Estratti dalla puntata del 23 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
ADDESTRARE AI: DALLA QUOTIDIANITÀ ALLA GUERRA
Partiamo con alcune brevi notizie che dalla quotidianità ci conducono verso
l’addestramento delle AI in ambito bellico.
Il colosso del delivery DoorDash ha introdotto uno strumento (Tasks) attraverso
il quale i propri dipendenti possono registrare specifiche azioni quotidiane
dietro un piccolo compenso: i dati prodotti serviranno per addestrare robots.
Affrontando un altro contesto di estrazione di dati dal mondo reale per
addestrare intelligenze artificiali, emerge in oltre il ruolo finanziario di
In-Q-Tel (capitale di investimento della CIA) nella nascita di Keyhole, azienda
all’origine di Niantic (PokemonGo).
Allo stesso modo l’Ucraina sta diventando un polo cruciale per la produzione e
la condivisione di dati prodotti da droni e sistemi d’arma autonomi di cui le
aziende del settore vanno particolarmente ghiotte.
Intanto la robotica si fa largo nel settore sicurezza: Gecko Robotics vince un
contratto il monitoraggio dello stato di salute delle navi della flotta militare
statunitense, Boston Dymanics vende i suoi robots quadrupedi per pattugliare i
datacenters.
TECNOCOLONIALISMO IN AFRICA
Torniamo a parlare di tecnocolonialismo nel continente africano, tra
infrastrutturazione digitale, estrattivismo dei dati, conferimento di identità
biometrica e sfere di influenza militari.
Colossi statunitensi investono sui cavi sottomarini per il traffico internet,
grandi attori cinesi diventano egemonici nelle reti 4G e nella videosorveglianza
algoritmica, multinazionali europee costruiscono l’infrastruttura per l’identità
digitale biometrica, si promuove l’introduzione di sistemi d’arma autonomi e AI
militari… spesso addestrate da click-workers africani:
GUERRA E SCOMMESSE
Ci concentriamo sul portale Polymarket e sulla proliferazione di scommesse su
eventi bellici: un sito – precedentemente messo al bando – al quale
l’amministrazione Trump ha consentito di tornare a operare, ma sopratutto
un’azienda in cui investe direttamente Donald Trump Jr.
Chi conosce (o addirittura determina) eventi geopolitici e bellici, può trarre
enormi profitti da varie forme di “scommessa”: investire su determinate aziende
o puntare direttamente denaro su Polymarket… come hanno fatto militari
israeliani sotto processo:
BLACK CUBE: INTERFERENZA ISRAELIANA NELLE ELEZIONI IN SLOVENIA
L’azienda di intelligence israeliana Black Cube, definita un “Mossad privato”,
ha cercato di interferire con le recenti elezioni in Slovenia.
Il governo uscente – e appena rieletto – di Robert Golob ha riconosciuto lo
stato di Palestina, supportato l’incriminazione di Israele alla ICC e bloccato
le importazioni di beni dai territori occupati dai “settlers”; Black Cube ha
quindi lavorato per mesi nel tentativo di screditare la compagine di
centro-sinistra in vista delle elezioni, arrivando a manipolare filmati con AI
generative per favorire lo schieramento sovranista-trumpiano-sionista di Janez
Janša.
Tag - Africa
Nella trasmissione di oggi, oltre ai consueti viaggi musicali, alla ricerca di
nuove ondate e radici profonde, abbiamo abbiamo fatto una lunga chiaccherata
telefonica con Francesco Eppesteinger che, insieme a Federico Bacci ha critto e
diretto il documentario Radio Solaire, radio diffusion rurale.
Qui puoi ascoltare la trasmissione intera:
Qui trovi l’intervista e la presentazione del film:
Qui trovi il podcast della puntata di stakka stakka dove si parla di RADIO
SOLAIRE:
> Radio Solaire. Hackrocchio.
Radio Solaire. Radio Diffusion Rurale, è un film documentario sull’esperienza
radiofonica di Giorgio Lolli in Africa. Ex operaio e sindacalista bolognese,
porta in africa, con la sua impresa Solaire, i mezzi, le tecniche e le
conoscenze che permetteranno a centinaia di radio FM indipendenti di prendere
vita e alle persone di acquisire le conoscenze necessarie per crearne di nuove.
Ne parliamo con i registi Federico Bacci e Francesco Eppesteingher.
Presentiamo poi il programma di Hackrocchio, immancabile evento a cura
dell’hacklab underscore.
Il villaggio di Bodo ha subito una devastante fuoriuscita di greggio nel 2008.
Shell dovrà bonificare ma i lavori sono ancora indietro. Hyprep è l’agenzia che
bonifica tutta la regione. Avanza tra ritardi, polemiche e qualche successo
L'articolo Nigeria, la speranza delle bonifiche con i soldi delle società
petrolifere internazionali proviene da IrpiMedia.
Ogoniland è un’area del delta del Niger dove da anni lo sfruttamento del
petrolio alimenta ambizioni e conflitti. Qui gruppi ambientalisti hanno fermato
le esplorazioni nel 1993, ma i leader locali ora vogliono farle ricominciare
L'articolo Chi vuole tornare a estrarre il petrolio in Nigeria proviene da
IrpiMedia.
In Tanzania i Masai vengono allontanati per creare riserve turistiche e caccia
ai trofei. Analizziamo chi in Europa alimenta e mantiene questo mercato
L'articolo Newsroom – Tanzania: Masai sfrattati per la conservazione. Il ruolo
dell’Europa nella caccia ai trofei proviene da IrpiMedia.
Torniamo con la rassegna stampa degli articoli e delle notizie che ci hanno
interessato di più durante la settimana che stà terminando, in un viaggio tra
l’Africa, l’Europa e l’Italia. Il sottofondo musicale alle letture e ai
commenti, lo abbiamo dedicato a sonorità poco percorse durante le puntate di
Metix flow. Ci siamo ascoltati una […]
Le comunità locali Masai vengono etichettate come minaccia per la natura. Chi
vuole uccidere animali a pagamento, invece, è il benvenuto
L'articolo Cacciare gli animali per conservare la natura: il controverso modello
della Tanzania proviene da IrpiMedia.
Le elezioni presidenziali in Camerun del 12 ottobre hanno portato ad un clima di
crescente tensione nel Paese. Dopo 42 anni di regime Paul Biya è stato
proclamato nuovamente presidente lunedì 27 ottobre, nonostante l’opposizione
reclami la vittoria delle elezioni. Il clima elettorale è stato caratterizzato
da aggressioni e rapimenti di sostenitori, scrutatori e militanti […]
Nell’area protetta di Ngorongoro, vicino al parco del Serengeti, le popolazioni
indigene vengono private della terra per fare spazio al turismo di lusso
L'articolo In Tanzania i Masai vengono espropriati con la scusa di proteggere la
natura proviene da IrpiMedia.