Stagnazione dei salari reali e aumento delle retribuzioni nominali lorde
incapace a compensare l’aumento dell’inflazione, in parte anche per la lentezza
dei rinnovi contrattuali (il tempo medio è di oltre due anni) e per gli anomali
livelli di crescita dei prezzi registrati nel biennio 2022-2023. È quanto emerge
dall’Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti in Italia,
appena presentata a Roma e realizzata dal Coordinamento generale Statistico
attuariale e dalla direzione centrale Studi e ricerche dell’Inps.
Nel settore privato le donne continuano ad avere retribuzioni medie effettive
molto più basse di quelle degli uomini. “Si conferma la forbice tra le
retribuzioni in base al genere. La retribuzione media annua delle donne,
infatti, è circa il 70% di quella degli uomini.
A fronte della stagnazione dei salari e alla crescita dell’inflazione senza piu’
meccanismi automatici di protezione del potere d’acquisto dei lavoratori ,si
assiste dal 2014 ad un trasferimento di risorse a vario titolo alle imprese per
quasi 40 miliardi.
Ne parliamo con l’economista Andrea Fumagalli
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Il XXII Rapporto Annuale dell’INPS dice che i working poors in Italia sono il
6,3% dei lavoratori, una “componente marginale del totale”, come viene riferito
dopo aver riportato i numeri: 871.000, di cui solo 20.000 per questioni di
salario, lo 0,2%. Eppure, solo l’anno scorso, i numeri erano decisamente più
preoccupanti: il 30% dellx lavoratorx […]