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Rojava: proseguono gli attacchi del governo siriano contro il confederalismo democratico.
Ad Aleppo proseguono gli attacchi contro i quartieri curdi, colpiti con artiglieria, droni e armi pesanti da forze legate al governo siriano, con il sostegno della Turchia. I bombardamenti hanno causato vittime civili, distruzione di infrastrutture essenziali e l’interruzione dell’assistenza umanitaria. L’escalation si inserisce in una fase delicata: sono in corso negoziati, con mediazione internazionale, per l’integrazione delle Forze Democratiche Siriane nel Ministero della Difesa siriano. Secondo diverse fonti, ogni possibile avanzamento viene ostacolato dall’intervento di Ankara, che attiva milizie dell’area HTS, poi impiegate contro le aree a maggioranza curda. Il ricorso alla forza non è una novità né una soluzione. La lunga guerra contro l’ISIS ha già dimostrato come la violenza indiscriminata non basti a piegare la società del nord della Siria. In questo contesto, le proposte politiche avanzate da Abdullah Öcalan dal febbraio 2025 restano uno dei pochi riferimenti per una possibile uscita negoziale dal conflitto. Ne abbiamo parlato con Jacopo Bindi, dell’Accademia della Modernità Democratica.
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L’HTS attacca i quartieri curdi ad Aleppo
In Siria dalle macerie del post-Assad si sta consolidando il regime di Al-Sharaa, sostenuto dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti, oltre che dalla Turchia. Il gruppo Hay’at Tahrir al-Sham (HTS) e l’Esercito Nazionale Siriano (SNA), a cui si aggiunge una galassia di gruppi ribelli, poco dopo il suo insediamento in seguito a una repentina vittoria contro Assad, ha iniziato a prendere di mira le minoranze del Paese, con sfollamenti forzati e massacri di civili delle minoranze di alawiti, cristiani e curdi. Negli ultimi giorni l’offensiva di Al-Sharaa contro l’esperienza di autogoverno dellx curdx ha preso la forma di attacchi nei quartieri curdi di Sheikh Maqsoud e Ashrafiyeh, che fanno parte dell’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est (DAANES) anche se sono divisi, a livello territoriale, dal resto della Siria nordorientale. Dall’inizio di gennaio si è assistito a una forte escalation militare delle milizie del regime di Damasco, che ha il sostegno di Trump e i soldi dell’Europa (Al-Sharaa ha ricevuto la visita di Ursula Von der Leyen proprio durante i giorni dell’offensiva delle sue milizie nei quartieri curdi di Aleppo, e ha da lei ricevuto un sostegno finanziario da 620 milioni di euro). Mentre l’esercito siriano attaccava i quartieri curdi di Aleppo, l’esercito turco ha schierato le sue truppe lungo tutto il confine con il Rojava. Venerdì, il comandante in capo delle Forze democratiche siriane (SDF), Mazloum Abdi, ha annunciato il raggiungimento di un’intesa di cessate il fuoco che sta portando all’evacuazione dellx mortx, dellx feritx, dellx civili intrappolatx verso i territori a maggioranza curda dell’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est. Persone provenienti da tutte le parti del Rojava hanno provato a raggiungere Aleppo per unirsi alla resistenza, ma sono state fermate e bombardate. Ne abbiamo parlato con una compagna attualmente in Rojava.
