A circa un mese dalla giornata del 30 luglio 2026 – in cui decine di migliaia di
persone riuscirono a passare il confine tra il Marocco e l’enclave coloniale
spagnola di Ceuta – facciamo un approfondimento grazie ad una diretta con
compagnx ora presenti sul territorio.
Lo scopo della puntata non è tanto quello di fare dietrologie sul come e il
perché quella frontiera sia stata bucata in modo così massiccio quel giorno, ma
piuttosto di restituire: da un lato una fotografia realistica di come la
violenza statale e coloniale si stia esercitando quotidianamente sulla pelle
delle persone in viaggio e dall’altra di come discorsi e apparato repressivo
messi in campo a Ceuta facciano parte di un vasto progetto europeo di
sorveglianza, repressione e peggioramento progressivo della vita delle persone
in viaggio.
Il contributo di questa puntata di Harraga è volto a tenere in mente presente e
futuro non solo nelle prassi coloniali ma anche delle sorti, e lotte, delle
persone in viaggio dal nord Africa. Inoltre ci teniamo a tenere alta
l’attenzione su quel che succede a Ceuta con la speranza che l’alleanza tra
persone in viaggio che bruciano queste frontiere mortifere e chi abita lotte
antirazziste sia sempre più stretta e potente.
Per mettersi in contatto con lx compagnx presenti a Ceuta:
apoyomutuoceuta@riseup.net
Per aggiornamenti da Ceuta: No Name Kitchen
Tag - Spagna
La società spagnola Passwork per anni ha tenuto i clienti all’oscuro di quanto
il suo software fosse esposto alle analisi dei servizi segreti russi. Per farlo,
ha perfino cercato di manipolare le informazioni elaborate dall’intelligenza
artificiale
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452 le presunte vittime, le indagini prorogate fino a ottobre. Analizzando i
bilanci di UniPegaso, un colosso tra le università telematiche, si scopre che
gli utili derivanti dai master sono aumentati anche quando l’università non
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Una giornata di sciopero importante quella che ha portato 80 mila persone in
piazza martedì a Barcellona. E non solo. Tutto il mondo della scuola è
mobilitato: sono in strada le insegnanti di ogni grado e ruolo.
E il percorso non si arresta: sono state indette 17 giornate di sciopero,
previste da qui a fine giugno, con l’obiettivo di creare più disagio possibile,
come ricorda lo slogan “non porteremo a termine l’anno scolastico”.
Al centro delle proteste vi è la richiesta del miglioramento del sistema
educativo in toto, che al momento vede un rapporto tra il numero di alunni e
docenti insostenibile. Oltre che la questione salariale.
Con Victor Serri, giornalista che vive e lavora a Barcellona, analizziamo queste
giornate, in particolare i temi e metodi di protesta.