Estratti dalla puntata del 28 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
DA FAIRFORD A T’AIF: SERVITÙ MILITARI E MACCHINA BELLICA USA
Grazie al contributo della giornalista di inchiesta Stefania Maurizi e del suo
lavoro sui file di Wikileaks, cerchiamo di osservare la dimensione di censura
che contraddistingue il supporto che paesi come Italia e Regno Unito forniscono
alla macchina bellica statunitense.
Le prime (frammentarie) notizie sul presunto attentato alla base RAF di Fairford
in UK, la distruzione di un Eurofighter italiano a T’aif in Arabia Saudita: il
sostegno operativo e logistico, che emerge nella sua portata grazie a eventi
imprevisti che scalfiscono la segretezza di cooperazioni strutturali all’interno
di scenari di guerra.
[Nota: al momento dell’intervista non erano stati diffusi dettagli sull’identità
delle persone fermate per il tentato attacco alla base di Fairford]
ED SHEERAN, STADI E SORVEGLIANZA SIONISTA
Il cantautore Ed Sheeran scarica la sua spalla, il rapper filo-palestinese
Macklemore, sotto pressione del boss statunitense degli stadi Robert Kraft.
Gli eventi musicali negli stadi sono un mezzo di comunicazione, ma la loro
relazione con la censura va oltre il controllo dei contenuti consentiti durante
le esibizioni: nel suo stadio di Boston, Robert Kraft ha instaurato un centro di
sorveglianza a strascico dei contenuti online “antisemiti”, la Blue Square
Alliance Against Hate, una struttura volta a comprimere le critiche all’apparato
di dominio sionista.
A margine la storia di Azeez Al Shair, degli Houston Texans, sanzionato dalla
NFL per aver indossato del nastro adesivo sugli zigomi con il nome di Waafa
Akila, una bambina di 8 anni uccisa dall’IDF.
In fine il ruolo di Brad Parscale, ex propagandista trumpiano ora arruolato da
Israele, all’interno di una nuova offensiva di infowar sionista: interferire con
le risposte fornite dai chatbot (LLM poisoning) su temi che vanno dai coloni in
Cisgiordania all’uccisione di Hind Rajab.
MILIZIE PALESTINESI COLLABORAZIONISTE
Grazie a un’inchiesta di Forensic Architectureemerge come Israele stia
sostenendo milizie palestinesi collaborazioniste all’interno di Gaza.
Questi gruppi conducono operazioni funzionali agli obiettivi di Israele,
gestiscono posti di blocco e attaccano la popolazione: la struttura embrionale
di un’autorità palestinese totalmente arruolata all’interno dell’apparato
coloniale sionista.
VERSO LA SENTENZA PER LA MACELLERIA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE
Insieme all’avv. Luigi Romano riprendiamo vari aspetti che hanno caratterizzato
questo processo di rilevanza storica e altri che stanno emergendo nelle sue fasi
conclusive, che dovrebbero portare alla sentenza di primo grado, prevista entro
la fine del 2026.
La descrizione delle condotte portate in aula dai massacratori resipiscenti, i
tentativi di rappresentarsi come macchine obbedienti o vittime di un’educazione
militare, ma soprattutto una ricostruzione dalla quale emerge come il via libera
alla “macelleria” sia stato dettato da un bisogno di ricomposizione e
gratificazione “di corpo”: un sorta di sadico benefit aziendale.
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Estratti della puntata del 7 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
LA FINE DI AUTISTICI/INVENTATI
Con un comunicato rilasciato il 6 settembre 2026 si annuncia la fine del
progetto Autistici/Inventati.
La chiusura di A/I non è “l’ennesima disgrazia”, ma un evento che incarna
diverse traiettorie da analizzare e con le quali è urgente confrontarsi.
Il provvedimento dell’OFAC (ufficio beni stranieri del Dipartimento del Tesoro
statunitense) descrive il contesto di arbitrarietà e di potere sanzionatorio
globale di questa agenzia, così come l’impossibilità di disobbedire ai suoi
diktat da parte di provider e banche.
