Tag - Diritto alla casa

Ora che tutto tace, festeggiamo noi!
Lunedì 23/06, con il solito teatrino nel consiglio comunale, tutti i partiti di ogni schieramento politico si sono affrettati a festeggiare la proposta del Politencico e del colosso della GDO Esselunga DI un nuovo progetto sull’area ex Westinghouse che dovrebbe scongiurare la distruzione del parco Artiglieri da Montagna, dato che non si realizzerà più l’ipermercato. Un spettacolo quasi tragicomico se si pensa che rivendicano una salvezza dal loro stesso progetto di cementificazione, in pratica festeggiano il LORO fallimento! La lotta contro la speculazione in quel quadrante al confine tra Cenisia e Cit Turin è iniziata per il centro sociale Gabrio nel giugno del 2014, quando il corteo “Quartieri non cantieri” partito dall’area dell’ex Diatto demolita l’anno precedente si concluse proprio nel parco. (https://sniarischiosa.noblogs.org/post/quartieri-e-non-cantieri/) Il progetto in un primo tempo venne bloccato da due distinte inchieste: una per turbativa d’asta a carcio dell’amministrazione Fassino ed una per falso in bilancio a carico della giunta dell’Appendino.   Quasi 10 anni più tardi, esattamente il 01/04/2023, visto l’evolversi della situazione e dopo oltre un anno di lotta insieme al comitato Essenon e Comala, decidemmo di occupare l’ex Caserma Lamarmora per presidiare il parco e aumentare l’attenzione su quanto stava accadendo. Infatti, per l* smemorat*, ricordiamo che era ancora in corso un processo per turbativa d’asta che coinvolgeva il fu Patron di Esselunga, Caprotti, e l’ex Sindaco dalle lunghe mani profumate, Fassino, ma sottolineamo che l’operazione era stata orchestrata dall’attuale sindaco nonostante non compaia nelle carte processuali. Ne nacque la Laboratoria Ecologista Autogestita (LEA) e (per poco) abbiamo avuto la fortuna di vedere un movimento spontaneo dal basso che non ci aspettavamo così grande ed eterogeneo. Non bastava più sapere che un centro giovanile come Comala sarebbe rimasto intoccato, tuttə volevano la salvezza del Parco. Per spezzare quel movimento era dovuto intervenire direttamente il ministero dell’interno, dato che consiglio comunale e Sindaco si sono trovati soli in città. “È troppo tardi” “..che sia da esempio negativo per il futuro” “Faremo il tetto del supermercato verde” “Non deve più avvenire, ma oggi non si può fare niente” Sono solo alcune delle risposte dei e delle politicanti che oggi brindano e ne rivendicano la salvezza, dimenticandosi le lotte di questi 5 anni. “Se ciò vi consola, fate pure, noi e le/gli abitanti di San Paolo e Cenisia conosciamo la realtà e festeggiamo noi” Eccoci qui, dopo anni di lotta a poter festeggiare. Certo, sappiamo bene che la salvezza reale del parco dipende da un attore tanto inaffidabile quanto oscuro come il Politecnico di Torino, che sta stravolgendo la vita del nostro quartiere, ma questo non può fermarci dalla voglia di festeggiare una vittoria contro la speculazione, una vittoria dal basso, non sicuramente un risultato che arriva dalle istituzioni. Un primo tassello è stato ottenuto: il parco resterà tale ed in un qualche modo “pubblico”, anche se non è finita qui. Sono tanti i pezzi ancora da tenere insieme e su cui continuare a fare pressione: dal nuovo accordo programmatico tra Politecnico ed Esselunga alla scelta dell’area per il supermercato, senza dimenticare la necessità che il parco resti non solo pubblico ma soprattutto accessibile a tutt*. Caro Comune, Caro Politecnico e Cara Esselunga, non ci basta il contentino, noi vogliamo tutto! La lotta alla speculazione continua
occupazione
Comunicati
Zona San Paolo
comunicato
Iniziative
Gli esclusi del Superbonus
Solo lo 0,8% del fondi per l'efficientamento energetico è andato alle case popolari. Quasi metà degli incentivi ha favorito il 5% dei contribuenti, i più ricchi. I fallimenti del Superbonus visti dal Quarticciolo, borgata popolare di Roma L'articolo Gli esclusi del Superbonus proviene da IrpiMedia.
Ambiente
Diritti
Inquinamento
Diritto alla casa
A Torino la Speculazione va veloce!
Tuttə abbiamo visto l’accattivante propaganda del nuovo Piano Regolatore che la giunta a guida PD sta elaborando in una disperata corsa contro il tempo per arrivare alla sua approvazione prima di fine mandato. Torino cambia, il piano va veloce! Ma come sta cambiando la nostra città? E soprattutto, quella velocità, a chi fa comodo e chi lascia indietro? L’assessore Mazzoleni (plurindagato tra le altre per corruzione, abuso edilizio e lottizzazione abusiva) ha deciso di creare la cosìddetta città dei 15 minuti, ma ad oggi quindici sono i minuti concessi alla cittadinanza per esprimere il proprio parere, mentre il vero spazio in questo processo è stato dato, guarda caso proprio agli immobiliaristi e ai costruttori, sotto la guida attenta della fondazione Bloomberg. A guardar bene questo nuovo piano non sembra poi così elaborato: per fare cassa, Lo Russo e i suoi svendono ampie porzioni della nostra città. Parchi ed edifici pubblici diventano una merce come un’altra, che fa molta gola ai soliti grandi fondi privati di investimento. E dall’altra non ci si occupa davvero di chi vive in città e quindi della casa, dei servizi, della sanità,dei parchi e giardini, ma si cerca sempre più di favorire l’uso temporaneo della città, con qualche concessione e grande evento, per provare a spremerla il più possibile. E quindi il piano va veloce: gli affitti si alzano, i quartieri si svuotano dagli abitanti e dai servizi che li rendono vivibili. Al loro posto studentə di cui approfittarsi e turisti mordi-e-fuggi da spolpare per il weekend. Velocità e deregolamentazione favoriscono piattaforme come Airbnb e Booking che nella nostra città producono la desertificazione dei quartieri e l’aumento degli affitti, mentre in Palestina si rendono complici dell’occupazione Israeliana, permettendo ai coloni sionisti di mettere in affitto case nei territori sottratti allə palestinesi¹. Se da un lato tutto questo si sta già concretizzando, dall’ altro non è troppo tardi per invertire la direzione! Noi abbiamo un altro piano per Torino! Solo insieme possiamo costruire una città a misura di abitante, solidale e salubre, che non lasci indietro nessunə. Per questo rilanciamo a gran voce l’invito di Un Altro Piano per Torino a partecipare all’assemblea cittadina di questo GIOVEDI 11 DICEMBRE al Gabrio in Via Millio 42 dalle ore 18.00.
Comunicati
torino
Speculazioni
La Torino che Vogliamo
Precarietà
Newsroom –  Cosa succede alla scuola. Il mercato dei 60 Cfu e l’ascesa delle telematiche
Con Christian Raimo entriamo nella visione culturale che sta orientando le nuove scelte sulla scuola. Poi il nuovo business della formazione, tra crediti, certificazioni e università telematiche L'articolo Newsroom –  Cosa succede alla scuola. Il mercato dei 60 Cfu e l’ascesa delle telematiche proviene da IrpiMedia.
Stati Uniti
Diritti
Mondo
Diritto alla casa
Podcast Newsroom