Venerdì mattina un’altra ondata di perquisizioni domiciliari, 14 in diverse
parti d’Italia, ha colpito compagne e compagni per la manifestazione nazionale
del 31 gennaio contro lo sgombero di Askatasuna a Torino. Per quel corteo la
procura ha chiesto 19 misure cautelari, dal carcere all’obbligo di firma, che
non sono ancora in vigore: prima dovranno passare dall’interrogatorio di
garanzia. Le accuse vanno dalla resistenza aggravata alle lesioni a pubblico
ufficiale, fino al tentato omicidio, contestato per un fumogeno che avrebbe dato
fuoco a una camionetta con una guardia a bordo. Un tentativo di punire alcuni
per una giornata di rabbia popolare a cui hanno partecipato oltre 50mila
persone.
Intanto la procura di Torino riapre anche il processo Sovrano contro il
movimento No Tav, il Neruda e Askatasuna con l’accusa di associazione a
delinquere. Il 31 marzo l’ipotesi associativa era caduta, ma la procura ha fatto
appello: stamattina alle 9 presenza solidale in aula per la prima udienza dopo
la pausa estiva.
Ne abbiamo parlato con Martina di Askatasuna
Tag - Processo sovrano
Questa settimana si è tenuta la prima udienza dell’appello voluto dalla Procura
di Torino per impugnare la sentenza di primo grado che ha visto cadere il capo
di imputazione di associazione per delinquere nel processo nominato “Sovrano” ai
riguardi di Movimento No Tav e Askatasuna.
Ripercorriamo le tappe e le ipotesi accusatorie cadute con la prima fase
processuale e commentiamo la prima udienza che ha visto una rigidità da parte
della Corte che ha rifiutato di accogliere due richieste formulate dalla difesa
in ottica di garantire l’imparzialità del processo.
Comincia la fase dibattimentale che vedrà auditi due funzionari della Digos in
merito al tema dei riconoscimenti e di presunte intercettazioni non
sufficientemente considerate nel primo grado.
E’ fondamentale dunque riportare al centro la campagna di solidarietà che ha
accompagnato questo lungo e tortuoso processo nell’idea di un’ Associazione a
Resistere, con l’obiettivo di smascherare il tentativo della Procura torinese di
stigmatizzare un movimento come quello No Tav e chiunque si ponga il problema di
lottare e resistere in questa città.
Il 22 aprile ci sarà un primo momento della rinnovata campagna con il dibattito
previsto in occasione del Festival Altri Mondi Altri Modi in Vanchiglia con la
presenza di ZeroCalcare, momento in cui si tratterà il tema della repressione
dell’antifascismo militante a partire dalla solidarietà a Maja T. sino ad
arrivare alle vicende che riguardano il territorio nostrano.
La prossima udienza sarà il 18 maggio e si invita a una presenza di sostegno ai
25 imputat* del processo in aula maxi 2 alle ore 9.30.
Ne parliamo con Dana del Movimento No Tav
Qui il programma del festival
Riprediamo dal comunicato pubblicato questa mattina da vari collettivi
studenteschi in merito ai 4 arresti domiciliari e 4 obblighi di firma comminati
all’alba di questa mattina a 8 giovani attivisti che nella data del 9 Gennaio
hanno preso parte al corteo indetto per chiedere verità e giustizia per Ramy
Elgamil, ucciso dai carabinieri durante un […]