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Social vietati ai minori, arriva l’app europea per la verifica dell’età.
L’Unione europea procede verso una stretta per i minorenni sui social. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato che la nuova app per la verifica dell’età è pronta all’uso, segnando il passaggio dalla fase di progettazione a quella operativa. “È nostro dovere proteggere i nostri figli nel mondo online, così come facciamo nel mondo offline. E per farlo in modo efficace, abbiamo bisogno di un approccio europeo armonizzato”, ha detto von der Leyen. Oggi come oggi, gli Stati procedono in ordine sparso. Francia e Portogallo hanno già vietato l’accesso ai minori a determinate piattaforme, Parigi sotto i 15 anni di età e Lisbona sotto i 13, mentre altri Paesi membri stanno valutando provvedimenti simili, seguendo un approccio nazionale. Con Hagar Taamallah, di Privacy network, cerchiamo di fare chiarezza sul tema, parliamo del rischio che strumenti presentati come soluzioni per la protezione dei minori possano, nella realtà, trasformarsi in infrastrutture di sorveglianza pervasiva, con impatti rilevanti sulla privacy e della necessità di un approccio integrato – e quindi anche educativo e culturale – alla protezione dei minori online. Ascolta e scarica l’approfondimento. Per approfondire: https://privacy-network.it/news/novita/i-minori-nella-societa-digitale-cosa-sta-succedendo-in-europa/
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Rapporto Sipri. Il boom nel commercio d’armi
Negli ultimi cinque anni l’Europa è diventata il principale importatore di armi a livello globale. Secondo i dati dell’ultimo rapporto pubblicato ieri dallo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), le importazioni del vecchio continente sono più che triplicate rispetto al quinquennio precedente. L’Europa è ora la regione più importante per le importazioni di armi, mentre tra il 2016 e il 2020 le principali regioni importatrici erano Asia e Oceania (42% di tutte le importazioni) e Medio Oriente (32%). L’Europa si trovava al terzo posto, ma molto più indietro (12%). Ora invece si posiziona al primo posto al mondo con il 33% della quota. Seguono da vicino Asia e Oceania (31%) e Medio Oriente (26%). “Il forte aumento dei flussi di armi verso gli stati europei ha spinto i trasferimenti globali di armi a un aumento di quasi il 10%”, osserva Mathew George, uno degli autori del nuovo studio Sipri. La crescita è determinata soprattutto dalla guerra in Ucraina e dal rafforzamento delle capacità militari degli stati europei. Allo stesso tempo, le esportazioni totali degli Stati Uniti, il principale fornitore di armi al mondo, sono aumentate del 27%. Questo include un aumento del 217% delle esportazioni di armi statunitensi verso l’Europa, specifica il Sipri. Ne abbiamo parlato con Carlo Tombola di Weapon Watch Ascolta la diretta:
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