FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO
Area Pedonale Via Balbo - Via Cesare Balbo, 10124, Torino
(giovedì, 23 aprile 18:00)
Militarizzazione e sicurezza nella deriva autoritaria
Sono anni che le retoriche politiche insistono con forza sempre maggiore sul
concetto di sicurezza, coniugandolo al bisogno in proclami belligeranti, spesso
urlati, nei quali il quotidiano delle città e delle nazioni viene descritto come
un campo di battaglia in cui bisogna difendersi, preferibilmente attaccando, da
una minaccia rappresentata ora dalle persone migranti, ora dalle realtà sociali
che propongono alternative al capitalismo e alla mercificazione di ogni aspetto
della vita, ora dalle armi a lunga gittata degli Stati considerati ostili.
Retoriche, queste, che non restano solo tali perché legate a modelli di sviluppo
economico di tipo estrattivo che richiedono, per funzionare, politiche di
repressione ed esclusione, di sfruttamento, di invasione coloniale e di morte
gestite con enorme discrezionalità dagli eserciti e dagli apparati di polizia,
dentro e fuori i propri confini.
Non é un caso che buona parte dei più potenti governi mondiali abbracci oggi una
dimensione autoritaria, recitando una narrazione in cui gli interessi della
cosiddetta “nazione” dovrebbero essere tutelati a fronte di costanti minacce
esterne o interne. In questo contesto lo spirito sovranista é funzionale a una
nuova corsa al profitto, oggi messa a servizio attraverso il riarmo, la guerra,
e la finanziarizzazione dei relativi processi economici che non conosco nulla di
“confini” o di interessi del “proprio popolo”.
Tuttavia esiste, e non è negabile, un bisogno di sicurezza che proviene dal
basso, tra le fasce della popolazione in via di impoverimento e già impoverite.
I temi sono quelli conosciuti: spaccio e consumo di sostanze stupefacenti,
disgregazione sociale, degrado urbano, mercificazione degli spazi, mancanza di
lavoro. Ma se é vero che questi fenomeni generano insicurezza sociale, la loro
risoluzione non si ottiene con maggiore sicurezza di tipo autoritario, perché
non é da lí, dalla mancanza di autorità, che derivano. Essi sono il frutto di un
sistema economico e sociale razzista, classista e ingiusto, la cui insicurezza
di fondo si combatte non con “decoro” e “ordine” ma con prevenzione, riduzione
del danno, investimento pubblico in cura e supporto a economie locali. Lo stesso
sistema che criminalizza le dimensioni sociali che si autorganizzano dal basso
per affrontare queste questioni, assumendosi anche le contraddizioni del caso.
Storicamente non è nuova la strategia del regime economico militare globale di
costruire nemici per riprodursi, dalla piccola alla grande scala la “sicurezza”
diventa l’unica risoluzione a problemi sociali complessi. In che modo oggi il
sistema capitalista si ristruttura e riarticola a fronte delle contraddizioni
che si approfondiscono?
Chi trae davvero beneficio dalle politiche che rinforzano o ridefiniscono i
confini, che militarizzano i quartieri e le istituzioni, che subordinano
l’economia alla produzione di armamenti? La sicurezza è un bene universalistico
o rappresenta piuttosto un dispositivo di esclusione della nostra
contemporaneità?
Michele Di Giorgio (relatore), storico, è ricercatore post-doc all’Università di
Bari nel progetto PRIN “Police and Social Change: the Challenges of Gender and
Ethnicity in Contemporary Italy”. Si occupa in particolare di storia della
polizia nell’Italia contemporanea, oltre che di polizia scientifica,
identificazione e sorveglianza tra ’800 e ’900. Ha pubblicato i volumi Per una
polizia nuova. Il movimento per la riforma della Pubblica Sicurezza (1969-1981)
(Viella, 2019) e Il braccio armato del potere. Storie e idee per conoscere la
polizia italiana (nottetempo, 2024).
Enrico Gargiulo (relatore) è docente di Sociologia generale all’Università di
Torino. Si occupa prevalentemente di cittadinanza, politiche sociali, sicurezza
e ordine pubblico. Tra le sue ultime pubblicazioni: (Senza) residenza:
l’anagrafe tra selezione e controllo (Eris, 2022), Polizia: un vocabolario
dell’ordine (con Giulia Fabini e Simone Tuzza, Mondadori Università, 2023),
Contro l’integrazione: ripensare la mobilità (Meltemi, 2024), Protocollo: uno
strumento di potere (elèuthera, 2026). Scrive per «Jacobin Italia» e «Napoli
Monitor».