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[2025-03-13] PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO SU LORENZO ORSETTI @ Spazio Popolare Neruda
PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO SU LORENZO ORSETTI Spazio Popolare Neruda - Corso Ciriè 7, 10124, Torino (giovedì, 13 marzo 20:00) Questo giovedì ci vediamo allo Spazio popolare Neruda dalle 20 per guardare insieme il documentario "Tekoşer. Il partigiano Orso", un film di Dario Salvetti sul compagno Lorenzo Orsetti, caduto il 18 marzo 2019 in Rojava, lottando contro l'ISIS. Dopo il documentario staremo insieme per preparare lo striscione per la commemorazione che si terrà domenica 16 marzo a Firenze Defend Kurdistan Torino
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Siria del Nord-Est: corrispondenza dalla diga di Tishreen in Rojava
Una corrispondenza con un compagno internazionalista che in questo momento si trova sulla diga di Tishreen, nella Siria del Nord-Est, un’importante infrastruttura della regione difesa in prima persona dagli abitanti e dalle abitanti del Rojava contro gli attacchi dell’aeronautica turca e delle truppe di terra dell’Esercito Nazionale Siriano, una coalizione di milizie islamiste finanziate e […]
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Anarres del 14 febbraio. Gli anarchici nella rivoluzione russa. Rojava. I movimenti negli States. Con i disertori russi e ucraini…
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming. Ascolta e diffondi l’audio della puntata: > Anarres del 14 febbraio. Gli anarchici nella rivoluzione russa. Rojava. I > movimenti negli States. Con i disertori russi e ucraini… Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti: Gli anarchici nella rivoluzione russa Volin, anarchico, tra i protagonisti della rivoluzione russa, ci restituisce l’immagine viva di una rivoluzione sociale, in cui la dimensione autogestionaria e libertaria dei Soviet viene soffocata a poco a poco dalla dittatura bolscevica. Non senza una forte resistenza. Per i tipi di Zero in Condotta è uscito il suo libro: “La rivoluzione sconosciuta. Il movimento anarchico nelle lotte per l’emancipazione sociale in Russia”. Enzo Papa, traduttore e curatore del testo, lo presenterà a Torino giovedì 20 (il 19 sarà a Reggio Emilia, il 21 a Milano, il 22 a Pordenone). Ci siamo collegati con Enzo Papa che ci ha anticipato alcuni temi di cui discuteremo nelle presentazioni. Rojava. Le ragioni per sostenere il confederalismo democratico “Negli ultimi anni, il Rojava, una regione autonoma nel nord della Siria, si è caratterizzato per un esperimento importante di autogoverno – basato sui principi del confederalismo democratico – dando una risposta innovativa alle sfide politiche, sociali ed economiche che ha affrontato e affronta la regione, soprattutto in un contesto di guerra e instabilità, come quello che caratterizza il Medio Oriente.” Questo l’incipit del testo diffuso dalla Federazione Anarchica Milanese. Il 15 febbraio ci sono state manifestazioni a Milano e a Roma I movimenti di opposizione politica e sociale negli Stati Uniti Nelle ultime settimane abbiamo in più occasioni parlato del ciclone Trump e delle conseguenze dirette delle sue prime settimane alla Casa Bianca. Oggi spostiamo l’attenzione sui movimenti, la cui vivacità è cresciuta negli ultimi anni e oggi si trovano di fronte una sfida molto forte. La deportazione dei migranti, i tagli alla spesa sociale, il via libera alle violenze fasciste e razziste, il rischio di ulteriore escalation bellica, l’attacco alla libertà delle donne e di tutte le soggettività non conformi alla norma eteropatriarcale, attacco alla libertà di insegnamento, disegnano il quadro inquietante di una potenza che teme il declino e punta tutto su identitarismi e guerra. Ne abbiamo parlato con Robertino Barbieri Con i disertori russi e ucraini Fermiamo la guerra dall’Ucraina a Gaza, dal Sudan al Kurdistan, dallo Yemen al Congo… Sono passati tre anni dall’accelerazione violenta della guerra impressa dall’invasione russa dell’Ucraina ed il conflitto si inasprisce sempre di più. Le guerre insanguinano vaste aree del pianeta in una spirale che sembra non aver fine. A Gaza, dopo 14 mesi di massacri, la tregua è sempre più fragile: gli Stati Uniti soffiano sul fuoco spingendo per la pulizia etnica e la deportazione dei gazawi. Se si aggiungono il conflitto nel Mar Rosso, il moltiplicarsi gli attacchi turchi in Rojava, le tensioni per Taiwan, il perdurare dei conflitti per il controllo delle risorse nel continente africano, il rischio di una guerra, anche nucleare, su scala planetaria è una possibilità reale. Opporsi concretamente è un’urgenza ineludibile. Il 22 febbraio giornata di lotta alla guerra e a chi la arma Appuntamenti: Giovedì 20 febbraio ore 21 corso Palermo 46 – Torino Gli anarchici nella rivoluzione russa Enzo Papa, traduttore e curatore dell’edizione italiana, presenta il libro: “La rivoluzione sconosciuta. Il movimento anarchico nelle lotte per l’emancipazione sociale in Russia” di Volin, edizioni Zero in Condotta. Volin, anarchico, tra i protagonisti della rivoluzione russa, ci restituisce l’immagine viva di una rivoluzione sociale, in cui la dimensione autogestionaria e libertaria dei Soviet viene soffocata a poco a poco dalla dittatura bolscevica. Non senza una forte resistenza. Il teorico e rivoluzionario anarchico, Vsevolod Michajlovič Eichenbaum, detto Volin, racconta la storia della Rivoluzione russa dal 1825 al 1939, con i suoi due sommovimenti del 1905 e del 1917, che egli ha vissuto come militante attivamente impegnato negli eventi. Potendo disporre di documenti e testimonianze di prima mano, Volin descrive, dal punto di vista anarchico – con lucidità e con rara finezza d’analisi -, tutto il processo del movimento rivoluzionario russo, dalla nascita dei Soviet all’annientamento del movimento anarchico da parte dello stalinismo passando per l’ascesa al potere dei bolscevichi, la rivolta dei marinai di Kronstadt o ancora l’epopea insurrezionale di Nestor Machno. Il libro, oltre che alle presentazioni, lo trovate alla FAT oppure può essere richiesto a http://www.zeroincondotta.org/ Sabato 22 febbraio a tre anni dall’inizio della guerra in Ucraina Giornata di informazione e lotta antimilitarista Con i disertori russi e ucraini per un mondo senza frontiere ore 11 presidio antimilitarista al Balon A-Distro e SeriRiot ogni mercoledì dalle 18 alle 20 in corso Palermo 46 (A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini! Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato! Informati su lotte e appuntamenti! Contatti: Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30 per info scrivete a fai_torino@autistici.org Contatti: FB @senzafrontiere.to/ Telegram https://t.me/SenzaFrontiere Iscriviti alla nostra newsletter mandando una mail ad: anarres@inventati.org  
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[2025-01-31] Aggiornamenti dalla diga di Tishreen (Rojava) con presentazione della rivista Legerin e cena benefit per Mezzaluna Rossa Kurdistan @ Kontiki
AGGIORNAMENTI DALLA DIGA DI TISHREEN (ROJAVA) CON PRESENTAZIONE DELLA RIVISTA LEGERIN E CENA BENEFIT PER MEZZALUNA ROSSA KURDISTAN Kontiki - Via Cigliano, 7 - Torino (venerdì, 31 gennaio 18:00) La situazione sulla diga di Tishreen (Siria del Nord Est, DAANES) si sta sempre più aggravando: quotidianamente vi sono morti e feriti perché lo stato turco colpisce con droni i pressi della diga, dove da settimane vi è un presidio popolare pacifico di protesta contro la guerra. Il danneggiamento della diga di Tishreen, una delle tre dighe sul fiume Eufrate, rappresenterebbe un disastro economico ed ecologico, poiché costituisce la più importante risorsa di acqua ed energia per l'intera regione. L'esercito turco vuole neutralizzare le resistenze sulla diga per poter aprire la strada alla conquista di Kobanê, città simbolo della lotta contro l'ISIS, e per questo non si fa problemi a bombardare direttamente su civili, anche quando questi stanno ballando o sono trasportati in ambulanza. Per fare fronte a questa crisi umanitaria e informare sulla situazione abbiamo organizzato per venerdì sera al Kontiki (via Cigliano 7): 🌱 alle 18 presentazione del nuovo numero di Lêgerîn, rivista della gioventù internazionalista, che tratta proprio del tema dell'ecologia sociale ⭐ alle 20 cena benefit per l'organizzazione di Mezzaluna Rossa Kurdistan, menù vegano, puoi prenotare al 3345783133 Ci vediamo venerdì!
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L’escalation di Erdogan contro il Rojava
La Turchia e le milizie islamiste filo-turche, in particolare l’Esercito nazionale siriano (SNA), stanno sfruttando lo spostamento di potere a Damasco per colpire le aree di autogoverno controllate dai curdi nella Siria settentrionale e orientale. Ankara giustifica queste azioni sostenendo che i gruppi che operano nella regione, in particolare le Unità di difesa popolare curde […]
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Siria. La vittoria Jihadista, la questione dei profughi, l’assedio a Mambij
In meno di 10 giorni il regime della dinastia Assad si è sciolto come la neve al sole. Le truppe governative si sono ritirate quasi senza combattere di fronte all’avanzata jihadista dell’HTS. A Damasco il dittatore ha negoziato le resa in cambio della possibilità di raggiungere la propria famiglia, scappata a Mosca da novembre. Le […]
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