Nonostante il passaggio del ciclone Harry non sia più una notizia rilevante per
i media mainstream, in Sicilia e in tutto il sud Italia le conseguenze sono
ancora evidenti e il maltempo persiste ancora. A colpire non è stato solo
l’evento climatico in sé, ma un sistema che di fronte al disastro continua a
invisibilizzare alcuni territori solo perchè meno produttivi lasciando intere
comunità senza risposte adeguate.
Per ulteriori informazioni sull’evento di Venerdì 27 febbraio al Neruda di
intervento, confronto e di benefit per i territori colpiti dal ciclone, clicca
qui.
Con Carlotta dell’Assemblea Terrona Transfemminista facciamo un quadro della
situazione post ciclone sia su un piano materiale che politico:
Tag - niscemi
Il Movimento No Muos ha lanciato una manifestazione in solidarietà con la
popolazione niscemese. Di seguito alcuni stralci del comunicato di indizione:
“Siamo prima di tutto solidali con le persone colpite dalla frana, con chi è
stato evacuato, con chi ha perso sicurezza, stabilità, serenità.
Siamo solidali con una comunità che da anni vive dentro una condizione di
esposizione permanente al rischio.
Non arriviamo a Niscemi per fare passerelle.
Non arriviamo protetti da cordoni di polizia.
Non arriviamo per parlare al posto di qualcuno.
Siamo a Niscemi perché siamo parte di questa storia.
Siamo a casa nostra.
Siamo in mezzo alla nostra gente.
Siamo con le compagne e i compagni di Niscemi.
Quello che è accaduto non è una fatalità.
Non è solo “maltempo”.
È il prodotto di decenni di abbandono, di assenza di pianificazione, di
manutenzioni episodiche, di opere emergenziali che sostituiscono la prevenzione.
È il prodotto di un modello che considera alcuni territori sacrificabili.
A Niscemi questo modello si vede in modo lampante:
mentre il territorio civile viene lasciato senza infrastrutture adeguate, senza
messa in sicurezza strutturale, senza servizi, continua e si rafforza una delle
più grandi installazioni militari statunitensi presenti in Italia.”
Appuntamento in largo Mascione alle 10
Ne abbiamo parlato con Antonio Rampolla del Movimento No Muos
Ascolta la diretta:
La frana tornata attiva con le piogge torrenziali di questi giorni aveva già
portato a crolli ed evacuazioni nel 1997, quasi vent’anni fa.
Oggi nuovi crolli e nuovi sfollati sono il segno delle responsabilità politiche
di chi ha puntato sulla militarizzazione di un territorio, abbandonato
all’incuria.
Mentre le case cadono una dopo l’altra come castelli di carta nella sughereta di
Niscemi svettano le mega antenne del Muos che forniscono dati per le guerre
planetarie.
Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo
Ascolta la diretta: