In Siria dalle macerie del post-Assad si sta consolidando il regime di
Al-Sharaa, sostenuto dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti, oltre che dalla
Turchia. Il gruppo Hay’at Tahrir al-Sham (HTS) e l’Esercito Nazionale Siriano
(SNA), a cui si aggiunge una galassia di gruppi ribelli, poco dopo il suo
insediamento in seguito a una repentina vittoria contro Assad, ha iniziato a
prendere di mira le minoranze del Paese, con sfollamenti forzati e massacri di
civili delle minoranze di alawiti, cristiani e curdi.
Negli ultimi giorni l’offensiva di Al-Sharaa contro l’esperienza di autogoverno
dellx curdx ha preso la forma di attacchi nei quartieri curdi di Sheikh Maqsoud
e Ashrafiyeh, che fanno parte dell’Amministrazione autonoma democratica della
Siria del nord e dell’est (DAANES) anche se sono divisi, a livello territoriale,
dal resto della Siria nordorientale.
Dall’inizio di gennaio si è assistito a una forte escalation militare delle
milizie del regime di Damasco, che ha il sostegno di Trump e i soldi dell’Europa
(Al-Sharaa ha ricevuto la visita di Ursula Von der Leyen proprio durante i
giorni dell’offensiva delle sue milizie nei quartieri curdi di Aleppo, e ha da
lei ricevuto un sostegno finanziario da 620 milioni di euro). Mentre l’esercito
siriano attaccava i quartieri curdi di Aleppo, l’esercito turco ha schierato le
sue truppe lungo tutto il confine con il Rojava. Venerdì, il comandante in capo
delle Forze democratiche siriane (SDF), Mazloum Abdi, ha annunciato il
raggiungimento di un’intesa di cessate il fuoco che sta portando all’evacuazione
dellx mortx, dellx feritx, dellx civili intrappolatx verso i territori a
maggioranza curda dell’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est.
Persone provenienti da tutte le parti del Rojava hanno provato a raggiungere
Aleppo per unirsi alla resistenza, ma sono state fermate e bombardate.
Ne abbiamo parlato con una compagna attualmente in Rojava.
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In questo approfondimento facciamo un punto su questioni aperte, problemi e
prospettive della Siria contemporanea, a partire dalla visita del nuovo
presidente Aḥmad al-Sharaʿ alla Casa Bianca il 9 novembre scorso, il primo
incontro tra un presidente siriano e uno americano dall’indipendenza del paese
dalla Francia, nel 1946.
Abbiamo parlato con Hani El Debuch, Dottorando in Storie, Culture e Politiche
del Globale (UniBo), direttore della Special Task Force on Syrian Heritage
presso il Heritage International Institute e collaboratore di UNHCR in diversi
scenari di crisi, di questa visita, della situazione politica generale del paese
e del rapporto tra Siria ed Israele, che occupa le Alture del Golan dal 1967 e
ha effettuato una serie di attacchi e di manovre strategiche a partire dalla
caduta dell’ex presidente siriano Bashar Al-Assad
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta viaggiando in Medio Oriente
come annunciato da giorni incontrando diverse personalità politiche e
tratteggiando la sua strategia in politica estera. Al secondo giorno nel Golfo
Trump ha incontrato Al Sharaa, leader siriano. L’esito dell’incontro ha visto la
sospensione delle sanzioni contro la Siria e il ritiro dei […]
La fine di Assad in Siria.