Dalla crisi di Ceuta nasce una nuova offensiva europea contro il diritto
d’asilo. Mentre Meloni e Piantedosi rilanciano il modello Albania e chiedono
centri di detenzione fuori dall’Unione, Bruxelles apre …
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Tutte le strade per scendere dalla valle bloccate con controlli a tappeto e
identificazioni in risposta alla mobilitazione di sabato contro i cantieri della
devastazione in Val di Susa che ha visto la pertecipazione di almeno 20mila
persone.
Il movimento No Tav ha indetto per le ore 14:30 di oggi a Venaus una conferenza
stampa e un presidio in solidarietà alle migliaia di persone che ancora sono al
campeggio.
Il commento di Martina del Movimento No Tav:
Sono stati effettuati controlli anche alle stazioni di Porta Nuova a Torino e
nelle stazioni Centrale e di Lambrate a Milano e persino auto smontate per
verificarne il contenuto. Al seguito dei controlli alle persone identificate
viene fatto un video testa piedi.
Riprendiamo il comunicato di NOTav.Info:
Questa mattina, le forze dell’ordine e la Digos di Torino hanno istituito
massicci posti di blocco all’uscita del perimetro del Festival Alta Felicità.
Su tutte le strade verso Susa non si passa se non identificati.
Non a caso giunge notizia che sono attesi in visita al cantiere di Chiomonte
Piantedosi e Meloni.
Una strategia di pressione e di prova di forza voluta dalla Questura di Torino e
dal Governo per rispondere alla grande manifestazione di massa di sabato e alla
partecipazione di migliaia di giovani al Festival Alta Felicità.
Le reazioni istituzionali di ieri dimostrano che Governo e partiti di ogni
colore non sanno più in che modo mettere una toppa sul buco: invece di assumere
che l’opera è inutile, vetusta, che i lavori procedono a rilento e che serve
solo a portare i soldi ai soliti noti, cercano di spostare l’attenzione.
È cosa nota invece che questa opera non si farà ma si vuole prolungare la
pagliacciata.
Questi giorni accendono la luce sulla voglia di esserci e difendere il proprio
territorio dagli interessi di aziende, mafie e partiti
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strumento repressivo del governo Meloni è già sotto assedio nei tribunali.
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