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Perquisizioni e richiesta misure cautelari per il corteo del 31 gennaio
Venerdì mattina un’altra ondata di perquisizioni domiciliari, 14 in diverse parti d’Italia, ha colpito compagne e compagni per la manifestazione nazionale del 31 gennaio contro lo sgombero di Askatasuna a Torino. Per quel corteo la procura ha chiesto 19 misure cautelari, dal carcere all’obbligo di firma, che non sono ancora in vigore: prima dovranno passare dall’interrogatorio di garanzia. Le accuse vanno dalla resistenza aggravata alle lesioni a pubblico ufficiale, fino al tentato omicidio, contestato per un fumogeno che avrebbe dato fuoco a una camionetta con una guardia a bordo. Un tentativo di punire alcuni per una giornata di rabbia popolare a cui hanno partecipato oltre 50mila persone. Intanto la procura di Torino riapre anche il processo Sovrano contro il movimento No Tav, il Neruda e Askatasuna con l’accusa di associazione a delinquere. Il 31 marzo l’ipotesi associativa era caduta, ma la procura ha fatto appello: stamattina alle 9 presenza solidale in aula per la prima udienza dopo la pausa estiva. Ne abbiamo parlato con Martina di Askatasuna
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PERQUISIZIONI AI CARC TRA NAPOLI E FIRENZE. ACCUSE DI TERRORISMO E “BRIGATE ROSSE”.
All’alba del 21 aprile 2026, la Procura di Napoli ha disposto una serie di perquisizioni nei confronti di sei militanti del Partito dei CARC, tra Napoli e Firenze. Tra le persone coinvolte figurano anche dirigenti e membri della direzione nazionale del partito. Secondo quanto riportato nel decreto di perquisizione, le ipotesi di reato formulate dalla Procura riguardano la presunta costituzione di un’organizzazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, ai sensi dell’articolo 270-bis del codice penale. In particolare, agli indagati viene contestato di aver promosso o organizzato un’associazione che si richiamerebbe, nei contenuti e nelle finalità, all’esperienza delle Brigate Rosse e delle Nuove Brigate Rosse. Nel provvedimento si fa inoltre riferimento all’aggravante di aver coinvolto, nelle attività contestate, anche un minorenne. Una seconda ipotesi di reato riguarda invece l’apologia di terrorismo, richiamando gli articoli 110 e 414 del codice penale. In un comunicato diffuso dopo le perquisizioni, il Partito dei CARC contesta duramente l’impianto accusatorio, definendolo una costruzione pretestuosa. “Prima di procedere con le valutazioni politiche invitiamo gli interessati a leggere il mandato di perquisizione che riassume il teorema della Procura di Napoli, perché è istruttivo, da manuale, su come si costruisce una montatura. No, non è solo “ridicolo”, è soprattutto pretestuoso, strumentale e criminogeno, nel senso che inquadra nel novero dei reati anche condotte del tutto “normali”, come esprimere una visione politica per quanto essa possa essere, agli occhi di alcuni, scomoda, estremista e persino sbagliata. Una condotta tanto normale da essere sancita dalla Costituzione, nell’articolo 21”. Ne parliamo con Andrea del partito dei CARC, sezione Torino:
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Perquisizioni a Brescia dopo lo sciopero generale del 22
All’alba delle giornate di domenica 28 settembre 2025, agenti della Digos della Questura di Brescia si sono presentati a casa di alcuni giovani studentx, delle scuole superiori e universitarix, per effettuare perquisizioni per lo sciopero generale “Blocchiamo tutto” del 22 settembre. Anche oggi, lunedì mattina, ci sono state altre perquisizioni in città, che hanno preso […]
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