Michele Lancione (moderatore) insegna Geografia politico-economica al
Politecnico di Torino e dirige il Master in Geografia e scienze territoriali
dell’Università di Torino. Si occupa di lotte abitative, con approccio critico
alla precarietà abitativa, concentrandosi su una lettura di stampo etnografico.
È co-fondatore del Radical Housing Journal e co-direttore del Beyond
Inhabitation Lab. Tra le sue ultime pubblicazioni: For a Liberatory Politics of
Home (Duke University Press, 2023) e Università e militarizzazione. Il duplice
uso della libertà di ricerca (Eris, 2023).
Valeria Verdolini (relatrice) insegna Inequalities and Social Mobility e Diritto
e mutamento sociale all’Università degli Studi di Milano. È responsabile del
coordinamento scientifico-organizzativo di Democrazia Futura e di Democrazia
Diffusa per Biennale Democrazia. Dal 2012 è presidente di Antigone Lombardia. I
suoi ultimi libri sono Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le
pratiche della libertà (Add, 2025) e Milano fantasma. Etnografie di una città e
delle sue infestazioni (Ombre Corte, 2025). Scrive per «Lucy», «Micromega»,
«CheFare», «TheItalianReview» e «doppiozero».
Tag - Solidarietà
CORPI (S)VINCOLATI
giardini di via saint bon - giardini di via saint bon
(venerdì, 27 marzo 15:00)
chiacchiera e aggiornamenti su solidarietà e complicità dentro e fuori le mura
a partire dalle esperienze repressive delle operazioni ipogeo e no ponte
dalle 15_aggiornamenti e chiacchiera
dalle 18_aperitivo benefit vegan
non ci sarà alcool, se lo vuoi portalo
FUORI TUTTX DA GABBIE E GALERE!
MANIFESTAZIONE ANTIFA
Piacenza - Via IV NOVEMBRE
(sabato, 24 gennaio 14:00)
CONCERTO DI NATALE IN BARRIERA DI MILANO 3° EDIZIONE (ENTRATA GRATUITA)
Torino -
(martedì, 23 dicembre 21:00)
✨🎭 23 dicembre 2025 • Ore 21 • Teatro Monterosa
Via Brandizzo 65, Torino
Ritorna la nostra festa.
Ritorna Avvalorando.
Ritorna l’abbraccio di Barriera di Milano.
Sul palco la grande orchestra di Nino Carriglio, per un viaggio nella musica
melodica italiana del Novecento: emozioni, memoria, comunità che si stringe.
Una serata gratuita, aperta a tuttə, alle associazioni che vogliono portare un
loro saggio e saluro, ai vicini, a chi vive Barriera e a chi vuole viverla con
noi.
Perché il vero regalo non sono le camionette dell’esercito:
il vero regalo è la cultura che illumina, la musica che unisce, la bellezza che
ci tiene vivi.
Quest'anno graditi ospiti la comunità della Guinea francofona di Torino e
l'associazione italo/cinese Zhisong.
Prenotazione obbligatoria:
info@avvalorando.org
(Con preghiera di disdetta se non potete venire: i posti sono limitati)
Evviva! ✨
"INFEDELE ALLA LINEA" NIENTE SOLIDARIETÀ SILENZIO CENSURA
Piazza Castello, Torino - Torino, piazza Castello
(lunedì, 1 settembre 00:00)
L’attivista marocchina LGBT IBTISSAME LACHGAR (Betty) è stata imprigionata il 10
agosto a Rabat per blasfemia, un reato che non prevede l’arresto preventivo in
Marocco ma che può portare dai 5 ai 10 anni di carcere.
Aveva indossato pubblicamente una maglietta con su scritto ALLAH È LESBICA .
Il processo fissato per il 27 agosto è stato rinviato di sette giorni.
E Betty resta in galera - in isolamento - nonostante sia paziente oncologica (ha
49 anni).
Betty che si dichiara atea, è ben nota per aver promosso il MALI movimento
alternativo per le libertà individuali e tutta una serie di iniziative,
prevalentemente performance, considerate provocatorie e blasfeme nel suo Paese,
che vanno dal bacio collettivo, al picnic durante il Ramadan.
Il 27 ci sono stati i vari presidi in Spagna davanti a consolati e ambasciate
del Marocco per rivendicare la sua libertà. Nonostante la notizia fosse
circolata poco. Così il presidio più numeroso è stato quello di Barcellona con 8
persone: 6 femministe e 2 anarchici, Madrid 7, Bilbao 6 e Algesiras 2.
