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[2026-06-02] ANTI-RAP Barre contro le sbarre @ Csoa Gabrio
ANTI-RAP BARRE CONTRO LE SBARRE Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino (martedì, 2 giugno 17:00) ANTI-RAP al Csoa Gabrio. Barre contro le sbarre: perché anche il lavoro a modo suo è una condanna. LIVE nel cortile del CSOA GABRIO. Una furga a fare da stage prima e dopo un crepuscolo che in questi giorni arriva sempre più tardi (come un corriere indisciplinato...). Cibo, birrette e qualche drink speciale il cui ricavato andrà a sostegno della famiglia di un giovane lavoratore la cui vita è stata stroncata troppo presto da una consegna. Dal lavoro fatto per pagarsi gli studi. Ad alternarsi sul palco - Ma7di - Sicala - Pix - Digiuno - Dj TryCatch - RWA - DJ Nosci h. 17 apertura giardini h. 18 inizio concerti Ci vediamo lì ❤️‍🔥
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[2023-11-09] GOVERNARE (DA)I MARGINI @ Giardini Giuseppe Saragat - Torino
GOVERNARE (DA)I MARGINI Giardini Giuseppe Saragat - Torino - Via Ruggero Leoncavallo, 10154 Barriera di Milano, Torino TO (giovedì, 9 novembre 18:00) GOVERNARE (DA)I MARGINI [https://gancio.cisti.org/media/24697c0dda50c756d40755e5e7749b29.jpg] SANCIRE, PREVENIRE E PUNIRE. Discussione attorno alla stretta repressiva verso giovani e minorenni. Questo momento verrà organizzato in vista del corteo dell'11 novembre contro il carcere e la società di cui ha bisogno perchè sentiamo il bisogno di analizzare le politiche statali degli ultimi tempi. Da sempre l’utilizzo delle decretazioni d’urgenza, che agiscono sui fenomeni sociali e politici in chiave emergenziale, sono utili a far passare delle strette repressive per la società. Gli ultimi, promulgati dal governo Meloni, il decreto anti-rave, Caivano, Cutro e il pacchetto sicurezza, si inseriscono in questo solco alimentandosi di - e alimentando - una narrazione asfissiante che cerca di predare la paura e la precarietà generate dalla contemporaneità fatta di guerre, devastazioni climatiche e crisi economiche per aggravare la stretta repressiva e peggiorare la vita di sfruttati e oppressi. Nello specifico il Decreto Caivano rende esplicita la volontà governativa di sancire nuovi soggetti criminali all’interno di certe fasce sociali, generazionali e territoriali (in particolare, ancora una volta nella storia del colonialismo interno messo in atto dallo Stato unitario, il meridione italiano), sdoganando una presenza controllante e repressiva sia preventiva che punitiva. Lo Stato agisce, ancora una volta, una diluizione della dimensione carceraria e militaresca nella società attraverso il disciplinamento non solo dei e delle giovani, utilizzando come deterrente le misure amministrative e quelle penali; ma anche esacerbando il concetto di responsabilità genitoriale (sistematizzando la punibilità di coloro che vengono individuati come inadempienti) e delle istituzioni scolastiche nel contenimento delle cosiddette “devianze”. Non possiamo leggere questo decreto in esclusiva chiave emergenziale. Esso, come gli altri, ha insito l’obiettivo governativo di creare dei capri espiatori per rafforzare le sue basi repressive, applicabili ad un ampio spettro del tessuto sociale, in un'ottica di ulteriore desertificazione del conflitto. A partire dal decreto Caivano e da alcuni approfondimenti e racconti di esperienze vissute, discuteremo dei protocolli di deradicalizzazione nelle scuole e in città, del dominio della disciplina, delle dinamiche di potere e della repressione poliziesca nelle scuole.
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