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Classi Pericolose 🚨 razzismo, repressione e propaganda
Il 2 settembre, a Torino, un ragazzo viene inseguito da agenti in borghese. Per sottrarsi alla macchina che lo bracca attraversa corso Principe Oddone e viene falciato da un auto. La dinamica è tutt’altro che chiara ma per la cronaca si tratta di un “pusher investito”. E’ proprio su questa sproporzione tra accaduto e racconto che ci siamo concentratə. La forza pubblica, storicamente interviene in un ordine sociale che la precede fatto di proprietà, confini, diseguaglianze o appartenenze. Per questo con ritorna con regolarità sugli stessi corpi, invertendone la polarita: sicurezza, degrado, decoro, emergenza e legalità, sono termini così generici che classificano senza dover descrivere. Il “bengalese” il “tossico” “il magrebino” sono i profili socio-razziali della paura. Come ci ha raccontato Folaye questo succede ogni giorno al Pilastro con l’intensificarsi dei controlli agli stranieri: una zona rossa o prigione urbana altamente controllata, con specifici protocolli basati sulla appartenenza razziale, legittimata da leggi pronte all’uso, scritte su misura per liberare il campo alle azioni di forza, per far si che le morti siano “accidentali”. Come la storia di Hamid Badoui,uscito cadavere dal carcere delle Vallette non si sa come nè perchè, sfuggito ai Lager in Albania, e poi incappato nel cassepipe dello Stato che non gli ha lasciato scampo. Come tutto ciò possa essere possibile lo spiegano i fatti: La propaganda arriva prima della forza e le prepara il campo. Stabilisce chi deve apparire minaccioso, chi merita credibilità, quale violenza può essere amministrata come routine e quale invece deve essere vista come scandalo; leggi sempre piu violente come il pacchetto sicurezza,lo scudo penale, il fermo preventivo fanno da complemento. La domanda che resta è semplice abbastanza da disturbare: quale ordine protegge la polizia, e chi paga il prezzo di quella protezione Questa trasmissione speciale nasce dall’incontro tra Harraga, Black In, Collettivo Ujamaa e Arsider. Contiene una selezione musicale a cura di dj Subumano
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Attacco in Mali e venti di guerra nel Sahel
Dedichiamo questa puntata di Black In ad analizzare ciò che sta succedendo in Mali nelle ultime settimane. Dal 25 aprile è in corso un’ampia offensiva militare coordinata dai militanti jihadisti di Jnim e da quelli del Fronte di Liberazione dell’Azawad (FLA), che hanno compiuto diversi attacchi nelle principali città del Mali, stringendo il governo e gli alleati russi dell’Africa Corps in morsa senza precedenti. Approfondiamo l’evolversi degli eventi  e gli scenari futuri con Andrea de Georgio, giornalista freelance che si occupa di Africa Occidentale.
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RBO al Festival Alta Felicità – in dialogo con Louisa Yousfi
Il termine “Barbari” viene utilizzato da Louisa Yousfi nel suo libro “Rester barbares” allo scopo di mettere in luce una trappola: da una parte il paradigma del razzismo proclamato, quello dell’estrema destra che definisce barbari i soggetti razzializzati e dall’altro lato il razzismo integrazionista, quello per cui occorre essere dei “buoni selvaggi”educati per essere all’altezza […]
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