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Primo maggio: voci da Bagnoli@0
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.
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Napoli: campagna contro MSC
Msc (Mediterranean Shipping Company) è una compagnia leader del trasporto marittimo globale e per il territorio di Napoli e dintorni è significativa su diversi livelli: per le implicazioni rispetto alla turistificazione di massa, per l’ampliamento della darsena a Napoli Est e dunque per gli stravolgimenti territoriali a causa dell’aumento del traffico di container, per il suo ruolo nella logistica di guerra. Diverse realtà del territorio hanno quindi lanciato un’assemblea pubblica che si terrà oggi giovedì 26 marzo per intessere legami tra quello che accade sul territorio e i flussi bellici su scala globale. La direzione di creare hub logistici ed energetici per la guerra a partire dai porti della penisola italiana è piuttosto esplicita, quindi occorre organizzarsi dal basso per contrapporvisi. Ne abbiamo parlato con una compagna che fa parte del percorso Qui l’opuscolo CHI TENE ‘O MARE – L’IMPERO MSC E GLI IMPATTI SU NAPOLI Qui la MAPPATURA DELL’AREA COSTIERA DI NAPOLI FATTA DA MARE LIBERO, PULITO E GRATUITO
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Bagnoli in lotta contro le false bonifiche pre-America’s Cup
A Bagnoli, nella periferia occidentale di Napoli, continua la mobilitazione dei comitati di abitanti che da anni denunciano la situazione ambientale e sanitaria dell’area. Il quartiere porta ancora i segni dell’industrializzazione del Novecento e della lunga storia dell’ex stabilimento siderurgico Ilva, la cui chiusura negli anni Novanta avrebbe dovuto aprire una stagione di bonifiche e riconversione mai realmente completata. Negli ultimi mesi la protesta si è riaccesa attorno ai progetti legati all’America’s Cup, che dovrebbero trasformare il lungomare e l’area dell’ex zona industriale in vista dell’evento. I comitati denunciano il rischio che la manifestazione diventi il pretesto per accelerare interventi urbanistici e operazioni di valorizzazione immobiliare senza risolvere i problemi strutturali di inquinamento del suolo e delle acque. La richiesta degli abitanti è che prima di ogni grande evento o investimento turistico venga garantita una bonifica reale del territorio e un percorso decisionale che coinvolga la popolazione locale. Martedì 3 marzo, i comitati popolari di Bagnoli hanno cercato di accedere al consiglio comunale straordinario – convocato con oltre due anni di ritardo rispetto alla richiesta degli abitanti – trovandolo blindato dalla polizia: un chiaro segno della volontà di dialogo del sindaco Manfredi e delle cordate politiche ed imprenditoriali che vogliono mettere le mani su Bagnoli. Ne abbiamo parlato con Eddi, dei comitati popolari di Bagnoli:
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