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Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Antonio Amoroso della
CUB trasporti nazionale, sull’incontro che si terrà a Bruxelles il 23/06/26 su
salari e povertà in Italia.
È una vera e propria emergenza: lavoro povero e pensioni da miseria sono sulla
bocca di tutti ma nessuno ha intenzione di affrontare e risolvere. Con l’aiuto
del nostro ospite abbiamo analizzato i temi che si affronteranno:
1- Come mai pensione e salario sono fermi al palo da anni?
2- serve una legge su salario minimo
3- del reclamo al comitato dei diritti sociali d’Europa
4- la vertenza salariale non si può più rimandare
5- lo scippo sul diritto allo sciopero in corso da anni
6- una auspicabile unione del sindacalismo di base per difendere
lavoratori, pensionati e masse popolari
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata è stato quello dei fenomeni paraschiavisti
attivi nel nostro paese, a seguito delle ultime notizie di cronaca che hanno
portato nuovamente alla ribalta del dibattito pubblico queste dinamiche. Con
l’aiuto di Valeria, Ispettrice del lavoro del sindacato USB, siamo andati alle
radici della questione, tracciando un quadro che descrive lo sfruttamento
intensivo e l’intenzione delle istituzioni a favorire questi processi, piuttosto
che ad arginarli. Un’ ulteriore aspetto su cui ci siamo concentrati è come i
mezzi di informazione trattano questi temi, ovvero in una maniera profondamente
razzista che cerca di individuare nell’aguzzino straniero il caprio espiatorio,
coprendo ogni volta le responsabilità di quelle figure italiane che dovrebbero
proprio garantire la legalità dei processi.
Buon ascolto
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Il terzo argomento della serata è stato quello dello sciopero generale della
cultura lanciato per il 12 giugno:
“Un anno fa abbiamo pubblicato un appello per uno sciopero generale della
cultura. Da allora abbiamo avviato un percorso con associazioni, realtà e
sindacati per condividere rivendicazioni e costruire insieme uno sciopero che
non ha precedenti.
Adesso, finalmente, ci siamo! Il 12 giugno avremo finalmente la possibilità di
scioperare e scendere in piazza per manifestare la nostra contrarietà a un
sistema culturale basato su sfruttamento, lavoro povero, precarietà e
disinvestimenti.
In più di dieci anni di vita, la nostra associazione ha raccolto tante
testimonianze di lavoratori e lavoratrici da ogni parte d’Italia, con le più
disparate forme contrattuali e operanti nei più diversi ambiti del settore.
Tutte diverse ma tutte accomunate dalla voglia di denunciare e provare a
cambiare condizioni lavorative indegne. Abbiamo sostenuto vertenze,
manifestazioni, seguito cambi di appalto, fatto informazione e ricordato, ogni
volta che ne abbiamo avuto la possibilità, quali sono i nostri diritti.
In tanti contesti lavorativi abbiamo assistito a cambiamenti positivi, per altri
la strada da fare è ancora lunga. Non possiamo trasformare il settore culturale
in un giorno e da soli, ma abbiamo bisogno della solidarietà, dell’impegno e
della partecipazione di tutte e tutti.
Per questo vi invitiamo ad aderire allo sciopero generale della cultura
proclamato dai sindacati FP CGIL, CUB, ADL COBAS, COBAS lavoro privato, CLAP e
USI cts per il 12 giugno!
Scioperare insieme ad altre migliaia di persone significa condividere le stesse
lotte, riscoprire e rivendicare i propri diritti, non sentirsi soli in un
settore lavorativo che ha fatto della frammentazione e dell’isolamento uno
strumento di controllo.
Rompiamo la retorica della bellezza e della passione per denunciare in modo
deciso le condizioni di chi quel patrimonio lo tutela e valorizza ogni giorno
con professionalità e competenze spesso non riconosciute.
Non rimaniamo zitti davanti a chi ci fa credere che vada tutto bene e chiediamo
fermamente riconoscimento, salari e contratti adeguati, stabilità, rispetto dei
diritti e stop al volontariato sostitutivo e alle partite iva coatte!
Impediamo che l’economia di guerra disincentivi ulteriormente gli investimenti
nella cultura, vittima di continui tagli, becera propaganda e art washing.
Lo sciopero durerà solo un giorno, ma l’ondata di cambiamento che saremo capaci
di sollevare potrà durare ancora a lungo.
Le nostre rivendicazioni sono chiare.
Non ci resta che scioperare.
Per la dignità, contro ogni sfruttamento.
Continuate a seguirci per rimanere aggiornati/e e se avete qualche domanda
scrivici a miriconosci.beniculturali@gmail.com”
Buon ascolto
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