Il comune di Fiumicino, situato nell’area sud-ovest di Roma, rappresenta un
territorio nel quale le mega-opere hanno radici antiche e hanno condizionato
fortemente lo sviluppo del paese sin dal secondo dopoguerra. La presenza del
mare, di vaste aree agricole e vasti territori non urbanizzati, l’hanno reso
oggetto di una serie di progetti infrastrutturali con chiare finalità
speculative tra le quali: l’aeroporto intercontinentale, il più grande d’Italia
per numero di passeggeri e per il quale è previsto un raddoppio non necessario,
il porto commerciale, l’interporto e il porto turistico.
L’area è caratterizzata da un equilibrio idro-geologico delicatissimo: i fondali
sono bassi, e i sedimenti del fiume modificano continuamente la linea di riva.
Qui, su dodici chilometri di costa su cui l’erosione avanza da decenni,
incombeva lo spettro di un’infrastruttura destinata a cambiare radicalmente il
volto del litorale: un porto crocieristico pronto ad accogliere le navi da
crociera più grandi al mondo, tra cui le navi “Oasis”, alte fino a 72 metri e
capaci di trasportare oltre 6mila passeggeri.
L’accoglimento del ricorso contro il porto crocieristico di Fiumicino ha
annullato il decreto con cui Ministero dell’Ambiente e Ministero della Cultura
avevano dato il via libera alla svendita di un’ampia porzione di litorale romano
al colosso statunitense del settore crocieristico.
Si sarebbe trattato del primo caso in Italia di una concessione a privati di
55mila mq di costa e 988mila mq di specchio acqueo. Nel 2023, il Comune di
Fiumicino aveva addirittura inserito il progetto tra le opere essenziali per il
Giubileo, accelerando l’iter di approvazione della Valutazione di impatto
ambientale. Comitati cittadini, associazioni del litorale, collettivi, realtà e
singoli, riuniti nella rete Tavoli Del Porto, si sono organizzati, hanno
studiato le carte, e hanno presentato osservazioni critiche al ministero
dell’Ambiente. Nel novembre 2025, però, la Valutazione viene definitivamente
approvata. A gennaio 2026, allora, viene presentato il ricorso al TAR, che,
qualche settimana fa, ha dato ragione ai Tavoli del Porto, e a chi lotta in
difesa della costa, dei Bilancioni, della salute.
Il progetto, da 600 milioni di euro, prevedeva un porto turistico con circa
1.200 posti barca, una parte destinata a superyacht, megayacht e gigayacht, un
terminal per una nave da crociera, un hotel, aree commerciali, servizi per i
diportisti e cantieri nautici.
Erano previsti anche un hotel da 200 posti, 50 mini appartamenti e la
riconversione dei bilancioni in strutture ricreative e di ristorazione.
Pochi mesi dopo il sequestro dell’area di cantiere, nell’aprile 2013, per
costruire un’opposizione fisica all’oppressione che le speculazioni edilizie
rappresentano per Fiumicino, uno dei Bilancioni, una struttura caratteristica di
questa zona, una palafitta costruita sul mare, storicamente adibita alla pesca,
è stato occupato. L’occupazione del Bilancione, che è nata dall’esigenza di
riappropriazione fisica di uno spazio che era stato sottratto in nome del
profitto, ha dato l’impulso alla nascita del Collettivo NO Porto.
Negli anni, con iniziative continue, e grazie allo studio, all’impegno, alla
costanza delle persone che vi si organizzano, il porto di Fiumicino non è stato
più soltanto un porto: è diventato il simbolo della resistenza a un modello
imposto dall’alto di presunto sviluppo. Royal Caribbean non rappresenta solo il
turismo, ma un’idea di territorio snaturato e non sostenibile fatto di coste
privatizzate, economia estrattiva, concentrazione della ricchezza e
desertificazione ambientale e sociale. Per non parlare dei suoi legami con
Israele, con il mondo di Epstein e con l’economia di guerra sponsorizzata dal
gruppo israeliano Ofer.
Ascolta l’approfondimento con un compagno di Scienza Radicata, rete di
scienziatə e attivistə per la giustizia climatica che si occupa di monitoraggio,
rigenerazione, formazione ambientale e scienza partecipata, che ci dà
aggiornamenti sulla lotta contro la costruzione del porto crocieristico a
Fiumicino.
Sul finale, l’ennesima morte sul lavoro, di caldo, di un ragazzo molto giovane.
Citati nella puntata:
Scienza radicata – Pagina ig
Il Bilancione occupato – L’Almanacco de La Terra Trema – pagina fb
Porto di Fiumicino: il TAR smaschera il trucco di Royal Caribbean – Dinamopress
Chi semina porti raccoglie tempeste: il progetto crocieristico a Fiumicino –
Valori
Tag - Roma
Sui centri massaggi cinesi mancano dati a livello locale. A Roma IrpiMedia ne ha
mappati almeno cento. Il giro di prostituzione che celano passa per reclutamento
online, pagamenti con app e il sospetto di una rete fra i vari centri
L'articolo Schiavitù invisibili. Lo sfruttamento della prostituzione nei centri
massaggi cinesi a Roma proviene da IrpiMedia.
Collegamenti e interviste da Spin Time Labs, in via di Santa Croce a Roma. Dal
29 luglio, le 400 persone che abitano all’interno dell’occupazione si trovano in
strada in presidio permanente, dove nonostante il supporto della cittadinanza
solidale e di associazioni e collettivi, la situazione rimane emergenziale. Solo
nella sera del 3 agosto si è sbloccato il tavolo di trattativa tra il Comune di
Roma e la proprietà, per valutare l’acquisizione pubblica dell’immobile e la
regolarizzazione del progetto – ma le tempistiche per il rientro rimangono
incerte. Ne abbiamo parlato in diretta con la responsabile della comunicazione e
con alcune volontarie dello spazio di supporto logistico, dell’assistenza medica
e dell’area bimbu.
Grande partecipazione a Roma alle manifestazioni per il 25 aprile che quest’anno
non sono state molestate dalla presenza tossica dei sionisti della Brigata
ebraica .Ma non sono mancate le provocazioni, due iscritti all’Anpi , marito e
moglie, sono stati presi di mira con una pistola ad aria compressa . A sparare,
da uno scooterone chiaro, un uomo con con casco integrale nero e giubbotto di
foggia militare che si è fermato, ha estratto l’arma e ha premuto il grilletto.
L’uomo è stato colpito al collo e alla guancia, la moglie alla spalla. Sono
stati curati sul posto ma il clima si è incupito anche perchè a settembre
,proprio a piazza Schuster dove si è verificato l’episodio ,si ricorderanno i
venti anni dall’assassinio di Renato Biagietti ucciso a coltellate dai fascisti
a Focene ,sul litorale romano mentre rientrava da una dance hall.
Ne abbiamo parlato con una compagna di Roma
Dall’insediamento del governo Meloni, accanto agli sgomberi più discussi del
Leoncavallo e di Askatasuna, nella città di Roma si sono susseguiti sgomberi di
occupazioni a ritmo costante.
All’alba del 29 Gennaio, infatti, mentre veniva sgomberato lo Squat ZK di Ostia,
al sesto ponte del Laurentino L38 Squat riceveva tramite affissione un avviso
che fissa lo sgombero in 30 giorni.
Le lotte e le forme di resistenza quotidiane portate avanti negli anni insieme e
vicino alle persone che vivono quartieri nel mirino della speculazione e nei
quali la vita viene resa sempre più insostenibile dalle istituzioni, hanno reso
possibili relazioni attraverso le quali provare a resistere. Lo dimostra una
lettera scritta da abitanti del quartiere Laurentino 38, dopo un incendio
avvenuto in uno degli alloggi Ater dove non viene effettuata la manutenzione
degli impianti di riscaldamento: “Qui tra le fiamme si muore“.
[…] Ci vogliono isolati, sospettosi dell’altro e deboli, per poterci
controllare. Così i luoghi di incontro, le nostre piazzette, i nostri muretti e
i nostri vicini, diventano nemici da combattere, spazi da sgomberare, persone da
silenziare, comunità da perseguitare. […] Lo squat è casa nostra! Sono i vicini
a cui andiamo a bussare quando nessuno ci apre la porta. […] Quando lo squat
verrà sostituito dall’ennesimo cantiere che resterà incompiuto, tutti avremo
perso e la solitudine farà più paura della violenza.
La risposta a sgomberi e minacce quindi rilancia: “Occupiamo ancora, facciamo
piangere i ricchi e i politici”.
Il 14 Febbraio è prevista una street parade che attraverserà il quartiere del
Laurentino, per ritrovarsi sotto cassa e celebrare quelle relazioni grazie alle
quali si trova la forza di resistere.
Grazie al contributo di una compagna di L38Squat raccontiamo sulle libere
frequenze di Radio Blackout come si prova a resistere in questa periferia
romana.
Ascolta qui:
Nella zona a est di Roma aprono cantieri e locali, ma aumentano i prezzi delle
case. Il fenomeno sta ridisegnando il tessuto sociale, mentre la criminalità
continua a prosperare
L'articolo La nuova Centocelle: da periferia operaia a quartiere per pochi
proviene da IrpiMedia.
Nel cuore di Roma c’è un lago naturale, nato su un terreno privato, che è dalla
sua nascita al centro di una contesa fra i cittadini, che vorrebbero diventasse
un parco, e attori privati, che ne hanno finora impedito l’esproprio
L'articolo Il Lago Bullicante, un esproprio lungo trent’anni proviene da
IrpiMedia.
Nel quartiere romano di San Lorenzo, c’è uno studentato di lusso costruito da
una multinazionale olandese. Nato su un terreno pubblico, venduto a prezzo di
saldo, è il simbolo di una città che cambia sotto la spinta della finanza
immobiliare internazionale
L'articolo Il modello The Social Hub, laboratorio di speculazione travestita da
inclusione proviene da IrpiMedia.
Le elezioni presidenziali in Camerun vedono il presidente Paul Biya – in carica
dal 1982 – favorito. Se dovesse vincere anche queste elezioni, sarebbe il suo
ottavo mandato. Negli anni la repressione del governo Biya contro le opposizioni
è stata gradualmente acuita e la libertà di stampa drasticamente limitata. Il
governo autoritario, sostenuto dalla Francia, […]
La mobilitazione in solidarietà alla resistenza palestinese e allx attivistx
della Global Sumud Flottilla, dopo intense giornate di blocchi in tutta Italia,
ha portato Sabato 4 Ottobre per le strade di Roma circa un milione di persone.
In una città blindata e bloccata non sono mancate tensioni e momenti di scontro:
diverse centinaia le identificazioni […]