Tratto dall’omonimo spettacolo teatrale del 1972 di Loriano Macchiavelli per il
Gruppo Teatrale Viaggiante, il radio-dramma “voglio dirvi di un popolo che sfida
la morte…” da voce ai palestinesi e svela i tentativi della loro eliminazione
totale da parte di Israele. Il testo, crudo e toccante, tocca i vari aspetti
della repressione: dall’insulto alla burocrazia fino alla morte, ma insiste sul
desiderio di vendetta e resistenza del popolo palestinese.
Ne parliamo con Roberto Benatti che ha curato il progetto radiofonico.
Per maggiori info:
https://www.loriano-macchiavelli.it/teatro/1972-2-voglio-dirvi-di-un-popolo/
Per scaricare il testo dello spettacolo:
https://www.loriano-macchiavelli.it/it/wp-content/uploads/voglio.pdf
L’intervista a Roberto
Il radiodramma “voglio dirvi di un popolo che resiste alla morte…”
Tag - c'hai le storie
Per il primo titolo della nuova collana Agire, le edizioni Tabor hanno scelto
“fuori la grana o vi ammazziamo”, testo che racconta in prima persona le vicende
del gruppo di banditi sovversivi O’ Cangaceiros che, nel periodo tra il 1984 e
il 1992 in Francia, hanno dato alle stampa una rivista omonima. Il gruppo si è
sempre mosso al di fuori del racket politico, ma ha appoggiato le lotte dei
lavoratori disoccupati, ha fatto azioni contro le carceri e ha sostenuto diverse
lotte in giro per l’Europa, senza dimenticare le birre, le scazzottate, i
concerti rock e i film noir, ma anche studi approfonditi sui movimenti
messianici raccolti nel testo L’incendio Millenarista (ed tabor/malamente), il
tutto vivendo al di fuori della legge, ostinatamente contro il lavoro. A
raccontare queste vicende è l’autore Alessì Dell’Umbria, mentre noi ai microfoni
dialoghiamo con Daniele delle edizioni Tabor.
(https://edizionitabor.it/alessi-dellumbria-fuori-la-grana-o-vi-ammazziamo/)
Per chi volesse ascoltare una presentazione dell’autore Alessì dell’Umbria:
https://lundi.am/Banditisme-sabotages-et-theorie-revolutionnaire
Una veloce panoramica sulla storia dei Congaceiros, i banditi del nord-est
brasiliano, nella regione arida del Sertao. Un epopea lunga mezzo secolo in cui
ci concentreremo sui movimenti millenaristi che hanno fondato comunità di
fuggiaschi e ribelli, pronti a opporsi all’esercito della Repubblica. Movimenti
religioso-banditeschi che si nascono nella frattura tra il sistema colonialista
e il capitalismo statale.
Presentazione della campagna “vogliamo rompere un tabù” in solidarietà ai
prigionieri rivoluzionari rinchiusi da oltre 40 anni in carcere e alcuni
sottoposti al regime di tortura del 41bis.
Riportare l’attenzione sulla loro detenzione intesa come vendetta di Stato è
un’occasione per opporsi alla riscrittura della memoria da parte dello Stato e
dei dissociati, ma anche per ragionare attorno al mondo della detenzione e della
repressione in questo periodo storico.
La memoria è uno strumento vitale per affrontare le lotte del presente. Ne
parliamo con Tonino
per maggiori info: https://www.rompiamountabu.org/appello.html
l’appuntamento di domenica 22/2:
https://gancio.cisti.org/event/presentazione-della-campagna-vogliamo-rompere-un-tabu
il 31 ottobre un enorme corteo in solidarietà all’Askatasuna ha invaso torino ed
è culminato con un oretta di scontri in vanchiglia. Lo raccontiamo con uno
specialissimo e una canzone
telegiornale
datemi un martello
sport antifurto ramponi
spot assicurazione mangione
Calypso Hotel è un romanzo rock’n’roll ambientato in un isola del mediterraneo
dove il protagonista Peppe Nastro è stato abbandonato dalla sua band durante un
tour. La trama noir scorre tra scazzottate, vodka e bianchini, femme fatale e
ketamina, in una girandola di personaggi che ambiscono al Calypso Hotel: da una
parte il proprietario Pino Amandalear e dall’altra lo speculatore Dave Lo
Sciccoso, in mezzo il mai zitto Peppe Nastro che tra ironia e disillusione
prende sulle spalle le sorti del Calypso hotel. Ne parliamo con l’autore Claudio
Metallo
La presentazione del romanzo “melanzane sott’olio”
Isulas de s’isula è un documentario che offre uno sguardo sull’arcipelago del
Sulcis da parte dei pescatori. Le loro voci si intrecciano alla narrazione del
regista Lorenzo Sibiriu, tornato nella sua terra d’origine.
Un luogo meraviglioso funestato dall’inquinamento industriale, dalle
esercitazioni militari, dal turismo di massa e dalla pesca intensiva; a cui gli
abitanti umani e non resistono e cercano di re-inventarsi comunità sacrificate
all’altare del progresso.
Ne parliamo in studio con l’autore/regista Lorenzo Sibiriu
Ci addentriamo nella musica di rottura col regime sovietico in una doppia
puntata in compagnia di Stefania.
