“scusatemi l’interruzione – diario di un aborto molto volontario” è il
nuovissimo spettacolo della compagnia Anomalia Teatro. Una piéce volta a
sdoganare il tema dell’aborto attraverso un dialogo serrato tra due donne che,
confrontandosi sul tema, si scoprono amiche. Al debutto al Laboratorio Malaerba
il 15 maggio. Ne parliamo con Debora autrice e attrice
Questo è uno spettacolo che parla di aborto.
O meglio, è uno spettacolo su come fare uno spettacolo che parla di aborto.
Un racconto volutamente frammentato in cui le fila dell’esperienza si
intrecciano, ingarbugliano e lasciano andare tra lunghi rimuginare, palloncini
argentati e spoken word.
Scusatemi l’interruzione è intreccio di ricordi sul difficile percorso che siamo
costrette ad attraversare se decidiamo di interrompere una gravidanza. Un
riflettere sulle aspettative che si appicciano ai corpi da quando iniziamo ad
avere il sospetto che le nostre mestruazioni non siano lì dove dovrebbero.
E’ l’incontro di due donne che vogliono raccontare la stessa storia ma non sanno
da che parte cominciare, non sanno quale siano le parole che possono usare e
condividere, non sanno se vogliono arrabbiarsi, piangere o ridere di gusto.
Un percorso per capire come stiamo, come siamo state e come vogliamo stare.
Forse, Scusatemi l’interruzione, è, più di ogni altra cosa, uno spettacolo
sull’amicizia, un atto di amore per tutte le persone che ci sono vicine e che ci
siedono accanto
In mezzo a tutto questo rumore.
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presentiamo la giornata del 10 maggio alla Cascina Bert n”Resistenza, Coesione e
Liberazione” a cura di No.Ra (Campagna NORA | contro la produzione di razze
canine)
qui il programma: Gancio – “RESISTENZA, COESISTENZA E LIBERAZIONE” per costruire
un altro modo di vivere la relazione tra specie e demolire ogni forma di
sfruttamento animale.
un approfondimento sempre su razzismo animale andato in onda su Radio Blackout:
no plp4! contro la legge ENCI
Radio XxX è un radiospettacolo a firma Produzioni Nessun Rimborso. Un reality on
air all’interno di un emittente radiofonica dove tra una trasmissione e le
redazioni si alternano perversioni, mortificazioni, commenti piccanti.
Nella puntata di Radio Carretta Carretta del 22/4 abbiamo cercato di osservare
l’intreccio tra pornografia e potere.
Iniziamo con un excursus storico sulla nascita della pornografia intesa come
tale, dato che per molto tempo la sessualità e i corpi non sono stati banditi.
Dal XV secolo l’ideologia capitalista inizia ad affermarsi col suo portato
repressivo: la famiglia riproduttiva diviene il punto cardine della società, il
resto dei rapporti e della sessualità viene bandita. Da allora e per tutti i
secoli a seguire l’uso della pornografia e dell’oscenità saranno usate come armi
di critica con conseguente censura e repressione. Ne parliamo con Big Jim (
Penny·Kella)
Le nuove misure di Age Identification portano ad un balzo in avanti del sistema
di riconoscimento individuale. I siti pornografici sono il grimaldello per
procedere con la schedatura dell’individuo da parte dello Stato. Non solo,
intelligenza artificiale e nuove tecnologie applicate alla sessualità e al porno
schiudono nuove derive di controllo sui comportamenti, poichè la pornografia
assoggettata al capitale diviene biopotere. ne parliamo con Cybele (Bello come
una prigione che brucia)
Qualche consiglio sull’evirazione casalinga tratto dall’opuscolo Speed Damon
pubblicato a Milano a inizio secondo millennio, con il prof Sbrokko (Malormone)
Dialogo tra il Marchese De Sade e Jeff Epstein su sesso e potere
Radio Xxx, radiodramma ad opera delle Produzioni Nessun Rimborso. Un reality on
air a colpi di perversioni e facezie
La fantascienza è stata tra gli stili narrativi quello che più di tutti ha
cercato di sondare e anticipare il futuro, ma oggi che l’apocalisse la viviamo
nel quotidiano anche questo genere letterario vive un rinnovamento sperimentale.
L’apocalisse sembra il continium del presente con l’accentuarsi delle fratture
prodotte dal dominio capitalista: gli stravolgimenti climatici, il divario di
classe, la sacrificabilità di esseri e ambienti, e molte altre tragiche
prospettive.
Fenditure nell’ambiente che si ritrovano nel tessuto sociale dove l’adattabilità
a questo mondo invivibile si traduce in alienazione, guerra di tutti contro
tutti, individualismo e disinteresse.
Eppure immaginarsi il futuro significa anche immaginarsi delle resistenze o,
ancor meglio, dei radicali cambiamenti, perchè l’apocalissi non è una fine ma
anche un nuovo inizio.
