Dal primo luglio entra in vigore la nuova normativa sui fondi pensione. Per gli
assunti, nel settore privato, da quella data scatta il silenzio assenso per cui,
se entro 60 giorni non viene manifestata una chiara volontà in senso contrario,
i contributi finiranno nel fondo pensione della categoria. Se ci sono più fondi,
andranno a quello che ha maggiori iscritti e se non ci sono fondi andranno al
Fondo Cometa, che riguarda i lavoratori metalmeccanici.
ll lavoratore neoassunto viene considerato “aderente” fin dal primo giorno di
lavoro, salvo che non eserciti, entro il termine perentorio di 60 giorni, una
rinuncia esplicita. Non sceglie: deve disdire. Non aderisce: viene aderito. È il
rovesciamento di ogni logica di libera scelta in materia previdenziale, ed è
bene chiamarlo con il suo nome: un esproprio per via amministrativa del salario
differito.
Si riduce, rispetto al passato, anche il tempo a disposizione per riflettere: da
sei mesi a soli 60 giorni, un termine palesemente insufficiente per un
lavoratore alle prime settimane di un nuovo impiego. Il “silenzio” di chi non ha
gli strumenti, il tempo o le informazioni per scegliere viene trasformato per
legge in un “assenso” vincolante e, una volta scaduto il termine,
sostanzialmente irreversibile.
Il meccanismo finanziario vampirizza il risparmio ,lo porta dentro i fondi
finanziari svuotando anche la liquidità disponibile dell’Inps,un modello che
corrode sin dalle fondamenta. La finanziarizzazione dell’economia spinge per
drenare le risorse del salario differito al fine di sostenere la bolla
speculativa . Chi gestisce i fondi, a cominciare dallo stesso Fondo Cometa dei
lavoratori metalmeccanici? Il fondo ha un suo Consiglio di amministrazione e un
collegio sindacale che sono composti per il 50% da rappresentanti dei sindacati
e per il 50% da rappresentanti dei datori di lavoro. Il Cda, come è ovvio, non
gestisce l’enorme disponibilità finanziaria -stiamo parlando di 13-14 miliardi
di euro- che proviene dai contributi, ma la affida ai grandi gestori
internazionali che decidono dove impiegare questi stessi contributi.
Il principale è BlackRock che usa come “depositario” e garante State Street Bank
in una filiera dove gran parte di quel risparmio finisce nelle società di cui
BlackRock è azionista, naturalmente rigorosamente domiciliate negli Stati Uniti
e, spesso, con sede in Delaware (a fiscalità agevolata). In questo senso
l’automatismo dell’adesione ai fondi privati di categoria determinerà un
trasferimento di una fetta rilevante del risparmio italiano, circa 74 miliardi
di euro l’anno, verso le Borse Usa, ridurrà le disponibilità dell’Inps e
sottrarrà risorse al sistema produttivo .
I lavoratori saranno costretti ad affidare il TFR ,che è salario differito,alle
bizze del mercato finanziario ,diventando essi stessi strumenti finanziari che
alimentano la sete di liquidità di un sistema finanziario agonizzante .
Ne parliamo con Alessandro Volpi ,economista .