La questione non è semplicemente quella di trovare strumenti alternativi dove
trasferire il proprio blog o la propria casella di posta elettronica, ma come
muoversi collettivamente per contrastare la desertificazione di progetti che
esulino dalle logiche del capitalismo della sorveglianza.
PERCHÉ ATTACCARE A/I: CORNICE DI URGENZE E INTERESSI IN CAMPO
L’attacco statunitense risponde ad almeno tre scopi:
– fronte interno USA: corroborare la tesi di Antifa come network terroristico
globale
– testare l’adesione a un’internazionale reazionaria della repressione
– completare l’egemonia sulla rete (guerra alla crittografia, all’anonimato,
ecc.)
Questi tre scopi non vanno letti come segmentati, ma rispondono all’agenda di
classe dei tecnomiliardari: il rischio concreto di esplosione della bolla
dell’AI, le contraddizioni insanabili di un completamento dei processi di
automazione all’interno del sistema capitalista, l’ipotesi di una rabbia sociale
organizzata che inizi a rivolgersi contro di loro, suggeriscono l’investimento
in strutture di potere reazionarie.
Se diversi attori geopolitici giocano alla guerra di informazione con le loro
squadre di chatbots e AI agentiche, il “campo da gioco” prinicpale sono i social
media statunitensi.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E POLITICA
In ambito politico, i chatbots non servono solo a manipolare il consenso, ma
vengono progressivamente utilizzati in modo crescente da legislatori, ministri,
funzionari di vario ordine e grado.
Un’analisi di algorithmwatch.org ci consente di tornare sulla relazione tra AI e
politica, osservando scenari attuali e futuribili:
APP PER LE VACANZE DEI CRIMINALI DI GUERRA
Shachpatz (giubbotto antiproiettile) è un’app israeliana, realizzata dal
movimento ultra sionista di azioni legali Shurat HaDin, per tutelare veterani di
IDF in vacanza da eventuali ripercussioni per i crimini di guerra commessi a
Gaza.
Se gli strumenti di autodifesa digitale vengono criminalizzati come funzionali
alla commissione di reati, se collettivi come autistici/inventati sono tacciati
di facilitare reati politici e network terroristici internazionali come Antifa,
può essere interessante segnalare altri strumenti che tutelano poveri genocidari
indifesi.
SPOILER PROSSIMA PUNTATA
Droni dormienti attivati da segnali acustici, automazione dei sistemi d’arma
russi in Ucraina… breve introduzione di argomenti che affronteremo insieme
lunedì prossimo:
Estratti dalla puntata del 4 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
TORINO: CONTRO IL DATA CENTER A LUCENTO
I data centers sono i gangli su cui si costruisce un progetto di mondo fondato
sull’estrattivismo (tanto di risorse quanto di dati), sulla sorveglianza,
sull’automazione e sulla delega cognitiva.
Grazie al contributo di due compagne cerchiamo di approfondire il progetto di
Asja Energy di realizzare un “data center green per la riqualificazione” di
un’area industriale dismessa nel quartiere di Lucento a Torino:
GUERRA IN UCRAINA E NUOVE RELAZIONI CON LA LETALITÀ
Hornet Vision Ctrl è un sistema di pilotaggio di droni che ha introdotto nuove
distanze tra operatore e macchina: senza bisogno di strutture militari, con un
semplice joystick, un laptop e (volendo) un visore, si può governare uno
strumento potenzialmente letale da qualche migliaio di chilometri.
Questa tecnologia si inserisce all’interno di processi di distanziamento emotivo
e di gamification, di sostanziale azzeramento dei tempi di addestramento e di
potenziale produzione di una nuova categoria di foreing fighters e mercenari da
salotto:
DRONI IRRORATORI E BIOLOGIA DI SINTESI NELLA CIVILTÀ DELLA PAURA
Riprendiamo in modo più articolato la notizia del furto di 15 droni irroratori
in New Jersey, la facilità di realizzare wetlabs amatoriali coadiuvati da
chatbots per la realizzazione di attacchi biologici, la possibilità di aggirare
i blocchi di questi modelli di AI e in generale il fatto di essere entrati in
un’epoca terrificante che ci dovrebbe interrogare come specie.
Minacce al limite dell’implausibile che giustificano architetture di controllo
profonde:
Parte I
Parte II