Dialogo con Collettivo Trickster sul capitalismo magico. Come i nuovi strumenti
digitali sono riusciti a ri-creare una forma stregonesca di controllo e
manipolazione, ma anche a porsi come mito e pietra filosofale. Incontro tenutosi
il 3 giugno in piazza Borgo Dora. Purtroppo gli interventi e le domande non sono
state registrate e per migliorare l’ascolto sono state tagliate.
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presentazione del libro “città in guerra – appunti di geopolitica urbana” con
l’autore Francesco Chiodelli.
La guerra combattuta sui confini e la resistenza nella giungla o nel deserto
sono scenari ormai lontani da quel che è il teatro dei conflitti odierni. Le
città sono lo spazio dove eserciti regolari, milizie e altri attori si
scontrano, dove si avanza metro per metro, isolato per isolato. Uno spazio,
quello della città, che ha modificato la dinamica dello scontro da orizzontale a
verticale, in uno scenario fatto di palazzi, cunicoli, tunnel e feritoie tra i
muri. A questi nuovi scenari gli eserciti si adattano con un portato di
tecnologia elevatissimo, armi e strumenti che vengono poi riadattati alla vita
civile, sottoforma di prodotti di consumo o strumenti di controllo. Perchè nel
conflitto perpetuo e globale che stiamo vivendo la guerra si gioca anche in
casa: la militarizzazione delle città e della società è un processo decennale
che usa i grimaldelli della sicurezza e del decoro per apporre nuovi paradigmi
di controllo.
La rivista Prometeo vide la luce nel 1924 come organo della Partito Comunista
D’Italia, ma dopo diverse vicessitudini trovò sede a Bruxelles dove venne
pubblicata dal 1928 al ’35 raccogliendo riflessioni politiche, dibattiti di
partito, ma soprattutto lettere e aggiornamento di tanti italiani all’estero che
raccontavano le vicende e le lotte in Francia, Stati Uniti e diversi paesi
d’Europa dove i fuoriusciti del fascismo trovarono possibilità di ricostruirsi
una vita.
Dino Erba nel suo libro “Prometeo ribelle e violento – violenza individuale e
violenza di massa nella lotta politica ” attraverso gli articoli apparsi su
Prometeo, offre un’analisi dello scontro tra classi nella sua evoluzione
storica: dagli attentati rinascimentali alla vendetta individuale di inizio
secolo fino alle mobilitazioni di massa durante il ventennio fascista. Per
focalizzarsi infine sull’incendio del Reichstag e sulla guerra civile spagnola.
Nel testo si trovano le rivendicazioni di uccisioni, attentati, sommosse e
manifestazioni che interessarono i proletari di tutta europa contro gli sgherri
e i dominanti, lottando contro la repressione, le spie, ma anche le forze
rivoluzionarie legate al Centrismo russo.
Efesto scopre grazie ad Helios il tradimento di sua moglie Afrodite con Ares, il
dio della Guerra. Intrappolati nella rete da lui stesso forgiata li porta
davanti al tribunale degli Dei per avere giustizia, ma riceverà solo derisione e
una notizia sconvolgente, presto sarà padre. Ma il figlio di chi è?
“scusatemi l’interruzione – diario di un aborto molto volontario” è il
nuovissimo spettacolo della compagnia Anomalia Teatro. Una piéce volta a
sdoganare il tema dell’aborto attraverso un dialogo serrato tra due donne che,
confrontandosi sul tema, si scoprono amiche. Al debutto al Laboratorio Malaerba
il 15 maggio. Ne parliamo con Debora autrice e attrice
Questo è uno spettacolo che parla di aborto.
O meglio, è uno spettacolo su come fare uno spettacolo che parla di aborto.
Un racconto volutamente frammentato in cui le fila dell’esperienza si
intrecciano, ingarbugliano e lasciano andare tra lunghi rimuginare, palloncini
argentati e spoken word.
Scusatemi l’interruzione è intreccio di ricordi sul difficile percorso che siamo
costrette ad attraversare se decidiamo di interrompere una gravidanza. Un
riflettere sulle aspettative che si appicciano ai corpi da quando iniziamo ad
avere il sospetto che le nostre mestruazioni non siano lì dove dovrebbero.
E’ l’incontro di due donne che vogliono raccontare la stessa storia ma non sanno
da che parte cominciare, non sanno quale siano le parole che possono usare e
condividere, non sanno se vogliono arrabbiarsi, piangere o ridere di gusto.
Un percorso per capire come stiamo, come siamo state e come vogliamo stare.
