Il primo argomento della puntata è stato quello dei lavoratori agricoli nella
zona della Langhe, una zona di grandi introiti per produttori di vini e non
solo, fatti sulle spalle di chi lavora in condizioni terribili e con altrettante
condizioni abitative. Abbiamo ospitato in collegamento telefonico Nicola del
Collettivo Monoke per lanciare il corteo che si terrà ad Alba il 9 ottobre
“Corteo contro lo sfruttamento lavorativo”:
Nonostante gli anni di mobilitazioni dal basso e d’attenzione mediatica
nazionale e internazionale, la situazione dello sfruttamento nelle Langhe e
nell’albese non è cambiata. Anzi è peggiorata: sia dal punto di vista abitativo
(più di 50 persone costrette all’addiaccio), sia dal punto di vista
contrattuale.
Facciamo chiarezza: il problema è il sistema economico, non si tratta di
un’emergenza temporanea.
Dopo quattro anni di mobilitazioni continuiamo a ribadire che chi detiene il
potere sceglie di rimanere cieco di fronte all’ovvietà.
Le soluzioni esistono, ma sono scomode per chi vuole arricchirsi attraverso lo
sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici.
1. Occorrono soluzioni abitative pubbliche dedicate ai lavoratori, specialmente
per i lavoratori immigrati. Non bastano dormitori, dove non è garantita la
dignità. Inoltre il ricongiungimento familiare è possibile solo con la
regolarità d’affitto e i documenti di residenza in ordine.
2. Le assunzioni devono avvenire in maniera diretta. Ove circolano i grandi
flussi di denaro, fioriscono pratiche e atteggiamenti mafiosi. Eliminare le
false cooperative, significa eliminare l’intermediario che specula
sull’operaio.
3. I veri responsabili vanno nominati: non soltanto le false cooperative, ma
anche il comparto delle aziende agroalimentari, che da Foggia e Rosarno fino
al Piemonte alimenta il circolo del lavoro povero, e che fa leva sulle
fragilità dei soggetti più precari, per ricattarli con paghe misere e
contratti fasulli o inesistenti.
Una delle aggravanti è il fatto che gran parte del vino delle Langhe è un
prodotto di lusso, non un prodotto della grande distribuzione. Alla luce di ciò,
sono ancor più imperdonabili le condizioni al limite dello schiavismo subite da
persone di cui portiamo il racconto.
Tutto questo va contestualizzato: Alba è la città che ospita alcune tra le più
grandi e ricche aziende/società d’Italia. La fiera del tartufo di ottobre e
vinum in primavera sono due eventi che raccolgono capitali e attenzioni enormi.
Ci vediamo in piazza il 9 ottobre per la manifestazione dei collettivi.
Seguiteci per news.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di
Augustin Bruno Breda RSU presso Electrolux Italia Spa e Componente Comitato
Centrale Fiom sulla retro marcia apparente che Electrolux ha presentato davanti
al governo.
Electrolux fa marcia indietro sui licenziamenti forzati, ma il prezzo sociale
della ristrutturazione resta altissimo. Sotto la pressione della mobilitazione
operaia e del duro scontro sindacale, la multinazionale svedese
dell’elettrodomestico ha depositato le armi della cacciata unilaterale al tavolo
del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). La minaccia dei decreti
di espulsione immediata si converte in un “piano morbido”, fatto di uscite
esclusivamente volontarie e incentivate, sostenute dagli ammortizzatori sociali.
Una parziale vittoria del conflitto dal basso, che tuttavia non cancella lo
svuotamento strutturale dei siti produttivi del paese.
Buon ascolto
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Il terzo argomento della serata è stato quello del nuovo ddl scuola, che con una
riforma carica di razzismo, ha voluto più fare propaganda che agire sui bisogni
effettivi del sistema scolastico. In compagnia telefonica di Viviana del
Collettivo Ujamaà e redattrice di Radio Blackout, abbiamo voluto lanciare
l’assemblea organizzata dal collettivo, assieme a Docenti per Gaza, proprio
riguardo al ddl scuola, venerdì 9 ottobre:
Con l’ultimo decreto, l’opera di distruzione della scuola pubblica compie un
ulteriore, inquietante passo. La propaganda razzista non risparmia neanche i
bambini le bambine, ma anzi li strumentalizza per beceri fini di campagna
elettorale.
