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Puntata del 10/02/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello delle mobilitazioni di lavoratrici e lavoratori dei grandi alberghi milanesi, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Mattia Scolari del sindacato Cub Milano. Infatti per il 6 febbraio, nel giorno di inaugurazione dei giochi olimpici invernali, era stato lanciato un presidio davanti alla sede di Federalberghi per denunciare il costante peggioramento delle condizioni di chi opera in questo settore, presidio che nonostante il divieto posto dalla questura per non turbare le celebrazioni per il passaggio della fiamma olimpica, ha avuto luogo comunque, seppure in un’ altra sede. La mobilitazione è parte di un percorso di lotta portato avanti dall’ unione di lavoratori ma anche di sigle sindacali, che rivelano l’enorme disparità tra i guadagni di chi lavora negli alberghi e di chi li gestisce, ma svelando anche un meccanismo di vero e proprio lavoro a cottimo! si parla infatti di pagamenti erogati in base alle camere d’albergo pulite. Di questo e delle tante contraddizioni portate dalla costante turistificazione delle città e di conseguenza anche dei lavori a disposizione, abbiamo parlato con il nostro intervistato. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di un capotreno dell’Assemblea Nazionale PdM/PdB (personale di macchina/personale di bordo) sul prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno dalle 21.00 del 27/02/2026 alle 20.59 del 28/02/2026. I temi caldi sono salute, sicurezza e giusta retribuzione: gli incidenti sul lavoro non danno tregua, le aggressioni al personale durante le ore di lavoro e non da ultimo gli aumenti salariali inesistenti. Durante l’intervista è stato sottolineato come la turnazione, la reperibilità e gli stessi orari lavorativi, cambiati da gli ultimi rinnovi contrattuali, hanno fatto tornare indietro l’orologio dei diritti di parecchi anni. Nel ricordare che l’assemblea PDM PDB “Siamo il gruppo auto-organizzato di Macchinisti e Capitreno delle FSI che rivendica un giusto rinnovo del CCNL e difendiamo la retrocessione dei nostri diritti” si rilancia alla partecipazione del prossimo sciopero che ha avuto il primo stop dalla commissione di garanzia: lo sciopero era stato organizzato e proclamato per il 20 gennaio 2026. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato quello delle ultime vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto il colosso Glovo, Lo abbiamo trattato in compagnia di un ex rider attivo nel collettivo Colpo di Torino. Non è la prima volta che queste piattaforme del food delivery finiscono alla sbarra in Italia, questa volta il PM Storari di Milano ha accusato l’azienda di caporalato e di sfruttamento del lavoro, e di avere creato un sistema di intimidazione e ricatto agita dall’algoritmo utilizzato dai riders, disponendo conseguentemente il commissariamento di Glovo. La vicenda ha sollevato un dibattito pubblico in cui c’è chi di base invoca la regolarizzazione di questi lavoratori, con contratti subordinati e che soprattutto dispongano di tutele per la salvaguardia e prevenzione della loro salute. Contenuti questi, anticipati da vincoli di adattamento a standard europei in materia di contratti di lavoro, proprio per i lavoratori delle piattaforme. Buon ascolto
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Binari di guerra
Cresce l’impegno nella logistica militare su rotaia. Dopo i lavori di potenziamento alle stazioni di Tombolo, Pontedera e Palmanova sono ai blocchi di partenza nuove opere a La Spezia marittima e Genova Sampierdarena. Si tratta di un progetto finanziato dall’UE nell’ambito dei corridoi di collegamento militare con l’Ucraina e la Moldavia. Nella fattispecie i progetti (con termine lavori previsto nel 2027) interessano l’infrastruttura degli scali di Genova Sampierdarena- Parco Fuori Muro e di La Spezia Marittima. Il finanziamento dell’Unione Europea (CEF) prevede 28.774.201,50 € erogati a RFI per lo scalo di Genova e 9.274.599,00 € erogati all’Autorità del sistema portuale del mar ligure orientale per lo scalo di La Spezia Marittima. Un fiume di soldi pubblici che, invece di essere utilizzati nel miglioramento della mobilità civile, nella sicurezza ferroviaria e nei contratti collettivi delle categorie del personale ferroviario (insieme a corpose e necessarie assunzioni), vengono spesi in obiettivi di morte, distruzione e miseria. Infatti la finalità dei lavori è collegare i porti liguri al corridoio Ten-T Reno-Alpino e al corridoio Mediterraneo/corridoio Scandinavo-Mediterraneo, aumentando la capacità dei binari per ricevere treni lunghi fino a 750 metri, nell’ambito del Regolamento (UE) 2024/1679 per il prolungamento dei quattro corridoi di trasporto europei della rete TEN-T verso l’Ucraina e la Moldova. È tuttavia la terminologia impiegata nelle schede di progetto che mostra la sistematicità agghiacciante con cui l’Europa ci sta portando sull’orlo della devastazione bellica: “le opere permetteranno un trasporto efficiente e continuo di personale militare, mezzi e forniture, garantendo la circolazione di treni lunghi 750 metri e ottimizzando la capacità della rete ferroviaria interna al porto. Ciò faciliterà il regolare movimento sia delle unità ferroviarie militari internazionali sia del trasporto merci commerciale, da e verso il porto di La Spezia (…) per il potenziale miglioramento del collegamento ferroviario dell’ultimo miglio verso il porto (..) il progetto assicurerà la prontezza difensiva del porto di La Spezia, (…) interventi nel porto strategico di Genova, in particolare nel bacino portuale di Sampierdarena, nell’area del Parco Fuori Muro garantendo così la circolazione di traffico a duplice uso, civile e militare”. Ne abbiamo parlato con Andrea Paolini di “Ferrovieri contro la guerra Ascolta la diretta:
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