Forse, Scusatemi l’interruzione, è, più di ogni altra cosa, uno spettacolo
sull’amicizia, un atto di amore per tutte le persone che ci sono vicine e che ci
siedono accanto
In mezzo a tutto questo rumore.
presentiamo la giornata del 10 maggio alla Cascina Bert n”Resistenza, Coesione e
Liberazione” a cura di No.Ra (Campagna NORA | contro la produzione di razze
canine)
qui il programma: Gancio – “RESISTENZA, COESISTENZA E LIBERAZIONE” per costruire
un altro modo di vivere la relazione tra specie e demolire ogni forma di
sfruttamento animale.
un approfondimento sempre su razzismo animale andato in onda su Radio Blackout:
no plp4! contro la legge ENCI
Radio XxX è un radiospettacolo a firma Produzioni Nessun Rimborso. Un reality on
air all’interno di un emittente radiofonica dove tra una trasmissione e le
redazioni si alternano perversioni, mortificazioni, commenti piccanti.
Nella puntata di Radio Carretta Carretta del 22/4 abbiamo cercato di osservare
l’intreccio tra pornografia e potere.
Iniziamo con un excursus storico sulla nascita della pornografia intesa come
tale, dato che per molto tempo la sessualità e i corpi non sono stati banditi.
Dal XV secolo l’ideologia capitalista inizia ad affermarsi col suo portato
repressivo: la famiglia riproduttiva diviene il punto cardine della società, il
resto dei rapporti e della sessualità viene bandita. Da allora e per tutti i
secoli a seguire l’uso della pornografia e dell’oscenità saranno usate come armi
di critica con conseguente censura e repressione. Ne parliamo con Big Jim (
Penny·Kella)
Le nuove misure di Age Identification portano ad un balzo in avanti del sistema
di riconoscimento individuale. I siti pornografici sono il grimaldello per
procedere con la schedatura dell’individuo da parte dello Stato. Non solo,
intelligenza artificiale e nuove tecnologie applicate alla sessualità e al porno
schiudono nuove derive di controllo sui comportamenti, poichè la pornografia
assoggettata al capitale diviene biopotere. ne parliamo con Cybele (Bello come
una prigione che brucia)
Qualche consiglio sull’evirazione casalinga tratto dall’opuscolo Speed Damon
pubblicato a Milano a inizio secondo millennio, con il prof Sbrokko (Malormone)
Dialogo tra il Marchese De Sade e Jeff Epstein su sesso e potere
Radio Xxx, radiodramma ad opera delle Produzioni Nessun Rimborso. Un reality on
air a colpi di perversioni e facezie
La fantascienza è stata tra gli stili narrativi quello che più di tutti ha
cercato di sondare e anticipare il futuro, ma oggi che l’apocalisse la viviamo
nel quotidiano anche questo genere letterario vive un rinnovamento sperimentale.
L’apocalisse sembra il continium del presente con l’accentuarsi delle fratture
prodotte dal dominio capitalista: gli stravolgimenti climatici, il divario di
classe, la sacrificabilità di esseri e ambienti, e molte altre tragiche
prospettive.
Fenditure nell’ambiente che si ritrovano nel tessuto sociale dove l’adattabilità
a questo mondo invivibile si traduce in alienazione, guerra di tutti contro
tutti, individualismo e disinteresse.
Eppure immaginarsi il futuro significa anche immaginarsi delle resistenze o,
ancor meglio, dei radicali cambiamenti, perchè l’apocalissi non è una fine ma
anche un nuovo inizio.
Ne parliamo con Davide e Stefania autor di due racconti pubblicati su Apocalipse
Tomorrow (Agenzia X, 2026)
Apocalypse tomorrow | AgenziaX
L’Occitania è una “nazione tipicamente colonizzata”. I suoi territori sono da
sempre preda dell’industria estrattiva pronta a estrarre e privatizzare risorse
come acqua o uranio. é un territorio frammentato dalla divisione in confini
degli Stati-nazione, con la rispettiva perdita di cultura, lingua, rapporti
comunitari. Ma è anche un territorio difficile, dove in molti sono espatriati
cercando fortuna altrove, ma trovando spesso razzismo e galera, ma anche reti
internazionaliste e gruppi ribelli. é il caso di Platanò andato a Tolone per
trovar fortuna come operaio portuale e trovatosi prima nelle lotte
anti-militariste e poi affiliato alla Banda Bonnot, per poi morire durante una
fuga, probabilmente per mano amica. Sorte comune a Menelik, partigiano-bandito
della prima ora, espropriatore d’assalto non inquadrabile nelle forze partigiane
ufficiali e probabilmente ucciso dalle stesse. Queste e altre storie ci racconta
Lele Odiardo sulle pagine di Nunatak (nunatak.noblogs.org) o nei libri
autoprodotti come “Sempre primi nelle imprese più arrischiate” (Untitled
Document), in una ricerca che riprende, non solo storie locali, ma un periodo di
resistenza armata che va dal primo dopoguerra con l’esperienza degli Arditi del
Popolo alle bande partigiane passando per la guerra in Spagna.
in questa lunga chiacchierata conosciamo i “segreti” dello storico indipendente
e come si muove nella sua ricerca, tra veline poliziesche, archivi ecclesiastici
e racconti orali.