Nonostante il governo italiano continui a dichiarare che l’Italia “non sia in
guerra” e che non sia stata concessa alcuna autorizzazione per un uso operativo
delle basi statunitensi sul territorio nazionale, le notizie che emergono in
questi giorni sollevano più di una domanda.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito pubblicamente che l’Italia
non partecipa ad azioni militari contro l’Iran e che ogni utilizzo delle basi
USA in Italia avverrebbe nel rispetto degli accordi bilaterali. Sulla stessa
linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha escluso un coinvolgimento
diretto del nostro Paese in operazioni belliche.
Eppure, come riporta Africa Express nell’articolo “Anche un drone americano
partito da Sigonella all’assalto dell’Iran” dell’attivista no war Antonio Mazzeo
un drone statunitense è decollato dalla base di Naval Air Station Sigonella con
direzione Iran, inserendosi nel dispositivo militare dell’attacco. Un fatto che
indicherebbe un coinvolgimento logistico e operativo dell’Italia ben oltre la
semplice “ospitalità” delle strutture.
E non c’è solo il tema delle basi. C’è anche la presenza di personale militare
italiano nelle installazioni del Golfo, comprese quelle in Kuwait recentemente
finite nel mirino delle tensioni regionali.
Dunque: l’Italia è davvero fuori dalla guerra?
Ne parliamo in questa puntata con Antonio Mazzeo, per capire cosa sta accadendo,
quali responsabilità politiche emergono e quale sia il reale margine di
controllo del governo italiano sulle basi militari presenti nel Paese: