si trovavano a bordo di un veicolo
chiaramente contrassegnato con la scritta “Press”.
Le truppe di terra israeliane proseguono la demolizione di abitazioni nei
villaggi di confine con l’obiettivo di stabilire una “zona cuscinetto” fino al
fiume Litani. Un’area sotto occupazione permanente. Hezbollah risponde sul
terreno, tentando di fermare l’avanzata ma Israele sta attaccando su un arco
operativo che delinea un unico spazio strategico continuo, che travalica il
confine internazionale e ridisegna di fatto la geografia militare dell’area
siro-libanese .
Ne parliamo con Michele Giorgio direttore di Pagine esteri
Mentre i bombardamenti sull’Iran continuano ininterrottamente per il 5° giorno
di fila, da lunedì 2 marzo le bombe hanno colpito anche il sud del Libano. Ieri
il tentativo dell’IDF di fare ingresso oltre il confine è stato respinto, ma nel
paese si aspetta un’invasione massiccia.
Continuano forti bombardamenti e, secondo il ministero della Salute libanese, da
lunedì gli attacchi israeliani hanno causato almeno 50 morti e 335 feriti, prima
degli attacchi notturni che hanno provocato almeno altri 11 morti. Nella
giornata di oggi, 4 Marzo, il portavoce militare Avichay Adraee, con un post su
X, ha ordinato l’esodo dalle abitazioni alla popolazione libanese: “Abitanti del
Libano meridionale, dovete trasferirvi immediatamente nelle zone a nord del
fiume Litani”.
L’attacco arriva a seguito della risposta militare di Hezbollah all’assassinio
della guida suprema dell’Iran ayatollah Khamenei -ora succeduto dal figlio
Mojtaba per elezione dell’Assemblea degli Esperti- ma di fatto riguarda
l’interesse strategico dello stato ebraico verso il paese vicino. L’aggressione
israeliana del paese vicino è continua dal 2024, e sono 11.000 le aggressioni
sioniste denunciate, che hanno violato il siglato cessate il fuoco del 27
Novembre del 2024.
Ne parliamo con Mauro Pompili, giornalista freelance ora a Beirut, capitale del
Libano:
Dopo il “congelamento” della guerra tra Israele e Hezbollah con un
cessate-il-fuoco sottoscritto nel 2024, questo fragile accordo viene quasi
quotidianamente violato da Israele, con incursioni aeree e attacchi contro
obiettivi nel sud del Libano, occupando 5 punti di frontiera dove Tsahal ha
eretto basi militari, eseguendo circa 150 assassinii mirati e sganciando decine
di […]
Continuano, senza tregua, i bombardamenti su tutto il territorio libanese,
sempre più intensi ed eccedenti le sole zone sciite, ritenute bacino di sostegno
e consenso del partito-milizia Hezbollah. Le notizie di questa mattina
riportavano il targeting del contingente Unifil da parte, questa volta, delle
milizie del “Partito di Dio”, probabilmente intenzionate a colpire gli avamposti
[…]
Continuano gli scontri fra Hezbollah e IDF al confine tra Israele e Libano
In questi giorni la guerra genocida protratta da Israele nei confronti della
Striscia di Gaza non si arresta, nonostante una rinnovata denuncia da parte
delle Nazioni Unite contro il governo Netanyahu attraverso l’apertura di una
commissione di inchiesta composta da investigatori indipendenti che accusa
Israele di crimini contro l’umanità durante l’offensiva. Nonostante anche siano
giornate […]
In questa intervista abbiamo chiesto al giornalista freelance Luca Foschi di
farci un quadro della situazione in Libano, anche in rapporto agli alleati
arabi. Sono ormai trascorsi più di 100 giorni dalla cosidetta “alluvione
al-Aqsa” di Hamas, velocemente trasformatasi nel genocidio da parte di Israele
dei palestinesi residenti nella Striscia di Gaza. L’esercito israeliano ha […]