Nel primo capitolo affrontiamo il punk-rock degli anni ’80, quando il sistema
comunista vedeva il suo tramonto e la musica riportava il senso di apocalisse di
un epoca e la disillusione verso il sistema capitalista.
Per maggiori info consiglio l’articolo “Rock della Perestrojka, requiem per un
futuro perduto”
(https://collettivotrickster.net/rock-della-perestrojka-requiem-per-un-futuro-perduto/)
Nel ’56, anno del disgelo culturale in russia dopo la cappa staliniana, si
sviluppa un circolo di musica e poesia auto-prodotta passata alla storia come
Samizdat (Magnitizdat per la musica, incisa sulle lastre di radiologia).
Fortemente censurata dal governo sovietico è riuscita, attraverso la
circolazione di copie passate di mano in mano, a raccontare le voci del popolo
russo, così diverse dalla cultura ufficiale di partito.
Pietro Zvetereremich ha raccolto nel libro “Canzoni russe di protesta” i testi e
le biografie dei tre autori più celebri: Bulat Okudžava, Vladimir Vysockij e
Aleksandr Galič
Guerra e droga sono un connubio che da sempre s’intreccia, ancora oggi Trump
giustifica l’aggressione al Venezuela per combattere il narcotraffico, mentre a
Rio de Janeiro un’operazione antidroga si trasforma in mattanza, insomma una
guerra combattuta dentro e fuori i confini, mentre Stato e Narcomafie continuano
a collaborare in ogni angolo del mondo.
Con Marina Forti autrice dell’articolo “l’oppio e il collasso degli imperi. Un
incontro con Amitav Ghosh” pubblicato sulla rivista Gli Asini
(https://gliasinirivista.org/loppio-e-il-collasso-degli-imperi-un-incontro-con-amitav-ghosh/)
ripercorriamo la guerra all’oppio che ha stravolto la storia della Cina per
quasi un secolo, mentre le Compagnie delle Indie proliferavano e si arricchivano
col commercio di droghe, protagoniste non umane dei processi di colonizzazione
occidentale.
Prendendo spunto dal libro “storia della guerra in sei droghe” di Peter Andreas
e all’articolo “è guerra contro la vita” apparso su Disfare n.3 a firma della
rivista A Tinta Negra
(https://ilrovescio.info/wp-content/uploads/2025/11/disfare_3_editoriale.pdf),
facciamo qualche ragionamento sul ruolo delle droghe come strumento di guerra
interna ed esterna
L’impressionismo è stata una corrente artistica che ha saputo interpretare al
meglio il tempo in cui è nata, nella seconda metà del XIX secolo a Parigi,
imprimendo nella tela la visione del pittore anziché la rappresentazione esatta
del soggetto. Nella Francia di Napoleone III artisti come Manet e Morisot
cercano per primi di rompere con l’arte di Stato e avviarono una scuola che
passò alla storia come “impressionismo”. Gli artisti che vi parteciparono come
Manet, Degas, Bazille, Renoir furono repubblicani convinti e dovettero aspettare
il tracollo della monarchia dopo l’invasione prussiana e la sanguinosa
repressione della Comune di Parigi per fondare la loro prima mostra indipendente
nel 1874. Con Gaia ripercorriamo la storia dell’impressionismo e dei suoi autori
e il ruolo di rottura che ha avuto nel mondo artistico e sociale
Dopo il boom degli impressionisti si è passati al post-impressionismo (o
puntinismo), scuola di cui fecero parte diversi artisti che appoggiarono
materialmente il movimento anarchico e socialista, collaborando con le riviste e
schierandosi in prima persona per la libertà e la pace.
Il libro Atti Puri (nero editions) è una raccolta di racconti porno. Ambientati
in ambienti futuristici o urbani si percorrono storie immaginifiche che nulla
tolgono alla piccantezza del racconto riportato in maniera semplice e diretta.
Tra le storie, che vanno dagli allevamenti di produttori di sperma allo zoo di
umani passando per incontri con il Messia o il Presidente, si riscontrano tutti
i temi e i dubbi legati a questo presente al collasso, mentre i protagonisti si
godono una sessualità scevra dalla violenza e da dettami moralistici, riportando
il sesso ad una pratica giocosa e di scoperta di sè e dell’altro.
Ne parliamo con l’autrice Alice Scornajenghi
(https://www.neroeditions.com/product/atti-puri/)
una lunga disgressione riguardo alla storia della pornografia e alla sua carica
sovvertitrice a partire dal libro “La pornografia e i suoi nemici” (ed. Il
saggiatore) di Pietro Adamo che ci aiuta a ripercorre lo sviluppo della
pornografia dal rinascimento ai primi porno virtuali, ma anche di tutte le forme
di repressione e censura che ha subito: dai libri vietati alle case di
distribuzione chiuse, fino ad arrivare ai giorni d’oggi in cui il decreto
Caivano impone un riconoscimento digitale dell’età per accedere ai siti porno.
La criminalizzazione continua come se la devianza e la violenza sociale
(soprattutto tra minori e verso le donne) fosse causata dal consumo di
pornografia.
consiglio anche l’ascolto di un approfondimento sul tema tratto dalla
trasmissione Bello Come una Prigione che Brucia del 10/11/25
https://radioblackout.org/podcast/prisoners-for-palestine-age-verification-oltre-il-porno-muri-di-droni-libia-e-ong