Un po’ meglio in Francia, Betty ha anche la nazionalità francese .
In Italia non se ne parla neanche.
Ci domandiamo: come mai? Sappiamo bene che nei movimenti che si proclamano
antagonisti, alternativi radicali, rivoluzionari, persino fra gli anarchici,
dilaga una singolare attitudine legata al più bieco opportunismo politico e
all’ignoranza della storia dei movimenti. Quello di lasciar fare agli oggetti
delle proprie brame di inglobamento ciò che desiderano. Negli ultimi anni così
vediamo sui furgoni delle manifestazioni, come alla radio, personaggi urlanti
allah è grande! sventolare bandiere di Stati esistenti o in divenire. E
critiche, anche blande, all’integralismo religioso, venir bollate come
islamofobia, termine molto alla moda e razzismo, con relativi processi ed
espulsioni.
L’opportunismo politico ha sempre fatto schifo a noi anarchici che facciamo
politica per distruggerla (Proudhon), è la diarrea del motto autoritario “con
qualunque mezzo necessario“.
Ora si sprofonda nell’osceno e nell’assurdo e nel lesivo. E così addirittura le
aggressioni fisiche a compagne e compagni omosessuali o meno, divenute negli
ultimi anni oggetto di processi, e i processi prevedono giudici, sbirri,
esecutori… con condanne a vita, improvvisamente non sono più episodi gravi e gli
stessi aggressori seriali te li trovi la sera |al concerto - invitati - dove
possono riprendere le loro violenze a donne, gay, anziani o anche solo ad
individui isolati, a chiunque si presenti indifeso.
Se alcuni gruppi politici, dediti al proselitismo compulsivo, vivono la politica
come una fogna di baccagli e di stalking, strizzando l’occhio ai propri
aggressori e molestatori nella speranza di intrupparli - in massa - nelle
proprie fila, non tutti devono farne le spese.
Possiamo solo dire: siete la negazione di ogni prospettiva rivoluzionaria in
senso libertario. E state pedestramente ricalcando le tappe di vecchie politiche
autoritarie già penosamente fallite negli anni ‘70 con altro target.
Per quel che riguarda gli anarchici o coloro che si definiscono tali. Ricordiamo
che l’anarchia, pur non essendo un’ideologia, presenta alcuni punti fermi di
base senza i quali proprio non ci si può dire anarchici e non si sa più cosa sia
anarchia. Uno è la lotta contro le religioni oppressive. Prima di tutto quelle
monoteiste. L’uomo al potere inventa l’idea di dio per giustificare e nobilitare
gli stupri che gli assicurano il privilegio che potrà mantenere solo con l’uso
della violenza organizzata. Dall’idea di dio discende direttamente l’idea di
potere.
Quindi gli anarchici combattono apertamente l’oppressione religiosa a cominciare
proprio dal cristianesimo, dall’ebraismo e dall’islamismo: le più feroci.
Inoltre gli anarchici, combattono qualunque Stato, se no con l’anarchia proprio
non c’entrano nulla. “Come si fa ad essere così coglioni da pensare che ci sono
poteri buoni“ dice la canzone, insultando giustamente i miserabili della
politika, che noi anarchici chiamiamo semplicemente autoritari.
Non si pensava fosse necessario ricordarlo, ma siamo arrivati ad un punto di
degenero tale che, addobbate del “politicamente corretto”, vengono messe in
dubbio e accantonate le poche idee base, che praticate, fanno sì che l’anarchia
non sia un fantasma, ma ciò che fa tremare qualunque potere costituito.
Dunque, massima solidarietà a Betty Lachgar abbandonata da quasi tutti in
galera. Condividiamo le tue idee e le tue pratiche iconoclaste e le difenderemo
contro tutti i poteri esistenti o in formazione, anche quelli striscianti che
prendono alle spalle, ti creano il vuoto attorno e ti lasciano sola!
Barocchio squat garden west coast
28 agosto 2025
MOBILITAZIONE IN SOLIDARIETÀ AD ANNAN, ALÌ E MANSOUR
Tribunale de L'Aquila - Via xx settembre
(mercoledì, 25 giugno 09:30)
ALLA FINE SFASO
Parco della Colletta - Torino
(venerdì, 6 giugno 14:20)
‼️ALLA FINE SFASO‼️ il 6/06 alle 14:30 in colletta ci sarà un pomeriggio di
svago,di musica ,di birre e varie attività .
abbiamo la possibilità di esprimerci e di conoscere chi e ciò che ci circonda
fotografandolo con Elettostatika,oppure ballando, per esprimere la nostra
libertà con Asia e Ilaria.
