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Appunti sul carcere di Torino – Rivolta nel carcere di Pisa – Tecnologie alle frontiere: tra War on Migrants e War with Russia@0
Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione, scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari. Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza sociale: RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di sorveglianza. Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente delle guardie. Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio della Polizia Penitenziaria. Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa: FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come l’Eastern Flank Deterrence Initiative. Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti: Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo la frontiera orientale della “Caserma Europa”:
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DL 160/2026 e identificazione biometrica negli spazi pubblici
Dal 30 settembre è entrato in vigore il decreto legislativo 160/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre, che adegua l’ordinamento italiano all’AI Act europeo e disciplina l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia. Tra le innovazioni più delicate c’è la possibilità di utilizzare sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale negli spazi pubblici o aperti al pubblico. Non si tratta soltanto del riconoscimento facciale a posteriori, cioè del confronto tra il volto ripreso da una telecamera e immagini conservate in una banca dati dopo che un fatto è avvenuto. In determinate circostanze diventa possibile identificare e localizzare una persona mentre si muove nello spazio pubblico. Occorre precisare che il decreto non autorizza una sorveglianza biometrica indiscriminata della popolazione, ne stabilisce finalità, condizioni, procedure autorizzative, banche dati e valutazioni preventive e vieta esplicitamente lo scraping indiscriminato di immagini per costruire archivi biometrici. Ma, dentro questi limiti, viene superata una soglia altrettanto evidente: il riconoscimento biometrico attraverso intelligenza artificiale entra formalmente nell’arsenale ordinario degli strumenti utilizzabili dalle forze di polizia italiane, in tempo reale e a posteriori. Ne parliamo con Riccardo, di Privacy Network.
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Servitù militari: da Fairford a T’aif [con Stefania Maurizi] – Ed Sheeran, infowar e sorveglianza sionista – Milizie collaborazioniste a Gaza – Verso la sentenza per il massacro di Santa Maria Capua Vetere [con Luigi Romano]@1
Estratti dalla puntata del 28 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia DA FAIRFORD A T’AIF: SERVITÙ MILITARI E MACCHINA BELLICA USA Grazie al contributo della giornalista di inchiesta Stefania Maurizi e del suo lavoro sui file di Wikileaks, cerchiamo di osservare la dimensione di censura che contraddistingue il supporto che paesi come Italia e Regno Unito forniscono alla macchina bellica statunitense. Le prime (frammentarie) notizie sul presunto attentato alla base RAF di Fairford in UK, la distruzione di un Eurofighter italiano a T’aif in Arabia Saudita: il sostegno operativo e logistico, che emerge nella sua portata grazie a eventi imprevisti che scalfiscono la segretezza di cooperazioni strutturali all’interno di scenari di guerra. [Nota: al momento dell’intervista non erano stati diffusi dettagli sull’identità delle persone fermate per il tentato attacco alla base di Fairford] ED SHEERAN, STADI E SORVEGLIANZA SIONISTA Il cantautore Ed Sheeran scarica la sua spalla, il rapper filo-palestinese Macklemore, sotto pressione del boss statunitense degli stadi Robert Kraft. Gli eventi musicali negli stadi sono un mezzo di comunicazione, ma la loro relazione con la censura va oltre il controllo dei contenuti consentiti durante le esibizioni: nel suo stadio di Boston, Robert Kraft ha instaurato un centro di sorveglianza a strascico dei contenuti online “antisemiti”, la Blue Square Alliance Against Hate, una struttura volta a comprimere le critiche all’apparato di dominio sionista. A margine la storia di Azeez Al Shair, degli Houston Texans, sanzionato dalla NFL per aver indossato del nastro adesivo sugli zigomi con il nome di Waafa Akila, una bambina di 8 anni uccisa dall’IDF. In fine il ruolo di Brad Parscale, ex propagandista trumpiano ora arruolato da Israele, all’interno di una nuova offensiva di infowar sionista: interferire con le risposte fornite dai chatbot (LLM poisoning) su temi che vanno dai coloni in Cisgiordania all’uccisione di Hind Rajab. MILIZIE PALESTINESI COLLABORAZIONISTE Grazie a un’inchiesta di Forensic Architectureemerge come Israele stia sostenendo milizie palestinesi collaborazioniste all’interno di Gaza. Questi gruppi conducono operazioni funzionali agli obiettivi di Israele, gestiscono posti di blocco e attaccano la popolazione: la struttura embrionale di un’autorità palestinese totalmente arruolata all’interno dell’apparato coloniale sionista. VERSO LA SENTENZA PER LA MACELLERIA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE Insieme all’avv. Luigi Romano riprendiamo vari aspetti che hanno caratterizzato questo processo di rilevanza storica e altri che stanno emergendo nelle sue fasi conclusive, che dovrebbero portare alla sentenza di primo grado, prevista entro la fine del 2026. La descrizione delle condotte portate in aula dai massacratori resipiscenti, i tentativi di rappresentarsi come macchine obbedienti o vittime di un’educazione militare, ma soprattutto una ricostruzione dalla quale emerge come il via libera alla “macelleria” sia stato dettato da un bisogno di ricomposizione e gratificazione “di corpo”: un sorta di sadico benefit aziendale.
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EU: GUERRA E RIORGANIZZIONE SERVIZI SEGRETI – A.I. E MACHINE PSYCHOLOGY@2
Estratti dalla puntata del 21 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia ORIZZONTE DI GUERRA E RIFORME DEI SERVIZI SEGRETI La guerra è il principale motore riorganizzativo degli stati europei in termini economici, industriali e repressivi; un riorientamento diffuso che riguarda anche un apparato profondo e per sua natura ambiguo e opaco, come i servizi segreti. Possiamo osservare l’attivazione di processi di riforma che riguardano vari servizi segreti nazionali, fino alla promozione, sotto impulso di Von Der Leyen, di un nuovo servizio segretoeuropeo sotto il controllo del Segretariato Generale della Commissione Europea. Una funzione dichiarata nel giustificare i nuovi poteri conferiti ai servizi segreti di vari paesi europei è il contrasto della guerra ibrida russa; ne osserviamo un recente esempio, così come la sottovalutazione della guerra ibrida portata avanti da Israele. Nella seconda parte ci concentriamo sulla riforma dei servizi segreti tedeschi (BfV e BND) e in particolare su come questo processo coinvolga anche il settore automobilistico, dei servizi digitali e di quelli bancari: / / / Per approfondire Singal Trace di Leonardo PSICOLOGIA DELLE MACCHINE Le intelligenze artificiali (LLM) producono risposte e prendono decisioni, ma non si capisce completamente perché, all’interno di uno scenario dato, l’output sia proprio quello. Per sondare i meccanismi riflessivi della AI si ricorre all’analisi del loro “prodotto” in termini psicologici: disvelare il “mondo interno” di queste tecnologie cognitive a parte dall’analisi dei loro “discorsi”. Si sviluppa così la Machine Psychology: A prescindere dalle prevedibili derive antropizzanti di questa disciplina, le studio del funzionamento profondo delle entità cognitive artificiali assume una crescente centralità in ambito militare. Leggiamo alcuni estratti da uno studio realizzato all’interno del Lawrence Livermore National Laboratory (centro studi del Dipartimento dell’Energia statunitense, come i Los Alamos Labs) con un focus su AI e rischio escalation nucleare:
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