di Rete tfq molisana Dalla solidarietà ad Ahmad Salem al saluto sotto il
carcere: denunciate due persone per aver spezzato l’isolamento e contestato
galere, repressione e complicità nel genocidio in …
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L’avviso pubblico del comune di Torino per l’assegnazione degli spazi di corso
Ferrucci 65/a, meglio conosciuto come Comala, ha visto una cordata di enti, che
ambiscono a promuovere sturt up e ad accelerare imprese, aggiudicarsi il bando.
Dopo 15 anni in cui è stata data forma e vita ad attività, posti di lavoro e
progetti partecipati quotidianamente da centinaia di persone, un colpo di spugna
del Comune vorrebbe cancellare questa esperienza di aggregazione e gestione di
spazi pubblici.
Social Innovation Teams, Eufemia, Paolo Landoni e Pasquale Lanni: i nomi noti –
non per meriti – a guida della cordata.
Oltre il danno la beffa. Non solo, l’avviso pubblico è stato strutturato dal
Comune partendo e prendendo spunto – o meglio appropriandosi – delle attività
costruite negli anni da Comala, ma i vertici della cordata sono arrivati nei
giorni scorsi a dichiarare con una certa arroganza tutta accademica, di avere
come obiettivo quello di “fare meglio di Comala”, pur avendone di fatto copiato
la progettualità.
Senza una esplicita messa a profitto, non solo degli spazi, ma anche di ogni
attività umana, le possibilità di gestire luoghi pubblici si rivela sempre più
ridotta. Eppure da quanto si muove attorno agli spazi e alle persone del Comala,
sembra che la decisione dell’amministrazione non avrà vita facile.
Insieme ad una lavoratrice di Comala ne parliamo ai microfoni di Radio Blackout:
Licenziato da uno store ufficiale di Milano-Cortina 2026 dopo aver risposto alle
provocazioni sioniste con due sole parole: “Free Palestine” Il suo nome è Ali
Mohamed Hassan e fino a …
Homan annuncia la fine dell’Operation Metro Surge, Walz parla di trauma. Ma
l’agenzia si espande e Minneapolis diventa un laboratorio di resistenza «Fine
dell’operazione in Minnesota». L’annuncio è arrivato il …
CONSIGLI PRATICI E INFORMAZIONI UTILI SU REPRESSIONE E REAZIONE COLLETIVA Perché
questo pieghevole? I governi con i loro apparati repressivi puntano a limitare
ogni possibile forma di contestazione e dissenso.…
Comunicato di giornalist3 e operator3 dell’informazione contro la campagna
mediatica orchestrata da molte/i colleghe/i e testate giornalistiche contro
associazioni e gruppi palestinesi in Italia. Come giornaliste/i e operatori
dell’informazione, condanniamo …
Dall’insediamento del governo Meloni, accanto agli sgomberi più discussi del
Leoncavallo e di Askatasuna, nella città di Roma si sono susseguiti sgomberi di
occupazioni a ritmo costante.
All’alba del 29 Gennaio, infatti, mentre veniva sgomberato lo Squat ZK di Ostia,
al sesto ponte del Laurentino L38 Squat riceveva tramite affissione un avviso
che fissa lo sgombero in 30 giorni.
Le lotte e le forme di resistenza quotidiane portate avanti negli anni insieme e
vicino alle persone che vivono quartieri nel mirino della speculazione e nei
quali la vita viene resa sempre più insostenibile dalle istituzioni, hanno reso
possibili relazioni attraverso le quali provare a resistere. Lo dimostra una
lettera scritta da abitanti del quartiere Laurentino 38, dopo un incendio
avvenuto in uno degli alloggi Ater dove non viene effettuata la manutenzione
degli impianti di riscaldamento: “Qui tra le fiamme si muore“.
[…] Ci vogliono isolati, sospettosi dell’altro e deboli, per poterci
controllare. Così i luoghi di incontro, le nostre piazzette, i nostri muretti e
i nostri vicini, diventano nemici da combattere, spazi da sgomberare, persone da
silenziare, comunità da perseguitare. […] Lo squat è casa nostra! Sono i vicini
a cui andiamo a bussare quando nessuno ci apre la porta. […] Quando lo squat
verrà sostituito dall’ennesimo cantiere che resterà incompiuto, tutti avremo
perso e la solitudine farà più paura della violenza.
La risposta a sgomberi e minacce quindi rilancia: “Occupiamo ancora, facciamo
piangere i ricchi e i politici”.
Il 14 Febbraio è prevista una street parade che attraverserà il quartiere del
Laurentino, per ritrovarsi sotto cassa e celebrare quelle relazioni grazie alle
quali si trova la forza di resistere.
Grazie al contributo di una compagna di L38Squat raccontiamo sulle libere
frequenze di Radio Blackout come si prova a resistere in questa periferia
romana.
Ascolta qui:
Sabato 31 saremo tuttə al corteo nazionale, solidali con Askatasuna e con tutti
gli spazi sociali occupati che come noi lottano ogni giorno.
Scenderemo in piazza contro le politiche repressive e fasciste di questo
governo, contro lo sgombero degli spazi che da sempre rappresentano luoghi di
rottura dei meccanismi che reggono il capitalismo contemporaneo, contro chi ci
vorrebbe mutə e addomesticabili.
Askatasuna non è solo un luogo fisico, lo sappiamo; è un’idea, un simbolo, un
movimento che non si ferma sigillando le porte di un edificio.
Askatasuna è parte viva e pulsante della città e del quartiere Vanchiglia, come
lo sono tutti gli spazi occupati che nei quartieri si radicano e costruiscono
alternative dal basso.
Per questo assume ancora più importanza essere lì e rivendicare insieme che i
centri sociali e gli spazi autogestiti non sono un fine ma devono continuare ad
esistere come mezzo a disposizione di tutt per continuare ad organizzarsi e a
costruire comunità resistenti.
Ci vediamo sabato 31 a Porta Susa alle 14:30.
ASKA NON SI TOCCA
GIÙ LE MANI DAGLI SPAZI SOCIALI
MANIFESTAZIONE ANTIFA
Piacenza - Via IV NOVEMBRE
(sabato, 24 gennaio 14:00)
Quando andare in onda con una trasmissione per le persone recluse se non durante
le feste? Quando l’isolamento della detenzione e la voglia di libertà si fanno
sentire di più?
Condividiamo il podcast della densa puntata natalizia di Aria, per inaugurare un
anno di lotte e qualche nuovo contenuto: tipo le letture in pillole!
Ovviamente il minestrone musicale che va dal neomelodico alla trap, passando per
il pop e talvolta qualche canto anarchico non cambierà mai
In questa puntata oltre alle dediche anche qualche info sullo sciopero della
fame de* prigionieri e prigioniere di Palestine Action!
Buon ascolto e TUTT* LIBER*
Parte 1:
Parte 2:
Ripeterlo non fa mai male: per le dediche e ogni altra informazione da
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