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Repressione UK – Formazione sionista per la Polizia Italiana – Gaza: CMCC e apartheid algortimico@0
Estratti dalla puntata del 26 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE E 86 ARRESTI A LONDRA Umer, dopo avere ripreso lo sciopero della fame da oltre due settimane, ha recentemente iniziato uno sciopero della sete, come prosecuzione della mobilitazione di Prisoners for Palestine. La manifestazione di sabato 24 gennaio 2025 sotto il carcere di Wormwood Scrubs a Londra ha portato a 86 arresti e al sequestro dei loro dispositivi. OLTRE IL BOARD OF PEACE: IL PIANO DI APARTHEID ALGORITMICO PER GAZA Oltre ai criteri di accesso al Board of Peace e ai rendering generati con AI promossi da Kushner, gli unici dettagli specifici – quantomeno sulle possibili sorti di pezzi residuali di popolazione gazawi – arrivano dai piani del CMCC (Civil Military Coordination Center) riportati da Drop Site News. Si prospetta la realizzazione di una “planned community”, termine che indica un insediamento urbano artificiale, una “città di fondazione” da realizzare solitamente in territori inabitati e non-urbanizzati: a Gaza è stato prodotto un deserto di macerie sul quale edificare un’architettura di apartheid algoritmico. Controllo biometrico, (ri)educazione scolastica, moneta digitale. Dopo il marketing genocidario per le tecnologie militari, il Laboratorio Palestina entra in una fase meno-letale, dove sperimentare nuovi prodotti e nuovi modelli da esportare. Chi potrebbe essere coinvolto nella realizzazione di questa architettura sorveglianza? Come stanno entrando in gioco Tony Blair e la potenziale competizione tra Palantir e Oracle? INDOTTRINAMENTO SIONISTA PER LA POLIZIA DI STATO In compagnia di Stefania Maurizi, giornalista di inchiesta del Fatto Quotidiano, ripartiamo dalla notizia che era emersa grazie a lei alcune settimane fa: un’associazione sionista ha organizzato nel dicembre 2025 un “corso di formazione” per la polizia italiana [Stefania ci segnala anche quelli organizzati all’interno del SISFOR]. L’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap) non si occupa di addestramento tattico o di tecniche di de-escalation, ma di negazione del genocidio in Palestina e di promozione di una lettura delle mobilitazioni per Gaza come eterodirette da Qatar e Fratelli Mussulmani. Partendo dalla notizia di questo “corso” estenderemo la discussione attorno ad altri temi, dai militari israeliani in soggiorni di “decompressione psicologica” alla compressione del dissenso, da una riflessione più estesa sulla rilevanza della “fuoriuscita di notizie” (leaks) per consentire l’emersione di questi fenomeni al condizionamento dell’opinione pubblica. Refuso: il citato dossieraggio degli insegnanti di sinistra non è stato promosso da Gioventù Nazionale, ma dalla sua articolazione “Azione Studentesca”. GROENLANDIA E GAZA Ci sono enormi differenze, ma anche dei tratti comuni tra i progetti di ricolonizzazione di Gaza e della Groenlandia. Cerchiamo molto rapidamente di osservare il ruolo di Palantir, dei tecno-miliardari, delle intelligenze artificiali di KoBold Metals e del progetto Praxis, del disaccoppiamento di un territorio dalla sua popolazione, dell ricorso alla diplomazia armata o allo sterminio militare per promuovere interessi di attori privati.
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MOVIMENTI POPOLARI DI CONTRO-SORVEGLIANZA A MINNEAPOLIS – TECNOLOGIE SORVEGLIANTI IN DOTAZIONE AD ICE – AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE E INGERENZE SIONISTE@0
RESISTENZA POPOLARE ALL’OCCUPAZIONE DI MINNEAPOLIS Prosegue l’occupazione militare di Minneapolis da parte dell’ICE. Prima e dopo l’uccisione di Renee Good, un vasto movimento popolare si è organizzato per rispondere alla violenza delle milizie federali. L’ICE ha represso la solidarietà e la rabbia della popolazione con crescete violenza e con più di 170 arresti di persone con documenti americani, in quella che ormai è una prova di forza che trascende il controllo delle frontiere. L’ICE, è un esercito costruito negli anni da amministrazioni repubblicane e democratiche che Trum sta utilizzando per testare la sua capacità di reprimere il dissenso. In questo approfondimento analizziamo l’uso di tecnologie sorveglianti da parte di ICE, la torsione repressiva e propagandistica delle politiche di frontiera coi suoi impatti macroeconomici negli USA, le preocupanti similitudini con la riforma delle agenzie europee Europol e Frontex. Parleremo, grazie al contributo diretto di chi si organizza a Minneapolis, dei Network di Rapid Response, delle possibilità di ribaltare le geometrie ottiche della sorveglianza e delle tensioni interne ai movimenti di autodifesa vicinale negli Stati Uniti. Ulteriore materiale di approfondimento sui Rapid Response Networks e sulle tecnologie sorveglianti in dotazione ad ICE INGERENZE SIONISTE NELLA GIUSTIZIA OCCIDENTALE Dopo un rapido aggiornamento sulla lotta dei Prisoners for Palestine in sciopero della fame parliamo delle ingerenze dello stato sionista nei sistemi di giustizia internazionali e nazionali degli alleati occidentali.
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PRISONERS FOR PALESTINE – ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE – INFOWAR E CAMPISMO@1
Estratti dalla puntata del 12 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia Umer Khalid ha ripreso lo sciopero della fame dopo una breve interruzione. Le condizioni di salute di Heba Muraisi e Kamran Ahmed sono critiche, il rischio di morte è sempre più concreto, eppure il governo britannico e il ministro della giustizia Lammy continuano a negare qualunque canale di trattativa e omettono di esprimere – anche solo – attenzione per queste persone che si stanno lasciando morire nelle loro galere. Del resto, quando hai contribuito a un Genocidio, quando hai consentito e supportato la macellazione di decine di migliaia di vite, quando hai sostenuto materialmente e moralmente la trasformazione di un territorio in una distesa di brandelli di corpi e macerie, cosa vuoi che siano delle giovani vite in più da sacrificare sull’altare del sionismo? Ma la campagna di Prisoners for Palestine e il supporto alle persone detenute per le azioni di Palestine Action risuonano sotto le carceri, nelle strade e contro le banche che continuano a investire in Elbit Systems, nonostante la compressione della libertà di espressione che continua a mietere arresti e licenziamenti. Proseguiamo nell’analisi di questo scenario che si declina tra il supporto militare incondizionato verso Israele (fronte esterno) e la repressione delle reazioni che si sviluppano all’interno della società britannica (fronte interno). COME ISRAELE PLASMA LA REPRESSIONE ITALIANA Passiamo quindi al contesto italiano, partendo dalla recente notizia di “un corso di formazione su Gaza” per la Polizia di Stato e tornando a ripercorrere una breve cronologia della cooperazione strutturale (non episodica) tra l’apparato repressivo nostrano e quello israeliano. Quindi ritorniamo nel Regno Unito con una testimonianza di Gianluca Martino sull’operatività dei dispositivi di censura nei confronti delle critiche allo Stato di Israele e cosa ci aspetta qualora passassero in Italia i disegni di legge che equiparano antisionimo ad antisemitismo: INFOWAR E CAMPISMO Cerchiamo di osservare superficialmente alcuni fenomeni riconoscibili all’interno dell’interazione tra opinioni individuali (o gruppali) ed eventi geopolitici: il “campismo”, la infowar e come questi interagiscano tra loro. Come vengono affrontate le rivolte in Iran da una prospettiva anti-sionista? Come vengono plasmate e raccontate dai vari attori coinvolti nella guerra di informazione? Come si costruiscono icone virali o si propongono nuovi candidati al potere? Spoiler: non daremo risposte esaustive, ma cercheremo di osservare lo scenario zompettando tra “la ragazza che si accende la sigaretta con la foro di Khamenei”, gli internet-blackout prodotti dal regime iraniano (e quelli durante i rastrellamenti ICE), gli sciami di chatbot sionisti, gli incendi in Argentina e i turisti israeliani, le affermazioni del boss dell’azienda di killer-robots Anduril sul potere della propaganda…
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Repressione e guerra: fronte interno e fronte esterno – La guerra ibrida di Israele in Italia – Venezuela e Palantir – Prisoners for Palestine@3
Estratti dalla puntata di lunedì 5 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia UK: AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE Aggiornamenti sullo sciopero della fame intrapreso nelle carceri britanniche da compagnx accusatx per le azioni rivendicate da Palestine Action, mentre la lotta prosegue dentro e fuori le galere: REPRESSIONE E GUERRA: IL CONTINUUM TRA MILITARIZZAZIONE E “POLIZIZZAZIONE” Fronte interno – I processi di militarizzazione della repressione non riguardano solo la traslazione di sistemi d’arma dal contesto bellico all’ordine pubblico, ma anche la costruzione del nemico interno e di un arsenale normativo per contrastarlo. Parallelamente, una categoria elastica come quella della “guerra ibrida” può includere anche l’influenza di un paese straniero sugli apparati repressivi e legislativi di un altro Stato? Se così fosse, dovremmo essere in grado di riconoscere la guerra ibrida mossa da Israele. Fronte esterno – L’operazione militare-repressiva che ha portato al rapimento di Maduro e di sua moglie si è costruita all’interno della cornice della guerra al narcotraffico. Se gli Stati Uniti hanno storicamente utilizzato il traffico di droga come pratica militare (Caso Contras, Operazione Blue Moon, ecc.), oggi si rappresentano come vittime di cartelli della droga equiparati a organizzazioni terroristiche in un’inchiesta firmata dalla Procuratrice Generale Pam Bondi, la stessa figura che giocò un ruolo importante nell’iscrizione di Antifa tra le sigle del terrorismo internazionale. Proseguendo lungo questa linea di analisi cerchiamo di osservare alcune possibili cause (narrative, politiche, economiche) dell’operazione in Venezuela, ascoltando le dichiarazioni sugli interessi in quel quadrante della Gen. Laura Richardson (2023 – amministrazione Biden), passando per un breve excursus che riguarda le banane Chiquita e il Guatemala (operazione PBSuccess del 1954), per arrivare al ruolo di Palantir: EFFETTI SANITARI DELLA GUERRA DEI DRONI Partendo da un articolo pubblicato su Lancet, cerchiamo di analizzare le trasformazioni sul piano sanitario apportate dal ruolo centrale delle armi pilotate da remoto e dai sistemi d’arma autonomi nei conflitti contemporanei:
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Fronte repressivo occidentale: da Palestine Action all’imam Shahin – AI e telefonate dal carcere – Neutralizzazione amministrativa@0
Estratti dalla puntata del 22 dicembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SGOMBERO ASKATASUNA E ECONOMIA DELLA REPRESSIONE Partiamo con un articolo (suggerito da una persona all’ascolto) che ci consente di riflettere sul profilo di economia della repressione sovrapposto allo sgombero di Askatasuna: PRISONERS FOR PALESTINE Mentre va in onda la puntata, sei Prisoners for Palestine (Qesser Zuhrah, Amu Gib, Heba Muraisi, T Hoxha, Kamran Ahmed e Lewie Chiaramello) stanno proseguendo lo sciopero della fame in condizioni critiche: nell’ultima settimana, oltre 800 sanitari hanno segnalato il “concreto rischio di morte per questi giovani cittadini britannici in carcere senza una condanna”. Cinque di loro hanno dovuto ricorrere a ricoveri ospedalieri, come nel caso di Qesser, per la quale sono state indispensabili mobilitazioni davanti al carcere affinché le fosse consentito il trasferimento in ambulanza. / / / AGGIORNAMENTO: Nella serata del 23 dicembre 2025 apprendiamo che Amu e Qesser hanno interrotto lo sciopero della fame. Nel frattempo a Londra al termine di un’azione contro la compagnia assicurativa Aspen in solidarietà con prigionierx di Palestine Action, l’attivista Greta Thunberg veniva fermata e incriminata per “supporto a un gruppo proscritto sotto la legge anti-terrorismo”. / / / Parallelamente proseguono arresti e intimidazioni verso chi si esprime a favore di Palestine Action o semplicemente contro le politiche di oppressione e sterminio portate avanti da Israele e dal suo esercito terrorista. Sul fronte repressivo occidentale, osserviamo come sia all’opera una compressione della libertà di contestazione delle politiche sioniste molto più intensa rispetto al contrasto delle cosiddette posizioni “russofile”: nonostante ci ricordino a reti unificate come l’Europa sia sotto attacco, nonostante si prosegua in un arruolamento di massa della società e si stiano strutturando agenzie per il controllo militare dell’infosfera e del consenso (leggesi “contrasto alla guerra ibrida”), da Londra a Berlino, da L’Aquila a Torino, vediamo come la repressione operi sopratutto per tutelare gli interessi di una potenza straniera come Israele. AI E CONVERSAZIONI DETENUTI L’azienda statunitense Securus Technologies ha sviluppato un sistema per il monitoraggio delle comunicazioni delle persone detenute verso l’esterno: un prodotto addestrato con le loro conversazioni telefoniche (senza consenso) e pronto a essere venduto a diversi dipartimenti carcerari con lo scopo di prevenire la pianificazione di attività criminali. Cerchiamo di osservare come la crescita del fenomeno della detenzione di massa produca imprescindibilmente un bacino di mercato per prodotti dedicati al settore, ma al contempo come l’analisi automatizzata delle conversazioni delle persone detenute sia stata inaugurata durante la pandemia di Covid-19: ICE E FBI: NOTE DI COSTUME Piccola parentesi sulle politiche di reclutamento per la costituzione delle milizie fidelizzate dell’ICE e su Kash Patel, freneticamente impegnato a trovare una giacca adatta dopo l’omicidio di Charles Kirk: IL CASO SHAHIN E LE DEPORTAZIONI COME “IGIENE SOCIALE” In Italia non abbiamo l’ICE, ma la nostra giustizia amministrativa rimuove individui dal tessuto sociale, anche per questioni politiche: il caso dell’imam Mohamed Shahin rientra in quel 10% di provvedimenti di espulsione per “motivi di sicurezza”. Ne parliamo con Erasmo Sossich, autore di un importante articolo pubblicato su Monitor, all’interno di quel si analizza il ricorso a questa forma specifica di repressione in Italia e non solo: LINK all’articolo su Monitor
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PRISONERS FOR PALESTINE: SCIOPERO DELLA FAME IN FASE CRITICA – “GUERRA IBRIDA” E CONTROLLO SOCIALE – SCUOLA E A.I. – UNA COMPAGNA NELL’OMBRA@3
Estratti dalla puntata del 8dicembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia PRISONERS FOR PALESTINE Prosegue lo sciopero della fame, entrato in fase critica, mentre si moltiplicano le azioni di pressione su rappresentanti politici e ministero della giustizia. Mentre Prisoners for Palestine lottano con i propri corpi nelle carceri, nuovi scandali coinvolgono Elbit Systems: Aggiornamenti urgenti: Nel pomeriggio di martedì 16 dicembre 2025, apprendiamo di un incatenamento davanti all’ingresso della televisione di stato ceca (Ceska Televize) come pressione affinché si tratti dello sciopero della fame nelle carceri britanniche, a maggior ragione visto che Jon Cink è formalmente cittadino della Repubblica Ceca. Nelle prime ore del 17 dicembre 2025 apprendiamo che le condizioni di salute di Qesser Zuhrah sono precipitate: dopo essere collassata nei giorni scorsi continua a lamentare forti dolore al petto e – nonostante ripetute richieste di trasferimento in ospedale nel corso della notte – le autorità del carcere privato di Bronzfield (gestito da Sodexo) rifiutano il suo ricovero. Dal mattino sono in corso presidi sotto le carceri e al ministero. Link al documentario di Declassified UK sulla base RAF di Akrotiri e il suo ruolo nel genocidio a Gaza Vi segnaliamo anche una significativa intervista a Qesser Zuhrah CYBERSICUREZZA E GUERRA IBRIDA Torniamo a parlare di cybersicurezza, commentando il documento del ministro della sicurezza Crosetto “Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva”. Oltre che a contenere indicazioni operative sulla guerra d’informazione algoritmica, il documento dipinge una società perennemente minacciata dove la sovranità nazionale si estende alle menti della popolazione. Secondo il ministro Crosetto bisogna quindi superare la “visione binaria pace-guerra”, producendo una società che sia costantemente immersa nello spettro della minaccia e del conflitto. Non-paper di Crosetto Analisi ISPI su guerra ibrida e resilienza Analisi della NATO Foundation sul “Cognitive Battlefield” INTELLIGENZA ARTIFICIALE: CONTROLLO DIDATTICO E AUTOMAZIONE DELLA SCUOLA La digitalizzazione dell’esperienza umana ha raggiunto, con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, nuove frontiere di estrazione di profitto dai dati, estendendosi alla simulazione e sostituzione delle relazioni umane, come ad esempio quelle di cura ed educative. Ma che tipo di umanità é disposta ad accettare una macchina come insegnante? Commentiano insieme ad uno dei promotori l’appello “I.A. Basta” che propone a docenti, genitori, allievi e allieve una critica all’adozione calata dall’alto dell’intelligenza artificiale istituzionalizzata nelle scuole. LEGGI L’APPELLO I.A. BASTA AGGIORNAMENTO E SALUTO DI GABRIEL POMBO DA SILVA Riceviamo un saluto e degli aggiornamenti dal compagno anarchico Gabriel Pombo da Silva UNA COMPAGNA NELL’OMBRA Ricordiamo la compagna Gabriella Bergamaschini grazie al contributo di compagne e compagni del biellese e di Milano:
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GABRIEL POMBO DA SILVA – REPRESSIONE IN INDONESIA – PRISONERS FOR PALESTINE – UG SOLUTIONS E MERCENARI A GAZA@4
Estratti dalla puntata del 8dicembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia GABRIEL POMBO DA SILVIA E OPERAZIONE SCRIPTA MANENT Apriamo la puntata con la notizia della richiesta di arresto in Spagna del compagno anarchico Gabriel Pombo da Silva all’interno di un’operazione congiunta con la Digos di Torino per l’esecuzione della condanna a due anni di reclusione per apologia e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. Condanna che si inscrive all’interno della strategia dell’Operazione Scripta Manent, volta a cancellare – anche su un piano storico oltre che repressivo – una fase della conflittualità anarchica. Apprendiamo che Gabriel è stato sottoposto a obbligo di firma e integriamo con gli aggiornamenti di una compagna: Aggiornamenti: REPRESSIONE DOPO I RIOTS IN INDONESIA E CASO “CHAOS STAR” Grazie al contributo di Palang Hitam/ABC Indonesia cerchiamo di osservare il contesto in cui si sono sviluppate le rivolte anti-governative tra agosto e settembre 2025, con un focus specifico sulla repressione dei compagni anarchici e la montatura del caso “Chaos Star”: AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE Le pratiche di Palestine Action contro il genocidio e l’industria della guerra fanno paura per la loro efficacia e per il consenso che stanno producendo nel Regno Unito e in giro per il mondo; non stupisce quindi che l’apparato politico, repressivo e mediatico si siano mossi in sinergia – sotto forte impulso della diplomazia israeliana e del settore bellico sionista – per disinnescare questo movimento. Prosegue lo sciopero della fame portato avanti da prigioniere/i di Palestine Action a partire dal 2 novembre 2025 nelle carceri britanniche: tre di loro hanno subito ricoveri in ospedale, mentre la lotta fa finalmente breccia nella censura dei media di regime. Ascoltiamo gli aggiornamenti che ci arrivano da una compagna in UK: UG SOLUTIONS, YELLOW ZONE E CAMPI DI CONCENTRAMENTO A GAZA Il contractor statunitense del settore difesa UG Solutions, già attivo nell’approvvigionamento di mercenari per la Gaza Humanitarian Foundation, ha attivato una nuova campagna di reclutamento in vista dell’implementazione della nuova fase prevista per Gaza: tra campi di concentramento, linee della morte e ingegneria sociale. LA MORTE DI ABU SHABAB E IL TRAFFICO DI DROGA A GAZA Il 4 dicembre 2025 Yasser Abu Shabab è morto in un ospedale israeliano: autoproclamatosi leader delle Popular Forces, una milizia informale utilizzata da Israele in chiava anti-Hamas, questo gangster era una figura coinvolta nel contrabbando e nello spaccio di droga a Gaza (soprattutto oppioidi si sintesi come Tramadol) e il suo gruppo criminale ha avuto rapporti documentati con ISIS (Daesh):
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AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE – PROCESSO PALESTINE ACTION – ISRAELIFICAZIONE E REPRESSIONE – CORSIGHT@1
Estratti dalla puntata del 1 dicembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia PRISONERS FOR PALESTINE: AGGIORNAMENTI SCIOPERO DELLA FAME Sotto il peso della coltre di censura mediatica attivata nel Regno Unito, stiamo entrando nella quinta settimana dello sciopero della fame iniziato il 2 novembre 2025, Kamran Ahmed e Teuta “T” Hoxha hanno avuto bisogno di un ricovero ospedaliero. Osserviamo anche le azioni messe in campo in carcere da Lewie e Umer dei Brize Norton 5, il gruppo di Palestine Action che fece breccia in una base della RAF danneggiando due aerei Voyager complici del genocidio. In fine un comunicato di Abu Gib in solidarietà con i 30 migranti in sciopero della fame nei lager britannici contro la deportazione verso la Francia. ISREALIFICAZIONE E REPRESSIONE Partendo dall’osservazione del contesto italiano – tra il caso di Anan, Ali e Mansour, quello di Ahmad Salem e in fine di Mohamed Shahin – cerchiamo di delineare le diverse modalità operative dei processi di “israelificazione della repressione”, concentrandoci quindi sulle interferenze inerenti le udienze per il ricorso contro la proscrizione per terrorismo di Palestine Action in UK: Torniamo quindi a osservare uno dei principali vettori nei processi di israelificazione: l’importazione di sistemi di sorveglianza progettati all’interno di quel campo unico – in termini di deumanizzazione, marketing, produzione della minaccia permanente, oppressione, letalità, società dei varchi e via dicendo – rappresentato dal “Laboratorio Palestina”. Grazie a un’importante inchiesta di Fanpage, dalla quale emerge anche l’Arma dei Carabinieri come cliente, torniamo a parlare del colosso israeliano della sorveglianza biometrica Corsight:
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RAPPRESAGLIA REPRESSIVA – AHMAD SALEM E IL “TERRORISMO DELLA PAROLA” – PRISONERS FOR PALESTINE@1
Estratti dalla puntata del 24 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia RAPPRESAGLIA REPRESSIVA CONTRO LE MOBILITAZIONI DI PIAZZA Dopo la perturbazione delle relazioni di forza rappresentata dalle manifestazioni oceaniche per la Palestina tra settembre e ottobre 2025, gli apparati securitari dello Stato (procure, questure, DDA, ecc.) ricorrono alla rappresaglia. Con una certa sincronia si dispiegano operazioni repressive tra Catania, Cagliari e Brescia, tese a colpire chi si è mobilitato negli ultimi mesi contro il DDL Sicurezza, il Genocidio di Gaza, la militarizzazione e l’industria bellica. A queste si aggiunge l’accanimento, tanto su un piano muscolare quanto sanzionatorio, contro le realtà studentesche conflittuali a Torino. AHMAD SALEM E L’ELASTICITÀ DEL “TERRORISMO DELLA PAROLA” Grazie al contributo di una compagna cerchiamo di approfondire la storia di Ahmad Salem: giovane palestinese colpito dalla repressione in Italia. Appelli alla mobilitazione contro il Genocidio diventano istigazione, filmati pubblici di azioni della resistenza palestinese si configurano come “auto-addestramento”. Se per il caso di Anan, Ali e Mansour risulta evidente il controllo israeliano sull’apparato inquisitorio italiano, nella vicenda di Ahmad si delineano in particolar modo la volontà comprimere l’agibilità politica di pezzi di popolazione, di stabilire la loro vulnerabilità di fronte a categorie repressive come quella del “terrorismo”, di sperimentare l’elasticità delle norme contenute nell’ultimo Pacchetto Sicurezza (ex DDL 1660) a questo scopo. / / A questo proposito segnaliamo l’arresto e l’attivazione delle procedure per la deportazione dell’imam di Torino Mohamed Shahin AGGIORNAMENTI DA PRISONERS FOR PALESTINE Silenzio stampa, censura impermeabile dei media di regime. La meschinità delle guardie per cercare di rompere lo sciopero. Mentre prigioniere e prigionieri di Palestine Action entrano nella quarta settimana di sciopero della fame ricevono la solidarietà di chi è stato rinchiuso nelle carceri israeliane. / / Nel frattempo apprendiamo che le condizioni di salute di Kamran Ahmed si sono deteriorate ed è stato ricoverato in ospedale il 25 novembre 2025
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NUOVO PROGETTO MANHATTAN, BOLLA AI, LOTTA AI DATACENTERS
Estratto dalla puntata di lunedì 17 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia / / immagine da 404media.co BOLLA AI E LOTTA CONTRO I DATACENTERS Mentre giganti della finanza come Warren Buffet e Micheal Burry, scommettono sull’approssimarsi di una nuova crisi scatenata dalla bolla dell’intelligenza artificiale, cerchiamo di tornare a osservare alcune declinazioni materiali e territoriali della cornice tecnologica in cui si sviluppano questi eventi. Da un lato il controllo di Taiwan potrebbe non essere sufficiente per concludere la corsa al primato sull’AI intrapresa dai grandi poli geotecnologici (Cina e USA), dall’altro le lotte contro il moltiplicarsi dei datacenters iniziano ad assumere una scala rilevante. Andiamo a raccontare il caso di Ypsilanti (Michigan), dove la comunità locale ha resistito al progetto di un centro di super-calcolo ed elaborazione dati che avrebbe visto fondersi – in modo esplicito – militare e civile, nucleare e AI, Los Alamos National Laboratories e Università del Michigan. A margine un’osservazione comparativa delle risorse investite nel vecchio Progetto Manhattan (corsa alla bomba atomica) e nel Nuovo Progetto Manhattan (corsa al primato cognitivo e militare dell’AI). per maggiori info su Ypsilanti
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