Ci sarà PSO dove potrete prendere delle spille e delle pezze e infine Frangin
con stampe,toppe ecc..
dalle 16:30 ci sarà dj set tekno con @animatribe33 e @metalexo_at33:
vi aspettiamo numerosi!!
RACCOLTA SOLIDALE PER I DETENUTI DEL CPR DI TORINO
Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(martedì, 20 maggio 18:00)
Dopo due anni, torniamo a raccogliere beni di prima necessità per le persone
recluse nel CPR.
Il lager torinese ha riaperto ormai più di un mese fa; è cambiato l' ente
gestore, ma nella realtà nulla all'interno è cambiato.
I detenuti sono trattenuti in condizioni invivibili, sia in termini materiali
sia rispetto alla violenza quotidiana a cui sono costretti.
Da dentro chiedono di poter accedere a beni di prima necessità, come vestiti
puliti e biscotti.
Il cibo, "offerto" dal nuovo gestore Sanitalia, è immangiabile, esattamente come
in passato.
Dentro il cpr c'è uno spaccio alimentare dove i prezzi sono proibitivi (un pacco
di biscotti costa 7€).
La dignità di queste persone è oggi come allora calpestata ogni giorno nei modi
più disparati possibili.
La nostra solidarietà è un'arma, usiamola!
Ci sono due modi per farlo:
-facendo una donazione tramite satyspay
-portando i generi di prima necessità martedì e mercoledì dalle 18.00 alle 20.30
al CSOA GABRIO in Via Millio 42
CHE COSA SERVE?
(Leggi con attenzione)
BENI ALIMENTARI:
Caffè in cartone (in alluminio non entra)
Thè
Merendine
Zucchero in bustine (pacchi grandi non entrano)
Biscotti
Pan bauletto
BENI IGIENICI:
Shampoo
Balsamo
Bagnoschiuma
Crema corpo
(No plastica dura)
VESTITI (APPENA LAVATI!):
Tutto da uomo
Mutande (nuove)
Calzini (nuovi)
Pantaloncini
T-shirt
Polo
Magliette maniche lunghe
Felpe (togliere lacci)
Ciabatte di plastica dal 41 in sù (no parti di metallo)
RACCOLTA SOLIDALE PER I DETENUTI DEL CPR DI TORINO
Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(martedì, 13 maggio 18:00)
Dopo due anni, torniamo a raccogliere beni di prima necessità per le persone
recluse nel CPR.
Il lager torinese ha riaperto ormai più di un mese fa; è cambiato l' ente
gestore, ma nella realtà nulla all'interno è cambiato.
I detenuti sono trattenuti in condizioni invivibili, sia in termini materiali
sia rispetto alla violenza quotidiana a cui sono costretti.
Da dentro chiedono di poter accedere a beni di prima necessità, come vestiti
puliti e biscotti.
Il cibo, "offerto" dal nuovo gestore Sanitalia, è immangiabile, esattamente come
in passato.
Dentro il cpr c'è uno spaccio alimentare dove i prezzi sono proibitivi (un pacco
di biscotti costa 7€).
La dignità di queste persone è oggi come allora calpestata ogni giorno nei modi
più disparati possibili.
La nostra solidarietà è un'arma, usiamola!
Ci sono due modi per farlo:
-facendo una donazione tramite satyspay
-portando i generi di prima necessità martedì e mercoledì dalle 18.00 alle 20.30
al CSOA GABRIO in Via Millio 42
CHE COSA SERVE?
(Leggi con attenzione)
BENI ALIMENTARI:
Caffè in cartone (in alluminio non entra)
Thè
Merendine
Zucchero in bustine (pacchi grandi non entrano)
Biscotti
Pan bauletto
BENI IGIENICI:
Shampoo
Balsamo
Bagnoschiuma
Crema corpo
(No plastica dura)
VESTITI (APPENA LAVATI!):
Tutto da uomo
Mutande (nuove)
Calzini (nuovi)
Pantaloncini
T-shirt
Polo
Magliette maniche lunghe
Felpe (togliere lacci)
Ciabatte di plastica dal 41 in sù (no parti di metallo)
SOLIDARIETÀ NABAT 4
A barcellona - Barcellona
(venerdì, 9 maggio 00:00)