Come collettivi e realtà che si occupano di antirazzismo a ogni livello, non
possiamo esimerci dall’opporci con forza a questo ennesimo attacco alla scuola
pubblica, che nei prossimi mesi potrebbe diventare un nuovo baluardo del
razzismo e dell’islamofobia di stato. Sappiamo bene quali sono i problemi della
scuola: infrastrutture fatiscenti, docenti che non bastano, classi pollaio,
riforme che non altro obiettivo se non quello di rendere gli studenti sempre più
ignoranti e proni all’obbedienza. Il nemico della scuola non sono gli studenti
stranieri e le loro famiglie, bensì i governi di ogni colore che negli ultimi
decenni hanno sottratto fondi all’istruzione pubblica per impiegarli nel riarmo
e nel finanziamento delle scuole private.
Venerdì 9 ottobre ci troviamo nel quartiere Aurora, uno dei più meticci della
nostra città, per confrontarci su come costruire insieme una risposta popolare a
questo decreto. Diffondi la voci e invita collegh* e amic*!
Buon ascolto
Tag - Electrolux
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di
Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo
industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva
di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a
tempo determinato).
Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che
erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed
azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira
nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive?
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti
di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in
compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a
spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004.
Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di
“contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato
a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e
a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del
sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica
militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi
protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza
fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania.
Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da
un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di
classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche”
presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella
loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre
noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza
del popolo palestinese.
Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a
noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna
muoversi. “
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo
un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza
dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita
Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano.
Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione
ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di
lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di
fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere.
Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle
forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di
corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il
presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto.
Buon ascolto
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Roberta,
una lavoratrice del call center Generali, che assieme alle sue 19 colleghe sta
lottando contro la prospettiva del licenziamento previsto per il 15 giugno.
Infatti la cooperativa Pro&Out, subappalto di Generali, a marzo aveva annunciato
questa mossa, perchè la committenza diceva di non poter più sostenere l’alto
costo del lavoro delle operatrici di call center.
Vale la pena ricordare che la paga oraria a loro tutt’ora spettante ammonta a
7,28 euro lordi l’ora grazie all’inquadramento con il famigerato contratto
collettivo nazionale Multiservizi, infatti il committente Gap s.r.l. avrebbe
voluto applicare un contratto pirata con condizioni di lavoro e paga peggiori.
E così dopo il primo presidio sotto la sede della Regione Piemonte, all’apertura
di una serie di tavoli di trattativa, le lavoratrici assieme al SiCobas Torino,
hanno lanciato un appuntamento sempre lì,il 20 maggio in Piazza Piemonte 1 alle
10, con l’intento di avere delle risposte concrete da chi le sta facendo pendere
una spada di Damocle sul capo da marzo.
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata è stato quello del nuovo piano industriale di
Electrolux che prevede circa 1700 esuberi negli stabilimenti italiani, lo
abbiamo affrontato in compagnia di Cinzia RSU FIOM Forli per Electrolux. In
breve da un comunicato degli RSU Fiom:
“La multinazionale Electrolux ha annunciato un piano industriale fortemente
contestato, che prevede ben 1.700 esuberi in Italia, una cifra che rischia di
salire a 1.900 se si considerano i lavoratori con contratti a termine. La
contrazione mette in serio pericolo l’intero comparto produttivo del “bianco”
nazionale. A Susegana, storico polo dell’azienda, gli operai sono immediatamente
e nuovamente scesi in sciopero per due ore per manifestare il proprio dissenso:
il timore diffuso tra i lavoratori è quello di vedere svuotate le fabbriche e di
subire il dramma del licenziamento, evocando i fantasmi della dura crisi già
affrontata nel 2014.
La reazione della politica e delle istituzioni locali.
Il fronte istituzionale si è compattato in modo netto contro i vertici
aziendali:
Regioni e Governo: il presidente del Veneto, Alberto Stefani, e il ministro
delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno definito “inaccettabili” i
tagli lineari proposti. Il Governo chiederà formalmente il ritiro del piano
nell’incontro fissato per il 25 maggio a Roma, esigendo un nuovo progetto che
tuteli l’occupazione ed escluda i licenziamenti collettivi.
I Sindaci del Territorio: ben 18 sindaci della Marca Trevigiana, guidati dal
primo cittadino di Susegana Gianni Montesel e da quello di Conegliano Fabio
Chies, si sono uniti ai sindacati e ai delegati Rsu per chiedere di essere
ammessi al tavolo delle trattative nella Capitale. L’obiettivo è difendere il
tessuto economico locale e scongiurare un devastante impatto sull’indotto
industriale della cosiddetta white Valley”
Buon ascolto