Israele finanziava la promozione sul motore di ricerca di una finta versione del
documentario Naza. Su nostra segnalazione, Google ha dovuto riconoscere la
violazione delle proprie regole
L'articolo Dopo il nostro articolo su Naza, Google ha rimosso gli annunci
finanziati dal governo israeliano proviene da IrpiMedia.
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Con una partecipazione eccezionale al voto, ovvero del 77,7% degli aventi
diritto che si sono recati alle urne, il Likud di Netanyahu e i suoi alleati
hanno ottenuto 53 seggi. Il risultato arriva contro i 48 seggi del principale
blocco di opposizione guidato dal centrista Gadi Eisenkot, come molti dei
partiti contro cui gareggia il Likud, ideologicamente affine al partito
avversario.
Nessuno dei due schieramenti ha raggiunto i 61 seggi necessari per ottenere la
maggioranza in Parlamento.
Le elezioni sono avvenute in un clima di violenza: attacchi alle urne, agli
elettori arabi – interessata una partecipazione al voto mai vista con cui hanno
ottenuto 19 seggi.
Ne parliamo con MIchele Giorgio, corrispondente ufficiale del manifesto a
Gerusalemme e direttore di Pagine Esteri:
Sono indietro nei sondaggi o non hanno proprio espressione partitica. Ma
esistono. Voci da partiti e movimenti che esprimono una diversa visione della
società israeliana. E che non si accontentano di mandare a casa Bibi
L'articolo Elezioni in Israele, chi si oppone a Netanyahu proviene da IrpiMedia.
L’agenzia governativa di Israele per la pubblicità ha pagato per sponsorizzare
una pagina ombra, intitolata al documentario Naza vincitore a Venezia, ma che
propone invece un contro-documentario favorevole all’esercito israeliano
L'articolo Naza, il governo di Israele cerca di oscurare il film documentario
proviene da IrpiMedia.
Il 27 ottobre si vota, ma della questione palestinese non si parla. In
Cisgiordania, senza più lavoro, molti temono di dover lasciare le proprie case
L'articolo Newsroom – Israele verso il voto. Cisgiordania, quasi 200.000 senza
lavoro dal 7 ottobre. L’ascesa dell’estrema destra israeliana proviene da
IrpiMedia.
Dal 7 ottobre 2023 è saltato il sistema che autorizza l’ingresso dei lavoratori
palestinesi in Israele. Gli impatti sull’economia dell’Autorità palestinese sono
devastanti. E dopo il voto in Israele del 27 ottobre potrebbero aggravarsi
L'articolo Senza più lavoro: le ragioni dell’esodo palestinese della
Cisgiordania (senza precedenti) proviene da IrpiMedia.
Un tempo schierata a favore dei palestinesi, oggi la Slovenia ha cambiato linea
politica. Questo scarto è avvenuto in concomitanza con l’elezione del nuovo
governo. Un voto preceduto da un’inquietante operazione di spionaggio
L'articolo Laboratorio Slovenia: come il Paese Ue ha improvvisamente cambiato
posizione su Israele proviene da IrpiMedia.
Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia
a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico
denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni
agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5
milioni di euro. A proporlo è un’impresa controllata dalla società israeliana
Econergy Renewable Energy Ltd.
Su questo progetto sono state presentate osservazioni critiche sia per gli
aspetti tecnici-ambientali (area riso DOP, impatti paesaggistici, connessione
alla rete, ecc.) ancorché sulla origine dei capitali e caratteristiche degli
investitori, ossia una società co-partecipata da altre società che hanno
attività economiche nei territori occupati, interessi nel settore della difesa e
produzione di armi, o sostengono direttamente o indirettamente i crimini
imputati ad Israele dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG).
Insieme al circolo Tavo Burat, parliamo dei possibili impatti di questo progetto
e di come abbiano scoperto degli investimenti israeliani che ne costituiscono le
fondamenta. Visto la recente approvazione del ddl nucleare, ci soffermiamo anche
su come nella propaganda cucita ad hoc per fare breccia sul tema ecologico il
nucleare venga costantemente accoppiato al tema delle fonti rinnovabili.
Fondata in Veneto da un giovane hacker, Dataflow sviluppa codici per entrare in
pc e smartphone. Da gennaio le sue attività in Israele sono guidate da Eyal Tsir
Cohen, ex alto dirigente del Mossad e nel 2025 candidato alla guida dello Shin
Bet
L'articolo L’azienda italiana di cyber armi che ha conquistato l’elite
dell’intelligence israeliana proviene da IrpiMedia.
A partire dai funerali “quasi” di Stato di Ratko Mladić, il comandante delle
truppe serbe colpevoli del genocidio di Srebrenica morto in detenzione all’Aia,
facciamo il punto sulla politica interna ed estera della Serbia. Un paese che,
come dimostrano gli onori tributati a Mladić, rivendica orgogliosamente il
proprio passato recente fatto di aggressioni e genocidi e rinsalda i legami con
Israele, che già negli anni 90 aveva fornito copertura politica ed armamenti
alla Serbia impegnata nelle pulizie etniche delle Guerre Balcaniche. Le nuove
rotte di collaborazione tra la Serbia di Vucić ed Israele si manifestano oggi
con un aumento dei contatti commerciali, ma anche e soprattutto con il sostegno
politico della Serbia al progetto genocidario portato avanti da Israele contro i
palestinesi di Gaza. In Serbia, tuttavia, l’opposizione non manca: da anni da un
movimento politico dal basso, di massa, composto da studenti e studentesse e
settori popolari tiene sotto pressione l’esecutivo di ultra-destra di Vucić. Tra
poche settimane, il governo si sottoporrà ad una tornata elettorale considerata
decisiva per il futuro del paese balcanico.
Ne parliamo con Giorgio Fruscione, ricercatore e redattore editoriale presso
l’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale)