di Dario Morgante* Nuove foto, video e testimonianze mettono in discussione la
versione dell’agente ferito durante il corteo del 31 gennaio a Torino. Una
sequenza di pochi secondi diventata il …
Tag - Askatasuna
Dagli spazi sociali ai territori: Napoli alza la testa. 5mila persone in piazza
contro sgomberi e militarizzazione, per reddito, casa, servizi pubblici e
solidarietà con Palestina e Kurdistan. il comunicato …
di Haidi Gaggio Giuliani Lettera aperta di Haidi Giuliani: dissenso,
repressione, democrazia “La storia si ripete sempre due volte: la prima come
tragedia, la seconda come farsa”, scriveva Marx nel …
di Turi Palidda* Le polizie del governo neofascista fra brutalità, “gioco del
disordine” e divisione fra “sovversivi” e pacifici grazie all’assist del sindaco
PD Per cercare di capire al meglio …
Torino, Askatasuna, pacchetto sicurezza: non cronaca, ma prova generale. Una
riflessione per uscire dalla contabilità morale sugli scontri e guardare la
macchina sicuritaria: legge, repressione, nemico interno. Tre parole chiave …
di Sergio Fontegher Bologna* Torino è l’epicentro del collasso industriale, del
declino dell’informazione e dell’avanzata reazionaria. Dentro questo vuoto, la
spinta per la Palestina e la difesa di Askatasuna avevano …
A partire dal corteo del 31 Gennaio, al di là della complessità ed eterogeneità
delle 60.000 persone scese in piazza il dibattito si sta polarizzando a partire
da un singolo episodio : un poliziotto che, dopo essersi allontanato in
autonomia per rincorrere due manifestanti per colpirli con il manganello, è
stato accerchiato da altri manifestanti, sopraggiunti in soccorso, che lo hanno
picchiato.
La narrazione di queste immagini, i cui attimi antecedenti vengono
complesificati dalla testimonianza di Rita Rapisardi, viene costruita dai mezzi
di stampa mainstream allo scopo di strumentalizzare l’espressione del dissenso
per far appovare l’ennesimo pacchetto sicurezza.
La militarizzazione del quartiere di Vanchiglia, con le sue scuole chiuse
tramite circolare, ben rappresenta il clima di violenza strutturale in cui
invece queste immagini andrebbero contestualizzate: dalla risposta popolare ad
uno sgombero di un centro sociale, ennesimo simbolo del restringimento dello
spazio di socialità e politica popolare e dal basso, alla tensione sociale
dovuta alla violenza di stato che ha supportato il genocidio in palestina, la
detenzione e uccisioni sulle frontiere, le morti sul lavoro, esemplificata nel
governo attuale che per i suoi orizzonti di guerra, soffoca la popolazione e ne
reprime il dissenso.
Ne parliamo con la giornalista freelance Rita Rapisardi, che il 31 stava
seguendo il corteo per il manifesto:
I tre giovani arrestati a Torino tornano liberi: crolla l’allarme costruito,
mentre lo Stato rilancia la caccia al dissenso La montagna repressiva partorisce
topolini giudiziari. Dopo giorni di titoli urlati, …
Torino come pretesto: repressione preventiva, giustizia piegata e campo libero
alle violenze poliziesche Si è scatenata la caccia. La destra, sostenuta e
incitata dai media, sta usando gli incidenti di …
Dalla propaganda dell’emergenza sicurezza alla criminalizzazione della piazza:
cronaca e retroscena di una gestione autoritaria annunciata Dopo aver gonfiato
quanto accaduto a Torino oltre ogni limite – fino a evocare …