Nella puntata di Radio Carretta Carretta del 22/4 abbiamo cercato di osservare
l’intreccio tra pornografia e potere.
Iniziamo con un excursus storico sulla nascita della pornografia intesa come
tale, dato che per molto tempo la sessualità e i corpi non sono stati banditi.
Dal XV secolo l’ideologia capitalista inizia ad affermarsi col suo portato
repressivo: la famiglia riproduttiva diviene il punto cardine della società, il
resto dei rapporti e della sessualità viene bandita. Da allora e per tutti i
secoli a seguire l’uso della pornografia e dell’oscenità saranno usate come armi
di critica con conseguente censura e repressione. Ne parliamo con Big Jim (
Penny·Kella)
Le nuove misure di Age Identification portano ad un balzo in avanti del sistema
di riconoscimento individuale. I siti pornografici sono il grimaldello per
procedere con la schedatura dell’individuo da parte dello Stato. Non solo,
intelligenza artificiale e nuove tecnologie applicate alla sessualità e al porno
schiudono nuove derive di controllo sui comportamenti, poichè la pornografia
assoggettata al capitale diviene biopotere. ne parliamo con Cybele (Bello come
una prigione che brucia)
Qualche consiglio sull’evirazione casalinga tratto dall’opuscolo Speed Damon
pubblicato a Milano a inizio secondo millennio, con il prof Sbrokko (Malormone)
Dialogo tra il Marchese De Sade e Jeff Epstein su sesso e potere
Radio Xxx, radiodramma ad opera delle Produzioni Nessun Rimborso. Un reality on
air a colpi di perversioni e facezie
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La fantascienza è stata tra gli stili narrativi quello che più di tutti ha
cercato di sondare e anticipare il futuro, ma oggi che l’apocalisse la viviamo
nel quotidiano anche questo genere letterario vive un rinnovamento sperimentale.
L’apocalisse sembra il continium del presente con l’accentuarsi delle fratture
prodotte dal dominio capitalista: gli stravolgimenti climatici, il divario di
classe, la sacrificabilità di esseri e ambienti, e molte altre tragiche
prospettive.
Fenditure nell’ambiente che si ritrovano nel tessuto sociale dove l’adattabilità
a questo mondo invivibile si traduce in alienazione, guerra di tutti contro
tutti, individualismo e disinteresse.
Eppure immaginarsi il futuro significa anche immaginarsi delle resistenze o,
ancor meglio, dei radicali cambiamenti, perchè l’apocalissi non è una fine ma
anche un nuovo inizio.
Ne parliamo con Davide e Stefania autor di due racconti pubblicati su Apocalipse
Tomorrow (Agenzia X, 2026)
Apocalypse tomorrow | AgenziaX
L’Occitania è una “nazione tipicamente colonizzata”. I suoi territori sono da
sempre preda dell’industria estrattiva pronta a estrarre e privatizzare risorse
come acqua o uranio. é un territorio frammentato dalla divisione in confini
degli Stati-nazione, con la rispettiva perdita di cultura, lingua, rapporti
comunitari. Ma è anche un territorio difficile, dove in molti sono espatriati
cercando fortuna altrove, ma trovando spesso razzismo e galera, ma anche reti
internazionaliste e gruppi ribelli. é il caso di Platanò andato a Tolone per
trovar fortuna come operaio portuale e trovatosi prima nelle lotte
anti-militariste e poi affiliato alla Banda Bonnot, per poi morire durante una
fuga, probabilmente per mano amica. Sorte comune a Menelik, partigiano-bandito
della prima ora, espropriatore d’assalto non inquadrabile nelle forze partigiane
ufficiali e probabilmente ucciso dalle stesse. Queste e altre storie ci racconta
Lele Odiardo sulle pagine di Nunatak (nunatak.noblogs.org) o nei libri
autoprodotti come “Sempre primi nelle imprese più arrischiate” (Untitled
Document), in una ricerca che riprende, non solo storie locali, ma un periodo di
resistenza armata che va dal primo dopoguerra con l’esperienza degli Arditi del
Popolo alle bande partigiane passando per la guerra in Spagna.
in questa lunga chiacchierata conosciamo i “segreti” dello storico indipendente
e come si muove nella sua ricerca, tra veline poliziesche, archivi ecclesiastici
e racconti orali.