In Piemonte si stanno intensificando due vertenze che coinvolgono centinaia di
lavoratrici e lavoratori in settori diversi ma accomunati da scelte aziendali
che scaricano i costi delle riorganizzazioni produttive su chi vive del proprio
salario. Dai servizi alla manifattura, i padroni avanzano con piani industriali
che privilegiano la riduzione dei costi, lasciando sui territori incertezza e
mobilitazioni.
Nel caso della multinazionale dei call center Konecta, la decisione di chiudere
le sedi di Asti e Ivrea e di accentrare le attività su Torino riguarda oltre
mille addetti. La ristrutturazione viene legata anche ai processi di
digitalizzazione e automazione, che consentono alle imprese di difendere i
propri margini, ma che mettono a repentaglio le condizioni di vita di centinaia
di famiglie tra trasferimenti forzati ed esuberi. La difficoltà di confronto ai
tavoli istituzionali ha ulteriormente aggravato la tensione.
Parallelamente, la crisi della Primotecs di Avigliana, nel settore automotive,
mette a rischio circa 158 posti di lavoro. La prospettiva di chiusura ha spinto
lavoratori e sindacati a mobilitarsi, chiedendo un confronto che non si limiti
alla gestione degli esuberi ma apra a ipotesi di rilancio produttivo.
Nei due audio che seguono, Alberto Revel della SLC CGIL e Toni Inserra della
FIOM CGIL intervengono sulle rispettive vicende.
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È di questi giorni la pubblicazione sul sito della Città della Salute e della
Scienza l’avviso pubblico legato all’assegnazione della famigerata stanzetta
dell’ascolto. Un nuovo bando dopo lo stop del Tar e si candida lo stesso ente di
prima. Marrone ne fa ulteriormente elemento di propaganda, mostrando ancora una
volta il valore simbolico che questo progetto ha per la destra reazionaria. Una
propaganda che si gioca nuovamente sui nostri corpi e sui nostri diritti. Un
commento a caldo, insieme al coordinamento salute di Non Una di Meno Torino.
Davide Zappalà di Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento al piano
sanitario che prevede il ritorno all’elettroshock in Piemonte.
La più famigerata delle torture psichiatriche potrebbe essere utilizzata con i
“depressi gravi”. Oggi si chiama Tec e viene somministrata in anestesia. Una
scarica elettrica umanitaria. Peccato che i deficit cognitivi e di memoria che
ne derivano mostrano il fine disciplinare e non terapeutico di questa pratica.
Ne abbiamo parlato con Alberto del Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud.
Il Collettivo è autore di un libro Elettroshock edito da Sensibili alle foglie
Ascolta la diretta:
Nelle ultime settimane il tema della sanità piemontese e dei suoi buchi neri è
all’ordine del giorno. In particolare vengono sollevate alcune questioni
centrali come le liste d’attesa infinite, il finanziamento alla sanità privata a
scapito del pubblico, l’assenza di medici di base e i fallimenti del progetto di
case di comunità, esempio di lungimirante […]
Da NUDM Torino: Il nostro comunicato per la giornata di oggi al Consiglio
Regionale! In queste settimane a Torino sono migliaia le persone che si
mobilitano per chiedere la chiusura immediata della cosiddetta “stanza
dell’ascolto”, assegnata dalla direzione sanitaria del Sant’Anna e della Città
della Salute di Torino al Movimento per la Vita Piemonte – […]
E’ uscito un appello firmato a nome di quattordici personalità nell’ambito della
sanità e della scienza per tutelare il servizio sanitario nazionale, qui è
possibile leggerne il contenuto. Il tema viene sollevato mettendo in relazione
la questione della salute con fattori ambientali e sociali, sottolineando come
la garanzia all’accesso alla cura e all’assistenza sia direttamente […]