Ne parliamo con Davide e Stefania autor di due racconti pubblicati su Apocalipse
Tomorrow (Agenzia X, 2026)
Apocalypse tomorrow | AgenziaX
L’Occitania è una “nazione tipicamente colonizzata”. I suoi territori sono da
sempre preda dell’industria estrattiva pronta a estrarre e privatizzare risorse
come acqua o uranio. é un territorio frammentato dalla divisione in confini
degli Stati-nazione, con la rispettiva perdita di cultura, lingua, rapporti
comunitari. Ma è anche un territorio difficile, dove in molti sono espatriati
cercando fortuna altrove, ma trovando spesso razzismo e galera, ma anche reti
internazionaliste e gruppi ribelli. é il caso di Platanò andato a Tolone per
trovar fortuna come operaio portuale e trovatosi prima nelle lotte
anti-militariste e poi affiliato alla Banda Bonnot, per poi morire durante una
fuga, probabilmente per mano amica. Sorte comune a Menelik, partigiano-bandito
della prima ora, espropriatore d’assalto non inquadrabile nelle forze partigiane
ufficiali e probabilmente ucciso dalle stesse. Queste e altre storie ci racconta
Lele Odiardo sulle pagine di Nunatak (nunatak.noblogs.org) o nei libri
autoprodotti come “Sempre primi nelle imprese più arrischiate” (Untitled
Document), in una ricerca che riprende, non solo storie locali, ma un periodo di
resistenza armata che va dal primo dopoguerra con l’esperienza degli Arditi del
Popolo alle bande partigiane passando per la guerra in Spagna.
in questa lunga chiacchierata conosciamo i “segreti” dello storico indipendente
e come si muove nella sua ricerca, tra veline poliziesche, archivi ecclesiastici
e racconti orali.
Libero e Ribelle è un radioracconto che riprende la storia dell’omicidio di Dax
per mano fascista il 16 marzo 2003. Ma è anche la storia di un gruppo di giovani
di periferia che vive l’underground milanese, i centri sociali e le lotte nei
quartieri popolari. Racconta le vite e i codici della strada di inizio 2000 nel
tentativo di tenere unito un tessuto sociale portato alla concorrenza, alla
violenza e all’alienazione.
Un racconto che è memoria dal basso, che ci ricorda chi sono e che ruolo hanno
fascisti e polizia nei quartieri, ma anche che lottare e opporsi è una strada
possibile solo attraverso i nostri corpi e i nostri desideri.
Ne parliamo con Pietro che ha curato il progetto audio (Dax Resiste – Da 20 anni
le nostre radici per sempre la nostra stella)
la legge Plp4 presentata dalla Lega e ora al vaglio in Senato è una normativa
che obbliga i/le possessori/ci di cani meticci incrociati con 26 razze
classificate come “pericolose” a sottostare a un patentino (CAE1) rilasciato
dall’ENCI, un ente privato che si arroga la pretesa di classificare il mondo
canino in base a presupposti eugenetici.
Una legge razzista in cui i cani sono costretti ad adattarsi al modello
comportamentale imposto dall’ENCI o verranno reclusi, offrendo lauti guadagni al
mondo del pet, dei mangimi, della veterinaria e della farmaceutica.
Ne parliamo con Davide del comitato NOPLP4, per maggiori info:
Home | Noplp4
Campagna NORA | contro la produzione di razze canine
Questa puntata è stata fatta in strada con il progetto “Radio Carretta
Carretta”, la qualità dell’audio a volte viene un po meno.
A giugno 2026 entrerà in vigore il nuovo Patto Europeo su Migrazione e Asilo che
attraverso nuove tecnologie e la ufficializzazione di pratiche finora “illegali”
ma usate da tutti i paesi, rende i confini europei ancor più sorvegliati. Nuovi
sistemi di riconoscimento e raccolta dati dei migranti, respingimenti e
deportazioni più veloci, allungamenti della reclusione nei cpr, queste alcune
delle “novità” inserite nel patto. Ma questi strumenti, seppur sempre più
tecnologici e raffinati, sono sempre stati presenti e ogni Stato li ha
utilizzati a più riprese contro i “nemici” del momento, dai delinquenti comuni
ai briganti fino ai detenuti politici. Il ruolo delle colonie interne ed esterne
è stato fondamentale per la delocalizzazione della detenzione amministrativa,
per il processo di colonizzazione e per la creazione dell’idea di uno Stato
forte e intransigente. Una chiacchiera a due voci
Questa puntata è stata fatta in strada con il progetto “Radio Carretta
Carretta”, la qualità dell’audio a volte viene un po meno.
Nella prima diretta presentiamo la casa editrice Fuochi d’Inverno, nata dalla
collaborazione epistolare di due compagni colpiti dalla repressione. Una casa
editrice che valica i muri detentivi e che attraverso le parole cerca di evadere
anche dal “razionale” proponendo storie di resistenza e ribellione in cui il
sogno e l’impossibile diventano armi
https://ilrovescio.info/2026/02/03/e-uscito-larpione-sogno-di-un-inuk-pescatore-di-groenlandia-di-iqallijuq-nuummi-edizioni-fuochi-dinverno/
https://radioblackout.org/podcast/storia-di-un-gabbiano
L’esperienza del Colporteurs nel XVIII secolo. Venditori ambulanti di libri che
partendo dalle Alpi hanno distribuito libri in tutto il mondo fomentando, a
proprio modo, quel che è stato rinominato il Secolo dei Lumi. Un lavoro
stagionale che si fondava su una fitta rete familiare e di conoscenze, un lavoro
ecologicamente adatto al mondo della montagna. Ne parliamo con Dami autore
dell’articolo “Spacciatori di carta. I colporteurs e il mercato ambulante del
libro, dalle Alpi al mondo intero” uscito sul Nunatak n.79
(https://nunatak.noblogs.org/post/2026/02/16/nunatak-n-79-inverno-2025-26/)